giovedì, aprile 19, 2012

“Differenziamoci nel tempo e nello spazio” seminario sulla raccolta dei rifiuti


Si terrà domani, venerdì 20 aprile, alle ore 9, nell’aula consiliare di corso Bernardo Mattarella, il seminario “Differenziamoci nel tempo e nello spazio”. Il Seminario, aperto a tutta la cittadinanza, è organizzato dall’assessorato Gestione del Territorio ed Ambiente, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche Giovanili ed alla Pubblica Istruzione.
L’assessore all’Ambiente Maria Stella Mangiarotti, spiega cheSi tratta della prima giornata di formazione ed educazione per il rispetto dell’ambiente e del territorio. Seguiranno infatti, altri incontri con i cittadini e le scuole. Saranno inoltre attivate delle postazioni in varie zone del paese, per informare  sulle modalità di raccolta dei rifiuti”. Oltre al sindaco Marzio Bresciano, interverranno: Patrizia La Barbera, responsabile Ato, Antonino Palmeri, responsabile comunale dell’ufficio Ambiente, Giorgio Collura, comandante della Polizia municipale, Rosa Arena e Rosa Milazzo, agenti di polizia municipale del settore Ambiente, Francesco Gruppuso, assessore comunale di Calatafimi- Segesta che parlerà dei “dieci passi verso rifiuti zero”, e un rappresentante della ditta Agesp. 
Emanuel Butticè

Processo D’Alì, l’Udc chiede al comune di Castellammare di costituirsi parte civile


In una lettera indirizzata al sindaco Marzio Bresciani, dal Dott. Giuseppe Ancona (coordinatore dell’Udc di Castellammare), si sollecita il comune a schierarsi parte civile nel processo istaurato dalla Procura antimafia di Palermo nei confronti del Senatore Antonino D’Alì. Il Senatore D’Alì è imputato per aver favorito, con il proprio ruolo politico, Cosa Nostra.
Dagli atti emerge chiaramente il coinvolgimento del Senatore D’Alì, anche nella vicenda che riguarda l’attribuzione di forniture relative ai lavori di appalto per la messa in sicurezza del porto di Castellammare del Golfo.
Nella lettera si ricorda che, facendo riferimento ad una delibera di giunta n°49 del 21/03/2009, il comune di Castellammare del Golfo, e quindi il sindaco, si è impegnato a costituirsi parte civile in tutti i processi di mafia che avessero interessano città.
La costituzione di parte civile al processo D’Alì del comune di Castellammare, è quindi un atto doveroso nei confronti della cittadinanza.
In questo processo, si sono già costituite parte civile delle associazioni come “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”,  le associazioni Antiracket di Alcamo, Marsala e Mazara e il centro studi di Palermo Pio La Torre.

C’è ancora tempo per la costituzione di parte civile e si spera che il comune intervenga subito; non possiamo stare a guardare, la politica non c’entra, le amicizie e le alleanza politiche non c’entrano, siamo parlando di un atto che la cittadinanza chiede e che si aspetta dall’attuale amministrazione. Castellammare del Golfo per troppo tempo è stata calpestata da questa gente e macchiata da questi sporchi giochi di potere. Quindi, come sempre, siamo fiduciosi.
Emanuel Butticè

mercoledì, aprile 18, 2012

Istituto Piersanti Mattarella: L’amministrazione comunale di Castellammare incontra l’assessore regionale Centorrino


