mercoledì, maggio 16, 2012

Giorgio Napolitano parteciperà ai funerali di Stato per Placido Rizzotto

Si terranno il 24 maggio a Corleone i funerali di Stato alla memoria del sindacalista della Cgil Placido Rizzotto, impegnato a favore del movimento contadino per l'occupazione delle terre, rapito e ucciso da Luciano Liggio che getto' il corpo nelle foibe di Rocca Busambra, nei pressi di Corleone. I resti furono ritrovati nel 2009 e lo scorso 9 marzo l'esame del DNA, comparato con quello estratto dal padre Carmelo Rizzotto, morto da tempo e riesumato per questo scopo, ha confermato che si trattava dei resti del cadavere di Rizzotto. 
I funerali si terranno alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il Capo dello Stato, rispondendo a Susanna Camusso e al nipote Palcido Rizzotto, ha accolto il loro invito a partecipare alle esequie che saranno solenni, come deliberato dal consiglio dei ministri il 16 marzo scorso, inviando una lettera in cui indica di essere "lieto" di accogliere l'invito.
Emanuel Butticè

venerdì, maggio 11, 2012

Castellammare non dimentica Peppino Impastato


A fine serata anche l'incontro con Cisco e i MCR
Anche quest’anno a Cinisi si è tenuto il consueto “Forum sociale antimafia Peppino e Felicia Impastato.” Un programma molto ricco di contenuti che ha visto coinvolti diversi ospiti e moltissimi giovani giunti da tutte le parti d’Italia. Il 9 Maggio, giorno dell’anniversario della morte di Peppino Impastato, si è svolto, come ogni anno, il corteo. Partito dalla sede di radio Aut a Terrasini ed arrivato all’ ex casa Badalamenti, rinominata casa 9 Maggio, a Cinisi. Il corteo ha sfilato per le strade della due cittadine, tra le porte chiuse degli abitanti e tra l’indifferenza dei passanti. In questa terra ancora regna l’omertà e l’ignoranza, l’indifferenza che ormai contraddistingue le nostre esistenze, in una terra che si sveglia molto, troppo, lentamente. Giovani e meno giovani, comunisti, democratici, No Tav, associazioni antimafia, liberi cittadini hanno scelto di seguire non un semplice corteo, ma una vera e propria marcia della memoria, un modo di ricordare Peppino e sua mamma Felicia, ma anche un modo per riunirsi tutti insieme per gridare ancora una volta che “la mafia è una montagna di merda”. “Peppino è vivo, e lotta insieme a noi”, l’eco di un’onda decisa a non fermarsi ha contraddistinto l’intera giornata.

Durante il corteo si è anche assistito al “blitz” di Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli, in piena campana elettorale, tra contestazioni e fischi, i due politici hanno sfilato fino a casa 9 Maggio. Hanno tentato di utilizzare il corteo per fare propaganda? Ai posteri l’ardua sentenza.


A Cinisi era presente anche una bella parte di Castellammare. L’associazione Castello Libero, il presidio di Libera “Piersanti Mattarella” di Castellammare non ha mancato l’appuntamento. Insieme a noi c’erano anche altri castellammaresi, spinti dall’affetto per Peppino. Castellammare non dimentica.

Dopo il discorso dall’ex casa Badalamenti, la serata si è conclusa con la consegna del premio “musica e cultura” ai Modena City Ramblers e a Cisco, e per concludere in  bellezza un piccolo acustico dei MCR con Cisco, di nuovo insieme per ricordare Peppino.

Emanuel Butticè

giovedì, maggio 10, 2012

L’alba del giorno dopo ad Alcamo


Il giorno dopo le elezioni amministrative ad Alcamo, ci rendiamo conto che il risultato era un po’ scontato. Da ormai molti anni, ad Alcamo governa il centro sinistra, e non a caso il candidato a ricevere più voti è stato Sebastiano Bonventre, del Pd. Ma la cosa che forse un po’ stupisce è il partito di Niclo Solina della lista civica Abc (Alcamo Bene Comune). Quest’ultimo sembra aver ricevuto ampi consenti soprattutto dai giovani. Come ogni campagna elettorale che si rispetti, anche questa di Alcamo è stata una “campagna al veleno”. Infatti non sono mancate le critiche, le accuse, e i vari tentativi di screditare l’altro candidato con ogni mezzo. Per quanto riguarda Sebastiano Bonventre, girava voce che fosse un massone e che fosse tesserato con il Pdl, da lui smentito ovviamente, giustificandosi all’ultima accusa dichiarando che era stato tesserato al Pdl a sua insaputa (è diventata una moda ormai in Italia), tesserato al partito soltanto per aver finanziato la campagna elettorale a un candidato che gli aveva chiesto un contributo (dice di essere contrario al finanziamento pubblico ai partiti). Sapete come funzionano queste cose: Dottore al Civico di Palermo, professore nella medesima Università, non gli costa nulla dare 50 euro ai candidati che gli chiedono un piccolo contributo. Ma tra i tanti veleni e le varie “leggende” da campagna elettorale, sicuramente il più discusso è il ruolo di Sebastiano Bonventre nel suo partito e nella politica alcamese. Infatti, voci di corridoio più che legende metropolitane, dicono che il passo indietro (o di lato) di Papania è soltanto un modo per nascondersi dietro le quinte, ed aprire il sipario quando lo ritiene più opportuno ed esibirsi indisturbato. Il suo gesto, lasciare la scena ad un volto nuovo, è stato visto come una strategia per non mettere la propria faccia, ma lasciare che sia un'altra a mostrarsi e poter partecipare alla politica alcamese nascosto nella penombra. Ma l’ombra di Papania non è la sola, molti sostengono che una seconda si nasconde proprio dietro la figura di Sebastiano Bonventre, il sindaco uscente Giacomo Scala. Sono solo voci di corridoio, voci da campagna elettorale? Vedremo cosa succederà dopo il ballottaggio, una cosa è certa, gli alcamesi dovranno scegliere con molta serenità, c’è in gioco il futuro della città.
Andando alla lista civica di Niclo Solina. Abc sembra essere la vera novità di questa campagna elettorale. Molti convinti che non sarebbe arrivato al ballottaggio, all’indomani dei risultati ufficiali, si sono ricreduti, con molto stupore. C’erano invece persone convinte che sarebbe salito subito o che avrebbe battuto gli altri raggiungendo il primo posto. Sicuramente il 17,38% dei voti ( 4400), come prima uscita e come prima vera novità politica, non mi sembra cosa da poco. Anche se Niclo Solina non è proprio un volto nuovo della politica, ma era già comparso molti anni prima, ma lasciamo stare.
Dall’altra parte c’è l’alleanza Pdl, Grande Sud e Cantiere Popolare con la De Luca, che sembra non essere riuscita ad imporsi. Francesca De Luca, era sicura di vincere, la sua candidatura era il classico “volto nuovo”, visto che non era mai scesa (o salita, non si capisce più come si deve dire) in politica. Lei per anni si era occupata di altra, infatti era dirigente dell'azienda Foreste Demaniali  (ed è stata anche indagata per truffa ai danni dell’UE anche se poi completamente scagionata). Anche il partito di Norino Fratello, Noi Sud (figura politica alcamese nota ormai da anni) con candidato Franco Orlando, non riuscendo ad imporsi,  fermandosi al 12,19%. Credo che sia il segno della sconfitta della vecchia politica. Gli alcamesi sono stanchi questa politica.
Ma a mio parere merita una particolare attenzione Girolamo Turano, attuale presidente della Provincia di Trapani. La candidatura di Turano alla poltrona di sindaco di Alcamo, è arrivata all’improvviso, sorprendendo tutti, e fin da subito discussa. Infatti c’è chi vedeva la sua candidatura soltanto come una strategia politica. Il nostro caro Presidente della Provincia, in scadenza di mandato, si è candidato perché “ama la sua città”. Su questo niente da dire, ma molti si chiedono, se ama davvero la sua città, perché non si è dimesso da Presidente della Provincia prima di candidarsi a sindaco? Risposta che non avremo mai. Infatti sarebbe stato un gesto doveroso e giusto, per avvalorare la sua tesi sull’amore verso la città. Ma così non è stato. Infatti la “sua” città non l’ha perdonato. Arrivando all’ultimo posto, ricevendo soltanto 2574 voti si è dimostrato un flop. L’alba del giorno dopo per Turano non sarà stata sicuramente delle migliori, anche se ha commentato così i risultati ottenuti: “Quello che potrebbe sembrare un esito poco brillante è, in realtà, un risultato da considerare positivo, che premia la scelta coraggiosa che ho fatto nel momento in cui ho deciso di candidarmi a sindaco della mia città, esponendomi in prima persona. Nonostante fossi consapevole del mutamento in atto – sottolinea– non mi sono tirato indietro ed ho deciso di affrontare questa sfida elettorale appoggiato soltanto dal mio partito, l’Udc. Una scelta coraggiosa, che è comunque stata premiata: il dato delle preferenze ottenute dall’Udc ad Alcamo, infatti, si conferma in netta controtendenza con la media siciliana e nazionale. Se consideriamo che Alcamo è da sempre una roccaforte di sinistra il mio è un risultato positivo, ottenuto in risposta ad una scelta coraggiosa che ho fatto”. Leggendo questo commento, la domanda sorge spontanea: Ma Turano, in quale paese vive? Preferisco lasciare la risposta a chi leggerà, e farsi la propria idea. Una cosa è certa, il ballottaggio deciderà il futuro di Alcamo. Il futuro è in mano agli alcamesi. Vedremo cosa succederà.
Emanuel Butticè

