mercoledì, marzo 09, 2011

Relazione di Umberto Di Maggio al Coordinamento Regionale di Enna (26/02/2011)


Pubblichiamo un bellissimo discorso del Coordinatore regionale di Libera fatto a Enna pochi giorni fa di cui condividiamo pienamente il contenuto:


Care compagne e compagni di viaggio,
leggevo pochi giorni fa che in una delle tante descrizioni pittoriche della nostra Sicilia un emerito studioso ha usato la fortunata espressione tale per cui la nostra terra risulta essere “un paradiso abitato da diavoli”.
Questo mi sembra un interessante punto di partenza per questa mia brevissima relazione introduttiva a 9 mesi circa dalla nascita del coordinamento regionale, a 9 mesi dalla promulgazione di quel documento programmatico (la carta di Piazza Armerina) che ci ha visti protagonisti in quelle calde giornate di giugno.
Mi sento nel dovere di discutere insieme a voi del valore, se c'è ancora (e c'è), della nostra azione. Mi sento di discutere, insieme, dei motivi, se ci sono ancora (e ci sono), del nostro essere “Libera” in una terra complicata (come tante del resto) come quella di Sicilia.
Noi che non amiamo l'antimafia gridata. Noi che non diamo a nessuno i patentini della legalità. Noi che non siamo i portatori del verbo della legalità per l'appunto. Noi che alla protesta facciamo succedere sempre la proposta. Noi che viviamo il disagio quotidiano delle quasi impossibilità, in una terra tanto egoistica quanto la nostra, della necessaria via del Noi. Noi che facciamo della discussione, del confronto e del dialogo gli strumenti per superare il disagio dell'isolamento. Noi che abbiamo capito la responsabilità della parola e dei gesti quotidiani.
Cominciamo a dirci cosa le mafie oggi, da Capo Boeo di Marsala a Capo Passero di Siracusa, sono diventate e dell'assetto che dovrebbe avere (uso un prudente condizionale) la nostra azione insieme a quella di tante altre realtà (istituzionali e non).
Già nella scelta del proprio nome, l'associazione criminale mafiosa “Cosa Nostra” esprime un chiaro riferimento ad un veterocapitalismo di consumo (COSA) esprimendo una sorta di disumanità o meglio di disumanizzazione dei rapporti umani. La mafia, ce lo dice Sciascia, in questo senso inietta il saporifero pensiero dell'ineluttabilità delle cose e della loro irrisolvibilità a vantaggio di una sorta di nichilismo esasperato che cozza, evidentemente, contro l'universalità dei diritti umani. La mafia, quindi, oggi ci propone stili di consumo, forme di rappresentazione dei rapporti di vita. Esprime una forma alternativa alla società che noi abbiamo in mente che è invece costruita intorno alla solidarietà, alla circolarità, alla democraticità.
Sottolineava Gramsci, nei suoi quaderni dal carcere, che la condizione di svantaggio non consiste semplicemente in una iniqua distribuzione di ruoli e ricchezze. Piuttosto essa consiste anche in un rapporto critico di strutture di senso. Ed ecco il punto. Le mafie, con il loro welfare perfetto, si inseriscono nei nostri territori intercettando i “bisogni di chi ha bisogno”, offrono soluzioni pret a porter che non sono affatto coerenti con i nostri sogni e le nostre idee di società. Mafia ed organizzazioni criminali da un lato e diritti umani universali dall'altro.
A noi, a Libera, il compito di aggredire questo capitale sociale “cattivo” che postula la sua forza nell'incertezza e nell'insicurezza generalizzata. A noi il dovere di riprendere, con forza, il cammino della storia in questa società mafiogena e corrotta. A noi il dovere di abbattere la disillusoria base epistemologica della cultura mafiosa tale per cui ogni certezza è espressione di “cose” materiali. Armati della cultura antimafiosa, della conoscenza e della FORMAZIONE che con grande fatica coltiviamo nelle scuole di ogni ordine e grado. Giusto in questi giorni siamo alle conclusione del primo Premio Rostagno regionale per i giornalismi antimafia a Calatafimi per una libera informazione, per raccontare una Sicilia diversa. Giusto in questi giorni stiamo avviando su chiave regionale più di 30 Pon Legalità del Ministero della Pubblica Istruzione. Passi importanti, di responsabilità che devono farci riflettere.
A noi, quindi, il compito di parlare e sottolineare l'importanza dei beni comuni che come l'aria, e l'ACQUA sono universali e per questo imprescindibili e prima di tutto. Per questo motivo stiamo, ad esempio, dentro al Forum Regionale per l'Acqua Pubblica, facendo pressioni sull'ARS e a molte comunalità per la non approvazione di proposte su costituzione SPA.
