mercoledì, maggio 18, 2011

Comunicato Stampa di Libera Trapani e approfondimento su Libera Informazione sull'Operazione Salus Iniqua

Comunicato Stampa Salus Iniqua



Tratto da www.liberainformazione.org


Salus Iniqua: ecco il volto della nuova mafia
La borghesia mafiosa, i contatti pericolosi e gli affari dell'ex onorevole Giammarinaro
di Rino Giacalone


È il primo colpo messo a segno. Da meno di sei mesi siede sulla poltrona di capo della Divisione anticrimine della Questura di Trapani dopo essere stato a lungo capo della Squadra Mobile. Giuseppe Linares, promosso primo dirigente ha dovuto lasciare l'ufficio investigativo passando ad un altro genere di indagini, quelle che forse oggi più di ieri servono per colpire la criminalità organizzata e mafiosa, i complici di Cosa nostra, usando l'arma delle misure di prevenzione. Quei provvedimenti che danno origine ai sequestri e poi alle confische. La Divisione anticrimine tra gennaio e marzo scorso ha messo a punto la misura di prevenzione che ha portato il Tribunale di Trapani ad applicare per la prima volta, da quando è entrato in vigore il pacchetto sicurezza del Viminale, un sequestro preventivo, riconoscendo la pericolosità sociale del soggetto che controllava il relativo patrimonio: 35 milioni di beni, nella maggior parte dei casi quote sociali di centri di assistenza sanitaria. Destinatario l'on. Pino Giammarinaro, proposto per 5 anni di sorveglianza speciale, ed i suoi prestanome finiti indagati per riciclaggio.

La borghesia mafiosa

In conferenza stampa il dott. Linares è stato «lapidario»: «Gli elementi raccolti contribuiscono non poco a qualificare la condotta del Giammarinaro, anche alla luce di numerosi pronunciamenti giurisprudenziali, sintomatica di una contiguità consapevole e costante agli interessi della associazione mafiosa, di una mentalità improntata esclusivamente a stilemi tipici della consorteria mafiosa trapanese». «Dalla disamina dei vari episodi di cui si è reso protagonista, il Giammarinaro - hanno sostenuto gli investigatori - risulta la prototipica espressione di quella “borghesia mafiosa” che ha rivoluzionato i contorni classici della figura del soggetto indiziato di contiguità mutualistica all'associazione mafiosa “Cosa nostra”, figura che le più recenti sentenze penali riguardanti le indagini sui mandamenti mafiosi della Provincia di Trapani hanno visto imporsi in un vincolo di strumentale collusione e ciò a prescindere da una qualsivoglia formale adesione alla stessa (che oggi, peraltro, è risultata assai meno usuale di un tempo)». «Siamo dinanzi - ha proseguito Linares - dinanzi al metodo mafioso “sommerso” voluto dal latitante Matteo Messina Denaro». «Non è la mafia che mette l'attak - ha aggiunto il neo capo della Squadra Mobile Giovanni Leuci - ma una mafia che in questo modo controlla le imprese, le società, gli enti locali, dall'interno, è una mafia che crea benessere, posti di lavoro, raccoglie l'indispensabile consenso sociale». A fare i cosidetti «conti in tasca» all'on. Giammarinaro sono state le Fiamme Gialle : «Credo che l'entità del sequestro - ha detto il maggiore Matteo Amabile comandante del nucleo della Guardia di Finanza di Trapani - è determianta in 35 milioni non certo per eccesso ma per difetto. Abbiamo riscontrato una situazione incredibile con familiari, parenti, clientele di vario genere garantite con le assunzioni». Il capo della Mobile Leuci ha illustrato invece l'indagine della Procura di Trapani per la quale sono stati notificati sette avvisi di conclusione delle indagini (ipotesi intestazione fittizia di beni, falso nel rilascio di ceritifcati medici, favoreggiamento nell'elargizione di contributi pubblici) .

Mi presento, mi chiamano “Pino Manicomio”

A Salemi all'on. Pino Giammarinaro alcuni lo conoscono, e lo appellano, così sono stati sentiti dire dagli investigatori che stavano «ascoltando» alcune utenze telefoniche, come «Pino manicomio». Uno che lo chiamava in questa maniera era l'attuale addetto stampa del sindaco Sgarbi, il giornalista Nino Ippolito. Il «tentativo di condizionamento» del Comune di Salemi, è uno dei capitoli dell'indagine. Il sindaco Sgarbi non è assolutamente indagato, esce dall'inchiesta quasi come una «vittima» ma «consapevole», o almeno al contrario del suo ex assessore Oliviero Toscani, il fotografo famoso nel mondo, non è mai andato in procura a denunciare «pressioni» dell'ex deputato, che anzi lui ieri ha scelto ancora di difendere. La vicenda di «Pino manicomio» esce però in un contesto in cui Ippolito parlando con l'assessore Bivona informa questa che Giammarinaro stava andando in aeroporto a prelevare Sgarbi per fargli firmare una delibera con la quale designava l'assessore Calistro (cognato di Giammarinaro) rappresentante del Comune all'interno dell'Unione dei Comune belicini che si apprestava a sfruttare un finanziamento per i 150 anni dell'unità d'Italia. C'è poi l'aspetto rilevante del «condizionamento» esercitato secondo inquirenti e investigatori di Polizia e Finanza, all'interno della sanità pubblica, che da quando Giammarinaro fu nominato negli anni '80 presidente dell'allora Usl 4 di Mazara, era diventata la sua fonte principale di attività, costruendo un vero e proprio potere rimasto non intaccato nonostante una precedente misura di prevenzione, una sorveglianza speciale per 4 anni che da poco l'ex deputato ha finito di scontare. Una carriera quella di Giammarinaro interrotta dalle grane giudiziarie. Dall'Usl 4 nel 1991 aveva fatto il salto a Sala d'Ercole, eletto deputato regionale della Dc con 50 mila preferenze. Capo della componente andreottiana, era stato proprio il senatore a vita Giulio Andreotti ad affiancarlo in una affollata manifestazione al palazzetto dello sport. A metà anni '90 però le indagini, i pentiti lo indicano in combutta con la mafia, a Marsala la Procura indaga sulla malagestione dell'Usl. Esce assolto dal processo di mafia, ma condannato per peculato e concussione. E quindi sorvegliato speciale. Anche allora erano emerse «interferenze» nella politica e negli enti locali. Una pericolosità sociale che secondo i giudici invece che fermarsi è ancora di più cresciuta.

