lunedì, novembre 08, 2010
Come si cambia..
Cosa pensava Bossi di Silvio Berlusconi
Campionati del Mondo di arti marziali: circa 200 atleti negli alberghi di Castellammare.
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)
Riprendono i lavori di messa in sicurezza del porto di Castellammare.
«Siamo davvero lieti di poter comunicare la ripresa dei lavori al porto. Abbiamo più volte sollecitato la ditta ed incontrato i dirigenti dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. Adesso possiamo finalmente annunciare che i lavori di messa in sicurezza riprenderanno a brevissimo termine”. Lo afferma il sindaco Marzio Bresciani, che negli ultimi tempi ha continuato a mantenere frequenti contatti con la ditta appaltante dei lavori al porto, nonché con l’assessorato regionale, per chiedere la ripresa dei lavori di messa in sicurezza del porto. La ditta Co.Ve.Co, sta “ripristinando il cantiere e subito dopo riprenderanno i lavori”, come afferma il responsabile dell’associazione temporanea d’imprese, l’architetto Gnec. Inoltre, il sindaco Marzio Bresciani ed il presidente del consiglio comunale Giuseppe Cruciata, nel corso di un incontro con il dirigente dell’assessorato regionale alle Infrastrutture, avevano richiesto la convocazione di un tavolo tecnico per discutere dei problemi legati al mancato riavvio dei lavori , dopo il dissequestro parziale del cantiere del 6 luglio. Il capo servizio alle Infrastrutture Marittime e Portuali ha convocato l’incontro per giovedì 11 novembre. Oltre al sindaco Marzio Bresciani, la convocazione riguarda la Prefettura, il responsabile del procedimento, ingegner Calogero Triolo, il direttore dei lavori, ingegner Leonardo Tallo, la ditta appaltante, Co.Ve.Co. nonché l’impresa esecutrice, “Nettuno Scarl”. Ai dirigenti dell’assessorato il sindaco ed il presidente del consiglio hanno anche consegnato il documento approvato all’unanimità dal consiglio comunale, con cui i consiglieri hanno richiesto l’intervento del Prefetto ed espresso “preoccupazione per il mancato riavvio dei lavori”. Intanto il consiglio comunale ha anche istituito una commissione speciale per il porto, che si insedierà lunedì, composta da consiglieri di maggioranza ed opposizione, che dovrà occuparsi di verificare lo stato dei lavori di messa in sicurezza, come previsto dall’ordine del giorno del consiglio straordinario approvato il 22 settembre. Inoltre il 2 dicembre, all’Ufficio Regionale per l’Espletamento delle Gare di Appalto (U.R.E.G.A.), andrà in gara il progetto di completamento del porto, finanziato dall’assessorato regionale all’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Marzio Bresciani, con circa 15 milioni di euro
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)
giovedì, novembre 04, 2010
Iniziativa pubblica - Raccolta di olive sui terreni confiscati per produrre l’olio di Libera Terra.
ai giovani disoccupati che lo abitano.N.B. Data l’importanza dell’evento, a cui presenzieranno anche importanti personalità civili, religiose e militari, i signori giornalisti sono pregati di presenziare. Il terreno si raggiunge percorrendo la via Caduti di Nassirya, uscita Castelvetrano dello svincolo A-29, superando il centro commerciale, girare sulla destra la strada che conduce a Partanna, percorrendola per circa 3 km sulla sinistra troverete una autovettura della Polizia Municipale che segnalerà l’ingresso al sito.
martedì, novembre 02, 2010
Appello di adesione per la giornata di solidarietà:In Piazza per Telejato
Coppola Editore, Corleone Dialogos (Arci-Libera) Gruppo Facebook “Quelli che fanno come Telejato”e l’associazione Rita Atria lanciano un appello di solidarietà per la Redazione di TelejatoEnnesima lettera minatoria nei confronti dell’emittente Telejato che trasmette in una zona calda ed è prezioso strumento di informazione per i territori del partinicese e del corleonese. Pino Maniaci e famiglia non vanno lasciati da soli, per questo vi chiediamo di aderire all’iniziativa scendendo, il 28 Novembre alle ore 10:00, in Piazza a Partinico, per dire ai mafiosi locali che Pino Maniaci e la sua famiglia non sono soli. Alla solidarietà fisica e umana, sarà gradita la solidarietà finanziaria.
