sabato, ottobre 23, 2010

Castellammare nel Club dei “Comuni virtuosi siciliani” per la raccolta di carta e cartone.

Castellammare del Golfo nel Club "Comuni Virtuosi Siciliani". Il Comieco (consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) lo ha comunicato al sindaco Marzio Bresciani, annunciando l’ingresso di Castellammare nel club che riunisce i Comuni siciliani, che al momento sono 42, che “si distinguono nella raccolta differenziata della carta e cartone”. Dal novembre 2009 fino a settembre 2010, a Castellammare sono stati raccolti 238.960 chilogrammi di carta e 257.790 chilogrammi di cartone, per un totale di circa 500 tonnellate di rifiuti a base cellulosica. Il maggior quantitativo di carta è stato raccolto a dicembre del 2009 con 29.040 chilogrammi di carta, mentre 31.950 chilogrammi di cartone sono stati raccolti ad agosto 2010. «Il dato positivo riguarda la carta ed il cartone e spero nella soddisfazione dei citttadini per questo riconoscimento del Comieco che premia tutti coloro che contribuiscono ad effettuare una corretta raccolta differenziata -afferma l’assessore comunale all’Ambiente, Marilena Barbara-. D’altra parte, però, non posso esprimere uguale soddisfazione per i dati che riguardano il resto della differenziata. C’è ancora molto da fare perché il conferimento dei rifiuti diventi preciso e puntuale. Perciò chiediamo a tutti i cittadini di attenersi alla regole, dimostrando alto senso civico ed aiutandoci a mantenere pulita la città. Dal canto nostro continueremo con le campagne di informazione e sensibilizzazione ma, poiché la novità del servizio non è più un’attenuante, l'azione di controllo del territorio da parte dell'amministrazione comunale, riguardante sia il deposito che la raccolta dei rifiuti differenziati, diventerà più severa. Nel contempo si continueranno a cercare migliorie sul fronte della qualità del servizio offerto dall’Ato». Al momento sono 42 le amministrazioni rappresentate nel club dei Comuni Virtuosi della Sicilia: con un totale di circa 273.000 abitanti, questi Comuni corrispondono al 27% circa, del totale regionale di raccolta congiunta. L'obiettivo del club dei Comuni virtuosi “è quello di mettere in rete le esperienze di queste amministrazioni affinchè si possano migliorare i risultati di raccolta differenziata di carta e cartone a livello regionale”.
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)

giovedì, ottobre 21, 2010

Guerre siciliane

Un'intervista a L'Espresso da far tremare i polsi. Il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, racconta senza mezzi termini i movimenti loschi e le connivenze tra mafia e politica in Sicilia e a Roma. E fa i nomi di ministri e parlamentari. Parla di affari da miliardi di euro su cui avrebbero messo le mani i componenti di una cricca piuttosto trasversale ed eterogenea, che lui, Lombardo, ha bloccato cancellando progetti, appalti e autorizzazioni.
Tutto molto inquietante ed interessante, ma che stimola qualche interrogativo.
Perché questa guerra sotterranea sta uscendo allo scoperto solo dopo molti mesi? E cosa spinge Lombardo a fare accuse così circostanziate a personaggi di spicco della politica siciliana e nazionale? Sarà davvero spinto dalla volontà di migliorare la Sicilia a vantaggio di tutti i siciliani - e a danno di quella marmellata marcia e puzzolente in cui sguazzano mafiosi, politici, colletti bianchi, imprenditori, etc. - oppure sta solo sgomitando per farsi più spazio a tavola?
Staremo a vedere.

mercoledì, ottobre 20, 2010

Nuove minacce di morte a Pino Maniaci, direttore della tv antimafia Telejato

A segnalarcelo è il giornalista Pietro Orsatti: il direttore dell’emittente di controinformazione TeleJato (www.telejato.it) ha ricevuto nuove pesanti minacce di morte. Si tratta di una busta contenente messaggi intimidatori diretti non solo al giornalista Pino Maniaci ma anche ai suoi familiari, l’ennesimo tentativo di imbavagliamento che ha coinvolto Pino e fa piombare Partinico sotto l’evidente ed ingombrante presenza mafiosa che insiste sul territorio.
Non è la prima volta che il direttore dell’emittente partinicese subisce pesanti intimidazioni: in passato Pino è stato vittima di un violento pestaggio (subìto alla luce del giorno e su una strada trafficata) e di reiterate minacce, che hanno reso necessario affiancare la scorta al giornalista.
“Questa ennesima minaccia – scrive il team di Telejato - arriva proprio nel momento più delicato di riorganizzazione delle cosche mafiose dopo anni di guerra per il controllo del territorio fra la famiglia dei Fardazza/Vitale (guida tradizionale di questo mandamento) e gruppi emergenti collegabili con il tentativo di scalata dei Lo Piccolo […] questa intimidazione non bloccherà il lavoro che quotidianamente, da più di dieci anni, questa nostra piccola emittente televisiva sta facendo. Continueremo a raccontare cosa è Cosa nostra, come agisce, quali sono gli intrecci e le alleanze, quali sono gli appoggi di cui gode”.
A Pino Maniaci, alla sua famiglia e alla redazione dell'emittente va tutta la nostra solidarietà!

Fabio Barbera

L'angolo della lettura. "Avamposto. Nella Calabria dei giornalisti infami" di R. Mani e R. Rossi.

In questo post presentiamo la recensione di un libro molto interessante, che racconta la dura vita dei giornalisti calabresi che si occupano di mafia in tutte le sue sfaccettature e ombre; sono quei giornalisti che, oltre alle difficoltà quotidiane legate al proprio lavoro e alle "normali" vicissitudini di chiunque, devono fare i conti con le continue minacce da parte della 'ndrangheta.

I due autori, attraverso un'inchiesta condotta anche per conto dell'Osservatorio "Ossigeno per l'informazione", raccontano le esperienze di minacce quotidiane dei loro colleghi calabresi, colpevoli di scrivere di fatti, persone e situazioni di cui sarebbe meglio non parlare. Almeno secondo la 'ndrangheta e compari.
La cosa confortante è che questi giornalisti non si fermano, continuano a raccontare le malefatte della criminalità organizzata, della politica corrotta, dell'imprenditoria collusa e di pezzi di magistratura compiacente; far conoscere le loro storie è un piccolo segno della nostra gratitudine e della nostra vicinanza.



di Mimmo GANGEMI

Il taglio del racconto è secco, incisivo, colorato da sapienti pennellate. Incide nell'animo. Fa riflettere. Lungo le pagine si ricava l'impressione di una terra benedetta da Dio ma dannata dall'uomo. Ed è sorprendente come due giornalisti che vivono e operano a Milano siano riusciti a penetrare la spessa nebbia, quasi involucro solido da dover tagliare a fette, che in Calabria avvolge tutto e tutti e dentro cui sembrava riuscisse a muoversi solo chi ne respira l'aria.