La "tassa" per diventare deputato. La storia dello zio Calò. C'è un «filo rosso» all'interno dell'indagine che ha portato al sequestro dei beni nei confronti dell'ex parlamentare regionale Pino Giammarinaro. Ed è il filo dei collegamenti politici. Da sorvegliato speciale oltre che violare le norme, continuando a gestire e ad accrescere con «metodologia mafiosa» il proprio patrimonio, ha continuato ad occuparsi di politica, e veniva trattato da pari a pari da esponenti politici regionali e nazionali che pur sapendolo un sorvegliato speciale non si traevano indietro dall'avere contatti e incontri con lui. I nomi citati nel provvedimento emesso dal Tribunale di Trapani sono diversi, quelli più importanti sono dell'attuale ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, all'epoca in cui però questi era il capo indiscusso dell'Udc siciliana, dell'allora Governatore della Sicilia, Totò Cuffaro, e poi via via a scendere sino a livello locale. Nel capitolo della politica vi sono vicende oggetto di approfondite indagini. Come il retroscena dell'elezione a deputato dell'ex presidente dell'ordine dei medici Pio Lo Giudice. Questo fu convinto da Giammarinaro a candidarsi e fu alle ultime regionali l'unico parlamentare dell'Udc eletto (adesso è transitato con l'Api di Rutelli). Già durante la campagna elettorale qualcosa era suonato in modo strano, in particolare gli incontri elettorali ai quali Giammarinaro era sempre presente e che concludeva con una «novella»: raccontava, parlando con Lo Giudice, della storia di un politico potente agrigentino, "u zu Calò" che un giorno notificò al parlamentare che era eletto che non lo sarebbe stato più, dandogli pubblicamente dell'«ex» quando ancora era in carica. Il «messaggio» a Lo Giudice insomma arrivò forte e chiaro su quello che avrebbe dovuto fare e su come sarebbe finita se avesse girato a lui le spalle. Non contento a Lo Giudice a risultato ottenuto notificò una richiesta: il pagamento di 200 mila euro per spese elettorali sostenute. Lo Giudice protestò, si rivolse al segretario del partito Romano e da questi ebbe ad apprendere che a Giammarinaro direttamente erano stati consegnati 40 mila euro di rimborso elettorale che in realtà sarebbero spettati a lui. Lo Giudice sarebbe stato sottoposto a vere e proprie «pressioni psicologiche». Di soldi e politica ha parlato anche l'ex consigliere comunale di Marsala Enzo Laudicina: alle precedenti elezioni regionali 20 milioni di lire Giammarinaro li ebbe a chiedere all'allora deputato, appena eletto, sempre dell'Udc, Norino Fratello. Come se c'era una tassa non scritta da dovere pagare per il seggio in Parlamento. Quanto contasse Giammarinaro era ben noto anche a politici locali come Girolamo Turano, attuale presidente della Provincia. In una conversazione intercettata, Turano lamentava la capacità di Giammarinaro di pilotare, anche grazie a dirigenti compiacenti, le sorti di nomine, incarichi e concorsi indetti dalla A.S.L. di Trapani.

L'omicidio di un infermiere che faceva il manager delle dialisi. L'1 ottobre del 2002 fu trovato ucciso nella spiaggia di Capo Feto. Si chiamava Salvatore Capizzo. Aveva 44 anni, era originario di Salemi, da tempo abitava a Mazara, infermiere professionale. Ma quello che stupì gli investigatori fu la circostanza che nella sue tasche gli vennero rinvenuti agendine e appunti con annotazioni relative questioni sanitarie, numeri di telefono di dirigenti della sanità, dell'on. Pino Giammarinaro. Un infermiere dai tanti, forse troppi contatti. Un delitto irrisolto e però partendo da questo omicidio, risalendo via via la china di «rapporti pericolosi» la Squadra Mobile completò un rapporto investigativo finito alla Dda di Palermo e ora tornato alla competenza della Procura di Trapani. È da questa inchiesta che ha preso anche spunto la misura di prevenzione e il sequestro di beni, nonchè il filone di inchiesta «esploso» con la notifica di avvisi di conclusioni delle indagini e avvisi di garanzia. Cosa si è scoperto dietro il delitto Capizzo? La gestione «occulta» dell'on. Giammarinaro di alcune «Rsa». (residenze socio assistenziali) ricadenti, in particolare, a Mazara e Salemi, nonché un centro di emodialisi di Mazara, dove l'ex deputato risultava essere socio occulto proprio con Capizzo che all'epoca del delitto pensava ad aprire anche una attività sanitaria a Trapani. Capizzo era amministratore unico del «Centro Emodialisi Mazarese», ma i «contatti» tra Capizzo e Giammarinaro non sarebbero stati solo dentro il «Cem». Erano anche di altra natura. Capizzo infatti si sarebbe preso cura della latitanza dell'on. Giammarinaro quando questi era ricercato tra il 1995 e il 1996. Custodiva libretti al portatore, si sarebbe fatto prmotore di raccolte di denaro nei confronti del politico. Un politico potente Giammarinaro. Di lui hanno parlato alcuni pentiti di mafia come Salvatore Lanzalaco, Antonino Giuffrè e Mariano Concetto, lo hanno indicato come «snodo fondamentale delle dinamiche criminali della consorteria mafiosa dell'intera provincia di Trapani», quella capeggiata dal latitante Matteo Messina Denaro. Il boss, capo mafia di Castelvetrano, che si dice durante la sua latitanza si è potuto muovere guarda caso nascosto dentro delle «ambulanze»a e il delitto Capizzo sono le ombre che si stagliano sull'opwerazione «Salus iniqua». Il controllo della sanità pubblica. Oltre alla gestione di una rete di società attraverso «obbedienti prestanome», era proprio Giammarinaro a decidere gli avanzamenti di carriera e le nomine di primari. Aveva propri «fedelissimi» nei posti-chiave dell'azienda sanitaria provinciale, primo fra tutti Giuseppe «Pippo» Cangemi, per anni direttore sanitario della Asl. La scelta dei sanitari da promuovere era vincolata dall'appartenenza politica. E con questo criterio sarebbero stati scelti, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, due primari assegnati agli ospedali di Alcamo e di Salemi. I meriti professionali e i titoli non avevano alcuna rilevanza, i medici «scienziati» venivano fatti fuori in favore dei sanitari «scecchi» (frase contenuta in una intercettazione). In un incontro in cui veniva decisa la spartizione di posti dirigenziali nella sanità trapanese, il medico Vincenzo Borruso si rivolgeva a Giammarinaro (che, malgrado l'obbligo di soggiorno, continuava a muoversi con facilità) per chiedergli: «Ma insomma, quando mi fai diventare primario?». Proprio in quel momento era stato nominato il nuovo dirigente generale dell'Asl, Fulvio Manno. La prima preoccupazione di Borruso era stata quella di chiedere a Giammarinaro: «Questo direttore amico nostro è?». Girava voce infatti che Manno volesse «liquidare» Cangemi. Giammarinaro tranquillizzò subito il suo amico medico: «Ma chi racconta queste minchiate?». Dalle convenzioni con le strutture socio-assistenziali alle nomine, dagli incarichi per tecnici di laboratorio ai concorsi per medici e primari. Con un «sistema» che contava su un formidabile retroterra politico Giuseppe Giammarinaro aveva, in pratica, messo le mani sulla sanità in provincia di Trapani. «Per ora è lui che impera» diceva sconsolato al telefono l'ex deputato regionale dell'Udc Girolamo Turano, ora presidente della Provincia. Le intercettazioni offrono uno spaccato del «sistema» clientelare che aveva messo sotto controllo l'Asl 9 di Trapani.