Per aderire inviare una mail a redazione@corleonedialogos.it
Aderiscono all’iniziativa:
Arci Sicilia, Arci Palermo, Camera del Lavoro di Corleone, Castello Libero, Libera Castellammare, Città Nuove, Sindaco di Corleone Antonino Iannazzo, Laboratorio della Legalità di Corleone, Cooperativa Lavoro e non solo, Libera Calatafimi-Segesta, Libera Castelvetrano, Libera Palermo, Libera Sicilia, Libera Marsala, Redazione "Mamma".
(nella foto Pino Maniaci durante la conferenza del 2 Giugno 2010 organizzata da Libera Castellammare)
Telejato - La televisione più bella del mondo
lunedì, novembre 01, 2010
sabato, ottobre 30, 2010
Stessa notizia due TG
Attendiamo copiose le vostre opinioni!!
venerdì, ottobre 29, 2010
Io sto con il Blow up

Pubblichiamo la petizione on line contro la chiusura del BLOW UP di Palermo.
Visitando il link che troverete sotto l'articolo potrete dare una mano a sostegno di uno dei pochi spazi di libero pensiero rimasti a Palermo.
Il 25 ottobre 2010 sono stati ufficialmente apposti i sigilli alle porte del circolo ARCI “Blow Up” di Palermo.
Porte che in passato sono state incendiate, sigillate, riaperte e scassinate.
Le stesse porte che hanno accolto tutti. Chi rivendicava l’affermazione dei propri diritti e chi la difesa contro ogni discriminazione, dalle associazioni studentesche a quelle di volontariato, dall’Arcigay ad Emergency. Tra le prime porte a Palermo ad aprirsi ad Addiopizzo.
Il Blow Up è stato casa di studentesse e di studenti, di tantissimi artisti e dei giovani in generale di questa città, per molti dei quali ha rappresentato non solo un luogo di aggregazione, ma anche di crescita personale, sociale e culturale.
Questo spazio, ideato e costruito quasi dieci anni fa da giovani palermitani, con i tanti dibattiti, gli eventi e le iniziative, ha contribuito in questi anni alla promozione sociale e culturale in questa città, all’affermazione della cultura dell’antimafia e della legalità democratica.
Noi ci siamo formati negli anni delle stragi e del movimento antimafia. Coerentemente abbiamo fatto del rispetto delle Istituzioni e delle regole il fondamento principale del nostro impegno civico e non ci sottrarremo in nessun modo alle decisioni che prenderanno le autorità giudiziarie nei nostri confronti. Ma non possiamo subire in silenzio un provvedimento, a nostro avviso spropositato e intempestivo, perché giunto dopo più di cinque mesi dal sopralluogo della Polizia, che rischia di compromettere irrimediabilmente una realtà nella quale crediamo, che abbiamo faticosamente costruito, senza alcun contributo pubblico, e per la quale continueremo a lottare.
Chiudere il Blow Up vuol dire chiudere uno spazio libero, casa della musica e dei musicisti, dell’aggregazione, della socialità, del confronto.
In una città ripiombata in uno scuro medioevo, che spinge i giovani alla fuga o alla rassegnazione, chiudere il Blow Up vuol dire annientare un patrimonio di tutti, un’esperienza vera, fatta di tanta passione, fantasia, creatività, autonomia, libertà e voglia di mettersi in gioco. Riteniamo che sia anche un segnale che può scoraggiare tutti coloro che in futuro vorranno sperimentare spazi legali di promozione sociale e di impegno, investendo e rischiando su Palermo, per Palermo e i palermitani.