A fornire lo spunto, la vita in trincea dei cronisti di nera, le vessazioni, intimidazioni e violenze che subiscono. Ne viene fuori un efficace e agghiacciante dossier/reportage che collima intrighi e situazioni, macchiati di sangue, tra 'ndrangheta, politica e affari. Ed è sorprendente come due giornalisti che vivono e operano a Milano siano riusciti a penetrare la spessa nebbia, quasi involucro solido da dover tagliare a fette, che in Calabria avvolge tutto e tutti e dentro cui sembrava riuscisse a muoversi solo chi ne respira l'aria.
Scandagliano l'intera regione. Emergono Gioia Tauro e i traffici del porto, con la mazzetta sui container, la scalata alla All Services, la faida che scaturisce. Emergono le guerre di Reggio con le centinaia di morti, quella per il controllo di Isola Capo Rizzuto, e di Papanice sui cui muri scritte inneggiano al capobastone che soccorrerebbe la miseria. Emergono i misfatti di Crotone, del Vibonese, del Lametino con i suoi giovani desaparecidos. È cronaca di guerra. È un mondo dove è il dio denaro che detta azioni, alleanze, condanne, che arma la lupara. Emergono Rosarno e i suoi giorni infuocati dalla rabbia di due miserie diverse. Emergono le collusioni istituzionali, con ombre persino sulla magistratura e su un componente della Commissione Antimafia. Emergono gli intrallazzi sul denaro pubblico, i politici al servizio in cambio di voti e assoldati per porre fine al 41 bis, i delitti di delinquenti premiati con l'indultino, i lunghi decenni d'inefficienza dello Stato, con i coraggiosi di denuncia che si sono presto trovati di fronte al ghigno libero e beffardo dei propri aguzzini. Emerge l'attuale strategia della tensione verso magistrati finalmente attivi nelle condanne e nei sequestri dei beni. E sempre il rosso del sangue e sempre i soldi e sempre la politica e sempre gli affari sporchi e sempre quell'area grigia, con lo Stato deviato, la borghesia malata, la massoneria prezzemolo di ogni minestra. E sempre la paura e il silenzio.
Si delinea netto il passaggio tra onorata società a 'ndrangheta becera e brutale assassina: ha una data precisa la drammatica metamorfosi, quel 20 gennaio1975 in cui fu ucciso Zzi' Ntoni Macrì di Siderno, uno dei tre grandi capobastone, che si opponeva ai sequestri di persona, alla droga, ai soldi quindi - al funerale centinaia di suoi fedeli sbatterono con rabbia le coppole sulla bara a promettere tremenda vendetta da venire.
“Avamposto” addita i 'ndranghetisti, ne annota i nomi, i misfatti. Annota che si riempiono la bocca d'onore e di rispetto e tacciano infami i giornalisti coraggiosi, li minacciano, li attenzionano di attentati, di violenze. Induce il lettore a chiedersi dove sia l'onore in tutto questo, come possa esserci onore nelle nefandezze con cui lordano la vita di ogni giorno. Con l'omertà che è diventata null'altro che paura.
Il taglio del racconto è secco, incisivo, colorato da sapienti pennellate. Incide nell'animo. Fa riflettere. Lungo le pagine si ricava l'impressione di una terra benedetta da Dio ma dannata dall'uomo. È però necessario un distinguo: in “Avamposto” il punto di vista è volutamente collimato sul marciume e su alcuni coraggiosi che pagano il prezzo di esservisi opposti, già con il solo scriverlo. Attorno, vittima o taciuta, c'è la gente onesta, in stragrande maggioranza, al massimo colpevole di silenzio e che, di fronte alle istituzioni colluse, tentenna e non si fida. Attenzione pure a non criminalizzare a ogni costo, si corre il rischio di essere noi a lasciare il solo sbocco 'ndrangheta alle nuove generazioni che provengono da quel mondo. Mi risuona ancora in testa l'eco delle parole di una mamma di Platì, di “razza nobile” e che vive con la famiglia a Buccinasco: in una recente trasmissione televisiva si doleva che, dopo certi servizi, nessuno accettasse più di giocare con i suoi bimbi, perché infetti di 'ndrangheta. I bimbi sono bimbi, loro nascono innocenti.


martedì, ottobre 19, 2010

All'autore dei commenti non pubblicabili

In diversi commenti che noi non pubblichiamo veniamo accusati di aver coperto gli autori di abusi edilizi nella località di Scopello e pertanto di aver infangato il nome di Libera.

Poichè noi riteniamo che ciò non risponde a verità in quanto abbiamo sempre dato la nostra disponibilità alla pubblicazione di articoli o anche piccoli post dove ognuno poteva esprimere la propria opinione,denunciare illegalità, sempre a condizione che gli articoli venissero firmati dall'autore, invitiamo l'autore di tali commenti a prendere contatto con lo Staff di castello Libero tramite l'email castellolibero@gmail.com allo scopo di consentirgli di relazionarsi direttamente con lo sportello legalità di Libera regionale.

In sostanza se ha davvero qualcosa da denunciare e vuole coinvolgere l'associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie le diamo la possibilità, grazie alla nostra intermediazione, di rivolgersi allo sportello che si occupa di tale problematiche in maniera tale che lei stesso potrà notiziare l'associazione dei presunti abusi effettuati in quel di Scopello.

Resta inteso che seppur gli autori del blog sono dei tesserati di Libera il blog non appartiene a Libera.

P.s. Ci scusiamo con tutti gli altri utenti del blog ma la comunicazione di servizio era veramente necessaria.
Domenico Grassa

sabato, ottobre 16, 2010

Manifestazione contro il blocco dei lavori al Porto di Castellammare

Mittente: C.L.C.C.P. (Comitato dei Liberi Cittadini per la Costruzione del Porto).
LA NOSTRA SALVEZZA E’ LAVORARE COSTRUITE IL PORTO!!! VOGLIAMO SALPARE!

Giorno 16 ottobre si terrà una manifestazione pacifica, dalle 17.30 fino a tarda sera, in località Cala Marina ( Via Don L. Zangara) in merito alla situazione economica del nostro paese, e particolarmente per quanto riguarda il Porto di Castellammare del Golfo, costatando che tutt’oggi i lavori non sono stati ultimati e ciò comporterà gravosi danni che si ripercuoteranno sull’economia stessa del paese e chiederemo alle autorità competenti di rendere più celeri le attività investigative per salvaguardare l’economia di questo paese, già provata dalla recente storia. Castellammare del Golfo, non essendo prevalentemente sviluppato in settori industriali, in quanto assenti, ha sempre basato la sua economia sulle attività di agricoltura, pesca e turismo; il prolungamento del porto infatti aveva lo scopo di incentivare maggiormente le attività marittime e turistiche per dare possibilità ai cittadini di ampliare le proprie attività e quindi aumentare i posti di lavoro. Purtroppo per via di un sequestro del cantiere, nonostante i dovuti controlli e il dissequestro dello stesso da più di tre mesi, ancora oggi i lavori non sono ripresi e se non si terminerà la messa in sicurezza, le prime mareggiate invernali potrebbero danneggiare tutto il lavoro svolto fino ad oggi! Questa manifestazione pacifica è organizzata dal Comitato dei Liberi Cittadini per la Costruzione del Porto (C.L.C.C.P.) gratuitamente, senza alcun contributo da parte di Enti pubblici e privati, con la partecipazione dei gruppi musicali locali e associazioni cittadine che si sono prestate a far sentire la loro voce in merito a tale situazione, con lo scopo di intrattenere i cittadini castellammaresi e metterli al corrente di questa situazione che interessa il
>benestare di tutti. L’invito alla manifestazione è stato esteso a tutti i cittadini, ai giornali e telegiornali locali, al Sindaco, ai Consiglieri Comunali, agli Assessori, ai politici quali responsabili della Provincia Regionale di Trapani e della Regione Sicilia, tra questi gli Onorevoli: On. Mimmo Turano, l’On. Giuseppe Poma, l’On. Camillo Oddo, l’On. Livio Marrocco e l’On. Giulia Adamo.
Facciamo appello a tutti i cittadini di Castellammare e dei paesi limitrofi a non mancare a questa manifestazione ed essere solidali per tutelare il nostro avvenire.

Castellammare del Golfo, lì 14/10/2010
Il C.L.C.C.P

venerdì, ottobre 15, 2010

Sequestrati duemilioni di litri di vino ad una Cantina Sociale


Sequestrati in Castellammare del Golfo circa duemilioni di litri di vino inquinato da liquido da refrigerazione e in parte irregolare per l'acidita' riscontrata dalla Guardia di Finanza di Trapani.

Secondo indiscrezioni si tratterebbe della Cantina Enopolio che, in quest'ultimi anni, si era contraddistinta nel mercato per il pregevole rosso.

Le ipotesi di reato che si potrebbero configurare a carico del Presidente del CdA della Cantina sono quelle di inquinamento ambientale, delitti colposi contro la salute pubblica ed adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari.

sabato, ottobre 09, 2010

LA STRADA CHE NON C’E’!!!

Incredibile, ma vero, per il Comune di Castellammare del Golfo esiste una viabilità attorno al seicentesco Baglio di Scopello.
In altri termini – stando agli atti di cui dispone l’Amministrazione Comunale – esiterebbe una via denominata Via Ciro Menotti che partendo dalla Piazza Nettuno e finendo in aperta campagna si intersecherebbe con la anch’essa inesistente Via Napoleone Colaianni, permettendo in tal modo il transito intorno al Baglio di Scopello.
Peccato che nessuno ha mai avuto la possibilità di percorrere a piedi o in macchina il percorso che stando a quanto dichiarano al Comune di Castellammare del Golfo esiste sin dal 1960!! Fatta una breve indagine sui luoghi riscontriamo che non esiste alcuna possibilità di transito intorno al Baglio di Scopello. Ma al Comune di Castellammare del Golfo, in particolare al III° Settore, insistono e confermano l’esistenza della Via Colaianni e della Via Menotti, citando delibere comunali e atti vari. Addirittura sarebbero stati spesi dei soldi per la realizzazione di detta viabilità, ma poi si correggono, forse si trattava di preventivi di somme da spendere.