martedì, maggio 17, 2011

Sequestrati a Pino Giammarinaro 35 milioni di euro per riciclaggio


Un'avviso di garanzia per riciclaggio è stato notificato a Pino Giammarinaro, ex deputato regionale e potentissimo politico della provincia di Trapani salemitano.
Il personale della Divisione Anticrimine della Questura e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani ha provveduto contestualmente al sequestro di beni per un ammontare complessivo di circa 35 milioni di euro.
Ma chi è veramente Pino Giammarinaro?
Proveremo a riassuntare la sua storia politica e giudiziaria:
Nasce imprenditore nel campo dell'edilizia ma si inserisce nel campo della politica a suo tempo con l'appoggio degli esattori mafiosi Nino e Ignazio Salvo, esponenti salemitani della corrente Andreottiana, diventando così dirigente dell'Ausl di Mazara del Vallo.

Con il passare del tempo Giammarinaro diventa uno dei politici più potenti della Sicilia attribuendosi l'appellativo di mister 50000 voti, avendo conseguito, per le elezioni regionali del 1991, 50.264 voti su 109.261 di lista in Provincia di Trapani.

Tuttavia, nel 1994 cominciano i guai in quanto diventa destinatario di due ordinanze di arresto, uno per concorso esterno in associazione mafiosa e una per concussione e corruzione sicchè decide di fuggire all'estero vivendo in latitanza per due anni.

Successivamente fu arrestato alla frontiera italo-slovena dopo essersi costituito.

Per i reati di corruzione, concussione, associazione per delinquere e abuso d'ufficio, riconosce la colpevolezza e patteggia la pena di un anno e 10 mesi, risarcendo l’Ausl di Mazara del Vallo con la somma di 200 milioni di lire

Per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa viene assolto nel 2000 con formula dubitativa soltanto ed esclusivamente grazie alla riforma del giusto processo, effettuata con legge costituzionale n.2 del 1999, che ha consentito al testimone-imputato di reato connesso di avvalersi, al pari di altri due pentiti che lo accusavano, della facoltà prevista dalla nuova legge di non rispondere poi innanzi al giudice per confermare quanto, invece, aveva dichiarato in precedenza.

Tuttavia egli diviene destinatario di un provvedimento di sorveglianza speciale con obbligo di dimora a Salemi in quanto sospettato di appartenere a Cosa Nostra.

Successivamente ritorna in politica orbitando sempre vicino ai partiti di centro così riuscendo ad influenzare sempre e comunque l'intero panorama politico della provincia di Trapani, in particolare lo si ricorda per aver proposto e supportato la candidatura di Vittorio Sgarbi alle ultime amministrative di Salemi.

Mi viene ancora da sorridere quando mi raccontarono un comizio di Sgarbi a Salemi dove egli inveiva contro, a suo dire, i professionisti dell'antimafia sostenendo che la mafia a Salemi non esiste più per poi girarsi all'indietro e, rivolgendosi a Giammarinaro, chiedeva conferma: Vero Pino!!!!!???

lunedì, maggio 16, 2011

CORTEO STORICO DI SANTA RITA 2011

L' Associazione Culturale "Rosa d' inverno" invita a partecipare alla V° edizione de "IL CORTEO STORICO DI SANTA RITA 2011 a Castellammare del Golfo il 21 Maggio p.v. e a darne notizia. Grazie Don Franco
http://www.santaritadelgolfo.it/


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Santa Rita 2011 Locandina

sabato, maggio 14, 2011

Sbarco di immigrati a Castellammare del Golfo. Da dove vengono e dove andranno?


Anche a Castellammare pare che siano arrivati degli immigrati.
Questa notte intorno alle 3 al porto di Castellammare, gli ultimi clienti del Rock Island si son visti passare davanti circa una trentina di persone nordafricane provenienti dal molo in costruzione e diretti verso il paese. Alcuni, una volta compreso che si trattava di uno sbarco, hanno cercato di aiutare gli immigrati provando a chiedere loro se avessero bisogno di qualcosa come cibo, acqua, abiti o altro, ma sono riusciti solo a capire - dato che nessuno parlava l'italiano, solo arabo e francese - che erano tutti diretti verso la stazione. In effetti, secondo quanto raccontano i testimoni, gli immigrati erano visibilmente guardinghi e spaventati, come se stessero scappando.
Alcuni, cercando di capire se fossero effettivamente venuti via mare, hanno cercato e trovato il barcone battente a quanto sembra bandiera turca, ancorato alle spalle del molo in un punto nascosto e al buio completo; le autorità portuali hanno in mattinata trainato all'interno del porto la barca, che è stata posta sotto sequestro.
Adesso la Capitaneria di Porto sta cercando di capire chi fossero e da dove provenissero queste persone, dato che è piuttosto inusuale oltre che molto rischioso intraprendere un viaggio con una barca di dimensioni medio piccole, come quella utilizzata da queste persone, dalle coste africane fino a Castellammare del Golfo, situata in mezzo all'omonimo golfo sulla costa nord della Sicilia; l'ipotesi alternativa è che queste persone siano in qualche modo fuggite da un Centro di Identificazione ed Espulsione (ve ne sono alcuni nelle vicinanze di Trapani) e che abbiano scelto di fuggire via mare per far perdere le tracce.
Intanto, ci si chiede cosa faranno queste persone e cosa potremmo fare noi per questi disperati, escludendo in pieno le proposte di alcuni (tanti, purtroppo) riassumibili nel motto di bossiana memoria "fora d'i ball"!