L'assessore regionale Mario Centorrino
Nella giornata di ieri, il sindaco Marzio Bresciani, nella sede dell’assessorato regionale dell’Istruzione, ha incontrato l’assessore regionale Mario Centorrino, con il vicesindaco Carlo Navarra e l’assessore alla Pubblica Istruzione, Angelo Palmeri. Presenti all’incontro anche il dirigente dell’istituto superiore Piersanti Mattarella, Giuseppe Lo Porto, il consigliere provinciale Pietro Russo, l’onorevole regionale Livio Marrocco, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Cruciata, il consigliere comunale Antonio Mercadante. Motivo dell’incontro, il recente decreto regionale n. 1103 che prevede la fusione dell’Istituto Piersanti Mattarella di Castellammare, unica scuola superiore del paese (che comprende 4 indirizzi di studio), con l’istituto superiore Danilo Dolci di Alcamo, che diventerebbe la sede principale. Come già detto questo decreto modifica un precedente decreto, il n. 806, che invece prevedeva l’aggregazione dei due istituti.
“Abbiamo chiesto con forza il ripristino del corretto contenuto del primo decreto poiché riteniamo che l’istituto superiore Piersanti Mattarella non debba e non possa subire l’umiliazione della fusione con altri istituti scolastici”. Lo afferma il sindaco Marzio Bresciani proprio nella sede dell’assessorato regionale.
L’assessore alla Pubblica Istruzione di Castellammare, Angelo Palmeri, commenta l’incontro con l’assessore Centorrino: “L’assessore regionale si è dimostrato sensibile e si è impegnato ad effettuare una modifica parziale del decreto, eliminando ogni possibilità di individuare eventuali sedi presso il Comune di Alcamo e riservandosi opportune verifiche. Seguiremo da vicino e con attenzione l’iter procedurale che dovrà, in tempi brevi e certi, salvaguardare l’istituto Piersanti Mattarella e garantire l’autonomia all’unico istituto superiore della nostra Città, che presenta tutte le carte in regola per ottenere l’aggregazione. Intanto, come richiestoci dall’assessore Centorrino, stiamo provvedendo a presentare una nota circostanziata (che parallelamente produrrà anche la Provincia di Trapani) al fine di precisare tutte le nostre fondate motivazioni per il ripristino del decreto che prevedeva l’aggregazione e non la fusione”. 
Emanuel Butticè

Finanziamento europeo per la riqualificazione della villa comunale di Castellammare


Un finanziamento di un milione e duecentocinquantanovemila euro per la villa comunale Regina Margherita. Il finanziamento è stato ottenuto nei giorni scorsi, a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana. Infatti in sindaco di Castellammare Marzio Bresciani, ha firmato l’accordo di programma che rientra nei Pist, Piani integrati di sviluppo territoriale. L’amministrazione comunale, tramite lo sportello Europa, aveva partecipato al bando nel 2009, presentato il progetto riguardante il recupero della villa comunale e degli spazi adiacenti. Il progetto è dunque già cantierabile e dovrà essere realizzato entro il 2015. Il vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici, Carlo Navarra, si ritiene soddisfatto: “Siamo davvero soddisfatti per aver ottenuto il finanziamento, ci consentirà di muovere l’economia locale e senza alcuna spesa a carico delle casse comunali, potremo riqualificare la nostra villa, importante luogo di aggregazione, rendendola più accogliente per le famiglie, i giovani ed i tanti turisti che la visitano. I fondi a noi destinati, rappresentano un investimento europeo notevole che, grazie al progetto da noi presentato, migliora anche il nostro decoro urbano”. Inoltre questo progetto, intende recuperare e ammodernare la villa comunale puntando alla valorizzazione degli spazi pubblici come elemento in grado di determinare lo sviluppo economico e produttivo nonché attivare un processo di tutela e valorizzazione del sistema ambientale.
Emanuel Butticè

Istituto Piersanti Mattarella: Ecco la lettera del sindaco Giacomo Scala

Ricevo e giro una nota del sindaco Marzio Bresciani sul tentativo di sottrarci l'unico Istituto superiore di Castellammare. Qui di seguito sono pubblicate anche delle lettere, la prima è del Sindaco di Alcamo Giacomo Scala, e la seconda di risposta, del preside dell'Istituto Piersanti Mattarella Giuseppe Lo Porto.