Per tanti il Blow Up ha rappresentato una certezza nel passato, un impegno nel presente e il speranza di un futuro migliore per questa città. Chiuderlo vuol dire anche chiudere le porte alle nostre certezze, al nostro impegno e alle nostre speranze.
Ora ci rivolgiamo a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, alle organizzazioni e ai singoli, al mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura, dell’università e della scuola, ai rappresentanti delle istituzioni e a tutti coloro che ritengono che anche attraverso la difesa di ogni singolo spazio di libertà e di confronto passi la difesa dei diritti di tutti e si attui davvero la democrazia.
Questa è una battaglia di tutti.
I ragazzi del Circolo Arci Blow Up di Palermo
http://www.petizionionline.it/petizione/io-sto-con-il-blow-up/2395
giovedì, ottobre 28, 2010
E' Lorenzo Narracci l'agente 007 cooautore delle stragi del 92
L'uomo si chiama Lorenzo Narracci, riconosciuto mediante un confronto all'americana, ed è stato indicato come l'uomo esterno a Cosa Nostra che sarebbe stato nel garage a preparare l'autobomba diretta al giudice Paolo Borsellino.
Nel frattempo sembra esser trapelato l'intenzione dei magistrati requirenti di modificare l'imputazione nei confronti del Generale Mori, quello accusato della mancata perquisizione del covo di Totò Riina, in concorso esterno in associazione mafiosa.
Un bel passo avanti è stato fatto nella ricerca della verità ma tanto ancora si deve fare.
Pertanto massimo sostegno alla magistratura affinchè venga fuori quel che fino ad ora è rimasto sommerso a causa di depistaggi perpetrati direttamente dalle alte istituzioni, quelle istituzioni che piuttosto che punire i colpevoli spesso e volentieri ci facevano gli accordi e tante volte gli affari.
Per fortuna che la magistratura si è data una smossa anche se con molto ritardo.
E comunque Viva la magistratura antimafia!
Viva le forze dell'ordine ( quelle pulite)!!
p.s. Per gli autori del blog Mangano non è un eroe!
mercoledì, ottobre 27, 2010
Nuovo consiglio d’amministrazione all’Opera Pia “Regina Elena”.
Il sindaco Marzio Bresciani: “Si avvii il rilancio dei servizi ed il pagamento dei lavoratori”
Ricostituito il consiglio di amministrazione dell’Opera Pia “Istituto Regina Elena Vittorio Emanuele II” di Castellammare del Golfo. L’assessorato regionale della Famiglia e Politiche Sociali ha già trasmesso il decreto ed a breve si terrà la seduta d’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione. Il decreto assessoriale ha dunque ricostituito il consiglio di amministrazione che per 5 anni sarà composto da Gaspare Canzoneri, Ernesto Leone, Ludovico Puma, Giovanni Pilara. Il consiglio dovrà essere integrato con un componente designato dall’assessore regionale. Lo statuto dell’Opera Pia, infatti, prevede che il consiglio di amministrazione sia composto da un totale di 5 membri: due designati dal sindaco del Comune di Castellammare e residenti nel territorio stesso; uno dalla Provincia regionale di Trapani, uno dal Vescovo ed uno dall’assessore regionale. Dopo la decadenza del precedente consiglio di amministrazione, Rosario Pisciotta è stato nominato commissario straordinario della struttura “per il riequilibrio di bilancio e la riqualificazione dei servizi assistenziali”. I lavoratori dell’Opera Pia hanno più volte protestato per il mancato pagamento degli stipendi. “Chiedo che il nuovo consiglio di amministrazione vigili perché venga realizzato un effettivo rilancio dell’Opera Pia, che offre servizi sociali importanti, ma anche perché ai lavoratori venga garantito il pagamento dello stipendio- afferma il sindaco Marzio Bresciani- e soprattutto che si attivi perché non sia ancora negato il diritto del pagamento delle mensilità arretrate che i lavoratori dell’Opera Pia attendono da troppo tempo, cioè da circa due anni, pur continuando a garantire un servizio socialmente importante”.
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)
sabato, ottobre 23, 2010
Castellammare nel Club dei “Comuni virtuosi siciliani” per la raccolta di carta e cartone.
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)
giovedì, ottobre 21, 2010
Guerre siciliane
mercoledì, ottobre 20, 2010
Nuove minacce di morte a Pino Maniaci, direttore della tv antimafia Telejato
A segnalarcelo è il giornalista Pietro Orsatti: il direttore dell’emittente di controinformazione TeleJato (www.telejato.it) ha ricevuto nuove pesanti minacce di morte. Si tratta di una busta contenente messaggi intimidatori diretti non solo al giornalista Pino Maniaci ma anche ai suoi familiari, l’ennesimo tentativo di imbavagliamento che ha coinvolto Pino e fa piombare Partinico sotto l’evidente ed ingombrante presenza mafiosa che insiste sul territorio.Non è la prima volta che il direttore dell’emittente partinicese subisce pesanti intimidazioni: in passato Pino è stato vittima di un violento pestaggio (subìto alla luce del giorno e su una strada trafficata) e di reiterate minacce, che hanno reso necessario affiancare la scorta al giornalista.
“Questa ennesima minaccia – scrive il team di Telejato - arriva proprio nel momento più delicato di riorganizzazione delle cosche mafiose dopo anni di guerra per il controllo del territorio fra la famiglia dei Fardazza/Vitale (guida tradizionale di questo mandamento) e gruppi emergenti collegabili con il tentativo di scalata dei Lo Piccolo […] questa intimidazione non bloccherà il lavoro che quotidianamente, da più di dieci anni, questa nostra piccola emittente televisiva sta facendo. Continueremo a raccontare cosa è Cosa nostra, come agisce, quali sono gli intrecci e le alleanze, quali sono gli appoggi di cui gode”.
A Pino Maniaci, alla sua famiglia e alla redazione dell'emittente va tutta la nostra solidarietà!
L'angolo della lettura. "Avamposto. Nella Calabria dei giornalisti infami" di R. Mani e R. Rossi.
In questo post presentiamo la recensione di un libro molto interessante, che racconta la dura vita dei giornalisti calabresi che si occupano di mafia in tutte le sue sfaccettature e ombre; sono quei giornalisti che, oltre alle difficoltà quotidiane legate al proprio lavoro e alle "normali" vicissitudini di chiunque, devono fare i conti con le continue minacce da parte della 'ndrangheta.
di Mimmo GANGEMI
Il taglio del racconto è secco, incisivo, colorato da sapienti pennellate. Incide nell'animo. Fa riflettere. Lungo le pagine si ricava l'impressione di una terra benedetta da Dio ma dannata dall'uomo. Ed è sorprendente come due giornalisti che vivono e operano a Milano siano riusciti a penetrare la spessa nebbia, quasi involucro solido da dover tagliare a fette, che in Calabria avvolge tutto e tutti e dentro cui sembrava riuscisse a muoversi solo chi ne respira l'aria.
A fornire lo spunto, la vita in trincea dei cronisti di nera, le vessazioni, intimidazioni e violenze che subiscono. Ne viene fuori un efficace e agghiacciante dossier/reportage che collima intrighi e situazioni, macchiati di sangue, tra 'ndrangheta, politica e affari. Ed è sorprendente come due giornalisti che vivono e operano a Milano siano riusciti a penetrare la spessa nebbia, quasi involucro solido da dover tagliare a fette, che in Calabria avvolge tutto e tutti e dentro cui sembrava riuscisse a muoversi solo chi ne respira l'aria.