Fatto anche su questo argomento un approfondimento, risulta agli atti del Comune che nel lontano 1960 allora Sindaco, tale ON. Barone, rivolse “Voti” cioè preghiere o suppliche che dir si voglia all’Assessorato Regionale ai lavori pubblici per ottenere un finanziamento per la sistemazione delle strade della Frazione di Scopello. Che il finanziamento ci sia stato è possibile ma che la viabilità attorno al Baglio di Scopello con le vie Menotti e Colaianni non è mai stata realizzata è un fatto certo che risulta agli occhi di tutti. Basta fare una passeggiata al Borgo di Scopello.
Il mistero continua.
Sull’argomento sentiamo anche alcuni proprietari di immobili facenti parti del Baglio Isonzo (o Baglio di Scopello) dei terreni circostanti su cui dovrebbe scorrere la viabilità rappresentata dalle vie Colaianni e Menotti.
“La nostra famiglia – ci raccontano le sorelle Plaia – è proprietaria di questi terreni da 4 generazioni. Nessuna strada ha mai percorso i nostri fondi attorno al Baglio di Scopello. L’area è sempre stata recintata e l’utilizzo riservato in via esclusiva oggi a noi, nei decenni scorsi ai nostri avi!!”
La strada di fatto non c’è ma ci chiediamo cosa accadrebbe se il Comune decidesse di realizzare veramente un percorso intorno al Baglio di Scopello. Per la realizzazione di un percorso occorrerebbe procedere allo sbancamento di enormi rocce, (trattasi di affioramenti calcari dolomitici).
Non solo l’orografia dei luoghi non consente certamente la realizzazione di alcun tipo di strada ma la sussistenza di vincoli di varia natura (vincoli paesaggistici, SIC - ZPS) non consentono alcuna modifica al territorio.
La questione a questo punto potrebbe assumere caratteri di comicità e limitarsi ad una mera “querelle” fra ciò che esiste sulla carta e ciò che esiste in realtà sui luoghi. Ovvero essere accantonata in quanto definibile una mera boutade. Invece la questione è molto più seria e complicata in quanto vi sono già dei contenziosi in corso dinanzi alla Autorità Giudiziaria ed il Comune di Castellammare del Golfo ha iniziato ad impegnare denaro pubblico nominando propri Avvocati nel tentativo di sostenere – anche contro evidenza – l’esistenza della viabilità intorno al Baglio di Scopello.
Rossella Navarra

“Zingaro. La Riserva in Arte e Natura”: un omaggio alle terre siciliane nel nuovo libro di Franca Raponi


L'assemblea generale dell'ONU ha proclamato il 2010 anno internazionale della biodiversità, ponendo l'attenzione sulla questione dell'impoverimento ambientale del pianeta, a seguito della distruzione degli ecosistemi. In occasione di questa iniziativa dedicata all’attenzione ambientale e alla memoria il professor Francesco Raimondo (direttore dell'Orto Botanico dell'Università di Palermo) ha deciso di presentare un nuovo curioso volume: un’opera interessante da sfogliare, leggere, osservare e condividere, che racchiude tra le pagine istanti ed emozioni legate ad un territorio tra i più suggestivi e preziosi, quello della Riserva Naturale dello Zingaro. L’interessante iniziativa ambientale e letteraria si terra la mattina di domenica 24 ottobre all'Orto Botanico in via Lincoln a Palermo.

A realizzare l’opera letteraria - curata nella parte scientifica dal professor Franco Pedrotti (direttore del dipartimento di Botanica ed Ecologia dell'Università di Camerino) – è Franca Raponi, artista romana, illustratrice naturalista, acquerellista, fotografa, scultrice, nata nella casa-vivaio bottega fiorista, sede della quinta zona di Resistenza antinazifascista a Roma. Cresciuta in mezzo ai fiori e alle piante, Franca mantiene la tradizione familiare per l’amore verso la natura e coniuga tale passione con le sue attività lavorative legate alla creazione di installazioni artistiche: suoi lavori sono stati eseguiti su commissione per l’industria del Cinema e, sempre a Roma, anche per il Teatro dell’Opera, il Palazzo dei Congressi, il Palazzo dello Sport e molto altro ancora.

Dalla sua passione per la natura e dal suo impegno sociale rivolto alla divulgazione di temi ecologici e alla sensibilizzazione sulla tutela e la protezione del paesaggio nasce questa nuova interessante opera intitolata "Zingaro. La Riserva in Arte e Natura.

“Questo libro è il mio omaggio alla Sicilia e ai siciliani che partecipano alla valorizzazione e alla salvaguardia della propria terra”, afferma l’autrice che si dice pronta a portare l’iniziativa e la presentazione del suo nuovo libro anche a Scopello.

(nella foto: Franca Raponi)
Fabio Barbera

giovedì, ottobre 07, 2010

In nome di Don Pino Puglisi vogliamo giustizia


Inquietante servizio di Stefania Petyx in merito all'attribuzione, da parte del Comune di Palermo, di tre beni confiscati alla mafia ad Associazioni riconducibili a Don Mario Golesano.
Don Mario Golesano è il prete che ha sostituito Padre Puglisi immediatamente dopo l'agguato mafioso che ha ucciso l'eroe PRETE nel 1993 nel quartiere Brancaccio.

La Petix, a quanto pare, ha scoperto che nelle Associazioni create da Don Mario Golesano vi erano componenti della famiglia mafiosa Bontade e che in realtà i beni venivano utilizzati per scopi diversi rispetto ai fini per cui erano stati assegnati.

Insomma i beni confiscati alla mafia venivano riattribuiti alle cosche mafiose con lo sponsor di Don Mario Golesano che agiva in nome e nel ricordo di Don Pino Puglisi, un uomo che davvero faceva il prete e che al posto di farci affari con la mafia l'ha combattuta fino alla morte.

Il tutto veniva fatto alla luce del sole e sotto il bene placito del Comune di Palermo e della Chiesa.


W Padre Puglisi e i preti che ogni giorno combattono le ingiustizie nel mondo

il servizio lo potete visionare cliccando sulla parola link

martedì, ottobre 05, 2010

Un megacentro commerciale sta per strangolare Partinico

Dopo dieci anni di battaglie, una società brianzola costruirà il mostro. Pronta un’area di oltre 40mila mq.

di Daniele Nalbone

Prima di tutto occorre dare qualche info per capire la mastodonticità dell’opera:
Il Polo multifunzionale di Partinico è composto da 4 grandi strutture autonome e complementari:
1. Lotto A - Centro Commerciale: 51.627 mq per 65 attività
2. Lotto B - Cittadella della moda: 21.520 mq per 68 attività
3. Lotto C - Alberghi e Convegni/Club House: 8.862 mq (2 alberghi) e 4.444 mq
4. Lotto D - Parco Commerciale: 11.983 mq (2 grandi superfici da 5.000 mq e 7.000 mq)
Multisala da 7.000 mq (12 sale), Tempo libero e servizi: 4.600 mq(campi da calcetto,tennis ecc..)
5.900 mq di ristorazione
N° Posti Auto 4.863