lunedì, maggio 09, 2011

E questa come si spiega?



Pietro Palau Giovannetti, è tra i padri fondatori del "Movimento per la Giustizia Robin Hood" e della rete di "Avvocati senza Frontiere", organizzazioni no profit che, da oltre 20 anni, si battono per l'affermazione del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e una giustizia pulita libera dagli interessi delle mafie e delle corporazioni, sostenendo quella parte sana e assolutamente minoritaria della magistratura, che non si presta a legittimare gli abusi che quotidianamente vengono perpetrati nelle aule di giustizia, dai poteri dominanti nei confronti dei cittadini più deboli e indifesi.
fonte: La voce di Robin Hood

venerdì, maggio 06, 2011

Il WWF e il Referendum del 12-13 Giugno

Il presidente del WWF Italia, Stefano Leoni, spiega perchè votare Sì ai Referendum del 12-13 Giugno 2011: per fermare il nucleare e contro la privatizzazione dell'acqua (di Francesco Mirabile)


mercoledì, maggio 04, 2011

FESTA DELLO ZINGARO - I 30 anni della Prima Area Protetta siciliana

Venerdì 6 maggio 2011 dalle ore 09,00 si festeggia il 30° Anniversario della Riserva Naturale dello Zingaro.

L'appuntamento è all'ingresso sud (lato Scopello) della Riserva dove si susseguiranno una serie di eventi che vedranno protagonisti gli studenti delle scuole di Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Custonaci e Buseto Palizzolo.

La manifestazione si preannuncia come un importante evento per la società civile. Il 6 maggio infatti i ragazzi delle scuole in cui ricade le Riserva Naturale dello Zingaro metteranno in scena uno spettacolo originale e proclameranno la "Carta dello Zingaro" sui diritti della Aree Protette siciliane. Alla lettura della "Carta" presenzieranno le più alte cariche della Regione Siciliana a cui verrà chiesto un impegno sempre maggiore nella salvaguardia dell'ambiente.

Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF, ha già manifestato l'adesione alla Carta, mentre il Generale Domenico Achille, Comandante Regionale della Guardia di Finanza, nel corso della manifestazione siglerà un Accordo di Collaborazione con la Direzione della Riserva per prevenire e reprimere reati ambientali nel territorio dell'area protetta. Al termine della manifestazione verrà deposta una corona di fiori in memoria del finanziere Vincenzo Mazzarella, ucciso nel 1950 dalla banda di Salvatore Giuliano a Punta Capreria (oggi all'inteno della Riserva).

All'evento parteciperanno anche le Associazioni ambientaliste che nel 1980 organizzarono la storica "Marcia dello Zingaro" che bloccò la cementificazione dell'area oggi occupata dalla Riserva dello Zingaro: la prima area protetta siciliana.

La festa continuerà nei giorni 7 ed 8 maggio con appuntamenti di carattere culturale e ricreativo.

In allegato trovate il comunicato stampa ed il programma completo della manifestazione.

Vi ringrazio dell'attenzione e spero di incontrarvi tutti il prossimo 6 maggio.

Vincenzo Sottosanti


CLICCATE SU FULLSCREEN PER VEDERE GLI ALLEGATI
Festa Dello Zingaro. Comunicato Stampa

scheda vincenzo mazzarella

locandina-2

scheda eventi 8 maggio

venerdì, aprile 29, 2011

I quesiti referendari e l’intesa Berlusconi-Sarkozy

Perché i due leader vogliono che il referendum del 12-13 giugno fallisca
Di Francesca Cassarà
Con una mossa di dubbia correttezza politica il governo sta cercando di vanificare il quesito referendario in merito al nucleare, cancellando il decreto che riapriva alle centrali in Italia, sul quale gli italiani dovrebbero pronunciarsi (si attende la decisione della consulta). Ma il Presidente del Consiglio, cinicamente, ha dichiarato: “Se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni a venire”. Berlusconi ha infatti voluto sottolineare che il governo italiano resta convinto che “l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo.”
Queste dichiarazioni sono state rilasciate a margine dell’incontro bilaterale Francia-Italia a Palazzo Madama, certamente per confortare Sarkozy sulla validità degli accordi che l'Italia ha già stretto con la Francia per l’acquisto delle centrali nucleari, e in particolare quello tra l’italiana Enel e la francese Edf. “I contratti continuano - ha precisato il premier - non vengono abrogati”. Intanto un altro quesito referendario potrebbe intaccare gli interessi economici delle multinazionali francesi in Italia: quello finalizzato a fermare la privatizzazione dell’acqua in Italia. Infatti sono francesi molte delle multinazionali interessate al business dell’acqua privata in Italia, che vale circa 64 miliardi di euro.
Già oggi in Italia ci sono città in cui il servizio è gestito da multinazionali francesi (in Calabria per esempio è VEOLIA), con il risultato che la qualità dell’acqua è peggiorata, i costi per gli utenti sono aumentati e spesso l’erogazione è sospesa per gran parte della settimana. E un’altra francese, la multinazionale Gdf Suez, è stata condannata dall’antitrust insieme all’Acea (ex municipalizzata del Comune di Roma) per aver stretto un accordo che ha permesso loro di vincere tutti i bandi di gara e creare un monopolio illegale sull’acqua privatizzata, violando le regole della libera concorrenza.
E questa privatizzazione non corrisponde a maggiori investimenti e a un miglioramento della rete, come afferma la propaganda delle aziende private. Al contrario un’inchiesta di Paolo Rumiz su “Repubblica” ha denunciato che la presenza di arsenico nelle tubature italiane è maggiore laddove il sistema dell’acqua è privatizzato da tempo, specie in Lazio e Toscana, in mano alle solite Acea e Suez, che hanno continuato a chiedere deroghe per prendere tempo e non bonificare, mentre in Lombardia il sistema pubblico ha svolto investimenti per depurare le acque dal veleno. E in Lombardia, a Milano, il costo dell’acqua (gestita pubblicamente) è tre volte meno di quanto non lo sia ad esempio a Firenze, dove è privatizzata.
Persino la Corte dei conti ha ammesso che i maggiori profitti che le aziende private hanno ottenuto dal business dell’acqua derivano dall’aumento delle tariffe e non da maggiori investimenti.
La gestione privata inoltre rende estremamente difficoltosa la segnalazione di disservizi in caso di gravi mancanze da parte del gestore: gli uffici aperti al pubblico saranno sostituiti da ore di attesa davanti alla musichetta di qualche call center in chissà quale paese del mondo. Ad Aprilia (LT) la s.p.a. privata che gestiva l’acquedotto ha tagliato l’acqua a chi si è ribellato alla cattiva gestione.
E tutto questo i francesi ce l’hanno molto chiaro, tanto che hanno recentemente reso nuovamente pubblico l’acquedotto di Parigi, mentre le loro multinazionali agiscono, anche illegalmente, per accaparrarsi le fonti e la gestione degli acquedotti italiani.
Una vittoria del SI nei 3 referendum aprirebbe la riflessione intorno a un’idea moderna di “gestione pubblica”, affidata a soggetti di diritto pubblico, fondata su meccanismi di partecipazione e controllo affidati ai cittadini e ai lavoratori, e non finalizzata al profitto di poche multinazionali.

