Anche a Castellammare del Golfo si sono ricordate tutte le
vittime delle mafie presso la villa Comunale. Il presidio di Libera “Piersanti
Mattarella” di Castellammare, ha istallato dei pannelli con le foto e i nomi
delle vittime ed insieme al sindaco, gli scout, i carabinieri, la chiesa e
molti giovani riuniti nella piazzetta, si ricordando tutti, dal 1893 ad oggi. giovedì, marzo 22, 2012
Ricordate le vittime delle mafie ad Alcamo e Castellammare
Anche a Castellammare del Golfo si sono ricordate tutte le
vittime delle mafie presso la villa Comunale. Il presidio di Libera “Piersanti
Mattarella” di Castellammare, ha istallato dei pannelli con le foto e i nomi
delle vittime ed insieme al sindaco, gli scout, i carabinieri, la chiesa e
molti giovani riuniti nella piazzetta, si ricordando tutti, dal 1893 ad oggi. lunedì, dicembre 05, 2011
Manovra lacrime e sangue, Monti dimentica la Chiesa. Niente Ici sugli immobili del Vaticano
La notizia è arrivata dalla conferenza stampa del premier Mario Monti alla Sala Stampa Estera di Roma. Un giornalista straniero ha formulato una domanda scomoda: “Avete pensato ad estendere il pagamento dell’Ici anche alla Chiesa Cattolica?”. La risposta di Monti, il cui volto ha improvvisamente perso l’espressione benevola di solo pochi minuti prima, ha lasciato la platea straniera – e subito dopo anche quella italiana – senza parole. “E’ una questione che non ci siamo ancora posti”. E’ ragionevole pensare che il governo non se la porrà mai. Piange Elsa Fornerosulla deindicizzazione delle pensioni da mille euro al mese, ma sembra non esserci proprio la volontà di operare un recupero di un privilegio che in tempi di crisi diventa sempre più difficile da digerire.
L’Ici – che poi si chiamerà Imu – la dovranno pagare tutti. E la rivalutazione delle rendite catastali fino al 60% la renderà forse la tassa più pesante che gli italiani saranno chiamati a pagare nell’immediato. La Chiesa, ancora una volta, resta fuori dal novero dei contribuenti dello Stato pur continuando a percepire l’8 per mille.
Eppure, già nel 2004, una sentenza della Corte di Cassazione stabilì che l’esenzione dall’Ici (già in vigore dal ’92, ma dal cui pagamento erano stati esclusi luoghi considerati “particolarmente meditevoli”) poteva essere applicata solo quando all’interno dell’immobile si svolgesse un’attività effettivamente meritoria e legata al culto. Per fare un esempio, va bene l’esclusione di una chiesa o di un oratorio, ma non quella di un immobile di proprietà vaticana affittato ad una banca. Una sentenza “pericolosa”, a cui corse in soccorso Berlusconi nel 2005. A pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, fu approvata una discussa norma che stabiliva l’esenzione dal pagamento dell’Ici per tutti gli immobili della Chiesa cattolica. Un anno dopo il governo Prodi limò la normativa, prevedendo che l’esenzione si potesse applicare solo agli immobili dalle finalità “non esclusivamente commerciali”, ma quell’avverbio – “esclusivamente” – ha permesso alla Chiesa di usufruire dell’esenzione anche per strutture turistiche, alberghi, ospedali, centri vacanze, negozi: è sufficiente la presenza di una cappella all’interno della struttura.
Il risparmio annuo per la Chiesa – e la perdita netta per il fisco italiano – si avvicinano ai due miliardi di euro. E’ stato stimato approssimativamente in circa 50 mila il numero degli immobili ecclesiastici presenti in tutta Italia (in pratica 1 abitazione su 5), ma un vero e proprio censimento non è mai stato fatto dal catasto, soprattutto sul fronte della destinazione d’uso. Anche perché ciascun ente ecclesiastico può essere titolare di più immobili, affittati o in uso per i motivi più diversi (a Roma persino commissariati di Polizia e Carabinieri sono di proprietà vaticana). Si tratta, comunque, di una ricchezza enorme, che non ha analogie all’estero e che è totalmente detassata. Secondo una stima fatta dai Radicali Italiani qualche tempo fa, in tutta Italia sarebbero presenti almeno 30 mila stabili di proprietà della Chiesa adibiti ad attività imprenditoriali e commerciali diverse.