Da Agrate Brianza a Partinico. Dal ricco hinterland milanese alla depressa provincia palermitana. È la storia della “Policentro” Daunia, società brianzola che, dopo un’estenuante battaglia lunga oltre dieci anni attraverso troppe ombre e poche luci, potrà ora dare il via alla costruzione di un mega centro commerciale alla periferia di Partinico. Entro la fine dell’anno, si dicono certi dalla società, verrà posta la prima pietra al “Policentro”. «Sarà questo» spiegano dal circolo di Rifondazione Comunista “Peppino Impastato” «il momento dell’inizio della fine del commercio di Partinico e della possibilità di uno sviluppo reale e duraturo per il nostro paese». Poco più di una settimana fa, infatti, la Policentro Daunia ha incassato il via libera alla grande opera dalla conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato il Comune di Partinico, la Provincia di Palermo, la Camera di commercio e l’assessorato regionale alle Attività produttive. In risposta, come ultimo baluardo a difesa dei commercianti partinicensi, i Giovani Comunisti/e del comune palermitano hanno redatto un dossier in cui si spiega chiaramente quali saranno le ripercussioni, su Partinico (appena 34mila abitanti) dell’apertura di questo ennesimo centro commerciale della zona e quali, invece, le proposte per dar vita a un vero sviluppo economico del paese.
Tutto accade a 30 chilometri da Palermo, a 15 dall’aeroporto di Punta Raisi, a 3 dallo svincolo dell’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, in un’area assolutamente perfetta secondo le indagini di mercato. Peccato, però, che quell’area, stando a una delibera comunale del 1998 della giunta di centrosinistra guidata da Gigia Cannizzo, era stata inizialmente concessa, una volta espropriati i terreni, al Cosar, un consorzio di artigiani di Partinico. Delibera confermata, un anno dopo, anche dal Tar che respinse il ricorso presentato dal Consorzio dei proprietari espropriandi dell’area difesi dall’avvocato Diego Cammarata, attuale sindaco di Palermo, allora consulente del neosindaco (di centrodestra) di Partinico, Giuseppe Giordano, che successe a Gigia Cannizzo.
Nonostante ciò – secondo quanto più volte sostenuto dalla stampa locale con la sponsorizzazione di Marcello Dell’Utri e di Giancarlo Miccichè – la Policentro inizia, tramite intermediari, ad acquistare terreni nella zona della contrada Margi Soprano, un’area adiacente a quella di proprietà della cosca mafiosa dei Fardazza-Vitale, vicini ai Corleonesi, il cui dominio sulla zona di Partinico ha avuto il proprio apice con Giusy Vitale, oggi collaboratrice di giustizia. Ed è proprio dalle testimonianze di Giusy Vitale che emerge come il pizzo pagato dagli acquirenti dei terreni dove, fra poco, dovrebbe sorgere il Policentro ha fruttato alla cosca oltre 120mila euro. «Contestualmente», denunciano dal circolo Peppino Impastato, «il sindaco Giordano bloccava la delibera di concessione, pur in presenza del pronunciamento del Tar, ostacolando il progetto degli artigiani per il rilancio dell’economia locale a favore del mega centro commerciale proposto dalla società brianzola».
Così, dopo anni di battaglie che hanno, in alcuni casi, spaccato in due la cittadinanza fra favorevoli e contrari al mega progetto, dopo il voltafaccia degli artigiani del Cosar che, evidentemente convinti dalla Policentro, hanno dato nel 2003 la disponibilità alla società lombarda dell’area di oltre 40mila metri quadri in Contrada Margi Soprano, accontentandosi di una sola parte di questa, non si sa per ora di quale estensione, ora siamo arrivati agli sgoccioli. L’attuale sindaco Lo Biundo (Udc), ex consigliere comunale durante la giunta Giordano, ha compiuto gli ultimi passi: «sponsorizzato pubblicamente da Cosar, Confcommercio e dalla Policentro Daunia, oggi è lui a benedire la nascita di questo mostro chiamato “Policentro”». Un mostro che «provocherà la desertificazione dell’economia del paese» denunciano i Giovani comunisti/e di Partinico «in quanto i grandi profitti che si avranno dal centro commerciale mai e poi mai verranno reinvestiti sul territorio e questo segnerà lo svuotamento, sociale e culturale, del nostro paese, dato che quel poco di vita sociale esistente a Partinico si trasferirà interamente all’interno del Policentro, dove la gente potrà dedicare tutte le proprie ore libere al consumo, riducendo Partinico a un mero “paese dormitorio”». Inoltre i cinquecento posti di lavoro che si creeranno, a fronte di stime iniziali di 4-5 mila, «saranno ovviamente precari» spiegano dal circolo Peppino Impastato. Mentre «la costruzione del nuovo centro commerciale, come dichiarava la Confcommercio quando si opponeva alla realizzazione della Policentro, farà scomparire oltre cinquecento posti di lavoro nel commercio locale».
Tutto questo, di certo, non può dirsi sviluppo: «sviluppo significa costruzione di un’economia solida, produttiva, che investa sulle industrie collegate all’enorme potenzialità dell’agricoltura del nostro territorio e su una rete di distribuzione collegata alla produzione locale». Di certo, non apertura di grandi supermercati, outlet e cinema multisala.
Fonte: www.liberazione.it

sabato, ottobre 02, 2010

Quanto trambusto per una battutina!

Ma che gran simpaticone!!! Ha sempre un jolly nella manica, nel vero senso della parola!
E quei bacchettoni de L'Avvenire se la prendono per una battuta... ma poi, come fanno loro a dire che il Dio citato dal Sommo sia il loro e non, tanto per fare un esempio, Allah?
E poi, vogliamo dire di quanti bestemmiano nel Pd? E nell'IDV?
Insomma, i soliti due pesi e due misure... Se un comunista urla e scalpita contro i preti, i vescovi, il Papa e la Chiesa tutta, "PORGIAMO L'ALTRA GUANCIA"! Se il Supremo fa una battutina innocente per regalare un sorriso a dei poveri terremotati e a chi li sta aiutando, ecco che insorgono tutti indignatissimi!
Suvvia, signori cattolici, un po' di sano senso dell'umorismo...




Ps: a scanso di equivoci, il post è ovviamente sarcastico. Voglio vedere se i cattolici seguaci del Sultano di Arcore tuoneranno contro questa battutaccia non consona al ruolo di Presidente del Consiglio ("prometto di ricoprire questa carica istituzionale con onore, dignità e responsabilità...") o se continueranno strenuamente a giustificare un INDIFENDIBILE con ragionamenti al limite della follia (vedi post sul discorso di Di Pietro alla camera)!

VD

venerdì, ottobre 01, 2010

Strada accesso al porto

Sarà ampliata la strada di accesso al Porto
Il Comune acquista una struttura per demolirla ed allargare la via Medici.

Finalmente una strada idonea per raggiungere il porto di Castellammare. Un importante traguardo per l’amministrazione comunale di Castellammare del Golfo che è riuscita, dopo oltre 40 anni di tentativi da parte dei precedenti governi cittadini, ad acquistare quella che è nota come “Casa paradiso”: si tratta di un edificio che si trova lungo la via di accesso al porto, acquistato per una spesa di circa 126mila euro, che sarà parzialmente demolito per consentire un più facile passaggio dei mezzi dalla via Medici. “E’ davvero un momento storico per Castellammare- spiega il vicesindaco Carlo Navarra- poiché da oltre 40 anni si attendeva l’acquisto e la demolizione della struttura, in modo che la strada venisse ampliata per consentire il transito agevole dei mezzi, soprattutto pullman carichi di turisti che non potevano raggiungere il nostro porto in considerazione delle dimensioni della strada di accesso ed erano costretti a fermarsi in zone relativamente vicine, come piazza Petrolo. Così come accadeva per il carico e scarico di merci. Ringrazio in particolare il consigliere Maurizio Paradiso, che ha collaborato perché la trattativa andasse finalmente a buon fine. La possibilità di realizzare adesso una strada più ampia, modificherà la qualità di accesso al porto. Perciò l’amministrazione ha creduto in questo investimento in modo da migliorare l’offerta infrastrutturale in una zona che per Castellammare assume una grande valenza economico- turistica.”.
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)

giovedì, settembre 30, 2010

Di Pietro distrugge Berlusconi!

Cari berlusconiani che frequentate questo blog, ditemi se pensate che ciò che ha detto Di Pietro non è vero. Vito Faz.
Aspetto ansioso le vostre risposte

giovedì, settembre 23, 2010

“Vendemmia in Piazza”: consumata la prima sagra dell’uva a Scopello

Un’iniziativa ludica, curiosa, legata alla nostra memoria e ai sapori mediterranei ha interessato il piccolo borgo di Scopello con una festa che ha avuto il gusto d’altri tempi e che ha coinvolto i presenti in una particolarità: pigiare l’uva all’interno della storica fontana che da sempre è simbolo di Piazza Nettuno.
L’idea di organizzare una festa tematica che raccontasse l’arte della vendemmia è stata presa da un gruppo ristrettissimo di esercenti ed abitanti del borgo che hanno dato il via all’iniziativa per divertimento ma anche per rievocare un’antica tradizione contadina locale. Così la fontana è stata foderata per effettuare la pigiatura e il trasporto dell’uva è stata affidata a volontari, curiosi e simpatizzanti con l’ausilio di caratteristici muli che hanno anche avviato la macchina e trasportato le botti attraverso il pregevolissimo carretto siciliano.
La colonna sonora dell’evento è stata affidata ai tamburinari, che hanno fatto da contorno alla pigiatura commentando le varie azioni con i caratteristici strumenti. La sera, poi, spazio alla musica: la festa è così proseguita con le esibizioni di Band di giovani castellammaresi e di un gruppo blues di origine romana. Un’iniziativa che ha destato anche la curiosità delle istituzioni e sembra così destinata a ripetersi negli anni.
Fabio Barbera





Porto: il consiglio comunale, all’unanimità, approva un documento per chiedere l’intervento del Prefetto

