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venerdì, marzo 06, 2020

Luigi Ciotti scrive ai giovani


Cari Amici, 
come da sempre sottolineiamo, il 21 marzo, “Giornata della Memoria e dell’Impegno”, è una tappa – certo importante, di alto valore simbolico – di un percorso quotidiano, segmento di un cammino che sin dalla nascita di Libera, venticinque anni fa, è scandito da tre ingredienti fondamentali: la continuità, la corresponsabilità, la condivisione. Più che mai è vero quest’anno, costretti come siamo a rimandare l’incontro con Palermo e la Sicilia – terra a cui ci lega affetto e riconoscenza – per i noti motivi legati all’emergenza sanitaria nazionale. L’incontro è però solo rinviato a ottobre, per la precisione ai giorni 23 e 24, fermo restando che essendo il 21 marzo data segnata nelle coscienze prima che nei calendari, anche quest’anno sarà per tutti noi occasione di riflessione e approfondimento. Sì, perché mai come in questo frangente storico, nonostante il grande impegno di magistratura e forze di polizia, le mafie sono forti e potenti. Potenti perché insediate in un sistema economico-finanziario che, se non criminale, è criminogeno, e che, se non ha accolto le mafie, non ha fatto certo nulla per impedirne l’accesso, in un intreccio di omissioni, “distrazioni” e complicità. Ed ecco non solo le “zone grigie” ma l’osmosi che si è creata fra legale e illegale: da un lato mafie in “guanti bianchi”, flessibili, reticolari, imprenditrici e sempre più globali, dall’altro la corruzione e la “mafiosizzazione” di vaste parti di società e dei poteri che le rappresentano.
È evidente allora che la lotta alle mafie ha bisogno non solo di un maggiore impegno ma di un nuovo paradigma, preso atto che un paradigma non è uno “schema” ma una sintesi sempre aperta e mobile di un modo d’essere e di vivere l’impegno, dettato da nuove e più profonde consapevolezze.
Ecco perché quest’imprevisto ma necessario rinvio della “Giornata” di Palermo può e deve essere vissuto come un’occasione. Per continuare nel nostro cammino con maggiore determinazione nella consapevolezza che il contrasto alle organizzazioni criminali prima che repressivo dev’essere sociale, educativo e culturale, a cominciare dalle scuole di cui molti di voi rappresentano un prezioso patrimonio e dalla conoscenza di cui tutti voi siete affamati. Ma continua, il nostro cammino, anche nella convinzione che c’è una cosa, nel corso degli anni, che deve restare invece immutata: lo sforzo di camminare insieme, di unire le forze, di essere un “noi” non solo di nome ma di fatto, un “noi” consapevole e solidale.

Ciao. Vi auguro di riempire la vostra vita di vita, di senso, di significato, di speranza. 
Luigi Ciotti

Fonte: Libera.it

venerdì, febbraio 28, 2020

Castellammare, concluso il laboratorio sui beni confiscati


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è concluso ieri il laboratorio Beni sequestrati e confiscati  del progetto “CastelloLab” dell’Associazione Castello Libero Onlus. Gli studenti ieri hanno presentato  il progetto di riutilizzo di alcuni beni confiscati siti a Castellammare del Golfo all’Amministrazione Comunale.
Il progetto è stato presentato all'amministrazione Comunale, nello specifico al Sindaco Nicolò Rizzo e dell'Assessore Enza Ligotti che hanno apprezzato il lavoro svolto dagli studenti dell’Istituto “Matterella-Dolci” coinvolti nel progetto.
Nello specifico gli studenti hanno focalizzato la loro sulla realizzazione di attività alberghiera o extralberghiera in maniera diffusa sui beni confiscati, concretamente da individuare previo sopralluogo e studio accurato di fattibilità.  
I ragazzi hanno spiegato che "tale idea nasce dall’esperimento laboratoriale che ci ha consentito di evidenziare ancora una volta la vocazione turistica della città di Castellammare del Golfo. E quindi senza alcun dubbio i beni confiscati possono costituire un valido strumento per consentire sviluppo e benessere in favore di quei soggetti che, per le più svariate ragioni, faticano a entrare in un settore (quello turistico) assai competitivo e che richiede importanti investimenti di tipo economico".
“Il laboratorio sul riuso sociale dei beni confiscati alle mafie ed è stato effettuato seguendo un percorso formativo di orientamento tra normativa ed innovazione, e ciò nell’ottica che i beni confiscati e sequestrati possano intendersi quali strumenti di sviluppo economico e sociale” – hanno spiegato gli organizzatori.
Gli studenti, oltre a studiare la normativa relativa al sequestro, alla confisca e al successivo riutilizzo sociale, hanno avuto la possibilità di visitare diverse aziende del territorio che gestiscono patrimoni confiscati alla mafia con la collaborazione del progetto Libera Terra: la Cooperativa Rita Atria di Castelvetrano, la Cooperativa Placido Rizzotto di San Cipirrello  e la Calcestruzzi Ericina di Trapani.

martedì, luglio 23, 2019

Castellammare, presentazione del progetto “Castello Lab” per la valorizzazione dei beni pubblici

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Il 25 luglio 2019 a Castellammare del Golfo alle ore 18:30, presso la Villa comunale Regina Margherita, l'Associazione Castello Libero Onlus presenterà il progetto denominato “Castello Lab” che verrà realizzato in partenariato con il Comune di Castellammare del Golfo e le associazioni E.N.P.A. Sezione di Partinico e l'associazione di promozione sociale Kimera, realtà che vantano una solida esperienza nella realizzazione di percorsi educativi e formativi rivolti a giovani e giovanissimi, con un notevole contributo di competenze e know how accumulato in anni di intervento sociale e culturale. Il progetto è stato oggetto del finanziamento di cui all'Avviso pubblico per la selezione di progetti finanziati dalla regione Siciliana e dalla Presidenza del consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale a valere sul “Fondo politiche Giovanili” anno 2014-2105-2016, in relazione alla Linea di intervento n. 2 “Azioni di valorizzazione dei luoghi/beni pubblici di aggregazione dei giovani”. Il progetto prevede la realizzazione dei seguenti interventi: Laboratorio di cittadinanza attiva – Memoria e Impegno: percorso formativo esperienziale sulla Memoria delle vittime innocenti delle mafie e l’impegno sociale contro le mafie, attraverso la sperimentazione di buone prassi; Laboratorio sui beni sequestrati e confiscati alle mafie: il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie come strumento per lo sviluppo economico e sociale, in un percorso di orientamento tra normativa e innovazione; Laboratorio di educazione ambientale: percorso educativo sulla tutela della natura attraverso la sperimentazione dell’agricoltura biologica, imparando a creare e curare un orto; Azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico: percorso educativo basato sulla metodologia peer education per promuovere stili di vita sani nei giovani e ridurre il rischio di dipendenza da gioco d’azzardo.
A seguire la presentazione del progetto vi saranno due ospiti di eccezione sul tema dell'antimafia sociale: il Dott. Salvatore Inguì, direttore dell'USSM, che relazionerà sul tema “Esperienze istituzionali e di comunità per sottrarre i minori di famiglie di mafia al destino criminale”; seguirà il Prof. Antonino Giorgi, Docente dell'Università Cattolica di Brescia, sul tema Mai più nell’ombra, dalla parte delle vittime delle mafie.

lunedì, aprile 15, 2019

Un avamposto a Castellammare del Golfo

di Emanuel Butticè

A Castellammare del Golfo negli anni sono nati diversi movimenti e associazioni che della legalità e della lotta alla mafia ne hanno fatto una missione.
Da dieci anni l’Associazione di Castello Libero Onlus svolge attività sul territorio rivolte principalmente ai giovani, alle scuole, alla società civile che vuole reagire e ribellarsi all’oppressione mafiosa. Castellammare è famosa per aver dato i natali a diversi mafiosi di spicco, soprattutto oltre oceano, ma è anche la città del Presidente della Regione assassinato dalla mafia Piersanti Mattarella.
Ed è proprio sull’eredità di Mattarella che i volontari di Castello Libero ogni anno incontrano studenti delle scuole elementari, medie e superiori, affrontando temi come bullismo, gioco d’azzardo, mafia, impegno civile, memoria delle vittime innocenti delle mafie, rispetto delle regole e utilizzo sociale dei beni confiscati.
La stessa associazione infatti gestisce un piccolo bene confiscato alla mafia negli anni’80 alla periferia di Castellammare del Golfo e assegnato dal Comune nel 2012 tramite bando pubblico. Si tratta di un piccolo immobile di circa 40 metri quadrati circondato da 2000 metri quadrati di terreno coltivabile, nel quale attualmente sono presenti circa 40 alberi d’ulivo.
Dopo trent’anni di abbandono l’associazione Castello Libero Onlus, insieme ad altre associazioni del territorio come Libera, gli Scout e l’Associazione Antiracket, con un progetto di ristrutturazione e riqualificazione del bene hanno partecipato e vinto l’avviso pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile, ottenendo un finanziamento di 200 mila euro. Oggi, dopo la ristrutturazione, è diventato un centro di aggregazione per i giovani della città. Nell’immobile si svolgono ogni anno diverse attività: doposcuola per gli studenti, corsi di lingue per stranieri, organizzano ogni estate i campi di Libera che portano nel territorio ragazzi provenienti da tutta Europa, laboratori di giardinaggio, di giornalismo, gli scout hanno anche creato un percorso Hébert e svolgono diverse attività ludico-ricreative, oltre all’annuale raccolta delle olive, il cui olio ogni anno viene donato al banco alimentare cittadino. Uno spazio pubblico tornato alla collettività che tramite l’impegno quotidiano dei giovani continua a trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità, ma soprattutto dell’impegno civile. Inoltre si schierano parte civile nei processi contro i mafiosi locali.
Ma c’è di più. L’associazione, mediante numerosi progetti, da alcuni anni porta nel bene confiscato i ragazzi dell’area penale del carcere minorile per far toccare con mano la realtà dei beni confiscati diffondendo i principi di legalità e antimafia. Inoltre sono state svolte anche diverse attività ricreative con alcuni ragazzi con disabilità psichica che hanno organizzato, tra le altre cose, un corso di potatura utilizzando gli ulivi presenti nel bene confiscato.
Ogni anno tra attività e ricorrenze, l’immobile si riempie di giovani, scout, volontari, giovani in difficoltà, un modo per sentirsi veramente parte di una comunità che partecipa e che sa scegliere da che parte stare. Oggi i volontari dell’associazione continuano a partecipare con progetti pratici e concreti cercando di coinvolgere i giovani della città. Lo fanno in un contesto duro, in una città e una provincia ritenuta ancora “lo zoccolo duro della mafia”. Un piccolo avamposto di legalità che resiste.


Tratto dal Blog MAFIE del quotidiano La Repubblica a cura di Attilio Bolzoni.

venerdì, marzo 22, 2019

Castellammare, autorità e cittadini leggono i nomi delle vittime innocenti delle mafie



CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Anche la città di Castellammare ha voluto ricordare le circa 1200 vittime innocenti delle mafie nel primo giorno di primavera. L’evento, organizzato dal locale presidio di Libera e dell’Associazione Castello Libero Onlus, ha riunito presso la villa comunale autorità civili e militari, oltre a diverse associazioni e comuni cittadini. Un momento di ricordo, ma soprattutto un momento di impegno collettivo. Depositata una corona d’allora “in memoria delle vittime innocenti delle mafie” da parte dell’Amministrazione Comunale.

Un grande cerchio composto dalle Forze dell’ordine rappresentate dalla Compagnia dei Carabinieri di Alcamo e dalla stazione di Castellammare, dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Alcamo, dal Corpo Forestale, dal Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare e dalla Polizia Municipale. Presenti anche le autorità civili rappresentate dal Sindaco Nicola Rizzo, dall’Assessore Enza Ligotti e da alcuni consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza. A nome del Consiglio Comunale è intervenuto il Consigliere Giovanni Portuesi, che ha portato i saluti del Presidente Mario Di Filippi assente per motivi personali. Presenti anche molte associazioni locali come l’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese, l’Associazione di Protezione Civile “Fly Team”, il circolo Metropolis, gli Scout del gruppo Agesci Castellammare 1 e alcuni rappresentanti del presidio di Libera Alcamo.

“Un momento per noi molto importante che ci permette di coniugare memoria e impegno quotidiano. Siamo felici – ha aggiunto il Vice Presidente di Casello Libero Domenico Grassa - di vedere tanti cittadini qui presenti. Oggi a Padova in migliaia hanno sfilato, così come in tante altre città d’Italia. Oggi è nostro compito ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie, ma in particolare i nostri concittadini.”

“È una giornata davvero importante. – ha sottolineato il Sindaco di Castellammare del Golfo Nicolò Rizzo - Memoria e impegno. Da un lato bisogna ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie, ma occorre anche un impegno quotidiano. Ognuno per il suo ruolo. Il nostro pensiero oggi va non solo alle vittime, ma anche ai loro familiari. L’impegno deve essere quotidiano e a tutti i livelli, questa mattina ho ascoltato il messaggio lanciato da don Luigi Ciotti. Un messaggio importante dal significato forte. L’impegno, per noi che siamo amministratori pubblici, deve essere concreto, con gli atti, garantendo trasparenza, dialogo e confronto con i cittadini. Sono felice – ha sottolineato il Sindaco Rizzo - di vedere qui molti giovani che oggi portano alta la bandiera di Libera, per noi sono un segnale di speranza.  In questi giorni stiamo lavorando ad un progetto di legalità che si chiuderà il prossimo anno, nel giorno del 40° anniversario dell’uccisione del nostro concittadino Piersanti Mattarella.”