La quantificazione del mancato pagamento solo di questi si aggira sui 2 miliardi e 400 mila euro. All’Ici, poi, si dovrebbero aggiungere anche l’ammontare dovuto per altre imposte sia statali che comunali a cui la Chiesa risulta esente (Irpef, Iva e altro) anche questi quantificabili per circa 4 miliardi di euro. Il tutto mentre la Chiesa risulta beneficiaria dell’8 per mille che lo Stato le versa (anche quando il contribuente non ha esercitato l’opzione: a meno che il contribuente non lo destini ad altro scopo, quei soldi vanno alla Chiesa anche se non dichiarato apertamente) e che è una cifra molto alta: dal 1990 al 2007 la Chiesa ha percepito 970 milioni circa di euro dallo Stato Italiano per “l’esercizio del culto”.
Comunque, per il governo Monti, così attento alle direttive europee, una riflessione sull’esenzione Ici alla Chiesa presto si porrà lo stesso. La notizia, infatti, è che l’Unione Europea ha annunciato (a fine settembre) l’intenzione di aprire un’indagine formale per aiuti di Stato e incompatibilità con le norme sulla concorrenza proprio su questo fronte. Sono tre i punti da chiarire. Oltre all’Ici, c’è anche l’articolo 149 del “Testo unico delle imposte sui redditi”, che “conferisce a vita la qualifica di enti non commerciali a quelli ecclesiastici”, garantendo loro un regime fiscale particolare e favorevole. Infine lo sconto del 50% dell’IRES concesso agli enti ecclesiastici che operano nella sanità e nell’istruzione. Joaquín Almunia, il commissario europeo per la concorrenza, si è lasciato sfuggire che la condanna dell’Italia stavolta sarà “difficile da scampare”. Dopo l’apertura dell’istruttoria, le parti avranno 18 mesi per presentare le proprie ragioni, poi Bruxelles dovrà decidere. In caso di condanna, L’Italia potrebbe chiedere il rimborso all’erario delle tasse non pagate dagli enti ecclesiastici. Ma lo farebbe?
Sara Nicoli
(Fonte:www.ilfattoquotidiano.it)
giovedì, settembre 08, 2011
Saverio Tommasi alla scoperta di Comunione e Liberazione
mercoledì, giugno 08, 2011
Trapani, la diocesi locale di monsignor Miccichè sotto inchiesta dal Vaticano
Poichè l'argomento è delicato invitiamo i commentatori a non delirare contro gli interessati dall'articolo nè tantomeno contro i gestori del blog.
Noi siamo convinti che in ogni istituzione vi possano essere problemi, ma ciò non pregiudica l'integrità della stessa.
Per questo motivo noi stimiamo molti esponenti della chiesa, e l'elenco è lungo ( Don Ciotti, Don Cozzi.....etc.....) ma non manchiamo di evidenziare i grandi problemi della stessa, sopratutto nella nostra provincia.
Tratto da il Fatto Quotidiano di Giuseppe Pipitone
Due fondazioni della Curia sono finite nel mirino della Guardia di Finanza per un buco nel bilancio. C'è di pi§ l'autista dello stesso monsignore che sarebbe imparentato con una famiglia mafiosa locale
L’ultima volta era successo nel 1985 nella diocesi di Nicosia, in provincia di Agrigento. Ora, dopo più di trent’anni, il Vaticano è tornato di nuovo a inviare ispezioni ufficiali nelle periferiche diocesi siciliane. Proprio oggi infatti è stato reso noto che Papa Benedetto XVI ha nominato Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e componente di spicco della Cei, ispettore della diocesi di Trapani. In linguaggio canonico si chiama “visitatore apostolico”. In realtà Mogavero è un vero e proprio ispettore mandato dalla Santa Sede per indagare e fare luce su i tanti punti ritenuti oscuri nella gestione della Curia trapanese, che dal 1998 è guidata da Monsignor Francesco Miccichè. “Le mie funzioni – ha dichiarato il neo visitatore Mogavero – saranno di tipo istruttorio. Dovrò fare luce su una serie di fatti poco chiari nella diocesi trapanese e riferirne quindi alla Santa Sede”.