Il consiglio comunale, riunitosi ieri sera in seduta straordinaria, ha approvato all’unanimità, un documento con cui esprime “preoccupazione per il mancato riavvio dei lavori” di messa in sicurezza del porto e “per la situazione economica venutasi a creare nei rapporti commerciali tra la ditta esecutrice dei lavori e le ditte fornitrici della stessa”. Il consiglio straordinario nasce dopo un incontro del sindaco Marzio Bresciani e del presidente del consiglio comunale Giuseppe Cruciata, con le ditte fornitrici della società consortile Nettuno S.C.A.R.L., esecutrice dei lavori. La società è disposta a pagare solo una parte del debito, poichè dopo il sequestro del cantiere di messa in sicurezza del porto (del 26 maggio; il dissequestro è del 6 luglio 2010) l’assessorato regionale ha bloccato due stati di avanzamento. Nell’ordine del giorno approvato, il consiglio, tramite il sindaco Marzio Bresciani ed il presidente Giuseppe Cruciata, chiede al Prefetto di Trapani di “intervenire allo scopo di permettere la ripresa dei lavori ed ascoltare le ragioni delle ditte fornitrici che oggi vivono una situazione economica grave ed incerta”; ma anche di “intervenire presso l’assessorato regionale alle Infrastrutture al fine di accertare lo stato di fatto dell’appalto, verificando se la prolungata sospensione dei lavori stia pregiudicando irreparabilmente la corretta realizzazione dell’opera e nel contempo sollecitare la ripresa degli stessi”. Inoltre il consiglio si è impegnato a porre all’ordine del giorno dei prossimi lavori del consesso “l’istituzione di una commissione speciale avente ad oggetto i lavori del porto, verificandone preventivamente la possibilità a norma dello Statuto” ed anche “a dare mandato ad un legale esperto della materia affinché possa valutarsi l’esistenza di strumenti giuridici che permettano al Comune di Castellammare di tutelare i propri interessi”.



IL PORTAVOCE DEL SINDACO

(Annalisa Ferrante)

martedì, settembre 21, 2010

Università di Palermo: Rinviato l'inizio delle attività didattiche

Comunicato del Rettore dell'Università di Palermo

37858691-Documento-Del-SA-in-Materia-Di-DdL-1905-e-Di-Avvio-AA-2010-11

Ricordo di un giudice ragazzino.


21 settembre 1990 - 21 settembre 2010
Il giudice Rosario Livatino fu ucciso il 21 settembre del 1990 sulla SS 640 mentre si recava senza scorta in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa Nostra.

Livatino venne ucciso dagli 'stiddari' ''per lanciare un segnale di potenza militare verso Cosa nostra'' e per punire un magistrato severo ed imparziale. Come esecutori dell'omicidio sono stati individuati Paolo Amico, Domenico Pace, Giovanni Avarello e Gaetano Puzzangaro, condannati all' ergastolo con sentenza definitiva. I componenti del commando sono stati individuati grazie al testimone Pietro Ivano Nava, di Sesto San Giovanni, che sopraggiunse poco dopo e assistette atterrito alla disperata fuga a piedi del giudice nella campagna dove uno dei sicari lo raggiunse sparandogli ancora a bruciapelo. Il 16 ottobre 2001 la Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo per Salvatore Gallea e Salvatore Calafato accusati di essere i mandanti dell'omicidio.
Secondo la sentenza, Livatino venne ucciso perché ''perseguiva le cosche mafiose impedendone l' attivita' criminale, laddove si sarebbe preteso un trattamento lassista, cioé una gestione giudiziaria se non compiacente, almeno, pur inconsapevolmente, debole, che è poi quella non rara che ha consentito la proliferazione, il rafforzamento e l' espansione della mafia''.

lunedì, settembre 20, 2010

Il 23 Settembre alle 21 torna Annozero.


"Cari amici, sono di nuovo costretto a chiedere il vostro aiuto. Giovedì 23 settembre alle ore 21.00 è prevista la partenza di Annozero ma la redazione è tornata al lavoro da poche ore e con grande ritardo, i contratti di Travaglio e Vauro non sono ancora stati firmati e lo spot che abbiamo preparato è fermo sul tavolo del Direttore Generale. Tuttavia, se non ci sarà impedito di farlo, noi saremo comunque in onda giovedì prossimo e con me ci saranno come sempre Marco e Vauro. Vi prego, come avete fatto con Rai per una Notte, di far circolare tra i vostri amici e tra le persone con cui siete in contatto questo mio messaggio avvertendoli della data d’inizio del programma. Nelle prossime ore vi terrò puntualmente informati di quanto avviene. Un abbraccio." Michele Santoro

domenica, settembre 19, 2010

Una sede per Libera...e intanto il tempo passa!

Presi per i fondelli! Ma da quanto tempo? E per quanto ancora?
Da oggi troverete qui a fianco un timer che segnerà i giorni le ore e i minuti che sono passati dalla prima volta che il Presidio castellammarese di “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie” ha avanzato una richiesta all’Amministrazione Comunale per avere una sede.

Io stesso faccio parte del gruppo di Libera che già ai tempi dell’insediamento dell’Amministrazione Bresciani fece la prima richiesta per avere una sede dove riunirsi, discutere, programmare le proprie attività, incontrare la gente e confrontarsi con gli altri … un posto che potesse diventare anche un riferimento e materializzare l’associazione sul territorio. Ad oggi, dopo tanti “tranquilli che ve la troviamo una sistemazione”, “ stiamo lavorando per risolvere questo problema”, “ ma forse abbiamo trovato una stanza in quell’edificio” etc, etc, etc, il nostro gruppo è ancora senza una sede ed è costretto a riunirsi in stanze o garage che di volta in volta qualcuno dei ragazzi del gruppo mette a disposizione, come se si trattasse di una loggia massonica clandestina; ad oggi, evidentemente, non c’è ancora la volontà da parte di qualcuno di dare dignità e sostegno al lavoro di questo gruppo di ragazzi.


Per questo motivo si è deciso, in segno di protesta, di cominciare a contare quanto tempo è passato e quanto ancora ne passerà prima che Libera riuscirà ad avere un “ casa” a Castellammare.


P.S. Il timer è stato fatto partire dal primo giorno in cui si è insediata l’attuale Amministrazione Comunale.


Alessio Navarra

sabato, settembre 18, 2010

Alla faccia della crisi!




Ecco i costi della visita del Papa a Palermo il 3 Ottobre.
Solo una domandina semplice semplice: ma è proprio tutto necessario, Santità?
Anzi, due domandine semplici semplici: ma la Regione da dove li tira fuori tutti questi denari? E cosa avrebbe potuto farne altrimenti?

venerdì, settembre 17, 2010

La politica sull'immigrazione dell'Italia.

La questione dell'immigrazione è un tema molto delicato e complesso, al quale il Governo italiano diceva di aver posto rimedio. Il rimedio sono gli accordi con la Libia del colonnello-dittatore Gheddafi, che prevedono una collaborazione attiva tra i due stati per il controllo del traffico di disperati nel tratto di mare che separa l'Africa dalla Sicilia. Ma prevede anche che la Libia controlli l'ingresso di clandestini diretti in Europa nel suo territorio, rispedendo indietro coloro i quali riescano a varcare i confini libici.
Considerando gli ultimi gravissimi avvenimenti nel Canale di Sicilia, dove una vedetta libica con Finanzieri italiani a bordo ha aperto il fuoco su un peschereccio della flotta mazarese, risultano ormai chiare le strategie messe in atto dal "Trattato dell'amicizia" fra Italia e Libia per arginare il fenomeno.
Sentire il Ministro dell'Interno Maroni dichiarare che i libici hanno sparato al peschereccio italiano ad altezza d'uomo "perchè lo hanno scambiato per un barcone di clandestini" fa venire i brividi e la dice lunga sulla concezione che questa gentaglia ha degli esseri umani meno fortunati di noi; se per un Governo democratico di una nazione occidentale è normale sparare per uccidere delle persone la cui unica colpa è quella di essere alla disperata ricerca di una vita migliore, credo che ci possiamo anche togliere di dosso quell'attributo di cui tanto ci fregiamo, ossia di essere civili.
Nel video (che sconsiglio ai più sensibili), il giornalista Gatti de L'Espresso racconta l'altra faccia, non meno disumana, di questa scellerata politica attuata dal nostro paese.
Vi ricordo che solo poche settimane fa Gheddafi è stato accolto con tutti gli onori e gli allori a Roma, per la grande soddisfazione del nostro Governo.
Io mi vergogno di tutto ciò.