Scandagliano l'intera regione. Emergono Gioia Tauro e i traffici del porto, con la mazzetta sui container, la scalata alla All Services, la faida che scaturisce. Emergono le guerre di Reggio con le centinaia di morti, quella per il controllo di Isola Capo Rizzuto, e di Papanice sui cui muri scritte inneggiano al capobastone che soccorrerebbe la miseria. Emergono i misfatti di Crotone, del Vibonese, del Lametino con i suoi giovani desaparecidos. È cronaca di guerra. È un mondo dove è il dio denaro che detta azioni, alleanze, condanne, che arma la lupara. Emergono Rosarno e i suoi giorni infuocati dalla rabbia di due miserie diverse. Emergono le collusioni istituzionali, con ombre persino sulla magistratura e su un componente della Commissione Antimafia. Emergono gli intrallazzi sul denaro pubblico, i politici al servizio in cambio di voti e assoldati per porre fine al 41 bis, i delitti di delinquenti premiati con l'indultino, i lunghi decenni d'inefficienza dello Stato, con i coraggiosi di denuncia che si sono presto trovati di fronte al ghigno libero e beffardo dei propri aguzzini. Emerge l'attuale strategia della tensione verso magistrati finalmente attivi nelle condanne e nei sequestri dei beni. E sempre il rosso del sangue e sempre i soldi e sempre la politica e sempre gli affari sporchi e sempre quell'area grigia, con lo Stato deviato, la borghesia malata, la massoneria prezzemolo di ogni minestra. E sempre la paura e il silenzio.
Si delinea netto il passaggio tra onorata società a 'ndrangheta becera e brutale assassina: ha una data precisa la drammatica metamorfosi, quel 20 gennaio1975 in cui fu ucciso Zzi' Ntoni Macrì di Siderno, uno dei tre grandi capobastone, che si opponeva ai sequestri di persona, alla droga, ai soldi quindi - al funerale centinaia di suoi fedeli sbatterono con rabbia le coppole sulla bara a promettere tremenda vendetta da venire.
“Avamposto” addita i 'ndranghetisti, ne annota i nomi, i misfatti. Annota che si riempiono la bocca d'onore e di rispetto e tacciano infami i giornalisti coraggiosi, li minacciano, li attenzionano di attentati, di violenze. Induce il lettore a chiedersi dove sia l'onore in tutto questo, come possa esserci onore nelle nefandezze con cui lordano la vita di ogni giorno. Con l'omertà che è diventata null'altro che paura.
Il taglio del racconto è secco, incisivo, colorato da sapienti pennellate. Incide nell'animo. Fa riflettere. Lungo le pagine si ricava l'impressione di una terra benedetta da Dio ma dannata dall'uomo. È però necessario un distinguo: in “Avamposto” il punto di vista è volutamente collimato sul marciume e su alcuni coraggiosi che pagano il prezzo di esservisi opposti, già con il solo scriverlo. Attorno, vittima o taciuta, c'è la gente onesta, in stragrande maggioranza, al massimo colpevole di silenzio e che, di fronte alle istituzioni colluse, tentenna e non si fida. Attenzione pure a non criminalizzare a ogni costo, si corre il rischio di essere noi a lasciare il solo sbocco 'ndrangheta alle nuove generazioni che provengono da quel mondo. Mi risuona ancora in testa l'eco delle parole di una mamma di Platì, di “razza nobile” e che vive con la famiglia a Buccinasco: in una recente trasmissione televisiva si doleva che, dopo certi servizi, nessuno accettasse più di giocare con i suoi bimbi, perché infetti di 'ndrangheta. I bimbi sono bimbi, loro nascono innocenti.
martedì, ottobre 19, 2010
All'autore dei commenti non pubblicabili
Poichè noi riteniamo che ciò non risponde a verità in quanto abbiamo sempre dato la nostra disponibilità alla pubblicazione di articoli o anche piccoli post dove ognuno poteva esprimere la propria opinione,denunciare illegalità, sempre a condizione che gli articoli venissero firmati dall'autore, invitiamo l'autore di tali commenti a prendere contatto con lo Staff di castello Libero tramite l'email castellolibero@gmail.com allo scopo di consentirgli di relazionarsi direttamente con lo sportello legalità di Libera regionale.