lunedì, maggio 07, 2012

Salviamo Telejato! Lettera a Corrado Passera

Pubblichiamo integralmente la lettera scritta dalla redazione di Telejato al Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera:

Tra pochi giorni, il 9 maggio, ricorrerà il trentaquattresimo anniversario dell’uccisione mafiosa del giornalista Peppino Impastato. L’Italia intera si appresta a commemorare il coraggio di un giovane che, insieme ai suoi compagni, dai microfoni di “Radio Aut” denunciava senza paura gli interessi mafiosi, a Cinisi e oltreoceano, del boss Badalamenti. Senza omissioni o connivenze, con la sola arma della libertà e dell’ironia. Pagando la sua dedizione e il suo coraggio, con la vita. Oggi, a trentaquattro anni da quel 9 maggio 1978, molti altri cronisti e operatori dell’informazione seguono il suo esempio rischiando ogni giorno per poter svolgere a testa alta e schiena dritta il lavoro di giornalisti. Tra questi: Giuseppe Maniaci e la sua redazione di Telejato, emittente televisiva con sede a Partinico. Ad oggi, Telejato rischia ogni giorno di essere spenta definitivamente dallo Stato. Sembra paradossale, ma una legge della Repubblica porterebbe a quello che l’organizzazione criminale Cosa Nostra non è riuscita a fare. Da anni, infatti, la “televisione più piccola del mondo” trasmette “il tg più lungo del mondo” in una zona ad alta densità mafiosa (Alcamo, Partinico, Castellammare del Golfo, San Giuseppe Jato, Corleone, Cinisi, Montelepre) raggiungendo 22 comuni della Sicilia orientale, facendo informazione libera e denunciando il malaffare senza nascondersi. Proprio quest’attività sociale di denuncia è valsa al suo volto e alla redazione, svariate querele, intimidazioni (le ultime, pochi giorni fa), aggressioni e attentati. Telejato è una televisione locale comunitaria. In conformità con la Legge Mammì (n. 223 del 6 agosto 1990), quindi, ha uno statuto di Onlus e non quello di una Tv commerciale. Di qui, il limite agli spot pubblicitari: solo 3 minuti ogni ora di trasmissione. A mettere a rischio l’esistenza stessa di Telejato e l’incolumità dei suoi artefici, oltre alla mafia anche lo switch-off, il passaggio cioè dall’analogico al digitale nel mese di giugno in Sicilia. Il governo Monti, nelle scorse settimane, ha messo fine alla beffa del “beauty contest” stabilendo il ricorso ad un’asta. Telejato, così come le altre 200 televisioni comunitarie, però, proprio per il suo status di televisione comunitaria e di onlus è priva di un bilancio adeguato a partecipare all’asta, vedendo così inesorabilmente cancellata la sua possibilità di trasmissione. Noi ci chiediamo e Le chiediamo: il legislatore ha riflettuto sulle conseguenze dello spegnimento di Telejato? Telejato deve essere considerato un bene culturale, al pari di ogni altro monumento artistico italiano: se l’arte rinnova i popoli, anche la controinformazione di Telejato in Sicilia può farlo. L’informazione può aiutare giovani e meno giovani a prendere coscienza di quello che li circonda e a scegliere. La scelta contribuirà a migliorare una delle regioni d’Italia, da qui anche la nostra Repubblica lo sarà. Quello che in questa sede, come cittadini di uno Stato che dalla sua fondazione si ritiene uno stato democratico, vogliamo portare alla Sua attenzione è il grave danno che sarà apportato al sistema informativo e al diritto alla libera informazione dei cittadini. Provvedere alla tutela delle televisioni comunitarie e locali affinché possano continuare a trasmettere e conservare il loro ruolo di strumento informativo locale. Bisogna assolutamente evitare che cali il silenzio e l’indifferenza sull’informazione antimafia. Sarebbe un atto concreto importante delle istituzioni nella lotta alla criminalità e per la tutela della democrazia del nostro Paese. In ultimo, vogliamo porre alla Sua attenzione un aspetto umano drammatico, crudo, scevro da retorica: la mafia uccide. La mafia non dimentica. La mafia colpisce più facilmente quando cala il silenzio e l’opinione pubblica si distrae. L’informazione rappresenta il sistema immunitario dell’opinione pubblica: se calano le difese immunitarie è più attaccabile. Ad essere uccisi sarebbero molte coscienze, ma prima d’ogni altro lo Stato italiano deve avere a cuore le sorti dell’uomo e cittadino Pino Maniaci e dei suoi familiari.
Certi della Sua attenzione, rimaniamo in attesa di un Suo riscontro.

Associazione DIECI e VENTICINQUE e Associazione Rita Atria

sabato, maggio 05, 2012

“Giornata della creatività e della cultura giovanile” 06 maggio 2012 Piazza Petrolo – Castellammare del Golfo

L’evento promosso dal Cesvop ha quale scopo la promozione del volontariato. La giornata sarà arricchita da attività nell’ambito di tre diverse aree tematiche (musica, arte, linguaggio multimediale), curate dai ragazzi della Zepstudio, con l’intento di creare dei percorsi attraverso i quali i giovani possano aprirsi alla cultura, alla creatività e all’associazionismo. Alle 17:30 prenderà avvio la rassegna musicale con l’esibizione delle quattro band emergenti, CRITICAL SOLUTION, MOTHERSHIP, CODROIPO e ATYPICAL MIND, provenienti dalle scuole superiori del distretto di Alcamo e Castellammare del Golfo. L’evento si concluderà con il concerto degli SHAKALASKA. Nell’area di Piazza Petrolo saranno dislocati gli stand dedicati alle associazioni di volontariato del distretto che hanno aderito, Avulss, Anpvi, Castellolibero e Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere" Nicola Coppola", che potranno così raccontare di se e dei progetti che intendono portare avanti. Presso gli stand verranno, inoltre, distribuiti dei gadget ai giovani presenti e delle t-shirt per coloro che daranno la propria disponibilità a vivere brevi esperienze nell’associazione di volontariato che sentono più vicina. Lorena Vivona

giovedì, maggio 03, 2012

Finalmente una buona notizia: finanziamenti per il depuratore!!


Finalmente ecco arrivare buone notizie dal comune di Castellammare. Le promesse fatte alla cittadinanza sono state mantenute (in parte, ma è già un grande passo avanti). Come sappiamo, Castellammare non ha più un depuratore dalla chiusura, avvenuta negli anni 70, del nostro caro vecchio “tempio delle vergogna” sito in contrada Cerri. In una nostra recente intervista al Sindaco Bresciani, eravamo rimasti proprio in attesa di risposte per quanto riguarda il finanziamento, parziale o totale. Adesso sembra proprio che ci siamo, questa sembra la volta buona. Addirittura è stato ottenuto un finanziamento per la realizzazione della rete fognaria nel centro di Scopello e nelle zone limitrofe. Praticamente una vera e propria tempesta di finanziamenti per il comune di Castellammare del Golfo, saranno diventati tutti più buoni? Prima i finanziamenti per la villa comunale, adesso il depuratore; l’unico vero pugno nell’occhio rimane la grande opera incompiuta costata più di 40 milioni di euro: il porto.
Tornando al depuratore, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha finanziato oltre 23 milioni di euro per il nostro paese: diciottomilioni tondi serviranno per la realizzazione di un nuovo impianto (esattamente l’importo che il sindaco Marzio Bresciani ci disse nella famosa intervista, quindi il finanziamento è stato totale) di depurazione da ubicare in caverna alla radice del molo foraneo, con relativi emissari e condotta sottomarina, gli altri cinque milioni per la realizzazione della rete fognaria nel centro di Scopello e delle zone limitrofe. Il Sindaco Marzio Bresciani non nasconde la sua soddisfazione: “Un traguardo importantissimo per il nostro paese che consentirà di risolvere il problema fognario, al quale abbiamo lavorato fin dall’insediamento per porre fine all’emergenza ambientale esistente, causa della procedura di infrazione comunitaria cui rientra Castellammare, per il suo depuratore mai entrato in funzione”. Il vicesindaco Carlo Navarra ci spiega che: “Il nostro  progetto prima ha superato l’esame del nucleo di valutazione dell’ufficio Regionale della Programmazione, quindi abbiamo chiesto gli incontri al commissario delegato per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque in Sicilia, in modo da acquisire i 24 pareri necessari che sono stati tutti favorevoli. Le nostre continue interlocuzioni a Roma hanno portato a questo grandioso risultato con il finanziamento totale (determinazione del CIPE del 30 aprile) del depuratore, riuscendo ad ottenere anche un’altra grande cifra, pari a 5 milioni di euro, per un’importantissima area qual è quella di Scopello, dove ci sarà finalmente la rete fognaria”. I dettagli del finanziamento e del progetto per il nuovo depuratore, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa sulla quale sarà data precisa comunicazione in seguito.
Quindi grandi passi avanti e un altro traguardo raggiunto, questa volta si spera che tutto vada per il verso giusto e non subentrino intoppi di qualsiasi genere. Adesso si dovrà disporre un bando di gara per l’appalto, e si spera che tutto avvenga alla luce del sole. Non dimentichiamoci che la mafia è sempre in agguato e che dobbiamo lottare per fare in modo che il nostro paese non venga ancora una volta schiacciato da loschi giochi di potere e sporchi traffici che generano soltanto disgrazie e danni, non abbiamo già pagato abbastanza? Ancora una volta mi viene da dire “siamo fiduciosi”.

Emanuel Butticè

domenica, aprile 29, 2012

VERGOGNA!

Riguardo a questo argomento penso di poter parlare a nome di tutto lo staff di Castello Libero:
Da qualche anno a questa parte la politica, dopo aver toccato il fondo, ha deciso di cominciare a scavare per scendere ancora più in basso, ma questa  classe politica deve rendersi conto che c'è un limite che non si può e non si deve valicare.
Il video che vi proponiamo qui di seguito rappresenta una della tante VERGOGNE che non possiamo tollerare. SVEGLIAMOCI! (era da tanto che non lo dicevo)

sabato, aprile 28, 2012

I cittadini, un fastidioso dettaglio


La libertà di scelta è diventata una minaccia per la stabilità. Le alternative al rigore sono escluse e la democrazia deve solo legittimare le decisioni della finanza.



di Stephan Kaufmann (www.presseurop.eu)


La crisi dell’euro è in standby. Le migliaia di miliardi di euro in credito concesse dalla Banca centrale hanno calmato le acque. Tuttavia sui mercati finanziari avanza una nuova minaccia: la democrazia. “Le elezioni francesi [il secondo turno delle presidenziali del 6 maggio sarà seguito dalle elezioni legislative di giugno] e greche [6 maggio], insieme al referendum irlandese [il 31 maggio] alimentano le inquietudini degli investitori, delle imprese e dei consumatori”, spiega Elga Bartsch, della banca d’investimenti americana Morgan Stanley.
I paesi europei impongono ai loro cittadini sacrifici dolorosi. Per guadagnare la fiducia dei mercati tagliano centinaia di migliaia di posti di lavoro, aumentano le tasse, riducono la spesa pubblica e intaccano le pensioni. Per rilanciare la competitività internazionale abbassano i salari, allentano i meccanismi di protezione dal licenziamento e indeboliscono i sindacati. Nel frattempo l’occupazione crolla. In paesi come Grecia e Spagna metà dei giovani attivi non ha un lavoro.
“In questo momento il rischio maggiore per l’Europa non è tanto un aumento dei tassi sul debito – spiega Patrick Artus, economista della banca francese Natixis – quanto una crisi politica e sociale in un contesto di aumento incontrollabile della disoccupazione”.
A intervalli regolari, secondo le regole della democrazia, le vittime della crisi possono recarsi alle urne per esprimere il loro parere sui provvedimenti adottati, e rifiutarli se non li condividono. Questo potere genera l’inquietudine dei mercati. È per questo motivo che negli ultimi mesi la classe politica ha fatto di tutto per neutralizzare il libero arbitrio degli elettori. 
In Grecia l’idea di un referendum sull’austerity è stata abbandonata a novembre, quando i leader politici tedeschi e francesi hanno apertamente minacciato Atene di cacciare la Grecia dall’eurozona se la popolazione avesse votato per l’abbandono dei provvedimenti di rigore. In Grecia e Italia la crisi ha fatto cadere capi di governo eletti, sostituiti da “tecnocrati” che non sono stati votati dal popolo e non dipendono dalla volontà degli elettori.
“La politica in tempi di crisi somiglia a un colpo di stato permanente”, denuncia  Joseph Vogel, professore di letteratura. Sempre più spesso sono i negoziati informali tra i banchieri centrali a orientare la politica. Oggi il potere decisionale è nelle mani dei “soviet della finanza”, si rammarica Vogel.
Naturalmente il popolo è ancora chiamato a votare. Per esempio in Irlanda, dove a fine maggio si voterà l’adesione al trattato fiscale. Tuttavia il margine di manovra degli irlandesi è stretto: il paese dipende dagli aiuti del fondo di salvataggio europeo, che non saranno versati se Dublino non aderirà al patto di bilancio.
All’inizio di maggio i greci eleggeranno un nuovo parlamento. Ma per mettere il piano di rigore al riparo dal libero arbitrio degli elettori, i probabili vincitori dello scrutinio – il Pasok [socialisti] e Nuova democrazia [destra] sono già stati costretti a impegnarsi a proseguire sulla via delle riforme. Resta il problema dell’avanza dei piccoli partiti di opposizione che genera incertezza tra gli investitori, spaventati dalle tensioni politiche.
Infine ci sono le elezioni presidenziali francesi. Il socialista François Hollande è in testa davanti a Nicolas Sarkozy, presidente uscente. Hollande vuole aumentare le tasse per i ricchi, mettere un freno alla politica d’austerity e rinegoziare il patto di bilancio. Reazione dei mercati: ad aprile la Francia ha subìto un nuovo rialzo dei tassi in occasione di un’aggiudicazione obbligatoria.
Da parte sua Sarkozy spinge la Francia sulla via delle riforme. Il che implica naturalmente sacrifici per la popolazione. Senza riforme, però, la Francia rischia di “fare la fine della Grecia o della Spagna”, avverte Sarkozy. Insomma non c’è alternativa. I francesi possono andare a votare, ma non possono scegliere.

Libertà di ratifica

“Dire alla popolazione che non ha scelta equivale a proibirgli di esprimersi e pensare", denuncia Ulrich Thielemann, specialista tedesco di etica degli affari. “Se non possiamo evocare le alternative possibili, è la fine della democrazia”. Tecnicamente continueremo ad andare a votare, “ma la gente non avrà più il diritto di scegliere, potranno soltanto manifestare il loro sostegno a una politica irrevocabile, e la democrazia servirà soltanto a ratificare”.
Oggi l’elettorato viene privato del suo potere dai mercati, che concedono o rifiutano il credito. “È la fine della sovranità” mette in guardia Thielemann. Ai suoi occhi la politica è assoggettata alla legge dei mercati come se si trattasse di un fenomeno naturale. “Avrebbe anche potuto semplicemente accaparrarsi con le tasse i capitali di cui oggi ha bisogno”. 
Secondo Thielemann la libertà dei mercati si oppone alla libertà della democrazia. “Quando lo stato ha come unico obiettivo quello di aumentare la competitività, ci proibisce di porci la domanda fondamentale della democrazia: come vogliamo vivere?”

venerdì, aprile 27, 2012

Forum Sociale Antimafia “Peppino e Felicia Impastato” 2012

Anche quest'anno, a Cinisi, si svolgerà il consueto Forum Sociale Antimafia “Peppino e Felicia Impastato”. Ecco di seguito il programma delle iniziative per il 34° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato.

LA MEMORIA NON SI CANCELLA!

Programma


Anteprima Forum

25 Aprile, Giardino Inglese, Palermo
Corteo e banchetto del Forum durante la festa provinciale dell’ANPI

27 Aprile, Sede Regionale dei COBAS, Palermo
Ore 19.00: “Facciamo finta che… Prove tecniche di Radio Aut“
27 aprile 1977 – 27 aprile 2012
A 35 anni di distanza, presentazione del Collettivo Radiofonico Radio Aut
con la partecipazione della vecchia redazione di Radio Aut.

30 Aprile, Casa 9 Maggio, Corso Umberto 220  Cinisi
Dalle 16.00 alle 24.00: Inaugurazione tela “Il quarto stato dell’antimafia” di Gaetano Mosca e Sergio Sciortino - Performances, murales, cantiere 9 Maggio, cena sociale, dibattiti e altro.

1 Maggio, Portella della Ginestra-Piana degli Albanesi

5 Maggio, sabato, Casa 9 Maggio, Cinisi
Ore 9.00: Accoglienza Forum e registrazione
Ore 11.00: Forum “Crisi del capitalismo tra moneta e lavoro
Coordina Alessandro D’Alessandro
Approfondimenti di
Lidia Undiemi (Università di Palermo)
Alberto Lombardo (Università di Palermo)
Luca Martinelli (Operaio Dalmine di Bergamo)

Ore 15.00: Forum “Mafia antimafia e dintorni
Coordina Salvo Vitale
Approfondimenti di
Rino Giacalone (Giornalista)
Enrico Bellavia (Giornalista)
Stefania Pellegrini   (docente Università di Bologna)
Fernando Scarlata (Comitato Peppino Impastato Brescia)
Cristian Abbondanza (Casa della Legalità Genova)
Valentina Caviglia (Comitato Antirazzista COBAS Palermo)
Associazione Africalabria

Ore 19.30: Proiezione di “Oltrepassando il mare”  di Maurizio Marzolla per la Campagna SOS Rosarno di Ass. Equosud

Ore 20.30: Cena sociale

Ore 21.30: Spettacolo “Arringa” a cura del Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo


6 Maggio, domenica, Casa 9 Maggio, Cinisi

Ore 09.00: Forum “Lavoro: Crisi, diritti negati e lotte sociali
Coordina Renato Franzitta
Intervengono
Giulio Palermo (Università Brescia)
Realtà Lavorative: (FIAT Termini Imerese, CNT Trapani, Coop Palermo, Wagon-lits, Fiat Mirafiori, Cesame Catania)

Ore 15.00: Forum “Abbiamo trasmesso:  Passaggio al digitale e informazione a rischio
 Coordina Salvo Vitale
Intervengono:
Pino Maniaci (TeleJato)
Nadia Furnari (Ass. Rita Atria)
Radio Onda Rossa Roma
Radio Aut

Ore 18.30: Ricordo di Guido Orlando

Ore 19.30: Inaugurazione Mostre “Guido e Peppino: i compagni non dimenticano” e “Guido e Cuba”

Ore 20.30: Cena presso l’Osteria Sociale

Ore 21.30: Recital di Salvo Vitale


7 Maggio, Lunedì , Casa 9 Maggio, Cinisi

Ore 15.00: Forum “Contro la privatizzazione dei beni comuni: quali prospettive?”
Coordina Pino Dicevi
Intervengono
Associazione ASSUD
Alberto Lucarelli (Assessore Beni Comuni Comune di Napoli)
Vincenzo Miliucci (Direttivo Nazionale COBAS)
Maurizio Montalto (Giurista Forum Nazionale Acqua Pubblica)
Valentina Bonadonna (avvocato)
Carlo Cataldi (Amat Palermo)

Ore 19.15: Presentazione del Libro “Gli ultimi Mohicani” di Matteo Pucciarelli Presenta Mario Minarda

Ore 20.30: Cena presso l’Osteria Sociale

Ore 21.00: Esibizione del Trio  “A lu Bal” presso l’Osteria Sociale

Ore 21.30: Spettacolo Teatrale “Malacarne”   con Consuelo Cagnati e Andrea Maurizi



8 Maggio, martedì,  Casa 9 Maggio, Cinisi

Ore 15.00: Forum “Peppino, identità ed eredità”
Coordina Salvo Vitale
Intervengono
I compagni di Peppino
Renato Franzitta (Cobas Palermo)
Ass. Radio Aut

Ore 19.15: Presentazione del Libro di Valerio Monteventi e Bifo “Come si fa?” Presenta Paolo Arena

Ore 20.30: Cena presso l’Osteria Sociale

Ore 21.30: Spettacolo teatrale No Tav sulle giornate di Chiomonte, in Val Di Susa: “Racconti di mezza estate” in collaborazione con “Teatro in rivolta“. Ideazione e regia di Lucia Falco



9 Maggio, mercoledì,  Casa 9 Maggio, Cinisi

Ore 09.00: Forum “Da Nord a Sud: Resistenze territoriali a confronto”
Coordina Martina Lo Cascio
Intervengono
Comitati No Tav Val Di Susa
Comitato 3e32 L’Aquila
Rete No Ponte
Comitato NO MUOS Niscemi

Ore 16.30: Concentramento corteo davanti la vecchia sede di Radio Aut a Terrasini

Ore 17.00: Corteo da Radio Aut a Cinisi

Ore 19.30: Casa 9 Maggio:  Messaggi di saluto, valutazioni e lettura del documento conclusivo dell’XI° Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato

Ore 20.30: Cena sociale presso l’Osteria Sociale e festa conclusiva.

Per Info e adesioni: info@associazioneradioaut.org  e associazionepeppinoimpastato@gmail.com

Informazioni sul forum: www.peppinoimpastato.com  e www.associazioneradioaut.org

Tutti i forum si svolgeranno presso Casa 9 Maggio (Ex Casa Badalamenti) Corso Umberto 183 a Cinisi.


DIARIO DI UN'AVVENTURA MALGASCIA

Sono passati alcuni mesi ormai dall'inizio di questa avventura che  il "grande" Luca ha intrapreso, e noi grazie al suo diario di viaggio siamo felici di continuare a raccontarvela.


PARTE QUARTA: 


La prima domenica qui in Madagascar, l’unico giorno della settimana in cui siamo tutti liberi da impegni di servizio, siamo andati a Ranomafana (letteralmente “acqua calda”) per visitare il villaggio ma soprattutto per addentrarci nell’omonima foresta pluviale, territorio protetto da insediamenti umani di qualsiasi genere, di cui i lemuri sono i padroni incontrastati, considerato che la fauna restante è costituita più che altro da animali di piccola taglia, in prevalenza rettili. Devo dire che da quando sono qui, sin da subito mi sono sentito come in un film di Indiana Jones, o addirittura il Professor Jones in persona, e lì all’interno della foresta questa sensazione si è accentuata ulteriormente: lo scalpiccio dei nostri passi uno dietro l’altro su un tappeto di foglie e natura frammisto unicamente al suono inarrestabile delle cicale e degli esseri che abitano la foresta; li senti vicini, eppure non riesci a vederli. L’intricarsi dei rami volti a nascondere la luce del sole e poi ad un certo punto seguire con lo sguardo l’indice della guida che ci mostra per la prima volta un lemure arrampicarsi e saltare da un ramo all’altro. E noi di corsa ad imbracciare la macchina fotografica per immortalare il momento, partendo a caccia dello scatto migliore. Attraverso i sentieri si sono incontrati diversi esemplari di fauna e flora locale: un piccolo camaleonte cornuto, un insetto stecco, lumache e lombrichi di enormi dimensioni, canne di bambù a mai finire e ogni tanto capitava anche qualche sanguisuga tra le mani o i piedi. Ad un certo punto nel bel mezzo della foresta si è rivelata una bella cascata, le guide avanzavano la possibilità di farsi un bagno nella piccola pozza sottostante: la tentazione era forte, ma nessun altro si è offerto volontario, così ho evitato anch’io di prendermi altre sanguisughe, possibilità tutt’altro che remota. Una volta usciti dalla foresta ci siamo diretti al villaggio, mentre alcuni hanno preferito un bagno in piscina (le famose acque termali che danno il nome al posto) io e qualcun altro abbiamo optato per una rana fritta e una grande dissetante ananas comodamente seduti presso uno dei locali presenti, un incrocio tra un bar e una baracca. L’accentuarsi della “sindrome di Indiana Jones” mi ha spinto all’acquisto, necessario, di un nuovo cappello che mi accompagnerà nelle prossime avventure. Dopodiché mi sono diretto al fiume, fonte d’approvvigionamento idrico per la popolazione locale, per bagnarmi un po’ e godermi il meraviglioso paesaggio. Poi ci siamo rimessi sulla via del ritorno, sazi e soddisfatti, dopo una giornata all’insegna della scoperta, sicuro e realizzato per averla vissuta pienamente, nel miglior modo possibile.

Tra le molteplici attività che porto avanti coi miei colleghi qui a Fianar, c’è anche quella di supporto al CDS, ospedale privato della città; non è niente di rilevante, si tratta semplicemente di ordinare i farmaci ammucchiati in un ripostiglio dentro innumerevoli scatoloni, scrivere la quantità e la data di scadenza, in modo tale che i medici sappiano attraverso un catalogo virtuale quante medicine hanno a disposizione. Il lavoro evidentemente non richiede alcuna conoscenza particolare, ma mi rendo conto che qualcuno lo deve fare, perciò mi rimbocco le maniche negli spazi vuoti tra un’attività e l’altra nell’arco della settimana. Almeno ho fatto conoscenza con qualche medico, contento del mio contributo, modesto per quanto possa essere. Ah, quasi dimenticavo, l’ospedale (almeno questo che, come ho già detto, è privato) funziona bene;  certo non vi sono gli stessi macchinari ad alta tecnologia che caratterizzano i grandi ospedali occidentali, non vi sono tutti i reparti specializzati (pediatria, oncologia, neurologia ecc…), ma quel poco che c’è, di medici e attrezzature, è ben organizzato o almeno così mi pare. I ricoveri sono pochi per via dei costi che la gente del posto non potrebbe sostenere, quindi i compiti si riducono al ricevimento pazienti per le visite del caso, ogni giorno secondo gli orari d’ufficio.

To be continued...

Luca Pennisi

martedì, aprile 24, 2012

“Conoscersi per Riconoscersi...Una finestra sul mondo. La ricchezza della multiculturalità” all’Istituto Piersanti Mattarella

Presso l’Istituto Piersanti Mattarella di Castellammare del Golfo, si terranno due incontri interculturali tra giovani castellammaresi e giovani migranti ospiti del centro d’accoglienza Sicilia 1 di Castellammare del Golfo. Queste due giornate si terranno il 26 Aprile ed il 3 Maggio, dalle ore 9,30 alle 11,15, nell’aula magna dell’Istituto superiore Piersanti Mattarella sito in via Fleming. Si tratta del progetto APQ “Conoscersi per Riconoscersi...Una finestra sul mondo. La ricchezza della multiculturalità” del quale il Comune di Castellammare è partner, con altri Comuni del trapanese. Questi incontri sono organizzati in collaborazione con l’assessorato comunale ai Servizi Sociali, e l’assessorato alle Politiche Giovanili. Il progetto intende: “promuovere la cultura dell'accoglienza e della multiculturalità tra i giovani ed i migranti presenti sul territorio, favorendo un percorso conoscitivo e relazionale con l'altro “diverso da sé”, che spesso spaventa, incuriosisce o, in casi estremi si disprezza e si emargina”. Lo scopo è quello di sensibilizzare i giovani creando le basi per il dialogo, per l'ascolto, la tolleranza e la comprensione dell'altro, offrendogli la possibilità di raccontarsi in prima persona attraverso il supporto dei media (videocamere, fotocamere, microfoni). Giovedì 26 aprile è prevista la visione del cortometraggio “riflessione sul fenomeno migratorio ed i suoi diversi aspetti”, quindi attività video filmata di storytelling - racconti autobiografici (i giovani partecipanti si raccontano). Il 3 maggio, invece, “riflettere, scrivere ed esprimersi davanti alla videocamera sul tema della multiculturalità”. 
Emanuel Butticè

domenica, aprile 22, 2012

Alla scoperta della riforma del lavoro.


di Vitalba Labita

In quest’ultimo periodo i media continuano a parlare della riforma del lavoro, purtroppo però le notizie sono spesso vaghe. Con questo articolo ci proponiamo quindi di chiarirne i punti fondamentali. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 23 marzo 2012 le linee guida della imminente riforma del lavoro, presentando poi il DdL al Parlamento per l’inizio dell'iter legislativo. Per cogliere la portata della riforma del Governo Monti, possiamo snodarla sulle seguenti direttrici:
a) Riordino delle tipologie contrattuali;
b) Maggior flessibilità in uscita;
c) La riforma degli ammortizzatori sociali;
d) Contrasto delle dimissioni in bianco.
Per quanto riguarda il primo punto, delle novità sono state introdotte sui contratti a tempo determinato, sui quali è previsto un incremento contributivo dell’1.4 %. Viene però introdotto un “Premio di stabilizzazione”, infatti, l’azienda che paga più contributi durante il lavoro a termine, viene premiata se trasforma il contratto a tempo indeterminato, recuperando il maggior aggravio contributivo avuto durante il contratto a termine.
Per i contratti di inserimento, nella relazione presentata, sono previste della agevolazioni solo per gli ultracinquantenni.
Il Governo torna sul contratto di apprendistato, in particolare, viene previsto che tale tipologia contrattuale avrà un duplice obiettivo: “Favorire l’incremento dell’occupazione giovanile e promuovere lo sviluppo del settore e la capacità competitiva nei mercati internazionali”. Per essere considerato il principale contratto per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, le modifiche apportate sono insignificanti e non colgono i veri problemi del contratto. Non a caso questo contratto non ha dato impulso negli anni passati all’occupazione dei giovani, quindi non si comprende come l’attuale impianto senza sostanziali modifiche possa migliorare la situazione per il futuro.
Sui contratti a tempo parziale, intermittente ed accessorio gli interventi sono comuni e consistono nell’eliminare possibili abusi, infatti, il Governo intenderebbe introdurre nuovi obblighi amministrativi a carico dei datori di lavoro.
Per quanto riguarda i contratti a progetto è previsto un aumento della contribuzione, inoltre, in caso di mancanza del progetto, il contratto si trasforma in lavoro subordinato senza la possibilità, per il datore di lavoro, di provare che si trattava di un rapporto di natura autonoma. Il Parlamento è intervenuto a tal proposito ed ha stabilito che, in merito alla reale natura del contratto di lavoro, la presunzione è relativa e non assoluta, cioè il datore di lavoro ha la possibilità di dimostrare l’effettiva natura del contratto.
Uno dei passaggi di maggiore criticità della riforma è rappresentato dalla modifica dell’Art.18 dello Statuto dei lavoratori in materia di licenziamento che potrà essere oggetto nel corso dell’approvazione parlamentare di modifiche e revisioni. Nulla cambia per i licenziamenti discriminatori (razza, sesso, ecc…), a cui continuerà ad applicarsi l’art.18 Statuto dei Lavoratori a prescindere dalle dimensioni dell’azienda.
Per i licenziamenti per motivi disciplinari, per fatti risultati inesistenti ovvero riconducibili a condotte punibili con sanzioni minori, il giudice applica la tutela reale (reintegrazione nel posto di lavoro).
Per i licenziamenti per motivi economici, inizialmente, in caso d’inesistenza del giustificato motivo, era previsto che scattasse solo un’indennità risarcitoria onnicomprensiva da 15 a 27 mensilità. In seguito all’analisi del Parlamento, sul testo della riforma pubblicato dal Governo, è stata introdotta una novità; è stata reintrodotta la possibilità della reintegra nel caso di licenziamento per motivi economici ritenuti insussistenti dal giudice. Rimane la possibilità per il dipendente di chiedere alternativamente alla reintegra un indennizzo pari a 15 mensilità. Personalmente, ritengo che fosse doveroso introdurre la possibilità di reintegro. Infatti, se prendiamo come esempio un lavoratore che è obbligato a lavorare almeno altri 4 anni per ottenere la pensione (dopo l’ultima riforma), qualora fosse stato licenziato per motivi economici, nascondendo invece il vero motivo del licenziamento (anziano e quindi poco produttivo rispetto ad un giovane), si sarebbe ritrovato senza pensione e senza impiego, poiché a 60 anni nessuno lo avrebbe più assunto.
La Riforma del Lavoro introduce una nuova forma di tutela integrativa del reddito, estesa anche agli apprendisti, definita Assicurazione sociale per l’impiego (ASPI), che andrà a sostituire: l’Indennità di mobilità; l’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria; l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti; l’indennità di disoccupazione speciale edile. L’importo è determinato secondo un sistema di scaglioni applicati alla retribuzione di riferimento e potrebbe raggiungere i 1.119 euro (tetto massimo). Non sembra che la riforma si basi su un vero e proprio sistema innovativo di ammortizzatori sociali. Se da un lato vi è un risparmio notevole per le casse dello Stato che verranno in parte sgravate degli oneri della cassa integrazione, dall'altro vi sarà un incremento del costo del lavoro per le aziende a cui il progetto di riforma degli ammortizzatori sembra devolvere interamente il peso economico dei nuovi strumenti.
Infine, sulla questione delle dimissioni in bianco, la volontà risolutoria deve essere espressa attraverso modalità volte ad accertare l’autentica genuinità della manifestazione di volontà.

sabato, aprile 21, 2012

Sonia Alfano è il nuovo presidente della Commissione Antimafia Europea


L’europarlamentare Sonia Alfano - figlia del giornalista ucciso da Cosa Nostra - è stata eletta a Strasburgo Presidente della Commissione Antimafia Europea (CRIM). Guiderà così l'organismo appena istituito e al Corriere dichiara: «Li staneremo, anche fra i "colletti bianchi».


La nomina è avvenuta durante la seduta costitutiva del nuovo organismo contro il crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro, istituito il 14 marzo scorso. Si tratta della prima Commissione Antimafia dell’Unione Europea, che quindi segna in maniera importante il corso della storia delle istituzioni europee e della lotta globale alle mafie. La Commissione, composta da 45 membri del Parlamento e il cui mandato avrà la durata di un anno, rinnovabile per una volta, si occuperà di rafforzare la cooperazione tra tutti gli organi che, a livello nazionale, europeo e internazionale, sono impegnati nella lotta al crimine organizzato. Ne parliamo proprio con la protagonista di questa buona notizia, Sonia Alfano.

Salve onorevole, con questa nomina e l’ufficializzazione di un organismo che combatte le mafie a livello europeo si lancia un segnale forte! L’Unione Europea fa finalmente sul serio in tema di lotta alla criminalità organizzata?

Sì, devo dire con molto piacere abbiamo accolto un segnale fortissimo che il Parlamento Europeo ha dato sin dall’ottobre scorso, quando è stata approvata a maggioranza larghissima la mia risoluzione che prevedeva appunto l’istituzione di questa commissione parlamentare sulla criminalità organizzata. E non solo: il mandato di questa commissione include anche corruzione e riciclaggio di denaro, tre aspetti legati tra loro che hanno di fatto massacrato l’economia legale dei 27 Paesi dell’Unione Europea e dei cittadini a cui con questa istituzione possiamo e vogliamo assicurare molta più sicurezza e soprattutto molta più libertà!

La corruzione è quindi un aspetto allarmante della criminalità?

Proprio così, mi dispiace sottolineare il fatto che da una ricerca fatta dalla Commissione Europea emerge che la corruzione come sistema criminale incide ogni anno sul sistema economico europeo per circa 120 miliardi di euro, di questi soltanto 60 riguardano l’Italia. Io a pochi minuti dalla mia elezione ho detto che la corruzione è quel brodo melmoso nel quale si muovono i sistemi criminali che aggrappandosi all’interno delle istituzioni e dell’economia legale fanno in modo di trasformarle in mafie!

Una comune lotta migliorerà la condizione di vivibilità nei paesi dove le mafie sono fortemente radicate?

E’ quello il tentativo, non pensiamo però che le mafie siano solo un problema italiano. Noi abbiamo fatto un monitoraggio molto ampio attraverso il quale siamo riusciti a tracciare un quadro della situazione che non è per nulla confortante: abbiamo diverse tipologie di mafie oltre a quelle italiane a cui dobbiamo aggiungere la mafia nigeriana, quella russa, cinese, giapponese e quella dell’area balcanica. Hanno avuto tutte indistintamente una forte capacità di radicamento anche in quei territori che potrebbero sembrare fuori da determinate idee, come ad esempio la Svezia o l’Olanda. Vedete, fare la considerazione che le mafie siano solo un problema del sud Italia ha condotto questi sistemi criminali a lavorare nell’indifferenza delle istituzioni che purtroppo hanno sottovalutato la loro forza, la loro capacità e soprattutto il loro sistema ben collaudato, permettendogli così di introdursi all’interno delle istituzioni e anche all’interno delle forze di polizia. Un allarme fortissimo in tal senso c’è stato rivolto dai Paesi dell’est, nei quali si registra un alto livello di corruzione proprio all’interno delle forze di polizia! Il nostro obbiettivo sarà quello di metterci a lavorare immediatamente.

Dall’Espresso si legge un’immagine chiara di quella che sarà la vostra attività di controllo: “Un carico di cocaina arrivato a Rotterdam su una nave cargo, l’indagine su un clan di narcotrafficanti che va in fumo perché la legge olandese non consente di ritardare l’arresto di uno spacciatore per risalire ai capi delle organizzazioni. L’estorsione al titolare di un ristorante in Germania, compiuta da due calabresi affiliati alla ‘ndrangheta, che viene denunciata ma che non risolve il problema: finiti in cella i due esattori, due mesi dopo si presentano i sostituti che tornano a chiedere allo stupefatto tedesco il pagamento del “pizzo”, mentre i capobastone restano sconosciuti agli inquirenti. E poi i tempi delle perquisizioni nelle case di esponenti dei clan che non possono scattare tutte nello stesso momento, a Palermo come a Lanzarote, perché la legge spagnola non prevede che questo tipo di attività investigativa si svolga di notte. O il traffico di armi in partenza dal Kosovo, dove per pochi spiccioli i clan criminali possono acquistare bazooka o esplosivo”. L’agenda della Commissione è già attiva nonostante la giovanissima età?