VD




giovedì, settembre 16, 2010

Altra bella iniziativa del Sindaco Bresciani

Operai forestali senza stipendio da sei mesi
Il sindaco Marzio Bresciani si rivolge all’assessorato regionale

Il sindaco Marzio Bresciani esprime “solidarietà e pieno sostegno ai lavoratori forestali della Provincia”, tra i quali circa 50 castellammaresi, che non percepiscono lo stipendio da oltre sei mesi ed annuncia alcune inziative per cercare di risolvere il problema. «Nonostante non siano pagati da sei mesi, i lavoratori forestali, che ho incontrato nei giorni scorsi con il vicesindaco Carlo Navarra, hanno continuato a lavorare e garantito, nel periodo estivo, il servizio di prevenzione e lotta agli incendi e la manutenzione dei viali di sicurezza -afferma il sindaco Marzio Bresciani-. Gli operai forestali rappresentano una risorsa produttiva a tutela e salvaguardia del patrimonio boschivo. Un servizio importantissimo che non può essere mortificato non pagando gli stipendi da oltre sei mesi, come sta accadendo in provincia agli addetti alla manutenzione boschiva ed ai lavoratori impegnati nel servizio di prevenzione incendi. Questa amministrazione chiede al Governo regionale di rispettare gli impegni assunti con la categoria. Per questo contatteremo il Prefetto, l'ufficio provinciale dell'azienda Forestale e l’assessorato regionale Agricoltura e Foreste, perchè venga rispettata la dignità dei lavoratori forestali, garantendo gli impegni assunti». I lavoratori “turnisti” della forestale non vengono pagati dal mese di marzo poiché per la copertura di spesa il Governo regionale faceva affidamento sui fondi europei Fas. Ad agosto l’assessorato ha comunicato di non essere in grado di pagare gli stipendi in arretrato, non essendo ancora disponibili le risorse del Fas. I lavoratori castellammaresi hanno garantito il servizio anche nei mesi estivi, da giugno ad agosto.

IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)

mercoledì, settembre 15, 2010

Accolta la proposta di Oliviero Toscani

Il sindaco accoglie la richiesta del noto fotografo Oliviero Toscani e propone: “Installeremo all’ingresso del paese la gigantografia di Falcone e Borsellino, distrutta ad Erice”

Il sindaco Marzio Bresciani, accoglie la proposta del noto fotografo Oliviero Toscani, che ha richiesto all’amministrazione castellammarese di installare in paese la gigantografia di Falcone e Borsellino, che nei giorni scorsi è stata divelta in un impianto sportivo ad Erice, intitolato lo scorso anno ai due Magistrati uccisi dalla mafia nel '92. Oliviero Toscani ha proposto al Comune di posizionare la gigantografia della nota fotoreporter Letizia Battaglia, all’interno della mostra “Razza umana” che il fotografo ha concesso nell’ambito di “Plas- Per le antiche scale”, organizzata da Pro loco e Zep Studio, con il Comune, la Provincia e la Regione. «Ho subito dato la disponibilità dell’amministrazione comunale ad installare la foto di Falcone e Borsellino nel nostro paese –afferma il sindaco Marzio Bresciani-. Ringrazio Oliviero Toscani per avere concesso a Castellammare, per la prima volta in Sicilia, la mostra fotografica allestita dai castellammaresi di Zep Studio, formatisi proprio nel laboratorio creativo che Toscani ha portato avanti a Salemi, quando era assessore alla Creatività nell’amministrazione Sgarbi. Ma lo ringrazio soprattutto per aver chiesto che un’eloquente immagine, simbolo di legalità, quale quella di Falcone e Borsellino, venga posizionata in paese. Poiché Plas è conclusa, diamo la nostra disponibilità ad installare, sempre con l’aiuto di Zep Studio, la gigantografia all’ingresso del paese, perché possa essere notata dai tanti che arrivano a Castellammare anche per raggiungere località quali Scopello, San Vito, Trapani ed anche Erice. Per noi è un motivo di vero orgoglio avere in paese la foto che rappresenta il simbolo della lotta contro la criminalità organizzata, condivisa e portata avanti da quest’amministrazione sin dal suo insediamento».

IL PORTAVOCE DEL SINDACO

(Annalisa Ferrante)

martedì, settembre 14, 2010

Le mani della Mafia sull'eolico

La Direzione investigativa Antimafia ha sequestrato beni per oltre un miliardo e mezzo di euro a un imprenditore trapanese. Vito Nicastri, 54 anni di Alcamo, gestisce in tutta Italia decine di aziende che producono energie rinnovabili. "Il signore del vento", come è conosciuto il capitano d'impresa, sarebbe un prestanome del boss di Trapani Matteo Messina Denaro, primo ricercato in Italia, che da tempo avrebbe deciso di dirottare glia affari di Cosa Nostra verso le energie rinnovabili.

"Ci sono una serie di attività in corso - ha detto Antonio Girone, direttore centrale della DIA - che potranno confermare ciò che per noi emerge: una contiguità con elementi che sono vicini al noto latitante. E gli ulteriori accertamenti porteranno a confermare l'ipotesi configurata cioè che l'imprenditore sia un prestanome del boss".

Nicastri è già stato al centro dello scenario giudiziario. Il 10 novembre del 2009 fu tra i destinatari diun'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Avellino che portò al sequestro, fra l'altro, di sette impianti eolici e dodici società nell'ambito di un'indagine per truffa organizzata. L'accusa è quella di aver percepito contributi pubblici per la realizzazione di parchi eolici. Nove delle societa' sequestrate avevano sede ad Avellino, le altre tre in Sicilia.

L'organizzazione avrebbe beneficiato di fondi pubblici producendo false attestazioni sulla titolarità dei terreni utilizzati per impiantare turbine e sulla disponibilità economica concessa da alcuni istituti di credito. Il sistema messo a punto dall'organizzazione era basato su una rete di societa' che detenevano la titolarità dei terreni e la disponibilità fittizia di capitali provenienti dall'estero, in particolare dall'Inghilterra. In realtà il patrimonio era pari all'importo del contributo ottenuto dall'impresa.

L'attività investigativa si è estesa anche in Olanda, Spagna e Inghilterra. Sotto sequestro furono posti alcuni parchi eolici realizzati dalle società indagate in Sicilia e in Sardegna per un valore di 153 milioni di euro.


Fonte: "rainews24.rai.it"

lunedì, settembre 13, 2010

Ancora una volta la Sicilia ricorda i suoi eroi...




Divelta e poi distrutta. E’ stata trovata così la famosa immagine che ritrae i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, riprodotta in una gigantografia che si trova in un impianto sportivo pubblico nella frazione Casa Santa di Erice (Tp). L’impianto, che si chiama Campo Bianco, era stato intitolato lo scorso anno ai due magistrati uccisi dalla mafia negli attentati del 1992 per mani dei corleonesi

PLAS 2010, RECORD DI VISITATORI PER LA QUARTA EDIZIONE

Castellammare del Golfo (Tp) – 13 settembre 2010
PLAS 2010, RECORD DI VISITATORI PER LA QUARTA EDIZIONE DODiCIMILA PRESENZE IN TRE GIORNI DI EVENTI TRA ARTE E MUSICA
Circa 12 mila visitatori in tre giorni, per una crescita rispetto al 2009 del 20 per cento. E’ stato record di presenze a Plas - Per le antiche scale 2010, il festival di musica, arte e cultura giunto alla quarta edizione, che si è concluso ieri sera a Castellammare del Golfo (Tp).
Tra venerdì e domenica, un fiume di turisti da tutta Europa, di appassionati d’arte, di giovani e di famiglie con i loro bambini si è riversato sulle antiche scale del centro storico di Castellammare per assistere ai diciotto eventi in programma, tra mostre e installazioni, teatro e artigianato, cinema e musica.
I visitatori hanno potuto “immergersi” nel “labirinto” fotografico della mostra Razza Umana/Italia, nata da un progetto di Oliviero Toscani e del laboratorio della Sterpaia e curata da ZepStudio. La mostra, composta da 82 foto che riproducono altrettanti volti immortalati in giro per l’Italia, è stata allestita all’aperto, lungo il corso Bernardo Mattarella, con pannelli sospesi a diverse altezze dalla strada. “In questo modo – spiega Vito Ingoglia di ZepStudio, che ha curato l’allestimento – i visitatori sono stati totalmente immersi all’interno della mostra, divenendo anch’essi parte di questa grande fotografia dell’Italia di oggi che è il progetto Razza Umana”.
Per gli appassionati d’arte, Plas è stata anche l’occasione per osservare le opere dei 28 artisti emergenti che hanno contribuito a dare vita alla mostra collettiva d’arti visive, allestita nella splendida aula consiliare, un ex chiesa barocca. Plas ha riservato eventi anche per gli amanti del teatro, dagli spettacoli sperimentali delle ballerine di Cactus alle rappresentazioni di Giana Guaiana e della Compagnia dell’Ordine Sparso, passando per l’incontro con Beatrice Monroy. Non è mancato l’omaggio all’arte di strada, con la rassegna di cortometraggi sulla Street art al Cine Teatro Apollo, ma anche con i racconti del cantastorie Nonò Salomone e i funambolici spettacoli della Compagnia Joculares, i più gettonati da bambine e bambini (e non solo loro). C’è stato spazio anche per la letteratura, con Pino e Federico Ligotti ed Enzo Di Pasquale.
Di primo livello è stata l’offerta musicale, dalla star del rap Frankie Hi-Nrg ai francesi Les Brin’Chieux, dai salentini Manekà ai siciliani Famelica, Piccola Orchestra Malarazza e Corde Pazze, senza dimenticare le sperimentazioni degli italostatunitensi HoneyBird & TheBirdies.
Infine, affollata per tutti i tre giorni è stata la scalinata di Discesa marina, con gli stand di artigianato ed enogastronomia.
Plas 2010, organizzato da Zep e Pro Loco in collaborazione con Comune, Provincia di Trapani e Regione Siciliana, nasce per valorizzare le antiche scale di Castellammare del Golfo attraverso la promozione delle eccellenze dell’Isola, nell’arte e nella cultura come nelle produzioni artigianali.

