giovedì, marzo 24, 2011

Il neocolonialismo dei "volenterosi".


La guerra in Libia. Tutti ne parlano; molti temono gravi conseguenze; c'è chi sostiene che fosse giusto bombardare le truppe e gli armamenti di Gheddafi e chi - come Gino Strada - ritiene che l'intervento dovesse essere esclusivamente di natura diplomatica. Quasi tutti, però, concordano sul fatto che il principio ispiratore dell'intervento dei "volenterosi" sia quello di impedire una catastrofe umanitaria. Ma sorgono dei dubbi e non solo ai soliti comunisti, perbenisti, pacifisti da cortile, etc.
Il dubbio ha assalito anche un insospettabile Vittorio Feltri, condirettore del quotidiano di destra Libero, il quale ieri sera ad Exit su La7 si domandava: perché riteniamo necessario intervenire in Libia a scopi umanitari e in altri paesi funestati da dittature ben peggiori, sotto questo profilo, non ci mettiamo becco? Non è che magari, sotto sotto, ai "volenterosi" importa ben poco della questione umanitaria e vanno in Libia per interessi meramente economici e geopolitici? E poi, una volta rovesciato il regime di Gheddafi, siamo proprio sicuri che al popolo libico verrà concessa la libertà di autodeterminarsi? O succederà come in Afghanistan e in Iraq, dove i "volenterosi" hanno eliminato le dittature imponendo dei governi-fantoccio che curano gli interessi occidentali e trascurano, invece, gli interessi dei popoli che governano?
A tal proposito, un interessantissimo articolo di Peace Reporter ci aiuta a capire un po' di più cosa sta succedendo e perché.

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