Il ruolo di Mogavero sarebbe assimilabile quasi a quello di un commissario, nonostante al momento Miccichè rimarrà al vertice della Curia trapanese. Gli ambienti vaticani hanno mantenuto il massimo riserbo su quali “fatti poco chiari” abbiano portato Ratzinger a inviare Mogavero come “visitatore”, e quindi commissario, nella curia trapanese. Quel che è certo è che al decreto d’ispezione chiesto dal cardinale canadese Marc Oullet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, il Vaticano è arrivato soltanto dopo un accurato lavoro di indagine istruttoria condotto da Monsignor Giuseppe Bertello, delegato del Nunzio Apostolico per i rapporti tra la Santa Sede e le diocesi. Le informazioni raccolte da Bertello in pratica non hanno lasciato scelta: a Trapani bisognava per forza mandare un ispettore.
La diocesi più occidentale della Sicilia in effetti negli ultimi tempi ha destato più di un interrogativo. Dallo scorso febbraio infatti la locale sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza indaga sulla gestione finanziaria di due fondazioni della Curia: la Auxilium e la Antonio Campanile. Dopo alcuni articoli del quindicinale L’Isola sotto la lente d’ingrandimento delle fiamme gialle sono finite le pratiche di fusione delle due fondazioni nel 2007: nei bilanci della Curia infatti si sarebbe creato un “buco” di oltre un milione di euro. Miccichè dichiarò di essere all’oscuro dell’indagine in corso declinando qualsiasi tipo di accusa. E’ lui che però, in qualità di presule della città delle saline, ricopre di diritto l’incarico di presidente delle due fondazioni.
L’Auxilium, in particolare, è una delle più importanti realtà socio assistenziali della Sicilia dato che, disponendo di un gande istituto psico-pedagogico e di un grosso centro fisioterapico in cui lavorano oltre 300 persone, può contare su una convenzione con l’Asp di Trapani del valore di oltre 5 milioni di euro di rimborso all’anno. Dal 2009 tra l’altro il vescovo di Trapani ha nominato procuratore dell’Auxilium l’ex dipendente regionale Teodoro Canepa che è anche suo cognato, avendone sposato la sorella Domenica. Su questo il Nunzio Apostolico Bertello deve aver lavorato prima d’inviare la sua relazione alla Congregazione per i Vescovi. Ma non solo. Nel fascicolo che ha convinto il cardinale Oullet e sua santità Benedetto XVI a mandare qualcuno a Trapani per capire cosa stesse succedendo, ci saranno forse anche alcune lettere spedite in passato da alcuni ignoti fedeli addirittura al Cardinale Tarcisio Bertone. Missive anonime in cui si accusa Monsignor Miccichè d’intrattenere pericolose relazioni con tale Orazio Occhipinti. Sulla carta si tratterebbe soltanto del suo autista. Ma secondo gli autori degli scritti anonimi il potere di Occhipinti proprio in seno alla fondazione Auxilium sarebbe notevole, anche in virtù del suo pedigree di provata fede mafiosa. Occhipinti infatti è erede della famiglia mafiosa di Dattilo, un piccolo comune del trapanese, sterminata negli anni ’80 dopo che suo padre Vito e suo zio Antonino furono trucidati durante la guerra tra le varie fazioni affiliate a Cosa Nostra. Una segnalazione – quella fatta dai fedeli anonimi – che se provata potrebbe aver infastidito molto le alte gerarchie ecclesiastiche.