A noi, quindi, il compito di essere differenti, diversi e contemporaneamente uguali a tanti. Differenza deriva dal verbo “fero”, cioè attraversare, portare. E' differente ciò che è divenuto altro e che a sua volta è punto di partenza di altro ancora. Ed ecco il nodo, uno dei tanti che vi attenziono. Libera, ansiosa di raccontare l'internazionalità delle azioni mafiose, della loro pericolosità e pervasività attraverso FLARE talvolta fatica a promuovere a casa propria il valore dell'accoglienza, dell'INTERCULTURA e dei diritti delle comunità. Dovremmo fare di più in un tempo difficile come quello attuale. A Palermo pochi giorni fa il giovane Nourredine (un marocchino perfettamente integrato) si è dato fuoco contro l'accanimento istituzionale verso gli ambulanti “regolari” giusto nel momento in cui la Sicilia diventa meta di migliaia di sbarchi di quello che potremmo chiamare il Vento di Libertà del Deserto nordafricano. Cosa fare in questo senso? E' difficile saperlo, nessuno ha la soluzione in tasca. L'unico obbligo è forse un imperativo morale universale. Stare vicino agli ultimi senza distinzione di ceto, credo religioso e provenienza geografica. Per questo e per tanti altri motivi anche noi sciopereremo il 1° Marzo insieme alle tante comunità migranti. Lo faremo per raccontare la speranza, per ricordarci la nostra storia di fatiche e di liberazione, fatta di passi... tanti passi... tanti e faticosi.
Ecco ancora una volta il richiamo forte e marcato alla strada, al percorso, ai passi. Metafora, quest'ultima, a cui tutti siamo particolarmente legati e che ci ricorda ciò che siamo e ciò che vorremmo poter essere.
A 10 anni dalla prima esperienza di LIBERA TERRA sono 4 le cooperative a regime (Placido Rizzotto, Pio La Torre, Liberamente, Lavoro e non solo), 1 è in pieno startup (Beppe Montana) mentre è aperto 1 bando di selezione ( a Naro) ed uno prossimo lo sarà a Trapani. Sono 2 le Botteghe dei Sapori e dei Saperi della Legalità (Palermo, Erice) e tanti i riconoscimenti che le nostre strutture raccolgono tra gli esperti che ci guardano con vivo e stupito interesse.
Il potere dei segni contro i segni del potere a pochi mesi dall'avvio della marcia LA PACE VA PERCORSA, della MARCIA PER LA PACE, LA NON VIOLENZA E LO SVILUPPO che riprenderà l'esperienza del 67 di Danilo Dolci nella sicilia occidentale e della CAROVANA ANTIMAFIA che ci vedrà impegnati come ogni anno insieme ad Arci ed Avviso Pubblico in un tour che partirà il 31 maggio da Trapani, passando attraverso Agrigento e Canicattì (1 giugno), per spostarsi nelle strutture di Belpasso/Lentini (2 Giugno) e nel comune di Niscemi (3 Giugno), per concludersi a Polizzi Generosa nel feudo di Verbuncaudo e quindi a Corleone il 4 Giugno per la chiusura nazionale.
A noi il dovere di avere sempre scarpe sporche di terra. A noi il l'obbligo di tenere i piedi per terra ricordandoci, con lo strumento imprescindibile della MEMORIA del nostro trascorso, del tempo della semina. A proposito erano centinaia i familiari che quest'anno si sono riuniti a Terrasini provenienti da tutta l'italia, 40 gli studenti siciliani a Cracovia per il Treno della Memoria in ricordo della Shoah e 400 i giovani che molto presumibilmente partiranno alla volta di Potenza per la Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie.
L'invito per tutti voi, per tutti noi, cari referenti provenienti da tutti i territori di questa nostra isola, è di sconfiggere la paura. E' l'invito quotidiano del nostro caro don Luigi. Abbiamo uno strumento a nostro supporto che è la passione per ciò che facciamo, che è la rabbia positiva e propositiva che sappiamo incanalare nelle mille attività che andiamo a compiere nei nostri difficili territori. Per fare ciò dobbiamo avere tutti più determinazione, più coraggio che letteralmente proveniente dal latino cor habeo - ho cuore. Il coraggio delle persone normali che come diceva Borsellino sono pronti a sconfiggere la paura stessa con l'amore. E' questa la strada. L'invito per tutti noi è di trovare soluzioni sistemiche a problemi individuali perchè come diceva Don Milani uscire da soli dalle situazioni complicate è l'avarizia, uscirne insieme è la politica.
E' questo il senso di Libera, è questo il senso del Noi anche in Sicilia. La nostra che è ormai una rete internazionale di 1600 associazioni, 4500 scuole, 65 università, di più di 1000 soci, 100 presidi, 600 familiari di vittime di mafie.
Una lezione per noi siciliani che come tanti Principi di Salina ci vantiamo di una presunta perfezione, di una forse esagerata somiglianza agli Dei.
Per concludere, care amiche ed amici, leggevo che nel 1966 il dizionario Zingarelli alla voce Mafia recitava letteralmente “associazione di prepotenti e delinquenti un tempo infestante la Sicilia”. Facciamo in modo, con il nostro impegno, che l'autore di quella voce di dizionario non abbia sbagliato previsione.

Umberto Di Maggio
Coordinatore Regionale Siciliano
Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Fonte: www.liberapalermo.org

Nessun commento: