sabato, marzo 17, 2012

"Subito una legge anti corruzione"

L'appello di Roberto Saviano per una legge anti corruzione, con un aumento dei tempi di prescrizione, pene più severe, introduzione del reato di corruzione fra privati.


"La corruzione non è solo un problema morale, è un cancro che annulla la competizione sana nell’economia. La legge anti-corruzione è necessaria. Siamo in molti a chiederla. È una risposta che la politica deve dare." Con queste parole, Roberto Saviano lancia il suo appello affinchè si faccia tutto il possibile per contrastare la corruzione che ormai si è imposta con radici forti e profonde nella società, infangando il paese ed impedendo la libera competizione economica, sociale e professionale.

Anche Don Luigi Ciotti, che recentemente è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per la consegna di circa un milione e duecento mila firme raccolte in tutto il Paese, per fare in modo che venga inserire nel codice penale, il reato di corruzione pubblica. "La lotta alla corruzione, alle mafie e all'illegalità diffusa- ha commentato il presidente di Libera - va collocata nel contesto piu' ampio di un impegno per la tenuta della democrazia ed in questo senso è una battaglia che si gioca sul piano normativo, sul piano dell'etica pubblica e di quella privata".

Anche Gian Carlo Caselli, ospite oggi da Fabio Fazio a Che tempo che fa, ha ricordato l'impatto devastante che la corruzione ha oggi nel nostro Paese. "60 miliardi di euro, cifre ufficiali, vuol dire che ogni cittadino italiano, neonati compresi, ogni anno si vede sfilare di tasca mille euro, una tassa vergognosa, una tassa occulta che vuol dire impoverimento, deterioramento della qualità della nostra vita..." Il procuratore analizza magistralmente il problema entrando nel dettaglio, citando i numeri esorbitanti che gravano su tutti gli italiani.
A questo link il video con l'intervista al procuratore Gian Carlo Caselli: http://www.youtube.com/watch?v=axmzonTidaY&feature=player_embedded

Non possiamo che condividere il messaggio e far girare l'appello. Meno corruzione e più democrazia! Emanuel Butticè

Giornata della memoria e dell'impegno 21 marzo 2012 Alcamo-Castellammare del Golfo


Giorno 21 marzo si svolgerà la giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie.
Quest'anno il Presidio di Castellammare del Golfo Piersanti Mattarella dell'Associazione Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, sarà presente in mattinata ad Alcamo al centro congressi Marconi a presenziare la lettura dei nomi delle vittime di tutte le mafie alla manifestazione organizzata dagli amici di Alqamah alla presenza delle scolaresche di Alcamo.
Infine la suddetta manifestazione si ripeterà nel pomeriggio alle ore 18:00 a Castellammare del Golfo, presso la Villa Comunale Regina Margherita alla presenza delle istituzioni e di tutta la cittadinanza.
Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro!
Ci vediamo il 21 marzo!!!!!

sabato, marzo 10, 2012

Presentato “Scimmie” di Alessandro Gallo a Castellammare


Libera Trapani e il presidio di Castellammare del Golfo in collaborazione con Navarra Editore e l’istituto Piersanti Mattarella hanno presentato il romanzo “Scimmie” di Alessandro Gallo presso la palestra dell’istituto. Più di quattrocento ragazzi hanno assistito alla presentazione e hanno potuto dialogare con lo scrittore. All’incontro hanno partecipato Lorena Vivona, (referente di Libera del presidio di Castellammare), Salvatore Inguì (Libera Trapani), Ottavio Navarra (Editore), Alessandro Gallo (Scrittore e autore).

L’incontro ha previsto un dialogo tra Salvatore Inguì e Alessandro Gallo, entrando nei particolari del romanzo ma soffermandosi anche sulla realtà e sulla vita personale dello scrittore. Ne esce fuori un mix importante, direi decisivo per capire certi meccanismi che vedono come protagonisti dei giovani in terra di camorra. È importante la testimonianza di Alessandro, ed è importante trasmetterla nelle scuole. Il dialogo apre tanti spazi di riflessione e solleva delle questioni che molto spesso vengono dimenticate o magari hanno solo bisogno di essere stimolate. Alessandro con “Scimmie”, scuote le nostre coscienze aiutandoci a prendere una posizione forte nella società, proiettandola verso un futuro diverso lasciandoci decidere quale strada prendere e da quale parte stare. Nelle sue parole molto spesso, chi ascolta, trova una realtà che si avvicina molto alla propria, al proprio quotidiano, ma che non si è mai raccontata. Proprio per questo motivo le parole sono importanti, ma è più importante raccontare, con ogni mezzo, non importa che sia il teatro, la musica o un libro, per trasmettere una cultura fatta principalmente di legalità.
Sicuramente la forza e la speranza che Alessandro trasmette con sue parole, ha segnato senz’altro le coscienze di molti dei presenti, per questo l’auspicio è che questo sia solo un punto di partenza per un qualcosa di concreto.
“I giornali si buttano i libri restano”, questa frase, che la cugina Cristina, attualmente detenuta disse ad Alessandro leggendo il suo libro, sta sicuramente a significare l’importanza di questa suo romanzo e della testimonianza di uno che queste storie le ha vissute sulla propria pelle.

Articolo e foto di Emanuel Butticè

Di Dell'Utri, la disoccupazione e la serenità mentale.

Leggere i giornali negli ultimi mesi è uno stillicidio di notizie che mettono a dura prova la mia salute psicologica; ho la sensazione di essere sull'orlo di una depressione profonda, di quelle che ti inchiodano al letto in una stanza totalmente al buio per giorni e giorni.

E d'altronde, come si fa? In 15 minuti scarsi di navigazione su internet sui siti d'informazione leggo 3 notizie coi fiocchi, 3 pugni in faccia che stenderebbero pure Rocky Balboa:
  1. la V sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di Appello che condannava il sen. Marcello Dell'Utri a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, cioè si deve rifare il processo, possibilmente entro il 2014 in cui scatta la prescrizione;
  2. una giornalista del Fatto Quotidiano sente per caso l'ex ministro democristiano e attualmente senatore Calogero Mannino che parla con un altro parlamentare di lungo corso, spiegandogli che se non danno tutti quanti la stessa versione - evidentemente falsa o parziale - dei fatti accaduti nel '92-'93 in merito alla trattativa Stato-mafia, i giudici di Palermo "... ci fottono!" perché hanno capito come sono andate realmente le cose e chi ne è coinvolto;
  3. da un sondaggio commissionato da una società di alta formazione emerge che il 55% delle aziende italiane ha congelato le assunzioni di neolaureati, in attesa della pluriannunciata riforma del lavoro, notizia che fa il paio con quella di qualche giorno fa, in cui Almalaurea dichiara che dal monitoraggio effettuato su 400.000 laureati di 57 atenei italiani la percentuale di disoccupati ad un anno dalla laurea è raddoppiata rispetto al 2008, sfiorando il 20%.
Ora, da queste notizie traggo qualche piccola riflessione che sottopongo al pubblico di Castello Libero:
  1. avrei fatto meglio a leggere notizie riguardanti il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi, piuttosto che queste (sempre per una almeno apparente serenità mentale)?
  2. Quanto è profondamente radicato e fitto l'intreccio tra politica e mafia, tra pezzi dello Stato, delle Istituzioni, delle Forze dell'Ordine e il malaffare nelle sue svariate forme, e quanto i cittadini onesti possano contrastarne l'azione?
  3. Ma la rete occulta di relazioni tra uomini, gruppi, organizzazioni dediti all'accumulo di potere e soldi a scapito del benessere collettivo, è in grado di manipolare anche la Giustizia italiana? E viceversa, la Giustizia ha gli strumenti idonei per colpire questi fenomeni?
  4. Guardando la situazione dei giovani, dei disoccupati, degli inoccupati (quelli che un lavoro non lo hanno mai avuto), in cui non contano più neppure le competenze, ma soltanto la disponibilità o meno a metterti al servizio, per farti schiavizzare sotto forma di stage e tirocini o con contratti a scadenza e stipendi da fame, mi ritorna in mente per l'ennesima volta la Domandona: ma la legalità, l'onestà, il bene comune alla fine convengono? Pagano? E qual'è la contropartita? E la lotta quotidiana per affermare tutto ciò, alla fine, ha un effetto concreto? Cambia qualcosa? E quanto cambia in meglio la società?
Questi sono tutti i dubbi che mi son venuti in mente oggi e che sono direttamente connessi con quello che sto facendo, che stiamo facendo come gruppetto a livello locale e come organizzazione a livello nazionale e internazionale. Stiamo facendo una battaglia contro i mulini a vento? Ci stiamo soltanto lavando le coscienze per lenire un profondo senso di colpa? Avremmo fatto meglio a stare dall'altra parte della barricata, garantendoci vie più brevi verso il lavoro e l'affermazione professionale ed economica?

A volte a queste domande rispondo con sicurezza: avremo anche i portafogli vuoti, le ossa spesso rotte, ma la dignità ce l'abbiamo ancora tutta e in splendida forma!
Altre volte, come oggi, è più difficile darsi questa risposta, perché hai ancora il portafogli vuoto nonostante lavori come un forsennato (e qualcuno dice che il tuo lavoro DEVE essere fatto gratuitamente, altrimenti sei uno sporco opportunista corrotto... ma questo è un altro discorso), tanti sogni chiusi a chiave nel cassetto e non trovi più la chiave, mentre intorno a te vedi gente che se ne fotte delle leggi, della morale, dell'etica e trascorre la sua vita impunita e serena.

A quel punto cerchi l'appiglio per poterti rispondere che si, in fondo ne vale davvero la pena; oggi l'appiglio ha il volto di quei giovani studenti, seduti sugli spalti della palestra dell'Istituto "P. Mattarella" ad ascoltare con attenzione e convinzione il discorso di Alessandro Gallo, giovane scrittore ed attore che ha raccontato in un libro un pezzo di sé e della sua famiglia, una storia legata al mondo della camorra ed un punto di vista nuovo sul fenomeno. Vedere tutti quei ragazzi acquistare il libro ("Scimmie", Navarra editore), fermarsi a parlare con l'autore (c'è voluta un'ora per trascinarlo via...), chiedere ai loro docenti di leggere insieme quel libro e commentarlo in classe, mi ha fatto concludere che si, ne vale la pena. Dobbiamo continuare a lottare, a raccontare, a spiegare che la mafia è un fatto umano e come tale ha avuto un inizio e avrà una fine, a convincere tutti, soprattutto i giovani, che la nostra dignità non è in vendita, né la morale, né l'etica. Dobbiamo continuare a spiegare che la lotta alle mafie e all'illegalità è responsabilità di tutti i cittadini; i giovani hanno già cominciato a capirlo, forse lo hanno capito meglio di noi.
Continuiamo a camminare insieme.

lunedì, marzo 05, 2012

Voto di scambio a Palermo?

Primarie di Palermo: Stefania Petyx con l'inseparabile bassotto ci svela il retroscena delle primarie del centro sinistra a Palermo.
il servizio di Stefania Petyx andato in onda oggi.

domenica, marzo 04, 2012

4° Premio giornalistico “Faccia a Faccia 2012” intitolato a Mauro Rostagno con Gian Carlo Caselli


CALATAFIMI-SEGESTA- Siamo arrivati già alla quarta edizione del premio giornalistico regionale “Faccia a Faccia” intitolato a Mauro Rostagno. Come ogni anno gli studenti delle scuole provenienti da tutta la Sicilia si riuniscono al Cine Teatro Alhambra per intervistare un personaggio di spicco dell’antimafia. Quest’anno è toccato al Procuratore di Torino ex procuratore aggiunto di Palermo durante le stragi del 92, Gian Carlo Caselli. L’evento prevede un giro di domande che a turno gli studenti porranno al Procuratore. Al termine dell’intervista sarà premiata la scuola che avrà posto le domande migliori.
Quest’anno la commissione è formata da Rino Giacalone (giornalista de “La Sicilia”, “Il Fatto Quotidiano”, “Malitalia”, “Libera Informazione”), Salvatore Cusimani (direttore della sede siciliana della Rai), Davide Mancuso (Giornalista), Manuele Modica (Giornalista “l’Unità”, “La Repubblica”), Renato Camarda (Giornalista), modera l’intervista Francesca Rispoli. “Mafia e Antimafia: il ruolo della società civile e responsabile” questo il tema della giornata, molto interessante ma decisamente complesso.