mercoledì, aprile 27, 2011

Guidaloca demolità dall'alluvione


Questa mattina vigili del fuoco e protezione civile sono stati impegnati nelle operazioni di soccorso a seguito dell'esondazione del fiume di Guidaloca che ha colpito con estrema violenza le abitazioni e il camping adiacenti al fiume.
Lo scenario che si è presentato ai miei occhi è stato preoccupante, infatti a mare galleggiavano pozzetti frigo, carrelli di auto e anche roulotte.
Per fortuna nessun disperso grazie alla tempestività dei soccorsi che sono riusciti a salvare in estremis una bambina rimasta intrappolata dentro una roulotte.

Video tratto da www.alcamondoblog.wordpress.com

martedì, aprile 26, 2011

PALLACANESTRO: GS CASTELLAMMARE AI PLAYOFF

Per il terzo anno consecutivo, la GS Castellammare si qualifica ai playoff del campionato di Promozione; questa volta lo fa da capolista, avendo vinto la regular season con sole 3 sconfitte all'attivo. Ora più che mai è importante avere il tifo e il sostegno del pubblico di casa per superare l'ostacolo Olimpia Sport e andare in finale, per far sì che il sogno della promozione in serie D non svanisca.
Per questo motivo, siete tutti invitati venerdì 29 aprile alle ore 21 presso la Palestra Bonanno a tifare GS; ci vuole il pubblico delle grandi occasioni, e speriamo che la palestra possa essere piena!

domenica, aprile 24, 2011

Generazione Neet: due milioni di giovani non fanno completamente niente!


Uno studio realizzato da Monitor (la banca dati ministeriale dei mercati del lavoro, curata dall’agenzia tecnica Italia Lavoro) ha lanciato un dato inquietante: esistono 2 milioni di giovani compresi tra i 15 e i 29 anni che sono disillusi, depressi, insoddisfatti e demotivati: non studiano, non lavorano, non frequentano corsi e non sono in cerca di alcuna occupazione. E’ la generazione NEET, acronimo che sta a significare: Not Employment, Education and Training.

Il record si registra tra Catania, Brindisi e Palermo ma anche Napoli ha registrato un picco non indifferente. Il profilo della generazione NEET è quello di ragazzi sfiduciati e delusi dalla società, non votano e non fanno attivismo politico o associativo, evitano di seguire i corsi universitari (anche se magari sono iscritti) e non cercano lavoro. In Italia sono 2 milioni (il 21% dei giovani di quell’età) e il 56.5% sono donne, i NEET si concentrano nel mezzogiorno con una percentuale pari al 30%.

Le ragioni dell’arresa totale potrebbero essere ricondotte proprio alla difficoltà nel raggiungere dei traguardi in una società fortemente competitiva e basata su precariato e stagismo forzato e reiterato. Solo per fare un esempio sul tema del precariato la produttrice Rai, Daniela Zefferi, ci raccontava: “In Rai abbiamo una serie di precari che sono storici. Uno pensa ai precari come dei ragazzi, ormai abbiamo cinquantenni/cinquantottenni precari che non sono stati assunti perché hanno superato il limite massimo per l’assunzione; abbiamo persone che sono diventate mamme, nonne facendo le precarie, sono persone ricattabili”.

La demotivazione ha quindi una sua matrice dettata da scelte politiche sbagliate. Ce ne dà notizia anche la ricerca sulla percezione di insicurezza nel mondo del lavoro e precariato femminile realizzata all’interno dell’Università La Sapienza, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa attraverso l’intervista alla ricercatrice Patricia Chiappini che ci dice: “Durante le interviste svolte è emerso che per le donne in particolar modo la condizione di stabilità precaria fa emergere in modo significativo tutti i lati negativi che si possono riassumere in instabilità, insicurezza e indefinizione professionale. La precarietà lavorativa, quando non è frutto di una libera scelta, comporta un costo piuttosto alto da pagare sul piano psicologico e sociale”.

La ricerca completa si può visionare a questo link: http://www.agoravox.it/Mondo-del-lavoro-e-precariato.html.

Fabio Barbera

mercoledì, aprile 20, 2011

ITALIANS (DON’T) DO IT BETTER


Il 6 Aprile è iniziato il processo denominato “Rubygate”, in cui il nostro Silvio Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile; si tratta dell’ennesima vicenda giudiziaria avente a riguardo il nostro Premier, un vero scandalo che mette ancor di più in cattiva luce non solo il nostro governo, ma la nostra intera nazione, soprattutto agli occhi degli osservatori stranieri.

