

Festa della Repubblica
Festa della Repubblica con la prima giornata dimostrativa di giochi popolari “Amuninni fora a iucari” organizzata dal Comune di Castellammare del Golfo e dall’associazione “Genitori di Buona volontà”, con la collaborazione della “Società operaia di mutuo soccorso”. Domani, giovedì 2 giugno, a partire dalle 9,30, ai “quattro canti” verranno eseguiti giochi come “cursa di li carritteddi”, “lu iocu di lu bruttu”, “li pippi”, “la brigghia”, “lu turtuluni”, “lu iocu di la corda”, “la bannera”, “a li quattru cantuneri”, “lu iocu di li ciappeddi” e altri giochi di un tempo. Nel pomeriggio di domani, sempre in occasione della festa della Repubblica, l’associazione Castello Libero e Libera, con la collaborazione del Comune di Castellammare del Golfo, hanno dedicato la giornata al tema “lavorando verso sud” che prevede, alle 17,30, al castello arabo-normanno, una conferenza su “Disoccupazione precariato e impresa in terra di mafia”. Interverranno rappresentanti dei sindacati confederati (CGIL-CISL-UIL), Francesco Galante e Angelo Sciortino, (soci Cooperativa “Placido Rizzotto” - Libera Terra Mediterraneo), ed il giornalista Rino Giacalone. In serata, alle 20,30, in Piazza Petrolo, musica dal vivo con: “Zi Ran” e “Mad Man”
Ancora a proposito del risvolto castellammarese dell’operazione “Salus iniqua” apprendiamo che non una ma due sono le società sequestrate a Castellammare del Golfo, infatti oltre alla LIFE Srl altra società sequestrata è la “IL CASTELLACCIO” di Neglia Maria & C. s.a.s.
Dalle intercettazioni emerge poi che Giammarinaro aveva, in pratica, messo le mani sulla sanità in provincia di Trapani.
Oltre alla gestione delle società che attingevano ai finanziamenti pubblici grazie al regime di convenzione dalle intercettazioni si ricava che Giammarinaro arrivava a decidere avanzamenti di carriera e nomine di primari.
Giammarinaro aveva dei “fedelissimi” nei posti-chiave dell’azienda sanitaria provinciale, primo fra tutti Giuseppe Cangemi, per anni direttore sanitario della Asl e la scelta dei sanitari da promuovere era quindi vincolata dall’appartenenza politica.
Con questo criterio sarebbero stati scelti, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, due primari assegnati agli ospedali di Alcamo e di Salemi.
Altro che meritocrazia.
I meriti professionali e i titoli non avevano alcuna rilevanza tanto che, sempre dalle intercettazioni si apprende che secondo Mimmo Turano, attuale presidente della Provincia Regionale di Trapani eletto da una coalizione sostenuta oltre che da Giammarinaro anche dal senatore D’Alì, i medici “scienziati” venivano fatti fuori in favore dei sanitari “scecchi” (asini).
In un incontro in cui veniva decisa la spartizione di posti dirigenziali nella sanità trapanese,il medico Vincenzo Borruso si rivolgeva a Giammarinaroper chiedergli: “Ma insomma, quando mi fai diventare primario ?”.
Proprio in quei giorni era stato nominato il nuovo dirigente generale dell’Asl, Fulvio Manno.
La prima preoccupazione del dottor Vincenzo Borruso era stata quella di chiedere a Giammarinaro: “Questo direttore amico nostro è ?“.
Girava voce infatti che Manno volesse “liquidare” Cangemi.
Giammarinaro tranquillizzò subito il suo amico medico con un lapidario: “Ma chi racconta queste minchiate?”.
Per farsi delegare come rappresentanti di lista si può scegliere una delle seguenti opzioni:
1) contattare IDV che sarà ben contenta di nominarvi rappresentanti di lista in quanto promotore di 2 referendum e che ha preparato questo comodo form on-line per fare richiesta per diventare rappresentante di lista:
http://www.sireferendum2011.it/index.php?option=com_content&view=article&id=135&Itemid=88
2) contattare i Comitati Promotori del referendum per l’acqua tramite questo form on-line:
http://www.referendumacqua.it/voto-fuori-sede.html
Settimanalmente poi i dati verranno inviati ai referenti locali che provvederanno a distribuire le deleghe sul territorio.
3) contattare qualsiasi altro partito che abbia rappresentanti in Parlamento.
Mi raccomando giovani spargete la voce il più possibile
Alessio
P.S. Io sono uno studente fuori sede ed ho già contattato il comitato acqua pubblica di Padova via mail, mi hanno chiesto i miei dati e mi hanno detto che non ci sarà nessun problema, quindi non è neanche complicato....NON AVETE SCUSE!
Venerdì 6 maggio 2011 dalle ore 09,00 si festeggia il 30° Anniversario della Riserva Naturale dello Zingaro.
L'appuntamento è all'ingresso sud (lato Scopello) della Riserva dove si susseguiranno una serie di eventi che vedranno protagonisti gli studenti delle scuole di Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Custonaci e Buseto Palizzolo.
La manifestazione si preannuncia come un importante evento per la società civile. Il 6 maggio infatti i ragazzi delle scuole in cui ricade le Riserva Naturale dello Zingaro metteranno in scena uno spettacolo originale e proclameranno la "Carta dello Zingaro" sui diritti della Aree Protette siciliane. Alla lettura della "Carta" presenzieranno le più alte cariche della Regione Siciliana a cui verrà chiesto un impegno sempre maggiore nella salvaguardia dell'ambiente.
Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF, ha già manifestato l'adesione alla Carta, mentre il Generale Domenico Achille, Comandante Regionale della Guardia di Finanza, nel corso della manifestazione siglerà un Accordo di Collaborazione con la Direzione della Riserva per prevenire e reprimere reati ambientali nel territorio dell'area protetta. Al termine della manifestazione verrà deposta una corona di fiori in memoria del finanziere Vincenzo Mazzarella, ucciso nel 1950 dalla banda di Salvatore Giuliano a Punta Capreria (oggi all'inteno della Riserva).
All'evento parteciperanno anche le Associazioni ambientaliste che nel 1980 organizzarono la storica "Marcia dello Zingaro" che bloccò la cementificazione dell'area oggi occupata dalla Riserva dello Zingaro: la prima area protetta siciliana.
La festa continuerà nei giorni 7 ed 8 maggio con appuntamenti di carattere culturale e ricreativo.
In allegato trovate il comunicato stampa ed il programma completo della manifestazione.
Vi ringrazio dell'attenzione e spero di incontrarvi tutti il prossimo 6 maggio.
Vincenzo Sottosanti
Uno studio realizzato da Monitor (la banca dati ministeriale dei mercati del lavoro, curata dall’agenzia tecnica Italia Lavoro) ha lanciato un dato inquietante: esistono 2 milioni di giovani compresi tra i 15 e i 29 anni che sono disillusi, depressi, insoddisfatti e demotivati: non studiano, non lavorano, non frequentano corsi e non sono in cerca di alcuna occupazione. E’ la generazione NEET, acronimo che sta a significare: Not Employment, Education and Training.
Il record si registra tra Catania, Brindisi e Palermo ma anche Napoli ha registrato un picco non indifferente. Il profilo della generazione NEET è quello di ragazzi sfiduciati e delusi dalla società, non votano e non fanno attivismo politico o associativo, evitano di seguire i corsi universitari (anche se magari sono iscritti) e non cercano lavoro. In Italia sono 2 milioni (il 21% dei giovani di quell’età) e il 56.5% sono donne, i NEET si concentrano nel mezzogiorno con una percentuale pari al 30%.
Le ragioni dell’arresa totale potrebbero essere ricondotte proprio alla difficoltà nel raggiungere dei traguardi in una società fortemente competitiva e basata su precariato e stagismo forzato e reiterato. Solo per fare un esempio sul tema del precariato la produttrice Rai, Daniela Zefferi, ci raccontava: “In Rai abbiamo una serie di precari che sono storici. Uno pensa ai precari come dei ragazzi, ormai abbiamo cinquantenni/cinquantottenni precari che non sono stati assunti perché hanno superato il limite massimo per l’assunzione; abbiamo persone che sono diventate mamme, nonne facendo le precarie, sono persone ricattabili”.
La demotivazione ha quindi una sua matrice dettata da scelte politiche sbagliate. Ce ne dà notizia anche la ricerca sulla percezione di insicurezza nel mondo del lavoro e precariato femminile realizzata all’interno dell’Università La Sapienza, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa attraverso l’intervista alla ricercatrice Patricia Chiappini che ci dice: “Durante le interviste svolte è emerso che per le donne in particolar modo la condizione di stabilità precaria fa emergere in modo significativo tutti i lati negativi che si possono riassumere in instabilità, insicurezza e indefinizione professionale. La precarietà lavorativa, quando non è frutto di una libera scelta, comporta un costo piuttosto alto da pagare sul piano psicologico e sociale”.
La ricerca completa si può visionare a questo link: http://www.agoravox.it/Mondo-del-lavoro-e-precariato.html.
Fabio Barbera