Da qualche giorno abbiamo appreso con profonda preoccupazione che l’istituto superiore Piersanti Mattarella, unico istituto di istruzione secondaria del paese, secondo il decreto regionale 1103, a firma dell’assessore Mario Centorrino, è oggetto di fusione con l’istituto superiore Danilo Dolci di Alcamo, che diventerebbe la sede principale. Il decreto corregge il precedente n. 806, dove veniva prevista l’aggregazione e non la fusione. Ma la fusione è prevista solo in presenza di istituti con meno di 500 alunni, mentre il nostro ne conta di più, al contrario del Danilo Dolci di Alcamo. E’ un istituto formato da quattro scuole (Liceo classico, Iter, Istituto professionale per le Attività Marinare e Istituto Tecnico di Calatafimi-Segesta), allocato in locali di nuova costruzione. Il decreto rischia di far scomparire il nostro unico istituto superiore che, invece, ha tutte le carte in regola per mantenere identità ed autonomia. Penso ai genitori, agli alunni ed anche all’economia locale, come sottolinea il preside Giuseppe Lo Porto nella lettera che vi riporto di seguito.  Ma su quali parametri e valutazioni è stata decisa la modifica del decreto, da aggregazione a fusione? Mi amareggia  e mi lascia molto perplesso il fatto che sembra proprio derivare da una lettera inviata all’assessore regionale dal sindaco di Alcamo  Giacomo Scala. A nome dell’Anci, Giacomo Scala,  pur conoscendo lo sviluppo economico e sociale di Castellammare degli ultimi anni, ne parla come di un centro inesistente e autoproclama Alcamo “capitale del Golfo di Castellammare”. Vi invito a leggere la lettera, che pubblico qui di seguito, per trarne le vostre conclusioni. Non ci fermeremo perché non accettiamo queste logiche campanilistiche ed esclusivamente politico-strumentali, che mirano solo a mortificare noi castellammaresi senza tenere conto della nostra storia economica, sociale e scolastica. Non vado oltre e vi prego di farmi presente i vostri commenti in proposito. Già nelle prossime ore vi darò altri dettagli.
Marzio Bresciani.





 



























 







(fonte:http://blogsindacobresciani.blogspot.it/)



Leggendo la lettera del sindaco Giacomo Scala, mi è tutto più chiaro. Il sindaco di Alcamo, con la sua lettera, scredita Castellammare, lasciando intendere che Alcamo ha il predominio su tutto il golfo di Castellammare. Mi sembra di sentire i soliti discorsi tra castellammaresi ed alcamesi. Il solito gioco su quale sia il paese migliore. Questa volta forse si è andati un pò oltre, superando di gran lunga il limite sopportabile. Cercando di togliere al nostro paese l'unico istituto superiore, si sta togliendo anche un'identità. Il "Piersanti Mattarella" è un'istituzione in grado di favorire la crescita culturale locale e non solo
Sicuramente non finisce qui...e noi non mancheremo di aggiornarvi.
Emanuel Butticè

sabato, aprile 14, 2012

A rischio di estinzione l’istituto Piersanti Mattarella di Castellammare

Istituto Piersanti Mattarella

Il decreto regionale 1103 a firma dell’assessore Mario Centorrino, rischia di far scomparire l’unico istituto di istruzione secondaria superiore di Castellammare del Golfo. QQQfffffasgjhgjhguesto decreto, infatti prevede la fusione dell’istituto Piersanti Mattarella di Castellammare con l’istituto Danilo Dolci di Alcamo. Questo nuovo atto modifica un precedente decreto (n. 806 del 06/03/2012),  con il quale si prevedeva invece l’aggregazione dell’istituto superiore Danilo Dolci all’istituto superiore Piersanti Mattarella.

L’assessore alla Pubblica Istruzione di Castellammare, Angelo Palmeri  commenta: “Agiremo con forza e determinazione, in tutte le sedi, per difendere la nostra istituzione scolastica ed impediremo a chiunque e con qualunque mezzo di utilizzare le nostre istituzioni scolastiche come mezzo di bieca propaganda elettorale. L’istituto Piersanti Mattarella ha le carte in regola per mantenere la propria identità ed autonomia, pertanto chiediamo all’assessore regionale di rivedere e modificare il decreto, al fine di evitare un irreparabile danno all’istituto superiore Piersanti Mattarella ed a tutta la città di Castellammare del Golfo. – continua l’assessore Palmeri –  da un’attenta lettura del decreto 1103, tale modifica sembra indotta da una lettera del sindaco di Alcamo in barba ai criteri stabiliti dal tavolo tecnico regionale relativi all’aggregazione o alla fusione, ed agli stessi decreti regionali che sottolineano come le istituzioni scolastiche del secondo ciclo non ricadono sotto la competenza specifica delle amministrazioni comunali.”