Vito D’angelo (coordinatore del presidio di Libera Calatafimi-Segesta) ringrazia il Procuratore e sottolinea l’affetto che tutti, studenti ed insegnati, hanno nei suoi confronti, soprattutto dopo le minacce e i numerosi attacchi subiti di recente. Dopo i ringraziamenti di rito e l’estrazione delle scuole si inizia l’intervista. Gli argomenti trattati sono tanti e soprattutto fondamentali per capire i meccanismi della realtà in cui viviamo. Il Procuratore con la sicurezza di chi ha alle spalle anni di esperienza e anni di duro lavoro, risponde senza esitare, lanciando spunti di riflessione interessanti e fondamentali per capire cosa possiamo fare e cosa dobbiamo fare per combattere e sconfiggere la mafia. Gli studenti insieme al Procuratore tracciano una linea immaginaria che passa dalle stragi del 92 ad oggi. Ricordando tutti, l’amico Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, aiutandoci a capire come riconoscere la mafia e come contrastarla. Ci mostra con i dati del Censis, come la mafia zavorra il mezzogiorno, e ricorda come l’impegno quotidiano nella lotta alla mafia e all’illegalità sia fondamentale per rendere migliore il nostro futuro. “Nel nostro paese purtroppo, troppo spesso l’antimafia è stata l’antimafia del giorno dopo, stimolata dal dolore”,  così Gian Carlo Caselli analizza l’antimafia italiana. “Stimolata dal dolore”, una frase che gela il sangue nelle vene, proprio perché in Italia si sono fatti passi avanti nella lotta alla mafia, soltanto dopo qualche strage o qualche morto ammazzato. Nel nostro codice Penale la mafia è inserita alla voce “Bis”, proprio perché è stata inserita in un secondo momento. Soltanto la morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e Pio La Torre hanno permesso una presa di coscienza generale nel contrasto alla mafia. L’Italia in Europa non è conosciuta solo per la mafia, ma anche per l’antimafia, e proprio questo ci rende oggetto di studio e modello europeo da seguire. Tutto Questo anche grazie a “Libera”.
Caselli continua a scavare nei meandri bui della mafia parlando anche dei beni confiscati e della loro importanza. La legalità e il bene comune passa sicuramente dai beni confiscati e dell’importanza sostanziale che non tornino in mani mafiose ma alla collettività. Il problema della mafia non è soltanto un problema del sud, infatti il Procuratore parla di come le mafie ormai siano ramificate al nord, e del devastante impatto che hanno sull’economia dell’intero paese.
Si concludono i lavori con la premiazione della scuola vincitrice e con la consegna degli attestati alle scuole partecipanti.
“Fai cioè che devi, accadrà quel che può” concludo con una frase di Roberto Morrione, giornalista recentemente scomparso che nella mattinata si è ricordato con sincero affetto.

Emanuel Butticè

venerdì, marzo 02, 2012

DIARIO DI UNA AVVENTURA MALGASCIA


PARTE SECONDA

Dopo  un mese e mezzo di vita “africana” Luca ci ha inviato la seconda parte del suo racconto che prontamente pubblichiamo visto il successo e l’interesse che ha suscitato  fin qui il suo diario di viaggio.

Prima di continuare il mio racconto vorrei fare una precisazione. Quello che scrivo sono impressioni e informazioni "da primo impatto", quindi è normale che nel corso del tempo le cose che vedi e senti, le situazioni che vivi assumono contorni più nitidi. Con ciò voglio semplicemente dire che vi darò ulteriori info e dettagli su tutto gradualmente. Perché ogni giorno c'è qualcosa di nuovo: da imparare, da scoprire, da fare...

Il giorno dopo il nostro arrivo abbiamo incontrato per la prima volta i bambini, solo una parte di quelli con cui avremo a che fare quest’anno. Con loro in questi primi incontri il nostro scopo sarà quello di metterli a proprio agio, farci conoscere, farli giocare liberi, prima di aprire ufficialmente il centro, al quale avranno accesso per tutto il giorno. Per ora lasciamo che si accontentino di stare con noi solo qualche mattina alla settimana. Vorremmo attivare anche un dormitorio in futuro ma ancora ci sono alcune perplessità e questioni da risolvere. Con loro abbiamo mangiato un piatto di riso condito con tritato e zucchine che abbiamo volontariamente lasciato cucinare a loro; il risultato non è stato proprio il massimo della culinaria, ma siamo in Madagascar ci si adatta e comunque faremo in modo che con l’esperienza la qualità dei pasti migliori.
Abbiamo altresì fatto visita al Preventorio, la struttura che si occupa di accogliere e curare i bambini rachitici e con malformazioni ossee dovute soprattutto alla malnutrizione. Abbiamo assistito alla messa nella piccola chiesa adiacente: mi è piaciuta, il posto era pieno e la celebrazione era molto seguita da tutti, coinvolgeva anche i bambini seduti nelle prime file e si è cantato parecchio.
Ci sono Pucy (2 anni), Voula, Francine, Teresa, Ephraim, Doris, Fanefa, Tina & Tina, ma questi sono solo alcuni di loro, sono i primi che mi vengono in mente e non voglio togliere nulla agli altri, hanno un’ età che varia dai 2 ai 16 anni, la maggior parte di loro vive per strada e ha difficoltà ad andare a scuola, ne hanno viste di cotte e di crude, hanno sperimentato e ancora sperimentano la crudeltà del mondo a loro circostante, hanno provato il dolore, quello vero, in tutte le sue forme, fanno il possibile per difendersi e il più delle volte ciò significa scendere a compromessi col male, è la via più breve, così finiscono per fare il male anch’essi. Lo prometto qui adesso: darò il massimo per tutti loro. Perché la vita dev’essere un dono e non una maledizione, perché ci è stata data la ragione e di questa se ne deve fare l’uso migliore, perché ognuno di noi ha motivo di esistere su questa terra e deve avere i mezzi per dimostrarlo questo motivo. Sei tu il protagonista, tu devi solo esserne consapevole.
Gli abitanti del Madagascar, non sono i tipici neri dell’Africa centro-meridionale, si tratta di una razza originale, un misto tra Asia e Africa, e la componente orientale risalta molto agli occhi. A Fianarantsoa, il “Vazaha”, lo straniero, soprattutto l’uomo bianco, è un’eccezione, una rarità, probabilmente per alcuni abitanti, specialmente i più piccoli, è quasi una leggenda; così quando se ne incontra uno per strada, è normale sentire esclamazioni come: “Bonjour vasà”, “Ca va?” e i bambini ti corrono dietro, si avvicinano, ti scrutano con curiosità.
Il mercato è un’altra caratteristica affascinante del posto, si vende di tutto, le condizioni igieniche non importano a nessuno, la carne è esposta su di un bancone oltre che a mosche e simili, c’è chi ha una bancarella, c’è chi ha un negozio e c’è chi non ha altro che una stuoia o uno straccio dove poggiare la propria merce. Q.E.A.: Questa E’ l’Africa. La gente non butta via niente, tutto può essere venduto, tutto si può aggiustare senza dover ricorrere a chissà quale specialista; un taxi che fonde il motore non andrà mica da un meccanico se può essere rattoppato alla meno peggio.
Al mercato dello Zomà, sono attratto dalla frutta tipica, innanzitutto per il desiderio di qualcosa di fresco, succoso e dissetante; e così prendiamo ananas, frutto della passione, leccì, papaia. Abbiamo preso anche la manioca, che sembra abbia il gusto della patata anche se assomiglia molto di più ad un tronco d’albero di media dimensione. Il leccì è molto buono, non l’avevo mai mangiato prima, al gusto assomiglia molto all’uva...To be continued...Amin'ny manaraka (alla prossima)...

Luca Pennisi

giovedì, marzo 01, 2012

Processo D'Alì, il senatore contrario alla costituzione delle parti civili,il politico è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa



C’è anche l’associazione nazionale "Libera. Nomi e numeri contro le mafie", nel processo in corso di istruzione contro il senatore trapanese del Pdl, Antonino D’Alì, presidente della Commissione Ambiente del Senato e tra il 2001 e il 2006 sottosegretario al ministero degli Interni. Libera si è costituita oggi parte civile con l’avv. Enza Rando. Si è aggiunta ad altre parti civili che già nelle scorse udienze avevano avanzato richiesta di costituzione e cioè le associazioni antiracket di Marsala, Mazara e Alcamo e del centro Pio La Torre di Palermo, con gli avvocati Giuseppe Gandolfo e Davide Bambina. E nel corso dell’udienza preliminare di stamane, davanti al gup Giovanni Francolini, presente l’indagato, il senatore D’Alì, contro il quale la Dda di Palermo ha ipotizzato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, si è discusso sostanzialmente dell’ammissione delle parti civili.

Dura opposizione della difesa, avvocati Gino Bosco e Stefano Pellegrino, altrettanta ferma la posizione dei legali delle parti civili secondo i quali un processo così come istruito contro il senatore D’Alì, per i contenuti dell’accusa, non può assolutamente vedere estranea la società civile. Affermazione che dovrebbe anche “suonare” alle orecchie che dovrebbero sentire anche fuori dall’aula del gup di Palermo, considerato che per l’udienza preliminare contro il senatore D’Alì si deve registrare il “deserto” delle parti civili rispetto ai più recenti processi di mafia svoltisi nel trapanese, dove dopo un periodo di disattenzione e o sottovalutazione si sono fatti avanti in più dibattimenti gli enti locali, le amministrazioni comunali e provinciale, gli organi di categoria, assente, “clamorosamente” l’associazione antiracket di Trapani, anche se di recente alcuni pronunciamenti di Tribunali ne hanno escluso la partecipazione ad alcuni dibattimenti considerata la sua pure recente costituzione. Ma tentare forse non nuoceva.

C’è comunque tempo perché le costituzioni di parte civile possono essere proposte sino alla prima udienza dibattimentale in caso di rinvio a giudizio o ammissione al rito abbreviato. La difesa del senatore D’Alì infatti, peraltro, ha anticipato nel corso dell’udienza di oggi che alla prossima chiederà il processo col rito abbreviato, sulla base cioè degli atti che ad oggi fanno parte del fascicolo del dibattimento. Per sciogliere ogni riserva, sia sull’ammissione delle parti civili, sia sulla copiosa produzione documentale di accusa, pm Paolo Guido e Andrea Tarondo, e difesa, avvocati Stefano Pellegrino e Gino Bosco, il giudice Francolini ha rinviato l’udienza all’11 maggio.

D’Alì tra le accuse ha avuto contestata quella di una fittizia vendita di un terreno con i potenti mafiosi belicini Messina Denaro, fatto più antico, rispetto alle contestazioni temporalmente più vicine e che sono relative alle vicende relative all’aggiudicazione pilotata di appalti a imprese “raccomandante” dalla politica quanto dalla mafia. L’accusa di concorso esterno sostanzialmente si riferisce a tutta una serie di episodi che avrebbero visto qualche “manina” muovere le carte di uffici pubblici, o anche di uffici istituzionali e della politica, a favore di Cosa Nostra, come quando si trattò di trasferire, nel 2003, “con troppa e ingiustificata fretta” l’allora prefetto Fulvio Sodano, da Trapani ad Agrigento.

Rino Giacalone

Interamente tratto da www.liberainformazione.it

martedì, febbraio 28, 2012

Rinnovata la fiducia al sindaco Bresciani


Si è svolto ieri il consiglio comunale per discutere la mozionedi sfiducia presentata dai gruppi consiliari di Fli e Pd. Il documento è stato firmatoda otto consiglieri: Antonio Mercadante, Sebastiano Cusenza, VincenzoPalazzolo, Simone Scaraglino, Girolamo Genna e Piero Colomba (tutti di Fli),Salvatore Galante e Giovanni Portuesi (Pd). Tante le motivazioni che hannoportato alla sfiducia, tra queste si solleva il problema dei collaboratoriesterni chiedendosi “ma veramente a Castellammare non sappiamo fare niente?”,si è sollevato il problema della “vergognosa” istallazione degli alberi di ulivo lungo il Corso Garibaldi, ma soprattutto a Castellammare si è sconsigliato di morireperché non ci sono più posti al cimitero.

Il Sindaco Marzio Bresciani ieri si è difeso con un lungo intervento elencando tutte le attività che la sua amministrazione ha svolto da quando si è insediata. Sottolineando le condizioni in cui versava il paese prima del suo insediamento e le difficoltà riscontrate durante gli anni. Si è soffermato a parlare di come la sua amministrazione si è adoperata per bonificare terreni trasformati in discariche abusive soprattutto per quanto riguarda l’amianto. Innumerevoli sono state anche le attività nel campo dei lavori pubblici che hanno permesso il completamento di molte opere già cominciate e il rinnovamento di numerose strutture in stato di abbandono. Al lungo intervento del sindaco sono seguiti gli interventi dei consiglieri firmatari della sfiducia, sottolineando come l’intervento del sindaco sia stato lungo e, soprattutto, arrivato ormai tardi, visto che da molto tempo si sarebbe estraniato dal consiglio comunale, tanto da non ricordare un suo recente intervento.
Dopo gli interventi e le molte critiche, intorno alle due si è concluso il consiglio che ha portato al rinnovo della fiducia al sindaco.
Il risultato della votazione è di 10 favorevoli, 9 contrari ed un astenuto, quindi la mozione non ha efficacia.

Emanuel Butticè

lunedì, febbraio 27, 2012

Fermato presunto autore dell'omicidio del pensionato castellammarese

Novità sull'omicidio di Giuseppe Buongiorno, 73 anni trovato morto nella sua abitazione lo scorso 21 Febbraio. Si tratterebbe di un giovane rumeno addirittura minorenne. Il giovane è stato arrestato a Reggio Calabria dagli agenti della squadra Mobile di Trapani e del commissariato di Castellammare del Golfo in collaborazione con la squadra Mobile di Reggio Calabria. L’arresto è stato possibile grazie al sistema di videosorveglianza di un negozio proprio accanto l’abitazione dell’uomo.
Si pensa che il giovane rumeno sia soltanto uno degli autori del tremendo omicidio. Fin da subito gli agenti hanno concentrato le indagini sulle frequentazioni dell'ex agente dell'Asp. Secondo l'autopsia pare proprio che l'uomo sia stato ucciso, legato e rapinato dopo aver intrattenuto un rapporto sessuale.

Emanuel Butticè

sabato, febbraio 25, 2012

Il sistema di video-sorveglianza di Castellammare? Tutto un film!

Siamo alle solite. Come saprete tutti, una mattina di Novembre, la bellissima Castellammare del Golfo si è svegliata con una sorpresina: “il Grande Fratello”. No non si tratta del reality di Canale 5 (per fortuna aggiungerei) ma di un impianto di video-sorveglianza. Si, proprio così. Si tratta di circa 35 telecamere posizionate in punti strategici per monitorare alcune zone e alcuni incroci. Questo progetto prevede una spesa di circa 500mila euro per appunto video-sorvegliare alcune zone urbane, in modo da prevenire la microcriminalità, tutelare beni comunali e controllare zone periferiche che spesso sono utilizzate come discariche. La ditta incaricata dal Ministero degli Interni per i lavori in tutta la Sicilia è la Selex di Napoli. In provincia di Trapani, l’unico progetto approvato dal Ministero dell’interno è proprio quello di Castellammare e rientrerà nell’ambito del Pon Sicurezza 2007-2013 "Sicurezza per lo sviluppo". Quindi tranquilli, il comune non ha speso neanche un euro, sono fondi Europei. Ma sono comunque soldi pubblici, quindi di tutti. L’istallazione di questi “occhi digitali” ha sollevato non poche polemiche e molte questioni. Molti cittadini sono d’accordo con la decisione del comune, ma altri si sentono turbati o vedono violata la propria privacy da questi “occhi”. Una critica sollevata al comune da molte persone (anche da me), riguarda la mancata presentazione del progetto alla cittadinanza. I cittadini erano completamente al buio, una mattina si sono svegliati e con grande stupore si sono trovati nel “Grande Fratello”. Nessuna conferenza, nessuna presentazione del progetto alla popolazione, niente. I cittadini ne sono venuti a conoscenza soltanto dopo l’istallazione. È proprio qui che volevo arrivare. Posso rassicurare tutti quelli che ancora ci “credevano”, gli “occhi digitali” non funzionano! Si proprio così, abbiamo speso più di 500mila euro di soldi pubblici per niente. E io pago! Come direbbe il grande Totò. Questo posso confermarlo personalmente. Qualche tempo fa, sono stato vittima di un furto proprio sotto la “visione” di 2 delle telecamere in questione. Ho chiesto alla Polizia se era possibile visionare i filmati e la loro risposta è stata “tu guardi troppi film”. Ovviamente ho rassicurato l’ispettore che non guardo più certa televisione. Un’altra sua frase è stata “tu sei sicuro che funzionano?”, cioè dovevo essere io a rispondere, infine mi ha fatto intendere che non c’è trippa per gatti! Ma io per capire un po’ meglio la situazione sono andato al comando dei Vigili Urbani che non hanno perso tempo a scaricare la gestione alla Polizia. Ma non contento di ciò ho chiesto chiarimenti ad una persona che fa parte del consiglio comunale, la sua riposta è stata un po’ diversa “si aspetta il collaudo”. Quindi dopo quasi cinque mesi stiamo ancora aspettando il collaudo. Ancora non contento, sono andato a cercare il sindaco. Ma dopo giorni di ricerche e dopo ore di attesa non mi ha potuto ricevere per motivi istituzionali, quindi alla prima occasione non esiterò a chiedere qualche altra informazione e soprattutto cercherò qualche risposta.
Infine la mia speranza è che questo sistema di video-sorveglianza non sia stato istallato soltanto per “distinguerci” dalle altre province e soprattutto non sia stata un’altra occasione per buttar via soldi pubblici. Quindi alla fine della storia ci ritroviamo con una trentina di telecamere spente sparse per il paese, che ci vogliamo fare, siamo fatti così. Morale della favola: a Castellammare, guardiamo troppi film, ma purtroppo la realtà è ben diversa.

Emanuel Butticè

giovedì, febbraio 23, 2012

Solidarietà alla Ditta Celso


L'Associazione Castello Libero e il presidio di Libera "P. Mattarella" di Castellammare del Golfo esprimono piena solidarietà ai lavoratori della Ditta Celso s.r.l. e ai loro amministratori, vittime della lentezza della burocrazia che non ha permesso una rapida applicazione delle misure previste dalla legislazione vigente in materia di sostegno e aiuto alle vittime della mafia.
Nello specifico è accaduto che la lentezza della Prefettura nell'esaminare la pratica di rinnovo dell'art. 20 della legge 44/1999, articolo di legge che prevede la sospensione di tutte le procedure esecutive nei confronti degli imprenditori che denunciano richieste estorsive, ha determinato lo stato di insolvenza ai fini della dichiarazione di fallimento.
Attualmente l'azienda è stata acquisita al patrimonio fallimentare e il relativo patrimonio viene custodito dal curatore fallimentare.
Non è possibile che nella nostra terra, che si è da sempre contraddistinta per la forte presenza della criminalità mafiosa, lo stato si permetta di fare errori del genere che consentono di far trasparire il messaggio che denunciare non conviene.
Auspichiamo l'intervento del Ministero degli Interni che, avocando il procedimento alla Prefettura, ponga una soluzione definitiva a tale spiacevole vicenda.

Ass. Castello Libero
Il Presidente
Antonino Maniaci

Presidio di Libera P. Mattarella
Lorena Vivona

Bomba carta esplosa davanti la segreteria del Senatore Papania

Una bomba carta e' esplosa ieri sera, intorno alle 23, ad Alcamo, davanti al portone d'ingresso della segreteria politica del senatore Antonino Papania (Pd), in via Roma. L'esplosione ha provocato danni limitati al portone e ad un'auto parcheggiata. Il boato e' stato avvertito in tutto il centro storico cittadino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Alcamo che stanno conducendo le indagini.

Fonte: ANSA

mercoledì, febbraio 22, 2012

Uomo legato ed ucciso a Castellammare


Nella mattinata di ieri è stato trovato morto a Castellammare del Golfo Giuseppe Buongiorno, pensionato di 73 anni (nella foto la casa di Corso Garibaldi) . L’uomo è stato trovato a terra in una pozza di sangue causata dalle contusioni sul viso, nudo e con una sciarpa e un cavo elettrico stretti intorno al collo. Inoltre la posizione del corpo (mani e gambe legate) fa pensare ad un incaprettamento. Gli è stata rubata l’auto e la casa è stata messa a soqquadro e per questo motivo la procura sta accertando se il pensionato è stato ucciso durante una rapina o durante una pratica sessuale e il resto sia stato architettato per alterare la scena del crimine. Il medico legale dovrà quindi stabilire se la morte è avvenuta per asfissia o per le ferite sul viso. Sull'omicidio indagano gli investigatori della Squadra mobile di Trapani e del Commissariato di Castellammare del Golfo, impegnati da ieri mattina sul luogo del delitto assieme alla polizia scientifica. Gli agenti inoltre stanno cercando tra le amicizie dell’uomo.

L’uomo, ex dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale, viveva da solo in casa ma era assistito da alcuni badanti extracomunitari. In paese era conosciuto come una persona per bene, noto anche per la sua bravura nel suonare l’organo in chiesa.

Emanuel Butticè

lunedì, febbraio 20, 2012

Rossella Urru e i Marò Italiani: Due i Pesi e Due le Misure


La vita umana? Non sia più un tabù
Forse domani si alzerà qualcuno di quelli che non hanno vergogna, e davanti a un microfono decreteranno la caduta di un altro tabù: la vita umana.
La notte del 22 Ottobre scorso, Rossella Urru, cooperante italiana (sarda) è stata sequestrata nel sudest dell’Algeria da un commando armato. Dopo la rivendicazione del gesto da parte del gruppo che la tiene in ostaggio, avvenuta a Dicembre, della giovane donna, ufficialmente, non si è più parlato. Ufficialmente significa sui giornali o sui telegiornali, perché tranne che nell’immediatezza del fatto, la Farnesina ha sempre taciuto, fedele al vuoto politico e istituzionale che ci circonda.
C’è da dire, o è bene ricordare, che la ragazza in Algeria si occupava della distribuzione del cibo in un campo profughi che trabocca miserabili vite umane. Era andata là in pace, a portare il suo tangibile contributo pacifico.
L’altro giorno, nello svolgimento del loro dovere di guerra in tempo di pace, due militari italiani, pacificamente addetti alla scorta del Dio Petrolio a bordo di una nave battente bandiera italiana, hanno sparato uccidendo due pescatori indiani. Arrestati dalle autorità indiane per omicidio, è scoppiato subito il caso diplomatico, con ben due ministeri impegnati strenuamente giorno e notte per riportare a casa i due eroi. A detta della politica istituzionale italiana, i due militari avevano l’immunità, ed essendo a bordo di una nave italiana, la competenza delle indagini sarebbe della nostra nazione. Ufficialmente se ne parla, sui giornali e sui telegiornali spuntano le foto dei due militari con le loro barbe, la diplomazia fibrilla, e non si lascerà nulla di intentato. Certo rischiano la morte i due, ed è grave.
I due ci erano stati mandati a scortare il petrolio, questo bene così prezioso che ci dà vita. Rossella Urru, invece c’era andata di sua spontanea volontà a dar da mangiare a chi, senza, la vita l’avrebbe persa. Questo probabilmente è il limite che segna il peso e il valore delle vite umane, che non sono tutte uguali – non più – nemmeno rispetto alla morte, che per inciso è il rischio uguale che accomuna i due episodi così diversamente pesanti in questo nostro piccolo e mostruoso paese.
Ed oggi, a guardar bene, altre tre vite se ne sono andate per nulla. Sui social network e sui giornali, rimbalza la morte di tre militari italiani in Afghanistan, anche loro diversi da Rossella Urru, anche loro impegnati in questa strana e inutile operazione di pacificazione attraverso i blindati, le armi e le bombe. Morti per un incidente stradale non saranno fatti eroi, solo disgraziati morti di lavoro. Come tanti di cui presto non si ricorderà né un nome né un volto, che saranno sui giornali solo mezz’ora, per essere poi ingoiati da altre notizie da altri fatti.
So che sono facili parallelismi, che sembra retorica demagogica, ma in fondo è con questo nulla che da molto controllano le menti deboli di chi non ha più voglia di guardarsi intorno. Sui giornali, ancora oggi scrivono parole sulla farfallina inguinale di Belen a Sanremo, che per far vedere le sue mutande invisibili (che vanno a ruba su Internet) ha preso più soldi di quelli che ce ne stanno nel bilancio di un piccolo paese africano. Ma pare che fosse una mossa studiata, per provocare. Che bella provocazione sarebbe stata, quella di mostrare, invece, la foto di una ragazza che la sua vita la rischia in pace. La foto di una donna italiana, che evidentemente non merita l’interesse delle istituzioni perché anziché uccidere dava vita.
La storia di Rossella è quella dell’Italia migliore, dei tanti italiani che lasciano il nostro Paese e decidono di dedicarsi agli altri in ogni parte del mondo. Senza guadagnarci nulla: per amore, per passione nei confronti dell’altro e lontani da ogni clamore mediatico.
Con questo appello chiediamo ai media di dedicare spazio alla storia di Rossella, di renderla nota all’opinione pubblica. Chiediamo al governo e al mondo politico di attivarsi per la sua liberazione.  Rossella libera.
di Massimo Malerba

giovedì, febbraio 16, 2012

Sfiducia all'amministrazione Bresciani


Il gruppo consiliare di FLI e del PD hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Marzio Bresciani. Il documento è firmato da i seguenti consiglieri: Antonio Mercadante, Sebastiano Cusenza, Vincenzo Palazzolo, Simone Scaraglino, Girolamo Genna e Piero Colomba (gruppo FLI), Salvatore Galante e Giovanni Portuesi (Pd). Tra le firme manca solo quella di Giuseppe Cruciata in quanto Presidente del Consiglio Comunale. La mozione sarà discussa lunedì 27 Febbraio. Un documento atteso da tempo, visti i contrasti tra il gruppo di Fli (che in passato componenva la maggioranza) e le posizioni del Sindaco di Castellammare del Golfo.

Interamente tratto da: http://www.alqamah.it/

giovedì, febbraio 09, 2012

DIARIO DI UNA AVVENTURA MALGASCIA


Da ormai tre settimane è cominciata l’avventura del nostro amico Luca Pennisi in Madagascar, è partito per affrontare un’esperienza unica, 10 mesi di servizio civile internazionale in un Paese dove ogni cosa è diversa rispetto a ciò che siamo abituati a vedere dalle nostre parti, ma questo sarà lui a raccontarcelo, infatti prima di partire gli ho chiesto di inviarci periodicamente un resoconto delle sue avventure, una sorta di diario di viaggio… ed ecco le sue prime impressioni all’arrivo nel continente africano:

Salve a tutti, scusate il ritardo, ma qui, per quanto riguarda le comunicazioni è un pò difficile trovare il modo e il tempo. Mi è stata data l'opportunità di testimoniare questo mio viaggio qui nell'isola dei lemuri e ben volentieri colgo l'occasione. Testimoniare è un compito importante, poiché significa riportare una realtà per come si è vissuta. La testimonianza sincera elimina i pregiudizi e avvicina le culture. Spero che la mia sia utile allo scopo. Si tratterà perlopiù di una realtà da prendere comunque con le pinze, poichè filtrata attraverso i miei occhi e la mia mente. Probabilmente quello che leggerete qui di seguito non sarà proprio quello che vi aspettate: non vi parlerò dei soliti luoghi comuni, non vi parlerò di povertà, bensì di ricchezza, almeno per quella che finora ho sperimentato e che sono sicuro continuerò a sperimentare. Racconterò le mie esperienze (d'altronde ho solo quelle) augurandomi che possano servire e aprire gli occhi di molti.
Adesso, tanto vale partire dall'inizio..................Un lungo viaggio, da Palermo a Roma, da Roma a Parigi, fin qui niente di eccezionale, il classico viaggio Alitalia con l’aggiunta di un pizzico di frenesia dovuta alla conoscenza della meta finale, dovuta al fatto che un viaggio è sempre un viaggio, è una novità, e poi l’aria dell’aeroporto mi mette sempre di buonumore. In più, la conoscenza dell’equipe, il confronto, lo scambio e il rendersi conto che si è tutti elettrizzati dall’avventura in cui ci stiamo immergendo. Paris ci accoglie con un vento freddo, non proprio un toccasana per il mio raffreddore. Viene spontaneo approfittare del momento per girare il centro città, in attesa di ritornare l’indomani in aeroporto. Un saluto veloce a Notre Dame, Tour Eiffel, Arc de Triomphe e Louvre.
Prendiamo le valigie e via…di nuovo verso l’aeroporto, ma stavolta la rotta è un’altra: Madagascar. È la prima volta che viaggio a bordo di un aereo così grosso, per la prima volta mi ritrovo a passeggiare all’interno di un aereo. Sono state 10 ore di volo e sono letteralmente volate via in un batter d’occhio. Antananarivo (per gli amici Tanà) ci accoglie con un aria calda e umida, più calda che umida. Recuperate le valigie e scambiati i primi 100 euro (280.000 ariary), un nugolo di premurosi facchini ci da il benvenuto e ci conduce quasi fosse una scorta fino al pulmino e da lì ad un nuovo hotel per un nuovo pernottamento. È tutto troppo surreale per trovare la forza di andarsene a letto, così ci raduniamo fuori nel simpatico ingresso e ci godiamo qualche birra seduti su sedie di plastica. L’aria si è rinfrescata ed è proprio un piacere starsene lì. Riesco persino ad adoperarmi non male col mio francese e il mio neonato malgascio. In tarda nottata ripieghiamo nelle nostre camere e dopo una doccia calda e confortevole mi corico per qualche oretta. A colazione: pane e marmellata, poi c’è da scegliere tra tè e caffè; io prendo il caffè e, ben sapendo che si tratta di caffè americano, chiedo se è possibile avere un po’ di ronono (latte) così da renderlo bevibile. Purtroppo il cameriere mi porta qualcosa simile a formaggio fuso…avrei dovuto prendere il tè. Appena finito vado in camera a prendere i bagagli perché fuori è arrivato il taxi brousse che ci condurrà fino a Fianarantsoa; Sasà è il ragazzo malgascio che si occupa di stipare le nostre valigie sopra la vettura, le copre con un telo impermeabile e infine le assicura con delle corde all’autovettura. Tutto è pronto, si parte! Appena fuori dal cancello incrociamo circa cinque camionette stracolme di militari; stanno andando all’aeroporto per prepararsi a ricevere l’ex presidente del Madagascar che arriverà quel pomeriggio. A giudicare dall’artiglieria e dall’ingente numero di soldati, la gente non ha ancora esaurito la rabbia nei suoi confronti dopo la rivolta del 2009. Per strada i miei occhi come quelli di tutti gli altri vengono catturati dal posto. È Africa, non si può descrivere e se ci provi non rende l’idea. L’Africa va vissuta. La città ci da il suo benvenuto: sui muri che costeggiano la strada maestra uno sconosciuto artista ha scritto a intervalli regolari: “Tonga soa”. Il nostro autista è un tipo taciturno, l’ho visto parlare solo con i poliziotti che ogni tanto ci fermavano per un controllo, o meglio, per qualche soldo. Non si è presentato, era Sasà a mantenere i contatti con la clientela, ma presto gli abbiamo appioppato un soprannome molto appropriato, approvato all’unanimità: Nicky Lauda. Non avrei voluto staccare lo sguardo da quel mondo che scorreva fuori dal finestrino, avevo dormito poco ma pur di vedere il paesaggio sarei resistito, tuttavia, non appena le curve e gli sballottamenti sono divenuti più frequenti, sono stato costretto a volgere lo sguardo verso il cielo e chiudere gli occhi per combattere il mal d’auto. Stretti come sardine in scatola, abbiamo percorso altre 10 ore di viaggio per giungere finalmente a destinazione, doloranti ma contenti. To be continued...
Luca Pennisi


(di Mauro Navarra)


mercoledì, febbraio 08, 2012

Bloccati i fondi dell’Unione Europea per il porto di Castellammare


Ecco, ci risiamo, si ritorna ha parlare del porto di Castellammare. Stavamo tutti aspettando notizie per quanto riguarda la questione del porto, e sono arrivate. Dopo la nostra intervista al sindaco Marzio Bresciani eravamo in attesa di risposte positive, ma invece oggi è arrivata la notizia che l’Unione Europea ha bloccato i fondi (nello specifico sono stati bloccati dei finanzianti per 220 milioni) per il completamento dei lavori. Le motivazioni riguarderebbero delle presunte irregolarità e violazioni di legge commesse dal dipartimento per la programmazione della Regione siciliana. La Regione adesso ha due mesi di tempo per rimediare alle irregolarità, oppure i fondi verranno tagliati definitivamente. Qui di seguito pubblico una dichiarazione rilasciata dal dirigente del dipartimento per la Programmazione della Regione siciliana, Felice Bonanno: “Non ci sono state violazioni di legge o irregolarità e l’Unione europea non ha bloccato i fondi alla Regione siciliana, ma ha soltanto interrotto i termini di pagamento in attesa di nostre contro-osservazioni alla relazione degli ispettori”. Non resta che aspettare ulteriori notizie, speriamo positive. Per ora possiamo solo dire che la lunga storia del porto continua…

Emanuel Butticè

lunedì, febbraio 06, 2012

Vittorio Sgarbi si dimette da Sindaco di Salemi.


Dopo le polemiche sulla proposta di scioglimento del comune di Salemi per infiltrazione mafiosa contenuta nella relazione degli ispettori nominati dall'ex ministro Roberto Maroni, Vittorio Sgarbi ha annullato il concorso per la nomina del vice sindaco proponendo il nome dell’ex onorevole Pino Giammarinaro a cui sono stati sequestrati beni per 35 milioni nell’operazione denominata “Salus Iniqua”. Il Sindaco aveva dichiarato che in caso di rifiuto da parte dell’onorevole si sarebbe dimesso. E proprio in queste ore è arrivata la notizia delle dimissioni del Sindaco Vittorio Sgarbi che ha dichiarato all’ANSA che si è dimesso da sindaco grazie agli ispettori del ministero che hanno scoperto cose di cui "non si era accorto". Mercoledì l’ormai ex Sindaco di Salemi, incontrerà il Ministro Cancellieri e domani alle 12 terrà una conferenza stampa nei saloni del castello in Piazza Alicia a Salemi.

Emanuel Butticè

mercoledì, febbraio 01, 2012

Il centro commerciale di Zamparini allo Zen, le assunzioni? Le decidono i politici.

Un' inchiesta di Livesicilia sulla nuova struttura che sta per aprire a Palermo. Il mega centro commerciale di proprietà del presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini, sorgerà nel famoso quartiere dello Zen. La caccia al posto di lavoro si è già scatenata. Le testimonianze della gente del posto:



Ancora una volta l'Articolo 1 della nostra Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro", sembra essere un optional. Come purtroppo spesso accade da noi, il lavoro viene concesso in cambia di qualcosa, il voto. Non è una novità. Il voto di scambio esiste da parecchio tempo e ormai, come dire, è diventata una cosa normale e doverosa in tempo di elezioni. In questo modo, a mio parere, la democrazia viene calpestata e soprattutto viene violata la dignità di ognuno di noi. L' inchiesta qui presentata come tante altre ancora una volta ci mostra una realtà che spesso si dimentica di raccontare.
Emanuel Butticè