L’interesse della Santa Sede nei confronti della Curia di Trapani si è accesso anche in relazione alla gestione pastorale della diocesi da parte di Miccichè. L’attenzione sarebbe infatti puntata anche sulla recente promozione da parte di Miccichè di un sacerdote, accusato nei primi anni ’90 di aver celebrato clandestinamente il funerale di un mafioso, ucciso in uno scontro a fuoco mentre era latitante. Una situazione quindi molto complessa quella che si presenta nella diocesi trapanese. Situazione sulla quale dovrà da oggi indagare monsignor Mogavero, che oltre ad essere presidente del Consiglio per gli Affari Giuridici della Cei, ha anche un’esperienza triennale alla guida della vicina Curia di Mazara del Vallo. Una conoscenza pregressa della difficile realtà trapanese che sicuramente gioverà all’incarico del neo ispettore. L’incarico di visitatore apostolico tra l’altro non ha alcuna scadenza. Mogavero potrà in pratica disporre tutti gli accertamenti che riterrà opportuni, riferendo l’esito alla Santa Sede, senza alcun limite di tempo. Toccherà poi al Vaticano decidere se e quali operazioni compiere nella Curia di Monsignor Francesco Miccichè
mercoledì, maggio 25, 2011
Ballottaggio MILANO. Cavalli (IdV): “Letizia Moratti e CL sono i nuovi mercanti del tempio”
“In questi giorni di mistificazione della realtà, durante i quali Giuliano Pisapia è stato addirittura indicato come l’anticristo – conclude Giulio Cavalli -, credo sia necessario individuare come contrari alla religione cristiana i nuovi mercanti del tempio, Letizia Moratti e CL, che davanti alle case di preghiera hanno allestito il trionfo della loro laica meschinità”.
lunedì, maggio 16, 2011
CORTEO STORICO DI SANTA RITA 2011
http://www.santaritadelgolfo.it/
CLICCATE SU FULLSCREEN PER VISUALIZZARE LA LOCANDINA A SCHERMO INTERO
Santa Rita 2011 Locandina
domenica, febbraio 27, 2011
Campane moleste: le chiese producono inquinamento acustico all’esterno. Possono farlo?
L’Italia viene spesso dipinta come il paese dei mille campanili. Pensate che casino! Parlarne può sicuramente servire perché il dibattito in materia non è mai stato sviluppato sia per pigrizia di chi subisce con malcelato fastidio sia per chi dice con arrendevolezza “in fondo è folkloristico. Fa tradizione”. Succede anche da me: accanto casa mia in Sicilia c'è una grossa chiesa (San Giuseppe di Castellammare del Golfo) (nella foto a destra) con le campane che diffondono attraverso grossi altoparlanti in tutto il quartiere. Quotidianamente (a partire dalle sette) partono le mitragliate di rintocchi che invadono l’aere con una cadenza di 30 minuti. L'invadenza aumenta naturalmente in tre specifici periodi: Natale, Pasqua e 21 di agosto (la festa patronale). In queste tre date, per settimane, oltre a scandire l'orario, producono lunghi e struggenti momenti musicali che possono du
rare anche una trentina di minuti. Scrivendone su facebook e parlandone agli amici ho scoperto che in tanti si trovano nell’analoga situazione. E allora la domanda diventa legittima: possono farlo? E’ legale diffondere all'esterno delle chiese con altoparlanti tradizioni esclusivamente cattoliche, costringendo tutti ad ascoltarle? E soprattutto (al di là dell'etica e della laicità) è normale produrre un così eccessivo inquinamento acustico?Chi si trova a convivere con un vicino di casa così invadente spesso si sente esasperato e impotente, esiste comunque una normativa in materia che si trova a questo link www.uaar.it/laicita/campane
Abbiamo chiesto proprio ai rappresentanti dell’Uaar lumi in materia. Ci ha risposto Silvano Vergoli, responsabile comunicazione esterna dell’Uaar:
“purtroppo viviamo in un Paese che ha sottoscritto un concordato con la Chiesa Cattolica generando una contraddizione nella carta costituzionale poiché non si può essere laici (ovvero garantire la separazione tra stato e chiesa) e contemporaneamente favorire costituzionalmente una confessione religiosa. Questa ambiguità si trova anche nelle sentenze dei tribunali chiamati in causa da cittadini esasperati, alcune vanno in una direzione altre in un'altra. Se è vero che a Genova un nostro socio è riuscito ad ottenere la riduzione dell'impatto acustico, pochi giorni fa ad Avio il prete è stato assolto”.
Quella che è stata ribattezzata “La guerra delle campane” è però già aperta e i giornali cominciano ad occuparsene. Da una rapida ricerca sul web, ad esempio, si legge:
1.LAVAGNA (Genova). Lo scampanio eccessivamente rumoroso ed i rintocchi troppo frequenti hanno fatto condannare una parrocchia al risarcimento di 60mila euro a favore di una donna che abitava a pochi metri dalla chiesa.
2. BOLZANO. E’ "guerra delle campane". Da una parte i residenti bolzanini, dall'altra i frati della Chiesa di Gries, colpevoli di "scampanare" a più non posso a tutte le ore della notte e del primo mattino, fracassando le orecchie e mandando a pezzi il sonno dei poveri abitanti della zona.
3. MERANO. «A Bolzano si lamentano per le scampanate alle sette di mattina, ma cosa dovremmo dire noi, che il parroco di Maia Bassa ci “bombarda” già alle sei»? C’è aria di rivolta a causa dello sgradito concerto che i residenti sono costretti a sorbirsi quotidianamente prima dell’alba.
4. QUARTO OGGIARO (MILANO). Chiamano i fedeli a raccolta e annunciano i momenti importanti per la comunità cristiana. Ma quando si vive a meno di trenta metri da una chiesa, il suono delle campane può trasformarsi in un incubo. E se, accanto agli scampanellii, ci si mettono pure i rintocchi dell’orologio, puntuali ogni mezz’ora, si capisce il dramma!
5. TOSCANA. Campane rumorose, mille euro di multa al parroco. Un parroco della periferia di Prato dovrà pagare oltre mille euro di multa per il suono delle campane: gli è stata contestata per inquinamento ambientale dall'Arpat.

Un susseguirsi di articoli che raccontano l’invadenza acustica ci danno l’idea che cambiare la situazione è possibile. Proprio per questo l’Uaar ha predisposto un modulo, che si può richiedere scrivendo a soslaicita@uaar.it. Nel caso il rumore superi la soglia di tolleranza stabilita fissata dal DPCM 11 novembre 1997, infatti, è possibile passare alle vie legali nei confronti della parrocchia e richiederne l’adeguamento!
mercoledì, gennaio 19, 2011
LETTERA APERTA ALLA CITTÀ LA PAURA REGNA SOVRANA
Come sorelle francescane abbiamo scelto di vivere tra la gente più povera e trascurata, per non dire dimenticata, e questo ci permette di “vedere” e “condividere” quanto accade, in tutte le ore, nel centro storico della Città.
La gente che abita nella zona Pilazza è arrabbiata, dispiaciuta, impaurita, rassegnata a vivere sotto l’illegalità e abbandonata da tutte le istituzioni; le stesse forze dell’ordine, quando vengono chiamate, dicono di non poter far nulla.
Qui tutti sono in pericolo: bambini e ragazzi che sono avviati al furto e alla droga, adolescenti e giovani che non hanno punti di riferimento e non sono aiutati nel loro inserimento culturale o lavorativo, donne anziane che vengono scippate e buttate a terra, famiglie che all’imbrunire devono stare asserragliate in casa e far finta di non vedere e sentire, le macchine parcheggiate continuamente derubate e le case svuotate. Qui tutti sono in pericolo! Non si può restare indifferenti a tutto questo! Non serve indignarsi e denunciare pensando a progetti faraonici! Basta con la retorica e con le divisioni! È inutile far finta che il problema è sotto controllo!
Questa mattina è successa una delle cose ordinarie, di cui sono vittime quasi tutte le famiglie che vi abitano, e che non hanno coraggio di denunciare per paura: abbiamo trovato la “Casa della Comunità Speranza” danneggiata da professionisti e constatato il furto dei computer messi a disposizione dei ragazzi.
La Casa è frequentata da circa ottanta bambini del doposcuola, da ragazzi e giovani che trovano nella Casa un punto di riferimento e nelle attività proposte delle possibilità di integrazione e formazione.
La Casa, però, è in pericolo, come lo sono tutte le famiglie, composte da numerosi figli, che abitano nei vicoli, dove neppure le volanti delle forze dell’ordine possono passare perché troppo stretti.
Questa mattina, dopo aver notato il furto e aver fatto regolare denuncia alla Polizia, siamo andate nei vicoletti per parlare con la gente.