Anche il preside dell’istituto Piersanti Mattarella, Giuseppe Lo Porto, protesta e afferma con forza la sua contrarietà a questa fusione. Infatti il problema sta proprio nella modifica di quest’ultima parola. Nel primo decreto si parlava di aggregazione, trasformata poi in fusione nel secondo decreto. Questo comporterà il decentramento delle segreterie e della sede centrale nell’edificio di Alcamo.

Alcuni consiglieri comunali di Castellammare del Golfo hanno presentato una mozione con cui chiedono al consiglio comunale di impegnare il sindaco e la giunta ad impugnare il decreto “al fine di salvaguardare l’autonomia scolastica dell’istituto superiore Piersanti Mattarella ed a sollecitare l’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale e la Provincia regionale di Trapani al fine di ripristinare la precedente delibera”. Ed inoltre hanno convocazione di un consiglio comunale aperto, proprio nella sede della scuola castellammarese, per discutere del problema.
Emanuel Butticè

venerdì, aprile 13, 2012

Scossa di terremoto avvertita anche ad Alcamo e Castellammare


Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.3 della scala Richter è stata avvertita questa mattina a Palermo e in altre città vicine. La scossa, avvenuta intorno alle 8 e 21 di questa mattina con epicentro a 30 chilometri dalla costa, tra Ustica e Palermo, a una profondità di circa 15 chilometri, è stata avvertita anche ad Alcamo e Castellammare del Golfo. Infatti proprio a Castellammare tutte le scuole sono state evacuate e molti cittadini presi dal panico si sono riversati in strada. Alcune persone raccontano di essersi svegliate proprio grazie alla scossa di terremoto che ha bruscamente fatto tremare il letto e i mobili.
Diciamo che il terremoto non è proprio la sveglia ideale per cominciare la giornata, ma ultimamente, soprattutto nel palermitano, ci stanno facendo l’abitudine.
Secondo i primi accertamenti della Protezione Civile non ci sarebbero danni a cose o persone.
Emanuel Butticè

mercoledì, aprile 11, 2012

Ecco i legami storici delle famiglie mafiose ricollegate alla figura di Vito Badalamenti.

Tano Badalamenti
Come abbiamo detto in precedenza, Vito Badalamenti adesso può tornare in Italia da uomo libero, visto che da qualche giorno non è più latitante e perseguibile penalmente. Ma io adesso vorrei fare un piccolo salto in dietro per cercare di fare un po’ di chiarezza sulle parentele e sui legami con le altre famiglie mafiose della zona che sono ancora oggi oggetto di discussione. In particolare mi soffermo sulle parentela con le famiglie di Alcamo e Castellammare del Golfo (proprio in quest’ultimo paese si sarebbe trasferita la madre di Vito, nonché moglie di don Tano Badalamenti). 

Tutto parte da Vincenzo Rimi, storico boss del mandamento di Alcamo, ritenuto uno dei primi ad avere dei rapporti diretti con la politica che conta. Infatti, don Vincenzo era rispettato ad Alcamo, tanto da potergli permettere di aggirarsi per il paese senza scorta e disarmato. I suoi legami con la politica, derivano dal fatto che anche lui stesso fu membro del direttivo locale della Democrazia Cristiana di Castellammare del Golfo.  Vincenzo Rimi, fu anche uno tra i primi boss a capire che doveva spingere gli affari verso il cemento e l’imprenditoria. I figli, Filippo e Natale capirono subito che era il momento di mettersi al passo con i tempi, sfruttando il terremoto che devastò la valle del Belice. La ricostruzione della valle del Belice, è stato uno dei motivi che portarono la mafia alcamese ad adeguarsi ai nuovi affari. Siamo agli inizi degli anni sessanta, e il litorale di Alcamo Marina non era ancora devastato dal cemento e dalle costruzioni selvagge che oggi sono alla portata di tutti. È questo il momento della costruzione del Motel Beach, che grazie agli agganci della famiglia Rimi non ebbe problemi; costruito proprio nel terreno di proprietà dei fratelli Rimi. Visto il successo dell’affare “Motel Beach”, continuarono asorgere edifici, nel Viale Europa, nel Viale Italia ed in altri posti della città.
Vincenzo Rimi
Natale Rimi, è noto all’opinione pubblica per aver partecipato al Golpe Borghese, ma mai ufficialmente dichiarato mafioso. Soltanto le dichiarazioni del pentito Antonino Calderone che accuserà il figlio del patriarca alcamese di essere un mafioso, permise di chiarire il quadro della famiglia mafiosa di Alcamo. Nel frattempo, i corleonesi mettono in atto la loro strategia e iniziano a colpire e eliminare la famiglia alcamese con una serie di attentati. Infine Natale verrà arrestato in Spagna nel 1990.