Il lavoro è lungo, già nei mesi precedenti ho cominciato un proficuo scambio di collaborazioni con organismi europei e internazionali come la Commissione Europea, Europol, Interpol, Eurojust, la Corte dei Conti europea, l’UNODC e tutte quelle realtà che si occupano di contrastare il crimine organizzato. Questo perché abbiamo avuto in questi anni la sensazione e la conferma che non possiamo pensare di affrontare la lotta alle mafie senza l’apporto e la collaborazione di tutti gli organismi che poi sono chiamati a questo tipo di attività. Noi abbiamo il compito, come Commissione Europea, di fare da guida politica in questo contesto, ma le autorità giudiziarie ed investigative dovranno dirci di quali strumenti hanno bisogno.

Si tratta di regolamentare l’antimafia?

L’obbiettivo è quello di consegnare un testo unico antimafia: un piano di contrasto al crimine organizzato. Perché fino a quando ogni Paese continuerà ad affrontare questo problema con le leggi ordinarie e con il proprio sistema giudiziario, aimè, non andremo da nessuna parte, anzi! Non faremo altro che agevolare il continuo radicamento e rafforzamento dei sistemi criminali. Noi abbiamo bisogno ad esempio che il reato di associazione mafiosa venga riconosciuto in tutti i 27 Stati membri! Analogamente è necessario che il reato di autoriciglaggio sia riconosciuto in tutti i Paesi europei, mi dispiace dire che l’Italia è uno di quei pochissimi (se non l’unico) Paese all’interno dell’Unione Europea che non ha introdotto tale reato. 

 
Suo padre - Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia - sarebbe orgoglioso di un tale e notevole passo avanti in tema di contrasto al crimine organizzato. E come ennesimo atto forte e simbolico alla vicepresidenza si è insediato Rosario Crocetta, anch’egli membro attivo in Europa e simbolo della lotta alla mafia sin da quando era sindaco di Gela. Sarà una commissione che conosce bene il fenomeno perché lo ha vissuto sulla sua pelle, quindi?

Assolutamente sì. Ci sono quattro vice-presidenti per quarantacinque deputati all’interno di questa commissione. Qualcuno ha storto il naso dicendo ‘come mai tutti Italiani?…’, non perché sia un problema italiano, come dicevo pocanzi, ma perché purtroppo per ovvi motivi noi siamo quelli che  non solo hanno vissuto il fenomeno sulla propria pelle ma hanno un tantino di esperienza in più rispetto a quei Paesi dove il radicamento delle mafie viene affrontato con le leggi ordinarie.

Vogliamo avvicinare l’ambiente europeo ai cittadini che magari in questo momento di crisi lo vedono piuttosto distante? Come procedono i lavori all’interno del Parlamento Europeo?

Mi rendo conto che spesso il sistema dell’informazione non parla assolutamente di quello che è questa macchina elefantiaca chiamata Unione Europea. Anzi spesso le notizie che vengono date sono fuorvianti, sia ben chiaro che l’Europa non ha mai chiesto a nessun Paese di ridurre un popolo a lacrime e sangue. La crisi economica attraversa e coinvolge tutti i 27 Paesi dell’Unione, ci sono quei Paesi che hanno una leadership debole e che poi subiscono di fatto una serie di azioni e altri come il nostro che hanno una leadership un tantino di parte. Sono stata una delle prime che ha alzato il livello di attenzione rispetto a questo governo tecnico, formato quasi esclusivamente da banchieri, da tecnici che hanno dei conflitti di interessi all’interno dei sistemi bancari e non solo. Il fatto che il presidente Monti sia stato un Commissario Europeo o il fatto che altri siano stato amministratori delegati di banche non significa che ci faranno uscire dalla crisi, anzi.

Non guarda di buon occhio il governo tecnico?

Io contesto il fatto che siano stati effettuati dei tagli alla spesa pubblica, perché se si operano tagli alla sanità, alla scuola, alla cultura, ai servizi fondamentali ed essenziali per la vita dei cittadini come pensiamo poi di voler uscire da una crisi? Mentre tutti gli altri Paesi investono nella scuola e nella cultura proprio per poter formare le generazioni future noi andiamo controtendenza. Come si può pensare poi di uscire da una crisi se continuiamo a dare la libertà totale e indisturbata alle grandi aziende di licenziare i propri dipendenti? Come pensiamo di uscire dalla crisi se continuiamo ad alzare tasse e diminuiamo il potere d’acquisto dei cittadini? Questo non accade in tutti Europa: io vivo quattro-cinque giorni alla settimana tra il Belgio e la Francia e in quei Paesi non si registra la situazione che stiamo vivendo noi. Intanto mi permetto di dire che in Italia c’è un costo altissimo della politica, ma non è solo un problema di stipendi ai deputati. Qualcuno dimentica che nel nostro Paese ad esempio i cittadini pagano ogni anno qualche milioncino di euro per riparare gli arazzi del Quirinale. Io credo che sguazziamo negli scandali: siamo la nazione col più alto numero di scorte e tutele utilizzate da politici, giornalisti, falsi giornalisti e non solo, non perché c’è un pericolo costante, vengono assegnate come status symbol. Se cominciamo a ridurre tutte queste situazioni forse potremmo essere più credibili.

Un’analisi lucida e condivisibile che prosegue tra l’altro sul suo sito www.soniaalfano.it. Utilizza anche i social network per fare rete con elettori, curiosi e cittadini?


A presto e giungano i complimenti e il sostegno dalla nostra redazione per la nuova, importante attività!
Grazie e buon lavoro, arrivederci!
Fabio Barbera

venerdì, aprile 20, 2012

Il comune di Castellammare del Golfo esce dall’ANCI Sicilia


Le recenti questioni sulla fusione dell’Istituto Piersanti Mattarella di Castellammare del Golfo con l’Istituto Danilo Dolci di Alcamo, ha portato il sindaco di Castellammare Marzio Bresciani, che più volte ha manifestato la sua contrarietà alla fusione, ha prendere una decisione: Non fare più parte dell’ANCI. “Il presidente non ci rappresenta”, è questa la motivazione che ha portato il Comune di Castellammare ad uscire dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Infatti il presidente dell’ANCI Sicilia è proprio il sindaco di Alcamo, Giacomo Scala. 
Le scintille scoppiate negli ultimi giorni sulla fusione dei due istituti, ha portato il sindaco Marzio Bresciani ha presentare questa mattina una nota all’ANCI Sicilia dove comunica che: il Comune di Castellammare del Golfo manifesta la volontà di recedere dall’adesione all’ANCI, non procedendo pertanto ai relativi versamenti, in quanto non si sente affatto rappresentato dall’attuale Presidente, viste le posizioni che lo stesso ha assunto su importanti questioni che interessano il Comune che rappresento”.
Emanuel Butticè