Abbiamo trovato sangue per terra per una delle solite risse notturne, bottiglie rotte, tanta sporcizia, i vetri della nuova edicola della Madonna infranti e gettati per terra.
Camminando, insieme ad alcune donne tunisine e mazaresi, siamo entrate dentro le case abbandonate e abbiamo trovato uno spettacolo di degrado inaudito; questi sono i luoghi dove i ragazzi e i giovani si drogano e spacciano, si prostituiscono e si ubriacano.
Nel nome del Signore, chiediamo la presenza vera dello Stato; chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore il bene comune di intervenire con decisione e non solo quando sono chiamati in situazioni di emergenza; chiediamo di chiudere le case abbandonate che sono luogo di malaffare; chiediamo di mettere delle videosorveglianze e tutto quello che serve per assicurare un vivere civile e democratico.
Noi continuiamo a pregare per tutti coloro che hanno responsabilità in questa meravigliosa città, perché prendano a cuore questa drammatica situazione e intervengano celermente.
Alleghiamo alla presente alcune foto a dimostrazione di quanto denunciato.
Le Sorelle Francescane Missionarie di Maria
sabato, ottobre 02, 2010
Quanto trambusto per una battutina!
E quei bacchettoni de L'Avvenire se la prendono per una battuta... ma poi, come fanno loro a dire che il Dio citato dal Sommo sia il loro e non, tanto per fare un esempio, Allah?
E poi, vogliamo dire di quanti bestemmiano nel Pd? E nell'IDV?
Insomma, i soliti due pesi e due misure... Se un comunista urla e scalpita contro i preti, i vescovi, il Papa e la Chiesa tutta, "PORGIAMO L'ALTRA GUANCIA"! Se il Supremo fa una battutina innocente per regalare un sorriso a dei poveri terremotati e a chi li sta aiutando, ecco che insorgono tutti indignatissimi!
Suvvia, signori cattolici, un po' di sano senso dell'umorismo...
Ps: a scanso di equivoci, il post è ovviamente sarcastico. Voglio vedere se i cattolici seguaci del Sultano di Arcore tuoneranno contro questa battutaccia non consona al ruolo di Presidente del Consiglio ("prometto di ricoprire questa carica istituzionale con onore, dignità e responsabilità...") o se continueranno strenuamente a giustificare un INDIFENDIBILE con ragionamenti al limite della follia (vedi post sul discorso di Di Pietro alla camera)!
VD
sabato, settembre 18, 2010
Alla faccia della crisi!
Ecco i costi della visita del Papa a Palermo il 3 Ottobre.
sabato, agosto 07, 2010
Suggerimenti per un'estate catartica...
In attesa di altri articoli più interessanti (che sono in preparazione), rilassiamoci un pò bighellonando nel web. Non so se lo conoscete già, ma vi consiglio di dare un'occhiata al blog http://www.pontifex.roma.it: è un toccasana per lo spirito, una guida morale, un distributore gratuito di amore e compassione. Qui troverete - soprattutto negli editoriali - dichiarazioni d'amore nei confronti di chiunque, nel pieno rispetto del Dottrina Cattolica, unica e sola fonte di Verità.
lunedì, luglio 19, 2010
COMUNICATO UFFICIALE OFFICINE FESTIVAL

COMUNICATO UFFICIALE OFFICINE FESTIVAL: siamo lieti di annunciarvi
che il festival si farà il 22/23/24 Luglio allo stadio comunale
L.Catella ALCAMO !! Ce l'abbiamo fattaa!!! Ringraziamo tutti voi per il
supporto, siete stati grandi!!!Ci vediamo al Sikelian \m/
giovedì, giugno 24, 2010
Niente Rievocazione Storica quest'anno a Castellammare
in considerazione
- della difficile situazione finanziaria del Comune di Castellammare del Golfo, dovuta alle norme che fissano il rispetto dei parametri del patto di stabilità al periodo in cui era insediata la commissione straordinaria, che potrebbero creare le condizioni per un dissesto finanziario, che, tra le diverse conseguenze, rischierebbe anche di interrompere il rapporto di lavoro dei 145 lavoratori precari del Comune e di bloccare importanti servizi di assistenza sociale; - della grave crisi economica, occupazionale e sociale che investe le famiglie e le fasce sociali con redditi non alti, generando incertezza ed instabilità; - del senso di sfiducia e di sconforto suscitato dal recente sequestro (effettuato dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani) dell’intera struttura portuale e della sospensione dei lavori in corso di realizzazione, che, per il protrarsi delle indagini, potrebbe compromettere la realizzazione dell’opera e pregiudicare la disponibilità delle somme stanziate;
si dichiara
chiaramente orientata, come gesto di responsabilità civile, di sobrietà morale e di carità cristiana, a sospendere la preparazione della VIII edizione della Rievocazione Storica dell’intervento prodigioso di Maria SS. del Soccorso in favore della città di Castellammare, programmata per la serata del prossimo martedì 13 luglio presso la Cala Marina, pur trovandosi concretamente già in una fase avanzata di realizzazione, di impegnata organizzazione e di fattiva attuazione della “sacra rappresentazione”, evento religioso, artistico e culturale al quale si conferma fortemente e gratuitamente legata, per il profondo significato di testimonianza di fede, per l’intenso coinvolgimento comunitario e per il vasto richiamo popolare;
auspica
altresì, che per l’esecuzione e l’allestimento di altre manifestazioni estive, prevalga un medesimo spirito di temperante moderazione e di sensibile solidarietà;
si augura
che non si perda la fiducia e la speranza, nella certezza, più volte provata, che le notevoli potenzialità e le poliedriche risorse del popolo castellammarese consentiranno ancora nel prossimo futuro una forte ripresa.
Castellammare del Golfo, lì 24/06/2010 Solennità della Natività di San Giovanni Battista
sabato, aprile 03, 2010
MISTERI di Palermo (nel vero senso della parola)
Ogni popolo (anzi forse sarebbe meglio "razza" visti questi gesti irrazionali e animaleschi) ha la sua cultura, però è difficile accettare nel 2010 una cosa del genere: la dimenticanza della gente che ha sacrificato la propria vita per combattere la mafia e l'acclamazione dei "paladini dell'ingiustizia e della criminalità".
Nino Fazzino
giovedì, ottobre 08, 2009
MAFIA: Prete in omelia chiede aiuto a ditte mafiose!
(AGI) - Agrigento, 8 ott. - "Le nostre chiese hanno bisogno di tante attenzioni e noi l'attenzione gliela daremo in tutti i modi. Le imprese di Favara non mancheranno, la ditta Athena e i Pitruzzella, ne sono convinto, ci daranno una mano". Lo ha detto don Nino Giarraputo, il nuovo arciprete di Cattolica Eraclea (Agrigento), nell'omelia tenuta per il suo insediamento. Ma le imprese citate sono in odore di mafia e sulle parole del sacerdote le forze dell'ordine provinciali hanno stilato un'informativa gia' inviata alla Procura della Repubblica di Agrigento.La Athena Costruzioni e' gestita dai fratelli Valenti, uno di questi venne arrestato nel 1999 perche' ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Favara. Santo Pitruzzella, titolare dell'omonima ditta, venne pure arrestato nel 1988 ed e' tuttora detenuto per mafia. Suo padre Gioacchino Pitruzzella, e' stato indicato come "uomo d'onore" dal pentito Antinino Calderone. Le ditte Athena e Pitruzzella hanno costruito a Favara la chiesa sei Santissimi apostoli Pietro e Paolo, dove don Giarraputo e' stato parroco prima di essere tarsferito a Cattolica Eraclea.
In passato don Nino Giarraputo a Favara ha subito in pasato diverse intimidazioni e la Prefettura gli aveva assegnato una scorta, che venne revocata dopo tre anni.
"Ho ringraziato le ditte per quanto hanno fatto a Favara.
Per me sono tutte brave persone", ha detto il prete.
Fonte www.agi.it
La Procura di Agrigento ha avviato un’inchiesta nei confronti di don Nino Giarraputo. Il Procuratore Renato Di Natale, afferma: ‘’ e’ assolutamente inquietante quello che ha detto il prete. Fa pari alla dichiarazione dell’ex presidente dell’Akragas. Sono fatti inquietanti e fanno parte del modo di pensare di un certo territorio ‘’.