Andiamo al fratello Filippo. Come sappiamo, le famiglie mafiose si alleano con altre famiglie permettendo di rafforzare i legami. Anche la famiglia Rimi, si è alleata con altre famiglie, con dei matrimoni ad hoc. Filippo Rimi, si sposa con Giovanna Vitale, sorella della moglie di don Tano, e la sorella, Antonina Rimi, sposa Antonino Buccellato,boss di Castellammare del Golfo. Per riassumere brevemente, ho creato ed inserito un piccolo "albero genealogico" (in fondo).  Anni prima si era scoperto che un'industria conserviera di Castellammare del Golfo, inviava eroina in America nascondendola nelle confezioni di pomodoro pelato, l’industria era di proprietà proprio di Antonino Buccellato ucciso poi nel settembre 1982. Ed ecco “chiariti”, o meglio riassunti alcuni legami, a mio avviso interessanti, per capire i movimenti all’interno delle famiglie. Dico alcuni perché in realtà ci sarebbe anche il figlio di Filippo Rimi e Giovanna Vitale, Leonardo Rimi che sposò Giusy Di Trapani, figlia di Ciccio Di Trapani di Cinisi. Ma lasciamo stare.

Tutto questo è servito per ricollegare i legami delle famiglie mafiose locali con Vito Badalamenti. Come mostrato qui di seguito, le famiglie hanno delle ottime relazioni, se la madre di Vito, imparentata con la famiglia castellammarese,  abita ancora in paese vuol dire che i legami con il tempo non si sono indeboliti. Ovviamente, qui si sta cercando di mettere alcuni tasselli storici al loro posto. Non si sta cercando di fare nessun tipo di accuse o altro. Il tempo trascorso è davvero tanto, però una cosa è certa, adesso che il figlio di don Tano è tornato “libero”, potrebbe tornare tranquillamente in Italia. Ma gli sarà consesso di andare a trovare la madre a Castellammare? Vedremo, perché a quanto pare l'unica misura ancora attiva è la sorveglianza speciale, che lo costringerebbe a non allontanarsi da Cinisi, senza il permesso del giudice e a rientrare a casa prima delle 20 e a uscire dopo le 7. Si dovranno soltanto attendere ulteriori notizie, che sicuramente non tarderanno ad arrivare. 

SCHEMA DEI LEGAMI STORICI DELL’ASSE CINISI-ALCAMO-CASTELLAMMARE  (Anni‘50/’60): 
















Emanuel Butticè

venerdì, aprile 06, 2012

Tradizioni siciliane (e non)

Ho letto poco fa questo articoletto  sul Fatto Quotidiano e ve lo giro. Credo che descriva perfettamente la malapolitica siciliana e i motivi che ne stanno alla base. Sarei curioso di sapere se la pensate così anche voi...

La Sicilia per tradizione è governata da mafiosi o da interlocutori di mafiosi, regolarmente eletti dal popolo siciliano. Il presidente attuale non poteva sottrarsi a tale tradizione.