Per ulteriori informazioni: http://www.ilplas.net/

Ufficio stampa
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PRO LOCO, Via Leonardo DaVinci ,91014 Castellammare del Golfo ,Tel. 0924 31320 Fax 0924 35175
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giovedì, settembre 09, 2010

W il Re




Credo che oramai siamo giunti ad una fase delirante!!

E spero che non si commenti la cosa come una burla, perché non c'è proprio niente da ridere.

Ecco un estratto dell'articolo che troverete nel sito del giornale della famiglia del Presidente del Consiglio:

"L’Italia coltiva un segreto che non ha il coraggio di confessare: è un paese monarchico che ha bisogno di un re. Ha votato Berlusconi perché è un monarca e ogni votazione con lui è un referendum tra monarchia e repubblica dei partiti. Quando lo accusano di essere un monarca non capiscono che gli fanno il miglior complimento perché lo riconoscono espressione diretta e verace del suo popolo. Quando poi ad accusarlo di essere un monarca sono gli stessi che furono fatti principi e baronetti nel segno della monarchia, allora ci scappa da ridere e da piangere. Non vi rendete conto che il suo peccato principale, il virus regale, coincide con la ragione del suo successo e di conseguenza del vostro?

L’Italia ha bisogno di un re sia sul piano simbolico perché vuole una figura di leader, di arcitaliano, che incarni il concentrato nazionale del suo popolo; sia sul piano pratico perché esige un decisore, un capo, che non si perda nel fumo delle mediazioni ma si assuma la responsabilità di decidere. Non vuole un dittatore, ma un re, che è figura temperata e gentile, perfino gaia e lussuosa, che conduca per mano e non trascini il suo popolo, indulgente, che rassicuri e non minacci, amato dal popolo, e dunque votato e giudicato, e non un arcigno tiranno, come sono in potenza tanti loschi regicidi. Anche se poi, nella nostra breve esperienza di regno, a eccezione del primo, un re l’abbiamo ucciso, l’altro costretto alla fuga e l’ultimo all’esilio".

VD

mercoledì, settembre 08, 2010

Erice si candida a diventare patrimonio dell’umanità

Un anno di grandi conquiste quello che investirà lo storico borgo di Erice. La piccola cittadina medievale, fulcro rinomato di arti e scienze si candida a diventare patrimonio dell’Unesco per iniziativa del sindaco Giacomo Tranchida, che ha presentato nel pomeriggio di venerdì 3 settembre la candidatura per la nota vetta medievale all’elenco di quel patrimonio tutelato dall’Unesco. Abbiamo raggiunto proprio il sindaco Giacomo Tranchida per farci raccontare l’interessante e condivisibile iniziativa.

(nella foto il sindaco di Erice, Giacomo Tranchida)

Sindaco, Erice come patrimonio dell’Unesco sarebbe un grande traguardo, ci racconta da dove nasce l’iniziativa?

Sin dal mio insediamento mi sono interrogato su cosa fare per migliorare la valorizzazione di un patrimonio culturale millenario che Erice rappresenta nella storia del Mediterraneo, oltre che nello scenario internazionale. Ovviamente fra le pratiche e le iniziative promozionali, quella della valorizzazione "immateriale", per l'appunto facendola riconoscere come patrimonio dell'umanità, è diventato un obiettivo da perseguire. Approfondito l'esito e le motivazione dei pregressi negativi tentativi abbiamo individuato la strategia e ricercato partner e competenze adeguate al raggiungimento dello scopo. Il percorso sarà lungo ed articolato, ma sicuramente avvincente, forti della consapevolezza della candidatura "vincente" che avremo a (ri)proporre.

Il borgo medievale si prepara anche ad ospitare un Osservatorio della Pace, che si insedierà presso la Torretta Pepoli (che sarà presto restaurata) di che si tratta?

In buona sostanza nascerà il primo "museo vivo", attuale, contemporaneo, multimediale collocato in uno degli ambienti di servizio della Torretta Pepoli, i cui lavori di restauro inizieranno fra poche settimane. Una vera e propria camera di registrazione (quasi come un vero e proprio confessionale) collegata a internet e con traduttore multilingue che, in tempo reale, registrerà e diffonderà nel mondo impegni, proclami, idee e proposte, ma anche semplici suggerimenti e buone pratiche per la pace, per la tutela dei diritti ed il dialogo interculturale e interreligioso nel mondo. Cominceremo dal mediterraneo, con le testimonianze e le interviste che personalità del mondo istituzionale, politico, culturale, dell'economia, della scienza, delle religioni, ma anche semplici cittadini e giovani, avranno a rilasciare in diretta e fisicamente sul luogo, in Erice. Un "testamento" politico, una "confessione" pubblica videoregistrata che, oltre ad essere diffusa in tempo reale nel mondo, comporterà la costruzione di un museo "vivo", attuale. Accanto all'aspetto tecnico-scientifico l'idea della nascita di un Osservatorio, insieme alla Città di Assisi e non solo, per costruire un nucleo critico, ma propositivo al contempo, nel rilanciare valori e ideali quotidiani che ci aiutino a riscoprire i colori dell'arcobaleno.. gli stessi che all'alba ed al tramonto di ogni giorno, dal "cielo" hai la possibilità di vedere sulla terra e il mare circostante.
Luoghi di mistero, fascino e cultura quelli legati al territorio di Erice. Quali sono le attrattive del luogo e le curiosità (anche eno-gastronomiche) che consiglierebbe di provare a chi non è mai stato lì?
Dall'alba al tramonto è possibile, ovunque si spenga lo sguardo dalla cima del monte, scoprire e vivere suggestioni di colori e paesaggi tutto intorno. Anche i venti (che su Erice s'incontrano tutti) portano, a chi sa ascoltare e vedere oltre i limiti della propria conoscenza mediatico-informativa, assieme alle grida di disperazione anche gli sguardi di speranza dei migranti del mare e del sud del mondo. Anche la cucina, ci riporta ai sapori antichi seppur perfezionati dalle magie attuali e contemporanee delle officine enogastronomiche locali. Cibus Venus, non è stata solo un'invenzione mediatica ed un particolare premio della Venere d'Argento 2010, magari per rendere omaggio alla cucina, rispolverare tradizioni. Sopratutto, è stata e vuole continuare ad essere un'operazione culturale: anche il palato e i sapori ti aiutano a vedere ed ascoltare la
magia della storia del tempo e pensare che vale la pena spendersi per tentare
di lasciarlo migliore per il futuro. Il fine giustifica i mezzi? E allora prendiamo i turisti e visitatori anche per la “gola”.

Prossimi appuntamenti che coinvolgeranno il territorio ericino?
Naturalmente la rievocazione storico-culturale e sportiva delle prime olimpiadi del mondo: i Ludi di Enea, dal 9 al 12 settembre. Rilanciamo il mito di Erice e della sua Venere e lo spettacolo continua fra storia e leggenda. Ci vediamo a Pizzolungo!