Fonte www.teleacras.com
“Non capisco il clamore che stanno suscitando le mie parole. Ho solo ringranziato l’impresa che ha realizzato i lavori di costruzione e manutenzione nella chiesa di Favara dove sono stato prete per tre lustri”. Don Nino Giarraputo, neo arciprete di Cattolica Eraclea, spiega così il ringraziamento fatto alla ditta di Favara durante la cerimonia di insediamento, alla presenza del vescovo di Agrigento Francesco Montenegro, quale nuovo arciprete di Cattolica Eraclea. Durante la cerimonia, don Nino Giarraputo ha ricordato che “le chiese hanno bisogno di tanta attenzione e che le ditte, così come è successo a Favara, non mancheranno di dare il proprio contributo”. Il video della cerimonia è finito su Youtobe, sollevando delle polemiche visto che della ditta a cui fa riferimento l’arciprete fa parte un indagato per associazione mafiosa. La procura di Agrigento ha già aperto un’inchiesta, dopo che i carabinieri hanno inoltrato una informativa. “Si tratta di un atto dovuto – ha detto il procuratore di Agrigento Renato Di Natale – per valutare vene i fatti”. La curia di Agrigento, guidata dall’arcivescovo Francesco Montenegro, ha espresso il suo rammarico: “La chiesa – scrive la Curia – ha sempre denunciato qualsiasi mentalità mafiosa e condanna ogni azione macchiata da illegalità e criminalità. Le dichiarazioni dei singoli sacerdoti, e nel caso specifico quelle fatte da don Giarraputo, che possano prestare il fianco ad interpretazioni dubbie o suscitare scandalo in chi ascolta vengono fortemente condannate come inopportune e dannose”. La curia di Agrigento ha inoltre tenuto a precisare che “per le costruzioni di nuovi edifici di culto ci si avvale di tutte le indicazioni richieste dalla legge, esigendo dalle ditte appaltatrici il certificato antimafia rilasciato dalla Camera di Commercio”.
Fonte: www.agrigentoweb.it
GUARDA IL VIDEO (tg3)
venerdì, luglio 03, 2009
Perchè la Chiesa non parla?
E INVECE IL VATICANO TACE! Non risponde nemmeno a Don Farinella. Perchè quando non c'era Silvia, Il vaticano criticava tutto ciò che faceva il governo e ora non parla più? ci avete pensato?
sabato, marzo 28, 2009
Meditazione in canto sulla Passione di Cristo (da Don Fabiano)

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domenica, marzo 22, 2009
Vendesi chiesa: anche il vaticano soffre la crisi.
Un cartello, intestato Scopello Immobiliare, annuncia che vendesi la chiesetta di S. Angela con annesso appartamento ai piani superiori terrazzato sita in via Gen. Di Gaetano, che è sempre stata, a detta di tutti, la casa del Vescovo nei suoi soggiorni castellammaresi. Dai racconti degli anziani del quartiere ho appreso che tutto lo stabile è stato acquistato con i fondi raccolti dalla Congregazione di S. Angela, quindi con i soldi dei fedeli. Inoltre la chiesetta, piccola e raccolta è giornalmente frequentata e quasi ogni mattina, o almeno era così, un prete celebra messa.
Se non mi sbaglio, e invito gli interessati eventualmente a correggermi,
Ho notato che di preti castellammaresi con incarichi parrocchiali non ne esistono più, o perché in pensione o perché, come si dice, esautorati da incarichi ecclesiastici per volere del vescovo.
La domanda sorge spontanea: come mai i preti che operano nella nostra cittadina sono tutti originari di altri paesi? Forse vige nella chiesa il principio latino divide et impera?
Tornando a noi e alla nostra chiesetta, non crede forse il caro Padre Giuffré che prima di concedere al suo vescovo il nulla osta, che sarebbe il caso di chiedere ai fedeli del quartiere il loro parere e una plausibile giustificazione considerando che quel prezioso bene è stato acquistato con i loro soldi e quindi gli appartiene?
Angelo Grassa