Sono stati letti da tutti i presenti i nomi delle oltre mille vittime innocenti delle mafie. Un modo per ribadire che non esistono vittime di serie “a” e vittime di serie “b”. Un ricordo particolare ai concittadini Piersanti Mattarella, Paolo Ficalora e Gaspare Palmeri,  castellammaresi vittime innocenti della violenza mafiosa.






sabato, marzo 16, 2019

Castellammare: Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L'iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.
Dal 1996, ogni anno, una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Il 21 marzo in tanti luoghi del nostro Paese per un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, non dimenticando le vittime delle stragi, del terrorismo e del dovere.
Il 1° marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.
Anche a Castellammare del Golfo il Presidio locale di Libera organizza un momento di ricordo delle vittime innocenti delle mafie con la lettura pubblica dei nomi alla villa Regina Margherita di Corso Bernardo Mattarella. L’appuntamento è alle ore 18:00 per rinnovare la memoria e l’impegno per il futuro.

giovedì, marzo 14, 2019

Castellammare, doposcuola nel bene confiscato alla mafia

Il servizio gestito dall'Associazione Castello Libero Onlus in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Castellammare del Golfo

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Un servizio di doposcuola nel bene confiscato alla mafia, è questo il progetto lanciato dall’Associazione Castello Libero Onlus in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Castellammare del Golfo. L’associazione Castello Libero gestisce in partenariato con altre associazioni locali un bene confiscato in Contrada Crociferi. Il servizio di doposcuola è soltanto l’ultima delle attività svolte con gli studenti delle scuole. La stessa associazione, in collaborazione con il locale presidio di Libera, organizzerà altre iniziative nelle scuole della città in occasione della giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in programma il prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera.

Il servizio di supporto scolastico gratuito è gestito da tre soci dell’Associazione che aiuteranno alcuni alunni delle elementari e delle medie segnalati dagli uffici del comune e dagli assistenti sociali per quattro ore settimanali. Il progetto, ancora in fase sperimentale, è partito da pochi giorni con un piccolo gruppo di alunni, ma i volontari contano di poterlo ampliare già con l’inizio del prossimo anno scolastico.
Emanuel Butticè

venerdì, aprile 20, 2018

Libera commenta la sentenza del processo Trattativa Stato- Mafia

"Finalmente si scrive una pagina di verità e giustizia su uno dei periodi più oscuri della nostra Repubblica".

“Dopo cinque anni finalmente si scrive una pagina di verità e giustizia su uno dei periodi più oscuri della nostra Repubblica.La sentenza conferma che la trattativa c'è stata, un risultato importante nell' accertamento di primo grado. Il nostro pensiero va ai tanti familiari delle vittime innocenti delle mafie consapevoli che la sentenza certamente non ripaga le loro ferite e il loro dolore. Questa sentenza invita tutti a continuare ad impegnarci sempre di più con corresponsabilità e maggiore consapevolezza per liberare il nostro paese dalle mafie e dalla corruzione. Libera si è costituita parte civile del processo e ha seguito tutte le udienza per stare vicino ai magistrati, non li abbiamo lasciati soli perché non si costruisce giustizia senza la ricerca della verità.” In una nota Libera commenta la sentenza del processo Trattativa Stato- Mafia.

Tratto dal sito Libera.it

venerdì, marzo 30, 2018

La memoria ritrovata


Se un tempo la mafia era un tabù, oggi nelle scuole c’è maggiore consapevolezza


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. In questi giorni alcuni soci delle associazioni Libera e Castello Libero Onlus sono andati in giro per le scuole di Castellammare per incontrare gli studenti su temi che riguardano la legalità e le iniziative in occasione del 21 marzo scorso. Incontri importanti, che hanno permesso a studenti delle scuole medie e superiori di ascoltare le storie delle vittime innocenti delle mafie e le attività dell’associazione Libera. Incontri che negli anni sono stati sempre più frequenti perché, come affermano i ragazzi di Libera, è da lì, dalle aule scolastiche, che si costruiscono le nuove coscienze. Per poter sperare in un futuro migliore occorre cambiare il presente. Non è un luogo comune. I ragazzi non sono solo il futuro, sono soprattutto il presente.
La cosa che più ha colpito è la conoscenza, da parte di molti studenti, delle storie dei castellammaresi vittime innocenti delle mafie. In ogni scuola, il nome di Gaspare Palmeri, ucciso nel 1991, non è nuovo. “Si lo conosciamo, ne abbiamo parlato in classe” – ha dichiarato un ragazzo della scuola media. “Era amico di mio padre, gli hanno intitolato pure una via qui a Castellammare” – spiega un altro. E finiscono per spiazzare i relatori. Un tempo era impensabile, non si parlava di mafia, figuriamoci delle vittime innocenti delle mafie. Perché Gaspare Palmeri è una vittima innocente e, come ha giustamente sottolineato un socio di Libera, non si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Erano i mafiosi nel posto sbagliato. E in realtà lo sono ancora.
Anche nelle scuole superiori il discorso non cambia: “Si, conosciamo la storia di Gaspare, abbiamo incontrato il figlio Giovanni qualche settimana fa”. È molto significativo. Sicuramente testimonia il gran lavoro che viene fatto nelle scuole da pare di insegnanti e dirigenti, sempre più attenti, negli ultimi anni, alla diffusione di certi valori. Ma di pari passo si registra anche l’interesse crescente di molti ragazzi per queste storie. E questo si ripete anche quando si fa il nome del capitano Paolo Ficalora, anche lui un castellammarese vittima innocente di mafia. I ragazzi annuiscono, lo conoscono. Oggi la famiglia Ficalora vive a Palermo, ma a Castellammare in molti si ricordano e i ragazzi conoscono la via a lui intitolata. “Si, sappiamo chi è, anche lui è stato un innocente ucciso dalla mafia” – spiega qualcuno. Paolo Ficalora era un Capitano di lungo corso che aveva iniziato la sua attività di affittacamere nei pressi di Scopello.  È stato ucciso nel 1992 davanti casa, a pochi passi da Guidaloca. Chi lo ha conosciuto descrive un uomo buono, gentile, sempre disponibile, in poche parole “un ottimo vicino di casa, ho davvero bei ricordi di lui” – spiega chi lo ha conosciuto da vicino. E i ragazzi conoscono queste storie, annuiscono. Sorridono.
mafia nel 1985 a Pizzolungo mentre andavano a scuola. I ragazzi conoscono anche questa storia. “A Castellammare la biblioteca comunale porta i loro nomi” – dice qualcuno. È vero. Castellammare gli ha dedicato la biblioteca. Un luogo di cultura in memoria dei gemellini Asta, 6 anni, e la madre Barbara, tragicamente spazzati via dalla ferocia stragista della mafia. Mutuando il concetto di prima, Giuseppe, Salvatore e Barbara non erano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non hanno “accidentalmente” fatto da scudo all’auto su cui viaggiava il magistrato Carlo Palermo. No. Loro erano nel posto giusto, stavano andando a scuola come tutti.  Era la bomba ad essere fuori posto. Non doveva esserci proprio. Perché chi piazza una bomba in quel posto e a quell’ora conosce bene le potenziali vittime. I mafiosi non dovevano esserci proprio sul quel tratto di mare a pochi chilometri da Trapani.
Poi c’è Piersanti Mattarella, il castellammarese Presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia nel 1980. I ragazzi conoscono anche questa storia. In alcuni casi hanno anche la scuola intitolata a lui. “Era il Presidente gentiluomo dalla carte in regola” – dice qualcuno. La memoria, quindi, è stata ritrovata. A distanza di moltissimi anni, finalmente, sempre più si parla di queste storie. Sempre più se ne parla nelle scuole.
È segno di una generazione che sta cambiando in positivo. Non sono più fatti lontani oltre un quarto di secolo, sono attuali, e i ragazzi hanno acquisito consapevolezza. Lo dobbiamo a chi ha perso la vita. Lo dobbiamo a Barbara Rizzo, Salvatore e Giuseppe Asta, Piersanti Mattarella, Paolo Ficalora, Gaspare Palmeri e tutti gli altri.  Ma soprattutto lo dobbiamo a quelle persone, come Ficalora e Palmeri, per anni etichettati come “vittime di serie b”, quindi vittime una seconda volta del meccanismo diabolico della “diffidenza”, del “mascariamento”. “Sono stati uccisi? Beh, ci sarà stato un motivo, saranno stati vicini a qualcuno…”, si diceva un tempo. No. Non lo sono stati. Dopo tanti anni è stato dimostrato: sono vittime innocenti della mafia. Non avevano nulla a che fare con i mafiosi. Questa memoria ritrovata serve a restituire, in minima parte, l’affetto della società civile che per anni è mancato. Un affetto per troppi anni negato. Dalla mafia prima, dall’indifferenza poi. Lo dobbiamo a loro e ai loro familiari. Coltiviamo questa memoria, non perdiamola di nuovo.