Come sarà il prossimo presidente? Probabilmente analogo, perché:

- i mafiosi e i loro amici sono uniti e perfettamente organizzati, hanno un Sistema;

- gli antimafiosi sono divisi e squacquarati. Una volta avevano un partito che bene o male li teneva insieme, ora che il partito se lo dovrebbero fare loro non ci riescono perché sono tutti primedonne. Ogni quattro anni si accapigliano per decidere chi è più primadonna delle altre, col popolo a gridare felice (per una breve giornata) “viva” o “abbasso”.

Il problema della Sicilia è la mafia, non ce ne sono altri. Lavoro, felicità, economia dipendono tutti da qui. Ma si preferisce far finta di essere a Stoccolma, chiacchierare di cose alte e “politiche” come se fossimo tutti gente civile.

In queste condizioni le primarie a Palermo – per esempio – sono una cosa futile (e facilmente infiltrabile, del resto). Una volta i candidati si discutevano nelle sezioni, di là nelle federazioni provinciali, poi nei congressi di partito che si tenevano regolarmente con precisi diritti e doveri. I partecipanti erano dei militanti attivi e non dei signori che passano una volta ogni quattro anni. Questo ai tempi della repubblica, un secolo fa.

A Palermo, la destra non è mai stata divisa e perdente come adesso. Se dovesse vincere, la colpa non sarebbe dei mascalzoni ma di Crocetta, Alfano, Lumia, Borsellino, Ferrandelli, Orlando, Fava e degli altri (egocentrici) amici nostri.

E la Lega, la povera Lega? E’ una storia fascista, dall’inizio alla fine. L’adunata dei “puri e duri” a San Sepolcro, i camerati della prima ora, il Duce ha sempre ragione, ah se il Duce sapesse, la (malfidata) donna del Duce, i parenti della medesima (ieri il clan dei Petacci, ora il povero Trota)… Senza piazzale Loreto, per fortuna, e senza – ahimè – partigiani e Liberazione (Scalfari non è Parri, nè il governo un Cln…).



di Riccardo Orioles
FONTE: www.ilfattoquotidiano.it

giovedì, aprile 05, 2012

Castellammare del Golfo, assegnato bene confiscato alla mafia

L’amministrazione comunale di Castellammare ha assegnato all’Associazione Castello Libero Onlus un bene confiscato alla mafia in contrada Crociferi. Il bene, sequestrato a Salvatore Palazzolo, sarà gestito per trent’anni dall’associazione Castello Libero in partenariato con l’Agesci, e le associazioni “Libera” e Antiracket di Castellammare. Per l’assegnazione del bene confiscato alla mafia l’amministrazione ha pubblicato a febbraio un bando di selezione pubblica. «La legalità si attua lavorando giornalmente nell’interesse della collettività. Il cammino di legalità intrapreso sin dal suo insediamento da questa amministrazione comunale -ha detto il vicesindaco Carlo Navarra all’atto dell’assegnazione- si concretizza oggi con la restituzione, alla cittadinanza, di un bene sottratto alla criminalità. E’ una grande soddisfazione essere riusciti ad assegnare un bene confiscato a queste associazioni che hanno presentato un progetto che mira a realizzare il bene comune con iniziative sociali e di legalità. Oggi dimostriamo che la legalità, se davvero si vuole, passa da un semplice percorso di impegno e lavoro». I terreni con fabbricati sequestrati a Salvatore Palazzolo sono stati consegnati all’amministrazione, con decreto prefettizio, nel 2010 ed acquisiti con una delibera della giunta guidata dal sindaco Marzio Bresciani per essere destinati a finalità sociali. Il bene è formato da un lotto di terreno agricolo di 2356 metri quadri con un piccolo fabbricato rurale, da ristrutturare. Alla selezione indetta dall’amministrazione ha partecipato solo l’associazione Castello Libero. La commissione di gara formata dal presidente Rosa Maria Miceli, Simone Cusumano, Simone Magaddino e dal segretario verbalizzante Baldassare Minaudo, ne ha valutato il progetto di gestione ed ha proceduto all’iter di assegnazione. Dopo i previsti tempi tecnici, l’amministrazione Bresciani provvederà alla consegna ufficiale.