Link: http://www.comune.erice.tp.it/
Fabio Barbera

Dopo vent’anni il Castellammare Calcio torna in Eccellenza

L’assessore Palmeri: “invitiamo i cittadini ad andare allo Stadio ”

Dopo oltre vent’anni, comincia domenica l'avventura calcistica del Castellammare calcio 94, nella categoria Eccellenza. La squadra ritorna in una categoria importante, motivo di orgoglio per i tifosi locali. “L’amministrazione comunale è sempre stata molto vicina alla società - spiega l’assessore allo Sport, Angelo Palmeri - il ripescaggio in Eccellenza è per noi motivo di orgoglio, un meritato salto di categoria conseguito per meriti societari, perciò continueremo ad essere sempre accanto alla società presieduta dal Presidente Vito Navarra. Invitiamo i castellammaresi a riempire lo stadio Matranga domenica 12 settembre quando, alle 16, si terrà la prima di campionato contro La Folgore di Castelvetrano. I nostri calciatori hanno bisogno di sentire il calore della tifoseria e di tutti i cittadini. Anche per questo, giovedì 9 settembre, alle 19, il sindaco Marzio Bresciani ed io - continua l’assessore Angelo Palmeri - con l’intera giunta, il consigliere provinciale Piero Russo, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Cruciata ed i consiglieri comunali, faremo visita alla squadra durante gli allenamenti che precedono l'esordio in questa prestigiosa categoria, per augurare i migliori risultati e far sentire la nostra vicinanza”.

lunedì, settembre 06, 2010

Ucciso il Sindaco di Pollica


Castello Libero fa le più sentite condoglianze alla famiglia del Sindaco di Pollica Angelo Vassallo, eroe contemporaneo che ha saputo dire di no alla mafia.

Hanno ucciso un simbolo della legalità -commenta il sostituto procuratore di Vallo della Lucania-, ma non solo, hanno ucciso un politico e padre di famiglia di quel tipo che ormai è difficile trovarlo.

Con Commozione
staff

“Esce nelle librerie il libro Apocalisse!”



È uscito ufficialmente da appena pochi giorni il primo romanzo del Castellammarese Davide Calandra.
Questo libro, scritto dall’autore quando aveva
solo 17 anni e, pubblicato solo ora dalla casa editrice Albatros il filo, narra la fine del mondo vista da una prospettiva diversa da quella che ci viene continuamente presentata.

Ecco quanto riportato nella breve critica:
“Scrivere il romanzo di una vita e non aver ancora 25 anni.
È quanto prova a fare Davide Calandra con Apocalisse. all'esordio con l'arte narrativa, il giovane autore racconta la fine del mondo e la battaglia tra le forze del bene e l'esercito del male in un viaggio che parte dalla mitologia greca e termina oltre il 2020, attraversando la storia contemporanea e la quotidianità di Dalia, Angelica, Marzio, Mirco e un insegnante bizzarro quanto il suo nome: Crimiso Alabama.
Sebbene la battaglia finale tra le forze del bene e l'esercito del male sia un tema inflazionato nell’attualità mediatica, Apocalisse è un opera meritevole di
lettura per la vastità di contenuti ben amalgamati tra loro, che esprime al meglio la vena prosastica dell’autore.
Davide Calandra è nato il 14 Maggio 1986 nell’antica Erice, ma il luogo dove ha trascorso tutta la sua infanzia (e dove vive tutt’ora) è Castellammare del Golfo.
È proprio in questi luoghi, colmi di leggende, che l’autore ha preso spunto per iniziare a scrivere, a soli diciassette anni, il suo primo romanzo: "Apocalisse.”

Io voglio consigliare questo libro a tutti, soprattutto perché conosco l’autore da una vita e l’ho seguito molto nella scrittura di questo bel romanzo.
Davide è la prova vivente che se uno crede veramente in qualcosa, nei propri sogni, con un po’ di determinazione e magari un po’ di supporto dalle persone che ti vogliono bene e degli amici, si può arrivare lontano.
Per questo consiglio a tutti di acquistare questo libro per dare supporto, nel proprio
piccolo, agli sforzi di una vita e per far si che venga valorizzato ciò che di buono c’è
nel nostro amato territorio.

Qui di seguito vi presento il link per vedere il libro nel sito della casa
editrice e la sua pagina di Facebook.
Mi raccomando fate girare la voce!Grazie.
Emanuel Butticè.

http://www.ilfiloonline.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=flypage.
tpl&product_id=274453

http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/Apocalisse-di-Davide-Calandra-gruppo-
albatros-il-filo/154986724517495?ref=mf

venerdì, settembre 03, 2010

Nasce il “Centro Commerciale Naturale” a C/Mare

Si chiama EMPORIUM ed è il nuovo Centro Commerciale Naturale che si sta insediando nel golfo. Ce ne parla l’ideatore dell’iniziativa Diego Tartamella.

“Negli anni la tendenza è stata quella di creare strutture sempre più grandi capaci di ospitare innumerevoli attività commerciali. Negozi di abbigliamento, di scarpe, di articoli sportivi, fiori, accessori, bar, ristoranti, paninerie, agenzie viaggio e chi più ne ha più ne metta. Oggi finalmente abbiamo l'opportunità di avere a Castellammare il nostro centro commerciale integrando e valorizzando i servizi già resi allo stato attuale”. A raccontarcelo è Diego Tartamella, titolare della Cantina Aurelia e ideatore dell’iniziativa.

“Una nuova possibilità di crescita commerciale sta interessando il centro storico cittadino – continua Tartamella - presto così Castellammare del Golfo avrà il suo Centro Commerciale Naturale”.

L’Assessorato della Regione Sicilia ne ha infatti predisposto il decreto di accreditamento, in attuazione della legge regionale n. 10 del 2005 che, oltre ad istituire i distretti turistici, ha dato la possibilità ad esercizi commerciali ed attività, raggruppate in un’area di interesse, di associarsi per agire con la forza di un grande centro commerciale, senza tuttavia svuotare di senso e di vita il centro storico.

Il Centro Commerciale Naturale (o C.C.N.) di Castellammare del Golfo raccoglierà così le attività commerciali del centro in un sistema integrato che, sfruttando le potenzialità del luogo quale fulcro della vita cittadina, porterà avanti un progetto coordinato di marketing territoriale. Tra le attività previste, ad esempio, vi sono tutte quelle iniziative, che possono portare alla riqualificazione dell’immagine, al miglioramento della vivibilità urbana e soprattutto all’accrescimento dell’attrattività della zona.

“Un C.C.N. è per prima cosa un luogo di vita, dove il tempo e la storia hanno consolidato relazioni sociali, economiche, umane, facendo emergere il carattere profondo di un territorio e di un popolo, – spiega ancora Diego Tartamella - lo scopo dell’iniziativa è quello di rilanciare il commercio, l’artigianato, i servizi, la ristorazione e tutte le attività commerciali in genere attraverso un modello nuovo di aggregazione”.


Per ulteriori informazioni si può contattare le associazioni di categoria al numero 0924/44152 o all’e-mail nastasiconsulting@libero.it

Fabio Barbera

Ricordo di un Generale.


Alle 21.15 del 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini, vicino a piazza Politeama, nel cuore di Palermo, un commando affiancò l'A112 condotta da Emanuela Setti Carraro, 32 anni, seconda moglie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che le stava a fianco. Seguiva l'auto di scorta, un'Alfetta non blindata, condotta dall'agente Domenico Russo.

Tutti trucidati sotto una tempesta di colpi di un kalashnikov già utilizzato per altri eccidi e imbracciato da Antonino Madonia a bordo della Bmw 518 con Calogero Ganci. La mattina dopo in via Isidoro Carini spuntò una scritta divenuta simbolo di quella strage e di quegli anni: "Qui è morta la speranza dei palermitani onesti"

giovedì, settembre 02, 2010

La mafia e la spesa

Dove andiamo di solito a fare la spesa? Mi sa tanto che dobbiamo cominciare a chiedercelo con meno superficialità e comunque non considerando solo il risparmio economico come criterio di scelta.

Già, perchè sembra che dietro l'affare della distribuzione agroalimentare ci siano diversi personaggi loschi che, come loro solito, applicano i soliti espedienti per orientare il mercato a loro favore; così si costruiscono una specie di monopolio e i prezzi salgono...

Ecco perchè i prodotti alimentari da qualche tempo hanno prezzi esorbitanti! Chi produce ci guadagna pochissimo mentre chi distribuisce impone i suoi prezzi con la forza, facendo lievitare il prezzo finale del prodotto.

Alla faccia di chi dice: "la mafia? Finchè non mi toccano direttamente, non mi importa nulla. Che facciano quel che vogliono."
A costoro dico: controllate lo scontrino dell'ultima spesa fatta al supermercato. Con ogni probabilità, se non ci fosse la mafia a gestire i supermercati, avreste speso il 20% in meno.

Questo articolo vi spiega perchè.

VD