Articolo tratto da Alqamah.it 

mercoledì, marzo 28, 2018

Gli studenti dell’Istituto Mattarella-Dolci incontrano Libera Castellammare


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è svolto questa mattina un incontro tra i ragazzi del presidio di Libera “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo, l’associazione Castello Libero Onlus e gli studenti dell’Istituto Mattarella-Dolci di Castellammare. 
L’incontro, all’interno di un’assemblea di istituto, ha permesso agli studenti di dialogare con i rappresentanti delle due associazioni sui temi che riguardano la memoria delle vittime innocenti delle mafie, la gestione dei beni confiscati e in particolare sul lavoro nei terreni strappati alla criminalità. Su quest’ultimo tema i ragazzi hanno dialogato con Vito Mazzara della Cooperativa “Rita Atria” Libera Terra che opera nei terreni confiscati alla mafia a Castelvetrano. Nella cooperativa si produce grano, olio, ceci, e molti altri prodotti biologici della terra, con il prezioso lavoro di cittadini in difficoltà nei terreni che furono di Totò Riina. Presenti, oltre a Vito Mazzara, i soci delle due associazioni Domenico Grassa, Roberto Odisseo e Emanuel Butticè che hanno spiegato come Libera promuove il riutilizzo sociale dei beni confiscati (come nel caso bene confiscato di Castellammare del Golfo in contrada Crociferi).

 Quello di oggi è solo l’ultimo di una serie di incontri in giro per le scuole del territorio, un modo per “seminare il seme” della legalità e diffondere i principi di giustizia sociale, memoria, rispetto per i beni comuni e, soprattutto, impegno quotidiano. Perché come dice don Luigi Ciotti: “è il NOI che vince”.







venerdì, gennaio 15, 2016

GREEN GUARDIAN ANGELS...AD ALCAMO GLI STUDENTI DIFENDONO IL BENE COMUNE

Riceviamo e pubblichiamo con piacere la notizia di qualche giorno fa che riguarda la partecipazione degli
alunni della classe IV A del Liceo Economico-sociale dell’Istituto Vito Fazio Allmayer di Alcamo al progetto scolastico “A scuola di opencoesione”, concorso nazionale che coinvolge più di cento scuole, che consiste nel monitorare un’opera, struttura o attività finanziata con soldi pubblici. Il progetto che la classe ha scelto riguarda il completamento del Centro Comunale di Raccolta ( C.C.R.) e  delle isole ecologiche presenti nella città di Alcamo. Esso ha lo scopo di gestire i rifiuti domestici e industriali garantendo una migliore condizione di sostenibilità ambientale. Il progetto è stato trovato sul sito di Opencoesione, la piattaforma online su cui sono reperibili i cosiddetti “Open data” (dati sui finanziamenti accessibili a tutti).

Per la realizzazione del monitoraggio civico di cui si occuperanno, gli studenti si sono costituiti in team con il nome di “Green Guardian Angels”. Hanno scelto questo nome perché innanzi tutto ritengono importanti i temi ambientali e la salvaguardia del pianeta. Essi aspirano a diventare piccoli “Angeli custodi del verde” in un momento storico in cui la città di Alcamo vive diverse criticità ambientali. Lo scopo è  quello di sensibilizzare sempre più i cittadini alla raccolta differenziata e  di creare una coscienza ecologica sempre più “robusta”. L’intero progetto si articola in cinque step (Progettare, Approfondire, Analizzare, Esplorare, Raccontare) che costituiscono tutto il percorso di monitoraggio civico che li impegnerà fino a maggio.

Gli studenti saranno accompagnati in questa azione di monitoraggio civico dai docenti Carrubba Pier Francesco (referente del progetto), Varvaro Maria Grazia, Amodeo Alina e Galati Michele, e dalle dottoresse di Europe Direct Trapani Ferrantelli Marta e  Adragna Mariangela.

sabato, marzo 21, 2015

21 marzo, anche Castellammare ricorda le vittime delle mafie


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Anche a Castellammare si sono ricordate tutte le vittime delle mafie. Oggi, 21 marzo, giornata della memoria e dell’impegno organizzata dall’associazione Libera, si è svolta una piccola passeggiata per le vie del paese in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Alla giornata, organizzata dal presidio “Piersanti Mattarella” di Libera Castellammare e dall’associazione Castello Libero con la collaborazione del CAI, hanno partecipato anche alcune scuole, alcune classi dell’istituto “Mattarella-Dolci” di Castellammare del Golfo e dell’istituto comprensivo “Giovanni Pascoli”. Presente anche Tiziana Ficalora, figlia del capitano Paolo Ficalora, capitano di lungo corso ucciso dalla mafia nel 1992 proprio a Castellammare del Golfo e per anni dimenticato. Ma non esistono vittime di serie “A” e vittime di serie “B”. Libera nella giornata della memoria e dell’impegno ricorda tutti, dal primo all’ultimo. “Invito i ragazzi a non prendere scorciatoie. – ha sottolineato Tiziana Ficalora – Oggi più che mai è importante essere onesti, in ogni momento della vostra vita.”

Il corteo, partito dal Viale Umberto I, sede del CAI, ha percorso la via Rosario Livatino, soprannominato il giudice bambino, ucciso dalla mafia nel 1990 a soli 38 anni. Dopo un breve momento di raccoglimento, il corteo ha percorso il viale Paolo Ficalora, fino ad arrivare al bene confiscato alla mafia in contrada Crociferi gestito dall’associazione Libera, Castello Libero, antiracket e dal gruppo scout Agesci Castellammare 1.

Presso il bene confiscato alcuni studenti hanno letto alcuni testi in memoria delle vittime delle mafie, seguiti da un piccolo momento musicale. Soddisfatti i ragazzi di Libera: “Ringraziamo tutti per essere venuti e soprattutto ringraziamo Tiziana Ficalora per essere stata presente in questa giornata.”

mercoledì, dicembre 03, 2014

Condannato Diego "u nicu" Rugeri

“Condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione il rampollo della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo Diego “u nicu” Rugeri arrestato nel 2012 durante l’operazione “Crimiso”.”

TRAPANI. Il tribunale di Trapani presieduto dalla Dott. Alessandra Camassa e dai magistrati Dott. Samuele Corso e dalla Dott. Chiara Balduccio ha emesso questo pomeriggio la sentenza di condanna nei confronti di Diego Rugeri, arrestato nel 2012 durante l’operazione antimafia denominata “Crimiso” che mise in ginocchio la famiglia mafiosa di Alcamo, ritenuto organico alla cosca mafiosa di Castellammare del Golfo. Il tribunale di Trapani ha condannato quindi Diego Rugeri per tutti i delitti ascrittigli e, unificati i suddetti delitti nel vincolo di continuazione, alla condanna di 15 anni e 4 mesi di reclusione e 5350 euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali e a quelle del proprio mantenimento in carcere per il periodo della custodia cautelare, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
I Pubblici Ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo Carlo Marzella e Antonino Sgarrella avevano chiesto 18 anni di reclusione e 18 mila euro di multa accessoria per tutti i capi di imputazione.

L’attività di intercettazione, i servizi di pedinamento, le indagini della squadra mobile di Trapani e del Commissariato di Castellammare del Golfo, e grazie anche alle testimonianze di alcuni degli imprenditori taglieggiati, hanno evidenziato come Diego Rugeri si era gettato a capofitto nell’attività di taglieggiamento nei confronti di diversi imprenditori e commercianti. Dalle indagini erano emerse anche precise frizioni e contrasti dentro la cosca, Rugeri infatti aveva deciso di scalzare il capo del clan, Michele Sottile. In precedenza con riti alternativi erano stati condannati Michele Sottile, 8 anni e 2 mesi, Vincenzo Campo e Nino Bonura, 8 anni, Nicolò Pidone 6 anni e 6 mesi, Sebastiano Bussa e Rosario Tommaso Leo 6 anni, Giuseppe Sanfilippo 5 anni e 2 mesi, 4 anni per Salvatore Mercadante e Vincenzo Bosco. 

Il tribunale di Trapani ha inoltre condannato Diego “u nicu” Rugeri al risarcimento dei danni alle parti civili costituite: Buscemi Salvatore, D’Angelo Gaspare, Blunda Giuseppe, Centro Studi e Iniziative Culturali Pio La Torre Onlus di Palermo, Associazione Antiracket e Antiusura di Alcamo e Castellammare del Golfo, F.A.I. (Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane), Associazione Antiracket Libero Futuro, Associazione Castello Libero Onlus di Castellammare del Golfo, Associazione Antimafie e Antiracket Paolo Borsellino Onlus, Confindustria Trapani, Associazione Onlus “Comitato Addiopizzo”, Comune di Alcamo e Comune di Castellammare del Golfo.
Fissato in novanta giorni il termine per la deposizione della motivazione.


Emanuel Butticè
(www.alqamah.it)

martedì, dicembre 02, 2014

Libera Castellammare e Castello Libero sugli incendi dolosi:”Temiamo una crescente diffusione di una cultura violenta”


Comunicato stampa.
Il presidio “Piersanti Mattarella” di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e l’associazione Castello Libero intendono esprimere grave preoccupazione per la crescente frequenza con cui si sono verificati atti incendiari negli ultimi tempi nel territorio di Castellammare del Golfo.
Tali attentati ai danni di automobili, case, attività commerciali, veicoli da lavoro e altro segnalano una propensione sempre più spinta di alcuni soggetti a “risolvere” questioni di vario tipo attraverso atti violenti e intimidatori; molti di questi atti, negli ultimi anni, sono stati messi in pratica da soggetti direttamente collegati con la locale cosca mafiosa – come è stato appurato nel corso del processo Crimiso – e per scopi funzionali agli interessi mafiosi. Altri casi, invece, sono ancora tutti da decifrare, così come sono ancora da individuare i responsabili.
L’aumento di episodi di questo tipo fa temere una crescente diffusione nella popolazione di una cultura della violenza, dell’arroganza e della prevaricazione – tipica delle organizzazioni mafiose – in cui prevale il più forte e soccombe il più debole. A questa cultura incivile e barbara, Libera e Castello Libero cercano di contrapporre la cultura della convivenza civile, della non violenza, della corresponsabilità sociale, cercando di condividere gli sforzi con tutte quelle persone, associazioni, istituzioni che sono quotidianamente impegnate nella medesima sfida di crescita culturale e sociale.
Alla luce degli ultimi episodi violenti, è nostro dovere di cittadini impegnarci ancora di più nella diffusione di valori sociali più sani e giusti di quelli veicolati da chi pensa di essere scaltro distruggendo un bene altrui.
Invitiamo pertanto i cittadini, le associazioni, le istituzioni locali e qualunque altro soggetto pubblico o privato a mobilitarsi per contrapporre alla cultura della distruzione e della morte la cultura della costruzione comune e della vita.


Presidio Piersanti Mattarella di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Associazione Castello Libero

venerdì, maggio 09, 2014

Comunicato del sindaco: la risposta di CambiaMenti

"Con riferimento alle affermazioni del Sindaco, contenute nel comunicato di replica al nostro articolo, riguardante l’affidamento dell’incarico esterno di progettazione all’Arch. Irene Cavarretta, ci preme sottolineare quanto segue:
se da un lato il Sindaco adduce tutte le motivazioni che lo hanno, a suo avviso,legittimamente portato all’affidamento dell’incarico, che sul piano formale non è mai stato da noi messo in discussione, di contro lo stesso Sindaco, volutamente non dichiara nulla, riguardo la vera questione che è stata posta nell’articolo, ossia l’assoluta, a nostro avviso, inopportunità politica dell’affidamento alla luce dei fatti esposti.
Riguardo invece l’accusa che ci viene rivolta dal Sindaco della “brutta caduta di stile per aver spulciato nella vita privata delle persone” rimandiamo al mittente la stessa, in quanto ci siamo semplicemente limitati alla lettura di atti pubblici, consultabili da chiunque, ivi compresa la stessa amministrazione comunale.
Ad ogni modo facciamo notare che la dottoressa Cavarretta non è citata nei verbali“solo perché all’epoca era fidanzata con un consigliere comunale di Salemi”, come sostiene il sig. Sindaco, ma viene esplicitamente indicata come una delle persone controllate dal Giammarinaro, e fidanzata del Melchiorre Angelo (anch’egli consigliere comunale, anch’egli controllato dal Giammarinaro, stando a quanto riportato nella Proposta del Questore per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti del Giammarinaro). Se c’è qualcuno che sta avendo una caduta di stile nel difendere il proprio operato, non è di certo l’Associazione Cambiamenti.
Clicca qui per prendere visione del documento dell’inchiesta della questura di Trapani sul caso Giammarinaro."

lunedì, aprile 07, 2014

Una partita per dire no al razzismo, Libera Castellammare insieme ai migranti

"Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Di unire la gente. Parla una lingua che tutti capiscono. Lo sport può creare la speranza laddove prima c'era solo disperazione". (Nelson Mandela)

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è svolta ieri una partita amichevole tra i ragazzi di “Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie” presidio “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo e i ragazzi migranti ospiti del centro Sicilia 1 di Castellammare. Un pomeriggio diverso, passato tra tiri in porta, abbracci e gol. Insieme per dire no al razzismo. Tanta soddisfazione per i ragazzi di “Libera” che dichiarano “è stato un momento davvero importante, un modo per ribadire la nostra vicinanza a questi ragazzi africani in difficoltà. Non bisogna lasciare nessuno indietro. Il calcio è sicuramente un buon mezzo per avvicinare i popoli e le culture”. Squadre miste e tanti sorrisi hanno reso la giornata indimenticabile. “Ringraziamo i gestori del centro Sicilia 1 per la disponibilità ma soprattutto i gestori del circolo del tennis che ci hanno ospitato” sottolineano soddisfatti i ragazzi di “Libera”.
A fine partita, tra strette di mano, abbracci e sorrisi, anche tanti “grazie” da parte dei migranti ai ragazzi di “Libera”. “Grazie a voi, good luck”.

Emanuel Butticè