Articolo tratto da: http://www.teleoccidente.it 

Castellammare, assegnato bene confiscato alla mafia

Un bene confiscato alla mafia in contrada Crociferi (o Bocca della Carrubba) è stato assegnato dall’amministrazione comunale di Castellammare del Golfo all’Associazione Castello Libero Onlus.
Il bene assegnato all’associazione, costituito da un lotto di terreno agricolo di 2.356 metri quadri con un piccolo fabbricato rurale, da ristrutturare, è stato sequestrato a Salvatore Palazzolo,  e sarà gestito per trent’anni dall’associazione Castello Libero in partenariato con l’Agesci, l’associazione “Libera” e l’associazione Antiracket di Castellammare.
Il bene è stato consegnato all’amministrazione, con decreto prefettizio, nel 2010 ed acquisito con una delibera della giunta guidata dal sindaco Marzio Bresciani, per essere destinato a finalità sociali.
«La legalità si attua lavorando giornalmente nell’interesse della collettività. Il cammino di legalità intrapreso sin dal suo insediamento da questa amministrazione comunale – ha detto il vicesindaco Carlo Navarra, all’atto dell’assegnazione- si concretizza oggi con la restituzione, alla cittadinanza, di un bene sottratto alla criminalità. E’ una grande soddisfazione essere riusciti ad assegnare un bene confiscato e ad un’associazione come Castello Libero – continua Navarra – che, con Libera, l’Agesci e l’associazione Antiracket, ha presentato proprio un progetto che mira a realizzare il bene comune con iniziative sociali e di legalità. Oggi il nostro percorso – conclude il vice –sindaco – dimostra che la legalità, se davvero si vuole, passa da un semplice percorso di impegno e lavoro».
Per l’assegnazione del bene confiscato alla mafia l’amministrazione ha pubblicato a febbraio un bando di selezione pubblica, ma alla selezione, aperta a varie tipologie di enti ed associazioni, ha partecipato solo l’associazione Castello Libero.
La commissione di gara ha valutato anche il progetto di gestione presentato dall’associazione ed ha assegnato il bene. Dopo i previsti tempi tecnici l’amministrazione provvederà alla consegna ufficiale.
Articolo tratto da alpauno.com

mercoledì, aprile 04, 2012

Castello Libero, Agesci, Antiracket di Castellammare del Golfo, "Libera, Associazioni,nomi e numeri contro le mafie" gestiranno un bene confiscato


In data odierna la commissione di valutazione del Comune di Castellammare del Golfo ha assegnato all'Associazione Castello Libero O.N.L.U.S. un bene confiscato alla mafia sito in questo comune nella c.da Crociferi o Bocca della Carrubba.
L'associazione è fiera di tale risultato che è stato possibile raggiungere solo grazie alla passione e al grande impegno mostrato anche dai soci delle altre associazioni che lo gestiranno in partenariato.
Tali associazioni sono l'Agesci Gruppo di Castellammare del Golfo, "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie"e l'Ass. Antiracket di Castellammare del Golfo.
A breve scriveremo un post dove vi illustreremo il progetto di riutilizzo sociale.

martedì, aprile 03, 2012

Arrestato in Romania il secondo presunto autore dell’omicidio di Giuseppe Bongiorno


La polizia romena, in collaborazione con la Polizia di Stato di Trapani e Castellammare del Golfo, ha arrestato a Slatina (Romania) Florian Valentin Bocur, 22 anni, domiciliato ad Alcamo, a seguito di un mandato di arresto europeo emesso dal gip di Trapani perché indagato, in concorso con un connazionale minorenne, già arrestato a Reggio Calabria lo scorso Febbraio, dell’omicidio di Giuseppe Bongiorno, 73 anni, ucciso a Castellammare, proprio il 20 febbraio scorso. I due sono anche indagati per rapina aggravata. Infatti dall’abitazione dell’anziano, sono stati rubati diversi oggetti, il telefono cellulare e l’auto.

Il romeno estradato in Italia, ed interrogato dal gip di Roma, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Attualmente si trova recluso nel carcere di Regina Coeli. L’arresto è stato possibile grazie ai tabulati telefonici e alle tracce trovate sulla scena del crimine dalla Polizia Scientifica di Palermo. Gli inquirenti ritengono che Giuseppe Bongiorno ricevesse spesso giovani romeni con i quali avrebbe avuto rapporti sessuali.

Il procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, nella conferenza stampa tenutasi stamani in Questura, ha dichiarato: “Al momento non abbiamo elementi per poter confermare o escludere il coinvolgimento di altre persone. Un fatto è certo: l’indagine è tutt’altro che conclusa”.
Emanuel Butticè

domenica, aprile 01, 2012

Vito Badalamenti, da latitante a uomo libero.


Un presunto ritorno che profuma di vecchi “legami”…
Foto Archivio

Da latitante a uomo libero, proprio così, in Italia succede anche questo. Vito Badalamenti, figlio del boss sanguinario a capo della cupola Tano Badalamenti, mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, è tornato libero. Ma non dal carcere, ma da latitante. Infatti la Corte d’appello di Palermo qualche giorno fa in un provvedimento, ha dichiarato estinta per prescrizione la pena inflitta a Vito Badalamenti. Il figlio del boss di Cinisi, è ricercato dal 1995 e dal 2002 è inserito nella lista dei dieci latitanti più pericolosi del Ministero dell’Interno. Ora è un uomo libero senza più alcun mandato di cattura. Condannato a 6 anni nel processo “maxiquater” dal pool di Falcone e Borsellino, si diede alla latitanza proprio per fuggire alla cattura.

Andando un po’ a ritroso negli anni, scopriamo che fu coinvolto insieme al padre nell’affare denominato “Pizza Connection”, un grande traffico di droga tra Stati Uniti e Italia. Le indagini, condotte dal New York City Police Department e dal Federal Bureau of Investigation in collaborazione con la polizia italiana e con il pool antimafia del giudice Giovanni Falcone, durarono quattro anni e portarono all'arresto di 32 persone, di cui molte erano di origini siciliane o addirittura di origini castellammarese (spiccano i nomi di: Lucky Luciano, Joseph Bonanno, Carmine Galante, Santo Sorge, John Bonventre, Nick Gentile, Angelo La Barbera, Tano Badalamenti, Cesare Manzella, Tommaso Buscetta.), e appartenevano al clan del boss Tano Badalamenti. Alla fine del processo, mentre il padre sarà condannato a 45 anni di prigione, il figlio Vito, dopo aver scontato cinque anni di carcere preventivo, sarà assolto da tutte le accuse.

In questi anni, si è parlato tanto della latitanza del figlio di don Tano, ma nessuno è mai riuscito a scoprire dove si nascondesse. Ma oggi il suo avvocato, Paolo Gullo annuncia: “Tornare in Italia? Non so se lo farà, ma forse sì, perché non dovrebbe? In questi anni Vito Badalamenti è stato in Australia, io l’avevo sempre detto. Ma avevo pure detto che è innocente”. Quindi da anni ormai vive in Australia, lontano dalla sua terra d’origine.

Oggi, rimosso dall’elenco dei dieci latitanti più pericolosi, può tornare in Italia, da uomo libero. Resta una cosa che mi duole sottolineare. Adesso che la casa di don Tano a Cinisi è stata confiscata ed affidata al centro Peppino Impastato, dove andrà? Forse i “vecchi legami” con le famiglie mafiose Rimi e Buccellato, rispettivamente di Alcamo e Castellammare del Golfo, sono ancora forti? C’è un incrocio di matrimoni in tutte le famiglie di Cosa Nostra, in questo caso i Rimi di Alcamo e i Badalamenti di Cinisi sono imparentati.

Ci sono tante domande che ancora attendono risposte, ma una cosa è certa: da un po’ di tempo, la moglie di don Tano e madre di Vito Badalamenti, Teresa Vitale, risiede proprio a Castellammare del Golfo. Quindi ci sono molte possibilità che Badalamenti junior, si rechi proprio a trovare l’ormai anziana madre. Da uomo libero. Ai posteri l’ardua sentenza.

Emanuel Butticè