Non so quanti di voi siano soliti visionare i siti Internet dei più importanti quotidiani stranieri, io personalmente ho preso l’abitudine di farlo da un po’ di tempo; basta cliccare sulla homepage del “The Guardian”, de “El Pais” o de “Le Monde”, solo per citarne tre, e le notizie riguardanti Berlusconi e le sue magagne risaltano in prima vista. Com’è ovvio, chi legge tali notizie non possono che farsi un’impressione negativa sul nostro Presidente del Consiglio, ma non solo; tutti questi numerosi e continui scandali hanno creato nell’opinione pubblica dei paesi a noi culturalmente e/o geograficamente vicini un’opinione comune su noi italiani parecchio cattiva.

Ho avuto la fortuna di studiare per la durata di un intero anno accademico presso un’università spagnola, nell’ambito del programma Erasmus, che, come molti di voi sapranno, è stato creato per permettere agli studenti di tutta Europa di studiare per un periodo di tempo limitato in un altro paese facente parte dell’Unione Europea; grazie a questa esperienza, ho avuto modo di conoscere e relazionarmi con ragazzi, studenti universitari e non, provenienti da tutte le parti d’Europa. Ahimè, ho anche avuto modo di costatare che l’impressione generale che si ha di noi italiani all’estero non è delle migliori; sì, è vero, non abbiamo mai avuto una grande considerazione, se pensiamo che per molti anni siamo stati il paese di “mafia, spaghetti e mandolino”. Ma vi posso assicurare che, nella maggior parte dei casi, mi è capitato che presentandomi ad uno straniero e rispondendo alla domanda “Where are you from? / ¿De donde eres?” di essere italiano, la prima parola pronunciata dai miei interlocutori fosse: “Ah, italiano! Berlusconi…”, con tono palesemente dispregiativo. Devo dire la verità, sulle prime mi incazzavo di brutto; come si può ridurre il prestigio, la storia, l’importanza di un paese come il nostro che al mondo moderno ha dato tanto solo ad una parola, ad un cognome, per di più pronunciato con tono altezzoso e disprezzante? Ma pensandoci bene, forse è la verità: ormai siamo caduti talmente in basso che ogni tentativo di difendere il nostro onore risulta vano.

Ho voluto fare una specie di test; ho chiesto ai miei amici stranieri conosciuti in Erasmus di darmi la loro opinione in particolare sullo scandalo Rubygate, e più in generale ho chiesto di esprimere la loro opinione su Berlusconi e su noi italiani, alla luce di tutto questo. Ho fornito loro articoli di giornale presi dalle più importanti testate italiane e straniere riguardo al caso Ruby e ho precisato di essere quanto più sinceri possibile. Bene, ho deciso di riportare in questo articolo testuali parole dei loro commenti; naturalmente, onde evitare facili accuse di manipolazione di quanto da loro detto a fini personali, mi rendo disponibile a mostrare agli scettici tanto di mail e messaggi per dimostrarne la loro veridicità. Ma iniziamo con i commenti:

Amelie (Francia): sembra che lui, con tutti i soldi che ha, possa fare quello che vuole, ma c’è un limite a tutto e Berlusconi lo ha già ampiamente oltrepassato. So che la Francia non è un buon esempio, abbiamo i nostri problemi anche qui, ma non potete stare con le mani in mano, dovete andare in piazza a protestare contro tutto questo, se tutti vi prendete per mano e fate qualcosa, beh sicuramente riuscirete a cambiare. Ho imparato a conoscere gli italiani, non penso che fondamentalmente siate un popolo disonesto o corrotto; ma purtroppo, per quello che si legge di voi, e per il fatto che, nonostante tutto quello che abbia fatto, Berlusconi sia ancora il vostro presidente, è naturale che la reputazione generale non sia delle migliori

Antoine (Francia): è incredibile, ne ha combinata un’altra? Ancora ricordo quando ho letto di quella frase da lui pronunciata “meglio guardare una bella ragazza piuttosto che essere omosessuale”… Berlusconi pensa di essere un macho latino, ma ormai ha perso ogni contatto con la realtà e non si rende più conto di quello che fa; la cosa che mi sorprende è come possa controllare così tanto i mezzi di comunicazione, è una cosa totalmente antidemocratica!

Petr (Repubblica Ceca); personalmente, trovo davvero strano che una persona come Berlusconi possa essere rimasto in carica per così tanto tempo, sono sicuro che nella maggior parte dei paesi democratici sarebbe stato politicamente morto già da molto tempo. Questo mi fa pensare che in Italia Berlusconi abbia troppo potere, il quale va oltre il suo semplice mandato politico; da noi, Berlusconi è ben conosciuto per i suoi scandali politici e a sfondo sessuale, visto anche che in uno di questi è stato coinvolto anche il nostro ex presidente Topolanek. Onestamente, non biasimerei mai l’Italia come nazione, ma sicuramente penso che da voi ci sia qualcosa che non vada.

Martin (Inghilterra): è brutto da dire, ma io e i miei amici scherziamo sempre su di Berlusconi. La stampa inglese è abbastanza critica nei suoi confronti; in linea generale, si pensa che lui sia un “moron” (da tradurre come “coglione”), e tutti i giornali hanno espresso opinioni parecchio negative riguardo allo scandalo Rubygate. Sostanzialmente, Berlusconi è un ragazzo di 20 anni intrappolato nel corpo di un 74enne. Mi sembra che le principali ragioni per cui Berlusconi sia ancora in carica siano una sostanziale debolezza della vostra sinistra, e il fatto che egli possa controllare praticamente tutti i mass-media, influenzando l’elettorato e plasmandolo a suo piacimento, un po’ come nel libro “1984” di George Orwell. Ad ogni modo, la sua popolarità sembra essere in netto calo, e spero per voi che ben presto lo possiate fare fuori (in senso politico, ovviamente).

Ergün (Turchia); sono veramente dispiaciuto per voi italiani, ho avuto modo di conoscere il vostro popolo attraverso te e tutti gli altri ragazzi conosciuti qui in Erasmus, e sono sicuro che non vi meritiate un presidente come Berlusconi. E’ sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, quindi avere un’opinione negativa di un’intera nazione soltanto sulla base delle azioni del suo rappresentante principale, ma obiettivamente l’Italia e gli italiani sono messi molto in cattiva luce dagli avvenimenti degli ultimi 20 anni, ultimo dei quali lo scandalo Ruby. L’unica cosa che potete fare è scegliere politici migliori che rappresentino un’Italia migliore (anche perché francamente penso che peggio di Silvio sia impossibile fare), se continuate a eleggere Berlusconi sicuramente la vostra reputazione non potrà che peggiorare.

Alla luce di tutto questo, adesso mi piacerebbe leggere i vostri commenti, soprattutto da parte di quei visitatori del nostro blog che, spesso sotto le spoglie dell’anonimato, si lanciano in una strenua difesa dell’operato di Berlusconi, lanciando accuse contro i suoi “detrattori” (che saremmo noi). Volete accusare di comunismo anche Amelie, Antoine, Martin, Petr ed Ergün oppure una volta per tutte riuscirete ad ammettere che siamo un popolo RIDICOLO e INDEGNO?

Roberto Odisseo

sabato, aprile 16, 2011

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO LIDO VALDERICE


TORNA IL CONSUETO APPUNTAMENTO con il Concerto del Primo Maggio a lido Valderice
Quest'anno musica dal vivo dalle 16:30 alle 23:00

all'interno della giornata alcuni ragazzi del liceo artistico di Trapani realizzeranno un murales in estemporanea sul tema del lavoro.
Band al momento confermate:
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i MATRIMIA!
Un generoso e appassionante "Taraf" (gruppo) ispirato dalla tradizione klezmer e balcanica con il suo gioioso mélange di innumerevoli strumenti, le sue evoluzioni di soli trascinanti e i suoi ritmi in accelerazione
*SUL PALCO DI PRIMO MAGGIO LIDO VALDERICE
Daniele Tesauro: fisarmonica, chitarra Dario Compagna: clarinetto, clarinetto basso Gero Pitanza: chitarra manouche, bouzouki, chit. Elettrica Roberto Ferreri: basso Giacomo Di Domenico: batteria, darabouka, tapan Davy Deglave: voce

http://www.myspace.com/matrimia
http://www.facebook.com/pages/Matrimia/125702387477241
http://www.youtube.com/franckwaddle______________________________________________________________

i WAINES
I Waines, originari di Palermo, hanno vinto l' Italia Wave nel 2007 e il premio PIVI come Miglior Video 2009: con la regia e l'interpretazione di Corrado Fortuna, quest'ultimo interprete nel film "Baarìa", "Feisbum", e protagonista in "My name is Tanino".

Energici. Rock'n'roll. Un Ep in linea con certe uscite musicali degli ultimi anni, a partire dagli Strokes, passando per i Jet, sfiorando i Killers e così via. Gruppi che da circa dieci anni hanno riportato in primo piano le sonorità a cavallo fra i Sessanta e i Settanta, riadattandole ai nostri tempi. Hanno utilizzato la stessa formula con successo, a dimostrazione dell'immortalità del rock'n'roll. Una formula intramontabile perché di facile ascolto, danzereccia e trascinante. I palermitani Waines riprendono questi suoni, con chitarre sbavate e riverberate, una batteria piuttosto regolare e una voce rock'n'roll, sporca e acuta dove serve. I loro sono brani a tutto tondo, ballabili e riusciti. Sembrano i nostri Jet con un video alla moda in meno.

http://www.myspace.com/3waines_____________________________________________________________

LORRè & SHAKALASKA BAND
Il progetto è formato dal veterano Jahmento alla chitarra e alla voce, uno dei primissimi cantanti reggae italiani gia attivo dai primi anni '80 e punto di riferimento della scena reggae nazionale; grande musicista e protagonista di innumerevoli live con la One Drop band e altre formazioni di successo. Lorrè, nome di punta del reggae siciliano , con all'attivo diversi album da solista, decine di produzioni tra mixtape e compilations e da più di dieci anni in giro per concerti in tutta l'Italia ma anche in Germania e Spagna (Rototom sunsplash , Chiemsee reggae festival e tanti altri).
Questa band, formata da 7 elementi, presenta un repertorio inedito che spazia dal roots a sonorità più moderne, ripercorrendo quella che è stata la storia musicale dei cantanti in questione che per l'occasione presenteranno nuovi brani freschi di produzione. Con loro ci saranno due talentuosi singer provenienti dal progetto Greeza, formazione hip hop dall'attitudine e dalle sonorità reggae. Una band completa per uno show da non perdere assolutamente.
La band , in questa esatta formazione,nel 2011 è stata protagonista di un tour invernale che li ha visti esibire in tanti locali italiani da Torino a bari , passando da Pavia , Parma , Firenze e Perugia per poi tornare ad infuocare come sempre le yard e le piazze della loro amata isola , la Sicilia.


http://www.reggaecontest.eu/bands/lorreshakalaskaband
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Notadisilenzio.
Sempre più spesso band emergenti imbracciano gli strumenti sperando un giorno, di emulare le gesta di idoli d’oltreoceano e d’oltremanica. In netta controtendenza i palermitani Notadisilenzio esordiscono con un ep all’insegna del made in Italy: cantato rigorosamente in italiano e influenze tutte nostrane con in testa Afterhours e Marlene Kuntz.

In apertura, Nave terra e Icaro si caratterizzano per atmosfere delicate ed intimistiche sostenute da un cantato introspettivo, ma sempre percorse sottotraccia da una tensione pronta a risolversi in improvvise e potenti esplosioni di chitarre. Intorno alle note di Non ha età e Il Ragno alleggiano fantasmi di Nomadi e PFM perfettamente assimilati nel sound del gruppo. Lo spesso muro di suono de La sua danza e l’eterea e rarefatta melodia della ghost track, chiudono infine un interessante esordio perennemente in bilico tra rock alternativo e canzone d’autore.

Al di là di una qualità audio certamente non all’altezza del contenuto musicale, il disco mostra un gruppo capace di muoversi con personalità all’interno di un solco già calcato da molte altre band.
http://www.myspace.com/notadisilenzio______________________________________________________________

PRIMO MAGGIO 2011 DEDICATO A CHI UN LAVORO NON LO HA PIU'
Quest'anno il concerto sarà presentato da "neodisoccupati"
per ogni band una storia

giovedì, aprile 14, 2011

La fine prematura della giustizia



Ieri alla camera dei deputati si è compiuto l'ulteriore scempio di questo Governo in materia di Giustizia.
Ed infatti il PDL, non contenti della precedente legge che già nel 2005 aveva dimezzato i termini prescrizionali, ha approvato una nuova legge che diminuisce ancor di più i termini di prescrizione per una serie di reati la maggior parte dei quali è riferibile a quelli commessi dai c.d. colletti bianchi.


Ecco l'elenco di reati che cadrebbero in prescrizione grazie alla legge approvata ieri alla camera dei deputati:

* Abuso d'ufficio
* Corruzione semplice e in atti giudiziari
* Rivelazione di segreti d'ufficio
* Truffa semplice o aggravata
* Frodi comunitarie
* Frodi fiscali
* Falsi in bilancio
* Bancarotta preferenziale
* Intercettazioni illecite
* Reati informatici
* Ricettazione
* Vendita di prodotti con marchi contraffatti
* Traffico di rifiuti
* Vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore
* Sfruttamento della prostituzione,
* Violenza privata,
* Falsificazione di documenti pubblici
* Calunnia e falsa testimonianza
* Lesioni personali
* Omicidio colposo per colpa medica
* Maltrattamenti in famiglia
* Incendio
* Aborto clandestino

Ed ecco l'elenco parziale del numero e del tipo di processi (più di 25.000 in tutta Italia) che saranno prescritti grazie al Processo breve:

FIRENZE
400 processi a rischio
compreso Viareggio (morte 32 persone)
NAPOLI
3.500 processi a rischio
compreso riciclaggio e processi emergenza rifiuti
L'AQUILA
250 processi a rischio
comprese le vittime dei crolli e della Casa dello studente
BARI
400 processi a rischio
compresi quelli che riguardano Fitto e Tarantini
ROMA
10.000 processi a rischio
compresi crack Cirio e BNL
MILANO
3.500 processi a rischio
compresi crack Parmalat e Antonveneta
TORINO
350 processi a rischio
Compresi scandalo Doping e Eternit Amianto
GENOVA
Violenze al G8
300
BOLOGNA
100
PALERMO
500
Compreso Fincantieri/amianto (40 operai morti d´amianto)
GORIZIA
100
Compreso Fincantieri/amianto (40 operai morti d´amianto)"

GRAZIE GOVERNO.....NOI GIOVANI, DOPO LA NOTIZIA CHE IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE NAZIONALE E' GIUNTO AL 30%, SENTIVAMO VERAMENTE IL BISOGNO DI QUESTA RIFORMA!



A SEGUIRE LA POSIZIONE DI LIBERA
Con l'approvazione della legge sul "processo breve" la legge diventa uguale per i potenti, diseguale per i deboli. Un vero e colpo di spugna verso i corrotti ed i colletti bianchi. Parlare di legalità significa parlare di corresponsabilità. Oggi l'individualismo crescente nel paese è direttamente proporzionale all'estendersi dell' illegalità. C'è una diffusa depenalizzazione dei reati a livello di coscienza e il processo breve, le intercettazioni, con la conseguente umiliazione della società intera sulle pagine dei giornali sono l' esempio di una cultura che favorisce i furbi. Con l'approvazione delle norme sul processo breve rischiano di trasformarsi in un'amnistia per chi si è macchiato di eco-crimini. Dagli abusi edilizi ai reati legati allo smaltimento illecito di rifiuti Tra i principali processi a rischio, quelli legati all'emergenza rifiuti in Campania. E poi: il processo sull'Ilva di Taranto e quello sull' Eternit, con 2889 persone lese. Stop anche ai procedimenti per l'inquinamento chimico della Valle del Sacco, per la discarica di rifiuti tossici a Bussi sul Tirino Disastro, per i reati contro il territorio e il paesaggio, a partire dall'abusivismo edilizio dentro le aree protette e a rischio idrogeologico.

E a saltare sarebbero anche i processi che riguardano il crollo della Casa dello studente dell'Aquila, e quello per la strage ferroviaria di Viareggio.

Tutti siamo d'accordo che i cittadini siano tutelati contro la durata indeterminata dei processi e convinti della necessità di arrivare a processi rapidi. Il punto però è che per ottenere questo scopo si devono dare strumenti adeguati, mezzi e personale, come chiedono i magistrati. Invece quello che è stato approvato è un inganno. Un attentato alla legalità perché inserisce una scadenza alla possibilità di accertare la verità, anziché fornire gli strumenti per accelerare i processi. E all´uguaglianza perché stabilisce circuiti diversi, quello per i supergarantiti, che ha un termine, e quello destinato invece alla criminalità di strada, al traffico illecito di rifiuti, agli infortuni sul lavoro. Processi che non hanno un limite. Due percorsi di giustizia, inaccettabili.

Da oggi dobbiamo ribellarci tutti all'impotenza, a fare in modo che a diventare normale non sia la corruzione, non siano le mafie, non sia l' illegalità diffusa, non siano le ruberie ma a diventare normale deve essere l'onestà, la trasparenza, il rispetto delle regole per tutti. E chiedere ad alta voce verità e giustizia per tutti.
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
Via IV Novembre, 98 - 00187 Roma - P.Iva: 06523941000 CF: 97116440583

domenica, aprile 10, 2011

Processo Tempesta 2

Il pm della Dda di Palermo, Paolo Guido, ha chiesto al Tribunale, una condanna a 16 anni di reclusione per l'imprenditore di Castellammare del Golfo Antonino Cusenza, accusato di associazione mafiosa. Il processo scaturisce da un troncone dell'inchiesta antimafia "Tempesta 2" e vede imputate altre dodici persone. L'accusa ha inoltre sollecitato 12 anni di carcere per Diego Rigeri e 9 per Michele Sottile, due presunti affiliati alla cosca castellammarese. Quattro anni e mezzo per l'ex ingegnere capo del Comune di Castellammare del Golfo Antonino Palmeri e tre anni per l'architetto Vincenzo Bonventre, funzionario comunale. Per gli altri imputati le richieste oscillano dai 2 ai 6 anni.

gds.it