In sostanza se ha davvero qualcosa da denunciare e vuole coinvolgere l'associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie le diamo la possibilità, grazie alla nostra intermediazione, di rivolgersi allo sportello che si occupa di tale problematiche in maniera tale che lei stesso potrà notiziare l'associazione dei presunti abusi effettuati in quel di Scopello.
Resta inteso che seppur gli autori del blog sono dei tesserati di Libera il blog non appartiene a Libera.
P.s. Ci scusiamo con tutti gli altri utenti del blog ma la comunicazione di servizio era veramente necessaria.
Domenico Grassa
lunedì, ottobre 18, 2010
sabato, ottobre 16, 2010
Manifestazione contro il blocco dei lavori al Porto di Castellammare
LA NOSTRA SALVEZZA E’ LAVORARE COSTRUITE IL PORTO!!! VOGLIAMO SALPARE!
Giorno 16 ottobre si terrà una manifestazione pacifica, dalle 17.30 fino a tarda sera, in località Cala Marina ( Via Don L. Zangara) in merito alla situazione economica del nostro paese, e particolarmente per quanto riguarda il Porto di Castellammare del Golfo, costatando che tutt’oggi i lavori non sono stati ultimati e ciò comporterà gravosi danni che si ripercuoteranno sull’economia stessa del paese e chiederemo alle autorità competenti di rendere più celeri le attività investigative per salvaguardare l’economia di questo paese, già provata dalla recente storia. Castellammare del Golfo, non essendo prevalentemente sviluppato in settori industriali, in quanto assenti, ha sempre basato la sua economia sulle attività di agricoltura, pesca e turismo; il prolungamento del porto infatti aveva lo scopo di incentivare maggiormente le attività marittime e turistiche per dare possibilità ai cittadini di ampliare le proprie attività e quindi aumentare i posti di lavoro. Purtroppo per via di un sequestro del cantiere, nonostante i dovuti controlli e il dissequestro dello stesso da più di tre mesi, ancora oggi i lavori non sono ripresi e se non si terminerà la messa in sicurezza, le prime mareggiate invernali potrebbero danneggiare tutto il lavoro svolto fino ad oggi! Questa manifestazione pacifica è organizzata dal Comitato dei Liberi Cittadini per la Costruzione del Porto (C.L.C.C.P.) gratuitamente, senza alcun contributo da parte di Enti pubblici e privati, con la partecipazione dei gruppi musicali locali e associazioni cittadine che si sono prestate a far sentire la loro voce in merito a tale situazione, con lo scopo di intrattenere i cittadini castellammaresi e metterli al corrente di questa situazione che interessa il
>benestare di tutti. L’invito alla manifestazione è stato esteso a tutti i cittadini, ai giornali e telegiornali locali, al Sindaco, ai Consiglieri Comunali, agli Assessori, ai politici quali responsabili della Provincia Regionale di Trapani e della Regione Sicilia, tra questi gli Onorevoli: On. Mimmo Turano, l’On. Giuseppe Poma, l’On. Camillo Oddo, l’On. Livio Marrocco e l’On. Giulia Adamo.
Facciamo appello a tutti i cittadini di Castellammare e dei paesi limitrofi a non mancare a questa manifestazione ed essere solidali per tutelare il nostro avvenire.
Castellammare del Golfo, lì 14/10/2010
Il C.L.C.C.P
venerdì, ottobre 15, 2010
Sequestrati duemilioni di litri di vino ad una Cantina Sociale

Sequestrati in Castellammare del Golfo circa duemilioni di litri di vino inquinato da liquido da refrigerazione e in parte irregolare per l'acidita' riscontrata dalla Guardia di Finanza di Trapani.
Secondo indiscrezioni si tratterebbe della Cantina Enopolio che, in quest'ultimi anni, si era contraddistinta nel mercato per il pregevole rosso.
Le ipotesi di reato che si potrebbero configurare a carico del Presidente del CdA della Cantina sono quelle di inquinamento ambientale, delitti colposi contro la salute pubblica ed adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari.