mercoledì, settembre 26, 2012

Castellammare del Golfo ricorda il Capitano Paolo Ficalora.


Il Capitano Paolo Ficalora, una vittima della mafia a lungo dimenticata e, peggio, infangata dalle solite "voci" messe in giro ad arte. Per anni si è detto in giro che Paolo Ficalora fosse colluso con una certa fazione mafiosa e che fosse rimasto vittima della guerra tra i Corleonesi e gli altri; tutte balle! Ha, invece, contrastato apertamente l'arroganza mafiosa, come dovrebbe fare qualsiasi Cittadino; è grazie all'impegno e alla tenacia dei familiari di Paolo Ficalora che oggi ne possiamo ricordare l'alto valore morale. E l'Amministrazione Comunale vuole rendere omaggio ad un concittadino dal quale abbiamo tutti moltissimo da imparare.
A seguire il comunicato stampa dell'Amministrazione. 


COMUNE DI CASTELLAMMARE DEL GOLFO
Provincia Regionale di Trapani
Gabinetto del Sindaco
Comunicato Stampa n° 89, 25 settembre 2012


In ricordo di Paolo Ficalora: nel ventennale della morte l’amministrazione ricorda il capitano di lungo corso ucciso dalla mafia.
Commemorazione al cimitero ed all’aula consiliare.

Nel ventennale della morte, l’amministrazione comunale ricorda Paolo Ficalora il capitano di lungo corso ucciso dalla mafia il 28 settembre del 1992. Paolo Fiacalora, capitano di mercantili in pensione, aveva 59 anni quando i sicari lo uccisero sotto gli occhi della moglie, davanti il villaggio turistico che gestiva a Guidaloca. Per anni aveva resistito alle pressioni della mafia che avrebbe voluto sottrargli il residence. Paolo Ficalora è stato riconosciuto vittima di mafia solo circa 10 anni dopo la sua morte, e nel 2004 il Comune ha deciso di intitolargli una via nei pressi del bevaio Merla. Nel ventesimo anniversario dell’omicidio di Paolo Ficalora,venerdì 28 settembre 2012, alle ore 9,30, l’amministrazione comunale deporrà una corona di fiori sulla tomba del capitano, all’interno della cappella costruita dai familiari nel terreno ceduto dal Comune. Alle ore 10,30 nell’aula consiliare di corso Bernardo Mattarella, il capitano Paolo Ficalora sarà ricordato dal sindaco Marzio Bresciani, dalla moglie Vita D’angelo, dai figli e dalle testimonianze di quanti lo hanno conosciuto. Nel corso dell’incontro sarà proiettato il video “Paolo Ficalora. Un eroe per caso”, realizzato dagli studenti dell’istituto “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice. «A vent’anni dalla morte ricordiamo il nostro cittadino ucciso dalla mafia poiché Paolo Ficalora, così come altri nostri concittadini illustri, ha pagato con la vita il suo impegno in difesa della legalità  -afferma il sindaco Marzio Bresciani-. Paolo Ficalora è un esempio di integrità morale e di attaccamento al dovere che deve essere preso ad esempio e conosciuto dalle nuove generazioni perché il suo sacrificio e il dolore della famiglia, non siano vani. Per questo motivo abbiamo coinvolto le scuole nella giornata commemorativa: per noi si tratta di non dimenticare e di avere coraggio, per gli studenti si tratta di conoscere e capire qual è la giusta via da seguire per un cammino di vita libero, senza violenza e imposizioni della criminalità organizzata».

IL PORTAVOCE DEL SINDACO(Annalisa Ferrante)

lunedì, settembre 24, 2012

Roba da record

Un record davvero niente male ha interessato il Comune di Castellammare del Golfo: la tela colorata più lunga del mondo realizzata proprio nel golfo è entrato nel libro dei Guinness! L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione “Arte & Cultura- Art in Progress”, in collaborazione con il Comune e realizzata grazie al supporto e l’aiuto di più di seicento persone. Un record che rimarrà nella storia e che è stato verificato nella giornata di domenica 23 settembre da un giudice del Guinness world record. “L’obiettivo principale dell’evento è quello di presentare e di raccontare la Sicilia, ed in particolare le peculiarità di Castellammare del Golfo, in un’unica tela di 390 metri quadri. Il Records management team controlla e garantisce ogni singolo guinness con assoluta imparzialità e grande impegno al serviziodell’autenticità - spiegano gli organizzatori - per questo il primato riconosciuto da Guinness world record non è un compito facile. Occorrono molta preparazione, organizzazione e cura di ogni particolare”. Professionisti del settore, artisti e locali maestri, ma anche gente comune, si sono cimentati in questa gara singolare che ha coinvolto 373 persone tra le quali anche numerosi ragazzi appartenenti a diverse scuole della Sicilia che, con l’ausilio di pennelli e colori, sono riusciti a far conoscere al mondo il golfo di Castellammare e la Sicilia. A fine evento la tela è stata tagliata e venduta, il ricavato sarà devoluto in beneficenza e le immagini della vicenda, con la storia che racconta la sua realizzazione, saranno inserite all’interno del libro dei record: una pubblicazione colossale con oltre 100 milioni di copie vendute in 100 paesi diversi e tradotta in ben 37 lingue, il Guinness World Records è di fatto il libro soggetto a copyright più venduto al mondo! Si ringrazia Annalisa Ferrante per la segnalazione. L’articolo completo, con le foto e le immagini realizzate da Salvatore Giallo, lo trovate sul prossimo numero di RAC Notizie e Affari, la rivista di Radio Alcamo Centrale.
Fabio Barbera

venerdì, settembre 21, 2012

“Obiettivo Castellammare”: concorso fotografico per valorizzare e conoscere il territorio cittadino

“Obiettivo Castellammare”: è il concorso fotografico promosso dall’assessorato alla Cultura guidato da Rosanna Fasulo. Il concorso mira “alla conoscenza e valorizzazione del territorio di Castellammare del Golfo, dai piccoli scorci ai grandi panorami, dagli angoli nascosti ai luoghi pubblici, dalle architetture ed opere d’arte alle attività artigianali e folkloristiche”. L’iscrizione al concorso è gratuita ed ogni autore può partecipare con un massimo di due fotografie per categoria, che dovranno essere inedite e contenute in Cd- rom. Il cd con le fotografie e il modulo d’iscrizione devono essere consegnati all’ufficio della Proloco di Castellammare del Golfo, in Corso Bernardo Mattarella n. 31, aperto tutte le mattine dal martedì alla domenica 9-13), e i pomeriggi del giovedì e sabato (ore 16-19). Premi in denaro per i primi classificati di ogni categoria ( 1° premio: € 250 – 2° premio: € 150 – 3° premio: € 100). La giuria è composta dal sindaco, dall’assessore alla Cultura e da tre esperti in ambito fotografico. “I criteri di valutazione -si legge nel bando- terranno conto del soggetto, dell’ impatto emotivo, della creatività, della qualità e della tecnica fotografica”. Sul sito internet del Comune, all’indirizzo http://www.castellammaredelgolfo.org/ , è possibile scaricare il modulo d’iscrizione al concorso e visionare il regolamento.

I termini per l'iscrizione al concorso sono stati prorogati, come ci segnala Stefano Donatuti. La nuova scadenza è prevista per il 30 Novembre. La premiazione avrà luogo invece il 9 Dicembre.

IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)

venerdì, settembre 14, 2012

Ars, "Liste pulite" addio si ricandidano anche gli arrestati

Consiglio di leggere questo articolo scritto da Emanuele Lauria per La Repubblica. A mio parere, più di un semplice articolo, una vera e propria mappa della situazione politica siciliana e non solo. Stiamo parlando delle elezioni regionali del dopo Lombardo, del cambiamento, della politica che cambia e che si rinnova. Ma dove? Tutto questo non esiste, in Sicilia tutto sembra essere tale e quale. Il 28 Ottobre spetta a noi decidere, intanto invito tutti a leggere l'articolo.
Emanuel Butticè

Cateno De Luca
Quattro dei sei deputati uscenti che, durante la legislatura appena conclusa, erano finiti in cella, riprovano a conquistare il seggio. Tentati dal ritorno a Sala d'Ercole anche condannati eccellenti come l'ex presidente della Regione Giuseppe Drago. Ecco, partito per partito, i casi che imbarazzano gli aspiranti governatori.

di Emanuele Lauria
 
Un mantra della campagna elettorale già calpestato dai partiti: "Liste pulite", hanno urlato a turno aspiranti governatori e leader delle forze politiche in corsa per le Regionali. Ma gli elenchi dei candidati che si vanno definendo in queste ore tradiscono quelle promesse. Non mancano condannati, rinviati a giudizio e indagati, fra i partecipanti alla gara per un seggio a Palazzo dei Normanni: uno scenario che si presenta in netta continuità con la legislatura appena conclusa, che ha visto quasi un parlamentare su tre finire sotto inchiesta. Quattro dei sei onorevoli finiti agli arresti negli ultimi anni ritentano la strada dell'elezione. Cateno De Luca, "Scateno" per autodefinizione e leader della Rivoluzione siciliana, arrestato (ingiustamente, secondo la Cassazione) nel giugno del 2011 e ancora indagato per tentata concussione e abuso d'ufficio, prova addirittura a candidarsi alla presidenza della Regione. "L'unico giudizio che conta, per me, è quello che a fine ottobre daranno gli elettori", ha urlato di recente "Scateno" nel corso della sua convention palermitana.
Così sia. Chissà cosa penseranno gli elettori, invece, del ritorno in campo di Roberto Corona e Fabio Mancuso. Il primo, esponente messinese del Pdl, era stato arrestato a dicembre nell'ambito di un'inchiesta su polizze fideiussorie false condotta dalla Procura di Roma. Corona, cui solo tre mesi fa è stato revocato l'obbligo di dimora, si accinge ad affrontare un processo che comincerà il 15 ottobre, tredici giorni

prima delle elezioni. Lui si ricandida per l'Ars nella lista del Pdl. E nei manifesti già comparsi in provincia chiede il voto in nome di "una buona politica". Mancuso, invece, ha subito un provvedimento di custodia cautelare per bancarotta. Ha lasciato il Pdl e si appresta a candidarsi per il Partito dei siciliani di Lombardo. E nel Pds, alla corte di Lombardo, dovrebbe riproporsi anche Riccardo Minardo, altro deputato finito agli arresti nella legislatura appena chiusa (è stato rinviato a giudizio per truffa).
La lista degli aspiranti deputati alle prese con guai giudiziari è lunga e mette in imbarazzo i candidati alla presidenza. Nello Musumeci, che ha messo nel suo slogan elettorale la parola "onestà", dovrà spiegare non solo il caso-Corona. A Messina, per dire, nella sua coalizione ci riprova Giuseppe Buzzanca, prima sindaco, poi deputato, poi entrambe le cose, rimasto aggrappato al doppio ruolo grazie a una leggina ad personam dell'Ars e, in passato, condannato a sei mesi per peculato. Dall'altra parte della Sicilia, a Trapani, un altro ex sindaco, Girolamo Fazio, corre per l'Assemblea con alle spalle una condanna a 4 mesi per violenza privata (commutata in una multa). A Palermo riecco Salvino Caputo, iperproduttivo deputato uscente che ha avuto la "sfortuna" di imbattersi - quand'era sindaco di Monreale - in una condanna a due anni (pena sospesa) per abuso d'ufficio e falso: Caputo nel 2004 avrebbe dispensato dal pagamento di multe automobilistiche un assessore e l'autista del vescovo. E nella Catania di Musumeci si riaffaccia nella competizione elettorale, nel Pdl o nella lista Forza Sicilia, l'ex assessore regionale Domenico Rotella, condannato a due anni e tre mesi per falso in bilancio. Peccati gravi o veniali, a volte.
Ma la situazione non cambia spostandosi nel Pid. Innocenzo Leontini, che proprio ieri ha lasciato il Pdl per il movimento di Saverio Romano, porta con sé anche i sospetti legati a un'inchiesta su falsi attestati di invalidità che lo vedrebbe fra gli indagati, malgrado lui smentisca con forza qualsiasi coinvolgimento. La notizia più rilevante, nel Ragusano, è quella del possibile ritorno in campo di Giuseppe Drago, ex presidente della Regione condannato in via definitiva a tre anni per l'utilizzo improprio dei fondi riservati di Palazzo d'Orleans. L'interdizione dai pubblici uffici è scaduta e Drago ha confidato ai suoi amici l'intenzione di ricandidarsi per il Pid. Il cui capogruppo, Rudy Maira, è indagato a Caltanissetta per associazione a delinquere finalizzata alla gestione degli appalti pubblici.
La questione morale sta per irrompere anche nello schieramento di Micciché, dove Fli tenta di imporre un codice etico che farebbe a pugni con alcune candidature degli alleati. Grande Sud è alle prese con la volontà di Franco Mineo di ricandidarsi, malgrado un processo a suo carico per intestazione fittizia dei beni di un boss. E malgrado le già accennate candidature, nelle liste del Pds, di deputati indagati o inquisiti. "Vedremo alla fine chi, fra me e Crocetta, avrà le liste più pulite", aveva detto Micciché. Scommessa difficile da vincere, quella lanciata dall'ex forzista al candidato di Udc e Pd. Che qualche grana, però, l'ha già: come l'inchiesta per voto di scambio che a Marsala coinvolge l'ex eurodeputata Eleonora Lo Curto, passata dall'Mpa all'Udc. Una macchia lieve, forse, ma che anche nel centrosinistra pone il tema della limpidezza delle candidature.
(13 settembre 2012) La Repubblica

venerdì, settembre 07, 2012

Ingroia, la memoria si sa non è il forte di questo paese

Vi consiglio questo interessantissimo articolo che ho appena letto. E' scritto da Corrado Fortuna, l'attore siciliano che ricorderete nel film "My name is Tanino", di Paolo Virzì, girato proprio a Castellammare.

Bene, bravi bis. Ci siete riusciti, grazie ad anni di interventi velenosi, di penne affilatissime, e di arte oratoria da novelli Ciceroni, con quel sorriso ammiccante stampato sulla faccia, pronti a farvi difensori del politicamente scorretto, esperti nel giudicare Retorica ogni rimando al passato e alla storia di questo paese, la quale, che vi piaccia o no, è una storia di mafia, la storia di un paese dove la mafia l’ha sempre fatta da padrona e continua a farlo nonostante certi proclami deliranti. (Sgarbi che sostiene che la mafia siciliana non esiste più, tanto per fare un esempio). Ci siete riusciti: insultare gratuitamente oggi Antonio Ingroia, è diventata una moda. Attaccare Saviano è ormai prassi diffusa in ambienti e salotti sopratutto inclinati verso una certa Sinistra un po’ sinistra. Sui social network vince chi spara il veleno più acido sul pool di Palermo. Bene, bravi, bis. Continuiamo a farci del male.
Ingroia ha fatto il red carpet a Venezia! Scandalo! Magistratura da avanspettacolo!
Dovreste essere più attenti, voi che avete le penne affilate, attenti perchè non siete soli e il veleno nel vostro inchiostro rischia di danneggiare molta gente, specie i più giovani, specie quelli che non ricordano. Attaccare i magistrati che cercano di uscire dal buio e dal silenzio vischioso che li rende più deboli e più soli, è stupido, se non una cattiveria in mala fede. Attenti, perchè attaccare Ingroia denuncia memoria corta, non coraggio da giovane reporter ambizioso. Attenti, perchè prima di fare un errore grosso e grossolano come quello di Sciascia sui professionisti dell’antimafia, dovete prima essere Sciascia, dovete dare prova che il vostro non è un errore in malafede e dovete farlo con una vita di impegno.
Io mi ricordo. Mi ricordo per esempio della famosa puntata del Maurizio Costanzo show da Palermo. E a parte i celeberrimi deliri del giovane Totò Cuffaro mi ricordo quello che ne seguì. Insulti a Falcone come se piovesse. Accuse di cercare la popolarità in televisione. Di essere prossimo alla politica. Mi ricordo gli attacchi per le sue interviste, per il suo libro intervista scritto a quattro mani con Marcelle Padovani “cose di cosa nostra” che oggi è per tutti una bibbia dell’antimafia. Mi ricordo di un magistrato (Carnevale) che di Falcone appena morto diceva “io i morti li rispetto, ma certi morti no” dopo che da vivo si era distinto per “ammazzare” in cassazione le sentenze del pool di Palermo. Quel magistrato (che è rimasto al suo posto fino alla fine della carriera) ha fatto scuola, sia sul piano mediatico che su quello giuridico, (è stato un suo “allievo” a rimandare dalla cassazione al secondo grado di giudizio la sentenza Dell’Utri per un vizio di forma).
Ingroia va in Guatemala! Scandalo!
In quella stessa puntata del Costanzo Show, mi ricordo con non poco dolore gli interventi di Alfredo Galasso, un uomo per il quale nutro stima; si è distinto tutta la vita per le sue battaglie antimafia, ed è anche stato il mio professore di diritto privato all’università di Palermo. Il professor Galasso, non aveva ancora capito perchè Falcone avesse deciso di andare a Roma, accettando quell’incarico grazie al quale oggi esiste una procura nazionale antimafia. Non lo aveva capito e da quel palcoscenico si arrabbiava molto con l’amico Falcone dicendogli ad un certo punto qualcosa che suonava più o meno così: “Giovà, a me questa cosa che te ne vai a Roma non mi piace, mettiamola così!”
Se certe cose le poteva dire un amico come Galasso, o altri “amici” come Leoluca Orlando, che pure lui ebbe più volte da ridire sull’operato di Falcone, figuriamoci gli altri, quelli che amici non erano. In tv e sui giornali si parlava solo di Falcone, ma non del suo operato, dei suoi geniali ed innovativi metodi investigativi, per i quali è osannato oggi in tutto il mondo, ma per attaccarlo, per ridurne lo spessore intellettuale ed umano davanti ad un’opinione pubblica che in quegli anni brancolava nel buio e non sapeva niente, proprio come oggi, di quello che in realtà stava accadendo in Italia.
Ma la memoria, si sa, non è il forte di questo paese. E parlo della memoria vera, non quella memoria di plastica per cui oggi, tutti, a destra e sinistra, inneggiano a Falcone e Borsellino. Tutti, soprattutto quelli che ai tempi li attaccavano. E allora, giù ad infangare un uomo come Ingroia, che oltre ad essere stato un “allievo prediletto” di Borsellino, ha come il suo maestro dedicato interamente la sua vita per riportare un briciolo di dignità alle istituzioni di questo paese.
Mi sembra che in Italia tutti vogliano la verità a patto che questa non tocchi i poteri forti. Quindi tutti a difendere Napolitano, chè il presidente della Repubblica non si tocca. Tutti a scrivere in sua difesa e a riempire i giornali di inchiostro velenoso. Non entro nemmeno nel merito della questione, perchè non è compito mio giudicare l’operato di un magistrato o di un’istituzione che pare proprio avere qualcosa da nascondere viste le reazioni. Non entro nel merito perchè secondo me chi ha dimostrato facendo il suo lavoro e rischiando la propria vita di essere un uomo dello Stato, merita rispetto e applausi. Pure sul red carpet, dove secondo me Ingroia aveva sulle spalle le mani leggere dei suoi maestri. 

Corrado Fortuna

Fonte: ilfattoquotidiano.it

mercoledì, settembre 05, 2012

GIOVANI, TERRITORIO, INNOVAZIONE, IMPRENDITORIALITÀ... CONTRO LE MAFIE E PER LO SVILUPPO

Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie e l'Università di Palermo in collaborazione con la Prefettura, l'Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, il Consorzio Agrigentino per la legalità e lo sviluppo, la Diocesi di Agrigento, il progetto Policoro, la Camera di Commercio di Agrigento, il Consorzio Arca, il dipartimento DEMS e l'agenzia Cooperare con Libera Terra, organizzano dal 17 al 21 Settembre presso la base scout "Saetta" bene confiscato di Robadao - Naro (AG) la Summer School "GIA - Giovani Imprenditoria ed Innovazione - Innovare il territorio e diffondere l'imprenditorialità tra i giovani. Il riutilizzo sociale dei beni confiscati quale opportunità di sviluppo". ******* Liberare le potenzialità legate alla cultura, all'ambiente, alle tradizioni di un territorio significa contribuire al suo sviluppo ed alla sua crescita civile edeconomica, alla sua educazione nel senso etimologico del termine. Se vogliamo far sviluppare i territori dell'interno della nostra Regione è necessario creare le condizioni per accrescere il loro dinamismo imprenditoriale. E' però impossibile realizzare ciò senza un pieno coinvolgimento dei giovani e, in particolare, di quelli più preparati. Il progressivo depauperamento delle aree interne della creatività e delle energie dei giovani le condanna ad una progressiva emarginazione (il fenomeno, a dire il vero, già investe anche tuttal'Isola). Molti giovani sono rassegnati al fatto che il loro futuro debba essere lontano dai luoghi dove sono nati e cresciuti o, peggio, vengono meno in loro ragioni di fiducia e di speranza nel futuro. Il crescente disagio giovanile che percepiamo è infatti in prevalenza legato allamancanza di prospettive per il futuro. E invece la chiave di volta per la costruzione del futuro dei giovani e dei territori più emarginati dell'Isola è proprio nell'affidare le potenzialità del territorio alle energie e creatività imprenditoriali dei suoi giovani migliori. E' per questo che l'educazione dei territori passa attraverso l'educazione all'imprenditorialità dei giovani. Ed è bene convincersi di ciò. La linfa vitale di qualunque programma di sviluppo territoriale si genera con il pieno coinvolgimento di ampie fasce di giovani mobilitando intelligenza, passione e volontà per il cambiamento. (Umberto La Commare - Università di Palermo). Questi processi consentono anche di stimolare quell'impegno pubblico per la legalità che si traduce in processi di governance partecipata a contrasto dei poteri criminali. E'il caso di quelle forme di gestione di beni confiscati, ai sensi della legge d'iniziativa popolare 109/96, che è stata voluta all'indomani del periodo di sangue che ha visto nei primi anni '90 "Cosa Nostra" siciliana dichiarare guerra aperta allo Stato attraverso una serie di attentati sanguinari, in cui persero la vita, tra gli altri, numerosi magistrati, giornalisti ed uomini delleforze dell'ordine. Forme d'impresa, queste, dove l'attivismo antimafia converge verso la responsabilità sociale. Tali prassi consentonodi attivare forme d'imprenditorialità creativa ed innovativa in netto contrasto con le pratiche assistenzialistiche che hanno caratterizzato le politiche pubbliche, per il Mezzogiorno d'Italia, dei decenni trascorsi e riescono, tramite l'indotto economico generato e grazie al lavoro sinergico svolto dagli enti locali, dalla magistratura, dall'associazionismo e dalla cooperazione, adottenere un forte consenso che genera fiducia in un futuro migliore. (Umberto Di Maggio - Libera Sicilia) Domanda di ammissione Le domande devono pervenire entro il 10/09/2012 presso la segreteria organizzativa (info@liberasicilia.org) e vanno corredate da un unico file allegato, contenente: 1. una lettera di motivazione, in cui si spiegano le ragioni della candidatura; 2. un curriculum vitae aggiornato. La comunicazione del giudizio della commissione avverrà via posta elettronica entro il 14/09/2012. Profilo del candidato Studenti, laureati, ricercatori in materie in aree di interesse afferenti la gestione d'impresa, l'innovazione e lo sviluppo locale partecipato come strumento di contrasto alla criminalità organizzata con profili professionali legati a discipline diversificate (es. dall'economia alla sociologia, dall'ingegneria alla psicologia) Quadri di aziende private, di amministrazioni pubbliche o di organizzazioni del terzo settore interessati a progetti di formazione imprenditoriale e di sviluppo economico Insegnanti impegnati in percorsi avanzati di docenza e formazione Esponenti delle forze dell'ordine e della polizia municipale Personale dell'amministrazione della giustizia Giornalisti e operatori dell'informazione Amministratori e consiglieri di enti locali Liberi professionisti specificamente interessati al tema Membri di associazioni di volontariato attive nella promozione della legalità e dell'innovazione sociale ed economica Posti disponibili La partecipazione è gratuita. Saranno riservati 15 Posti agli allievi dell'Università di Palermo di cui al punto 1 ed altri 10 posti alle categorie di cui ai punti 2-3-4-5-6-7-8-9. Calendario e frequenza Il corso si terrà tutti i giorni dalle 9.30 alle 20.00 dal 17 al 21 Settembre presso la Base Saetta sita in contrada Robadao a Naro (AG) (coordinate GPS - 37.289901 / 13.749728) Segreteria didattica ed organizzativa info@liberasicilia.org / +39.328.0039292 Crediti formativi Il corso rilascia un attestato di partecipazione. Per gli studenti dell'Università di Palermo la partecipazione alla Summer School comporta l'acquisizione di massimo tre crediti formativi per chi sosterrà l'esame di valutazione finale Coordinamento scientifico Phd. Umberto Di Maggio - Associazione Libera - umberto.dimaggio@libera.it Prof. Umberto La Commare - Università di Palermo - umberto.lacommare@unipa.it

venerdì, agosto 31, 2012

Passo Carrabile a Castellammare del Golfo... che fare?

Come è noto a tutti i cittadini di Castellammare del Golfo l'amministrazione ha emanato un avviso dove si invitava la cittadinanza a regolarizzare la propria posizione tributaria con specifico riferimento alle aperture dei passi carrabili. Più volte ci è stato chiesto quando sia dovuto il tributo, pertanto proverò a chiarire alcuni punti di tale argomento. Ai sensi dell'art. 44 del decreto legislativo n. 507/1993 e del regolamento comunale, per passi carrabili devono intendersi
quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata.
A sua volta il passo carrabile deve distinguersi dal passo a raso e cioè quello senza taglio di marciapiede, listoni delimitativi o altre opere che non determina alcuna occupazione visibile del suolo pubblico in quanto caratterizzato dall'assenza di interruzioni sul marciapiede o modifiche del piano stradale che permettano, al proprietario dell’accesso, una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività. Fatte queste premesse è bene precisare che sono soggette a tassazione solo i passi carrabili e non i passo (carrabili) a raso in quanto soltanto nei primi viene integrato il presupposto del tributo, e cioè l'occupazione del suolo e dell'area pubblica (In tal senso Cass.n. 16733/2007). Quindi è bene dire che sia in quelli a raso che in quelli non a raso il privato realizza una apertura sulla strada pubblica, ma il tributo è dovuto soltanto nell'ipotesi di costruzioni di manufatti atti ad accedere al fondo privato dalla strada pubblica in quanto soltanto in questa ipotesi si determina una effettiva occupazione del suolo pubblico (spesso l'interruzione del marciapiede), condizione che realizza il presupposto del tributo.

lunedì, agosto 20, 2012

Consigliere Genna, che ne pensa di dimettersi?

Nell'ambito della recente operazione antimafia denominata "Crimiso", in cui sono stati arrestati vari esponenti di Cosa Nostra castellammarese, il consigliere comunale Girolamo Genna è stato raggiunto da un avviso di garanzia per via di sue dubbie frequentazioni con alcuni degli arrestati; secondo la Procura, avrebbe messo a disposizione della cosca castellammarese alcuni locali di sua proprietà, nei quali si sarebbero svolti summit e riunioni di mafia.
Senza tirare in ballo il solito fuorviante discorso su garantismo e giustizialismo, parole ormai completamente travisate, crediamo fortemente che il rispetto per un'istituzione pubblica che rappresenta gli interessi di tutti i cittadini, quale è il Consiglio Comunale, venga prima di qualsiasi altra considerazione politica o, peggio, personale; questo rispetto verso l'Istituzione deve considerarsi doveroso per qualsiasi cittadino, ma in misura ancora maggiore per chi ricopre un ruolo istituzionale.
Un rappresentante delle istituzioni elettive che viene raggiunto da pesanti sospetti di vicinanza a Cosa Nostra rischia di danneggiare l'immagine dell'intera istituzione di cui fa parte.
Pertanto, l'Associazione Castellolibero ONLUS e il Presidio di Libera "P. Mattarella" di Castellammare del Golfo chiedono al consigliere comunale Girolamo Genna di dimostrare il suo senso dello Stato e il rispetto per il Consiglio Comunale e per tutti i cittadini da esso rappresentati, rassegnando le dimissioni da componente del Consiglio Comunale.
Invitiamo tutti i cittadini che condividono questa iniziativa ad aderire al gruppo Faccebook "Consigliere Genna, che ne pensa di dimettersi?". L'iniziativa sta riscuotendo un certo consenso, tanto che ad oggi gli iscritti al gruppo hanno superato quota 100 attirando l'attenzione del Giornale di Sicilia che ha pubblicato un articolo al riguardo (V. foto)


"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo. Si dice: "Quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto". E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: "Beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest'uomo è mafioso". Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza, si è detto: "Ah, questo tizio non è stato mai condannato, quindi è un uomo onesto". Ma dimmi un poco: ma tu non ne conosci gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c'è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre, soprattutto i partiti politici, a fare grossa pulizia, a non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati". (Paolo Borsellino)

mercoledì, agosto 08, 2012

“L’assassinio del nostro patrimonio naturale”.


Dopo i violenti incendi che hanno devastato diverse aree del territorio castellammarese, il sindaco Marzio Bresciani parla di “Ecosistema in pericolo”.
L’assassinio del nostro patrimonio boschivo dal valore inestimabile e l’ecosistema in gravissimo pericolo. Violentate e sfigurate la riserva dello Zingaro, in particolare dal lato di San Vito, il bosco di Scopello, la zona di contrada Intavolata nei pressi della spiaggia Plaja, piano Vignazzi”. Queste le parole del sindaco dopo giorni di incendi. Scene da “fine del mondo” quelle viste a Scopello che hanno portato alla distruzione di gran parte della riserva dello Zingaro. A Monte Inici si sono distrutti ettari e ettari di vegetazione e molte aziende agricole sono totalmente scomparse. Il sindaco, recatosi nei luoghi che hanno devastato il nostro territorio continua ringraziando tutti gli uomini ed i volontari della Protezione Civile, del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco che ogni giorno lavorano senza tregua per lo spegnimento degli incendi.
Chiediamo agli inquirenti di andare fino in fondo ed assicurare alla Giustizia gli autori di questo scempio” conclude il sindaco Bresciani.

Emanuel Butticè

lunedì, agosto 06, 2012

CASTELLAMMARE BRUCIA!


E ancora una volta Castellammare brucia! Sta volta è toccato al Monte Sparacio arrivando a interessare la Riserva dello Zingaro, colpiti da un incendio che è durato per più di due giorni.
L'ennesimo atto IGNOBILE ad opera di gente ignorante che non ha nessun amore per la propria terra.
Purtroppo io, come tanti altri, non ho nessuna prova per lanciare delle accuse precise, ma è chiaro che se questi atti si ripetono puntualmente ogni estate, ogni qualvolta le condizioni climatiche siano favorevoli, e senza che nessuno faccia niente per impedirli....beh allora mi sembra ovvio pensare che ci siano delle colpe da parte di chi è addetto alla tutela e alla salvaguardia del nostro territorio.
Con questo post chiedo a chiunque si trovi a conoscenza di informazioni riguardo a questi incendi (quest'ultimo, o i futuri... perché ce ne saranno altri di sicuro), di denunciare alle autorità competenti, perché nessuno può permettersi di bruciare quello che ci appartiene e che appartiene soltanto a chi ama questa terra e si ribella a questi atti meschini.

Purtroppo più vedo ste cose, più mi convinco che noi siciliani non meritiamo di vivere in questo paradiso che è la SICILIA!

Alessio Navarra

sabato, luglio 28, 2012

DIARIO DI UN'AVVENTURA MALGASCIA

PARTE SETTIMA:
Se non ho descritto la città, l’unico motivo è la consapevolezza di non poter fornire nulla di preciso, neanche se fossi lo scrittore più bravo della storia, neanche in quel caso riuscirei a proiettare nella vostra mente questi luoghi per come essi sono veramente. Tuttavia credo in fondo di dover tentare, giusto per darvi un’idea.

 La nostra casa non si trova nel centro città; il nostro quartiere, Amboaloboka, è infatti in periferia, caratterizzato da tante villette costruite in perfetto stile malgascio; uno stile che non saprei descrivere con esattezza, posso solo dire che per le mura di una casa vengono utilizzati dei mattoni rossi che puoi trovare ammucchiati un po’ qua un po’ là ai bordi delle strade più campagnole. 
Casa nostra domina una collina, perciò dalla veranda al primo piano possiamo godere di una piacevole vista sulla città, notare che essa è circondata e protetta da basse montagne tutt’intorno, in lontananza spiccano la pista di atterraggio e l’università, le costruzioni più imponenti sono scuole, prevalentemente dirette da confraternite di suore e in generale associazioni religiose, perché bisogna sottolineare il fatto che qui in Madagascar, come d'altronde per il resto dei paesi africani e del terzo mondo, la religione gioca un ruolo molto importante, e ciò sia nel bene che nel male. Perché v’è quell’organizzazione impegnata seriamente nel sociale, col reale intento di voler aiutare e v’è quell’altra organizzazione che, mascherata da opera pia, persegue i propri interessi e non solo per un dovere di evangelizzazione del contadino ignorante. Alla fine è l’uomo, individuo, che attraverso il suo operato quotidiano, che sia prete o impiegato di banca, soldato o artigiano, deve dimostrare da che parte sta. È una questione di priorità. La religione comunque risulta essenziale per la maggior parte dei malgasci, la loro fede è grande, la speranza è un sentimento fortemente radicato in essi. 

Dopo questa poco chiara digressione filosofica necessaria, ritorno alla descrizione paesaggistica: man mano che ci si avvicina al centro cittadino, attraversati i campi di riso che occupano ogni spazio libero da costruzioni a scopo abitativo, le case semplici si moltiplicano e così le persone che camminano per strada, ognuna intenta nello svolgimento dei propri affari quotidiani, c’è chi spinge un carretto, chi trasporta generi alimentari sulle spalle o in testa, i ragazzi ciascuno col suo grembiule solitamente sull’azzurro in marcia verso o di ritorno da scuola, e le botteghe cadenti o decadenti sparse in ogni angolo che offrono varie fritture dolci o salate, biscotti, bevande (Coca Cola, Dynamic), sigarette, ricariche (Orange e Telma soprattutto) e altri generi alimentari. 
Lungo le strade principali i “bus di linea” passano in continuazione da mattino a sera, stracolmi di gente, si tratta di piccoli furgoncini che arrivano a contenere fino a una trentina di persone o più; spesso e volentieri li vedi arrancare semi-scassati lungo la via con i passeggeri schiacciati l’uno contro l’altro, tranquilli come se niente fosse. Io prendo spesso il bus costa poco (300 ariary, ovvero meno di 10 centesimi) e ti porta dove vuoi fermandosi alle varie fermate; una volta sono stato costretto a sedermi sul finestrino col busto all’esterno della vettura pronto a schivare cartelloni e segnali stradali, un’altra volta mi sono ritrovato tra il controllore che mi tossiva addosso, una bambina piccola che piangeva in braccio alla sua mamma e altri passeggeri mi circondavano silenziosi mentre ogni tanto mi gettavano sguardi incuriositi bisbigliando qualcosa tra loro del tipo: “Chissà come si sente il vasaha intrappolato qui dentro, in piedi, con la testa piegata verso il basso perché il tettuccio è troppo basso”. Non proprio un toccasana per una persona che soffrisse di claustrofobia.

Le strade sono piene di buche e sono sporche ai bordi, ma niente di diverso da molti marciapiedi palermitani; non ci sono i cassonetti dell’immondizia come da noi ma piuttosto vi sono dei punti dove accumulare i rifiuti che per la maggior parte sono biodegradabili, le bottiglie di plastica per esempio non si buttano, tutto ciò che può essere riutilizzato si riutilizza. V’è una grande quantità di storpi e mendicanti che vedi aggirarsi ed elemosinare in giro e anche lì a rovistare tra i rifiuti insieme ai pulcini al seguito di strane galline spennacchiate tipiche di questi luoghi. Essi rappresentano l’ultima ruota di quel carro chiamato “Povertà”. 

La vita è dura qui in Madagascar per la maggior parte, questo era scontato, ma è duro anche capacitarsene ogni giorno e affrontare la realtà ogni giorno. È dura e nessuno vuole pensarci troppo.

Luca Pennisi

mercoledì, luglio 25, 2012

Libera ricorda Rita Atria - Partanna

Ecco il calendario della manifestazione: h17:00 CORTEO DALLA CHIESA MADRE AL CIMITERO h17:30 SCOPERTURA LAPIDE h19:00 MESSA IN CHIESA MADRE CELEBRATA DA MONS. MOGAVERO E DON LUIGI CIOTTI h21:00 CONCERTO IN PIAZZA CENTRALE A PARTANNA

lunedì, luglio 23, 2012

La lettera di Scarpinato: “Caro Paolo, tempo scaduto per i sepolcri imbiancati”

 

"Stringe il cuore a vedere talora tra le prima file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra la negazione dei valori di giustizia e legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere"

L’intervento di Roberto Scarpinato, procuratore generale della Corte di Appello di Caltanissetta, letto alla commemorazione per i 20 anni dell’assassinio di Paolo Borsellino, con il quale ha lavorato fianco a fianco nel pool antimafia.
Caro Paolo,
oggi siamo qui a commemorarti in forma privata perché più trascorrono gli anni e più diventa imbarazzante il 23 maggio ed il 19 luglio partecipare alle cerimonie ufficiali che ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio.
Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà.
E come se non bastasse, Paolo, intorno a costoro si accalca una corte di anime in livrea, di piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e a barattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi.
Se fosse possibile verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa il 19 luglio, di concederci un giorno di tregua dalla loro presenza. Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.
Voi che a null’altro credete se non alla religione del potere e del denaro, e voi che non siete capaci di innalzarvi mai al di sopra dei vostri piccoli interessi personali, il 19 luglio tacete, perché questo giorno è dedicato al ricordo di un uomo che sacrificò la propria vita perché parole come Stato, come Giustizia, come Legge acquistassero finalmente un significato e un valore nuovo in questo nostro povero e disgraziato paese.
Un paese nel quale per troppi secoli la legge è stata solo la voce del padrone, la voce di un potere forte con i deboli e debole con i forti. Un paese nel quale lo Stato non era considerato credibile e rispettabile perché agli occhi dei cittadini si manifestava solo con i volti impresentabili di deputati, senatori, ministri, presidenti del consiglio, prefetti, e tanti altri che con la mafia avevano scelto di convivere o, peggio, grazie alla mafia avevano costruito carriere e fortune.
Sapevi bene Paolo che questo era il problema dei problemi e non ti stancavi di ripeterlo ai ragazzi nelle scuole e nei dibattiti, come quando il 26 gennaio 1989 agli studenti di Bassano del Grappa ripetesti: Lo Stato non si presenta con la faccia pulita… Che cosa si è fatto per dare allo Stato… Una immagine credibile?… La vera soluzione sta nell’invocare, nel lavorare affinché lo Stato diventi più credibile, perché noi ci dobbiamo identificare di più in queste istituzioni”.
E a un ragazzo che ti chiedeva se ti sentivi protetto dallo Stato e se avessi fiducia nello Stato, rispondesti: No, io non mi sento protetto dallo Stato perché quando la lotta alla mafia viene delegata solo alla magistratura e alle forze dell’ordine, non si incide sulle cause di questo fenomeno criminale”. E proprio perché eri consapevole che il vero problema era restituire credibilità allo Stato, hai dedicato tutta la vita a questa missione.
Nelle cerimonie pubbliche ti ricordano soprattutto come un grande magistrato, come l’artefice insieme a Giovanni Falcone del maxiprocesso che distrusse il mito della invincibilità della mafia e riabilitò la potenza dello Stato. Ma tu e Giovanni siete stati molto di più che dei magistrati esemplari. Siete stati soprattutto straordinari creatori di senso. 
Avete compiuto la missione storica di restituire lo Stato alla gente, perché grazie a voi e a uomini come voi per la prima volta nella storia di questo paese lo Stato si presentava finalmente agli occhi dei cittadini con volti credibili nei quali era possibile identificarsi ed acquistava senso dire “ Lo Stato siamo noi”. Ci avete insegnato che per costruire insieme quel grande Noi che è lo Stato democratico di diritto, occorre che ciascuno ritrovi e coltivi la capacità di innamorarsi del destino degli altri. Nelle pubbliche cerimonie ti ricordano come esempio del senso del dovere.
 Ti sottovalutano, Paolo, perché la tua lezione umana è stata molto più grande. Ci hai insegnato che il senso del dovere è poca cosa se si riduce a distaccato adempimento burocratico dei propri compiti e a obbedienza gerarchica ai superiori. Ci hai detto chiaramente che se tu restavi al tuo posto dopo la strage di Capaci sapendo di essere condannato a morte, non era per un astratto e militaresco senso del dovere, ma per amore, per umanissimo amore.
Lo hai ripetuto la sera del 23 giugno 1992 mentre commemoravi Giovanni, Francesca, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio MontinaroParlando di Giovanni dicesti: “Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché mai si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? Per amore! La sua vita è stata un atto di amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato”. 
Questo dicesti la sera del 23 giugno 1992, Paolo, parlando di Giovanni, ma ora sappiamo che in quel momento stavi parlando anche di te stesso e ci stavi comunicando che anche la tua scelta di non fuggire, di accettare la tremenda situazione nella quale eri precipitato, era una scelta d’amore perché ti sentivi chiamato a rispondere della speranza che tutti noi riponevamo in te dopo la morte di Giovanni.
Ti caricammo e ti caricasti di un peso troppo grande: quello di reggere da solo sulle tue spalle la credibilità di uno Stato che dopo la strage di Capaci sembrava cadere in pezzi, di uno Stato in ginocchio ed incapace di reagire.
Sentisti che quella era divenuta la tua ultima missione e te lo sentisti ripetere il 4 luglio 1992, quando pochi giorni prima di morire, i tuoi sostituti della Procura di Marsala ti scrissero: La morte di Giovanni e di Francesca è stata per tutti noi un po’ come la morte dello Stato in questa Sicilia. Le polemiche, i dissidi, le contraddizioni che c’erano prima di questo tragico evento e che, immancabilmente, si sono ripetute anche dopo, ci fanno pensare troppo spesso che non ce la faremo, che lo Stato in Sicilia è contro lo Stato e che non puoi fidarti di nessuno. Qui il tuo compito personale, ma sai bene che non abbiamo molti altri interlocutori: sii la nostra fiducia nello Stato”.
Missione doppiamente compiuta, Paolo. Se riuscito con la tua vita a restituire nuova vita a parole come Stato e Giustizia, prima morte perché private di senso. E sei riuscito con la tua morte a farci capire che una vita senza la forza dell’amore è una vita senza senso; che in una società del disamore nella quale dove ciò che conta è solo la forza del denaro ed il potere fine a se stesso, non ha senso parlare di Stato e di Giustizia e di legalità.
E dunque per tanti di noi è stato un privilegio conoscerti personalmente e apprendere da te questa straordinaria lezione che ancora oggi nutre la nostra vita e ci ha dato la forza necessaria per ricominciare quando dopo la strage di via D’Amelio sembrava – come disse Antonino Caponnetto tra le lacrime – che tutto fosse ormai finito.
Ed invece Paolo, non era affatto finita e non è finita. Come quando nel corso di una furiosa battaglia viene colpito a morte chi porta in alto il vessillo della patria, così noi per essere degni di indossare la tua stessa toga, abbiamo raccolto il vessillo che tu avevi sino ad allora portato in alto, perché non finisse nella polvere e sotto le macerie.
Sotto le macerie dove invece erano disposti a seppellirlo quanti mentre il tuo sangue non si era ancora asciugato, trattavano segretamente la resa dello Stato al potere mafioso alle nostre spalle e a nostra insaputa.
Abbiamo portato avanti la vostra costruzione di senso e la vostra forza è divenuta la nostra forza sorretta dal sostegno di migliaia di cittadini che in quei giorni tremendi riempirono le piazze, le vie, circondarono il palazzo di giustizia facendoci sentire che non eravamo soli.
E così Paolo, ci siamo spinti laddove voi eravate stati fermati e dove sareste certamente arrivati se non avessero prima smobilitato il pool antimafia, poi costretto Giovanni ad andar via da Palermo ed infine non vi avessero lasciato morire.
Abbiamo portato sul banco degli imputati e abbiamo processato gli intoccabili: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei Servizi segreti e della Polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d’oro, personaggi di vertice dell’economia e della finanza e molti altri.
Uno stuolo di sepolcri imbiancati, un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole, che affollano i migliori salotti, che nelle chiese si battono il petto dopo avere partecipato a summit mafiosi. Un esercito di piccoli e grandi Don Rodrigo senza la cui protezione i Riina, i Provenzano sarebbero stati nessuno e mai avrebbero osato sfidare lo Stato, uccidere i suoi rappresentanti e questo paese si sarebbe liberato dalla mafia da tanto tempo.
Ma, caro Paolo, tutto questo nelle pubbliche cerimonie viene rimosso come se si trattasse di uno spinoso affare di famiglia di cui è sconveniente parlare in pubblico. Così ai ragazzi che non erano ancora nati nel 1992 quando voi morivate, viene raccontata la favola che la mafia è solo quella delle estorsioni e del traffico di stupefacenti.
Si racconta che la mafia è costituita solo da una piccola minoranza di criminali, da personaggi come Riina e Provenzano. Si racconta che personaggi simili, ex villici che non sanno neppure esprimersi in un italiano corretto, da soli hanno tenuto sotto scacco per un secolo e mezzo la nostra terra e che essi da soli osarono sfidare lo Stato nel 1992 e nel 1993 ideando e attuando la strategia stragista di quegli anni. Ora sappiamo che questa non è tutta la verità.
E sappiamo che fosti proprio tu il primo a capire che dietro i carnefici delle stragi, dietro i tuoi assassini si celavano forze oscure e potenti. E per questo motivo ti sentisti tradito, e per questo motivo ti si gelò il cuore e ti sembrò che lo Stato, quello Stato che nel 1985 ti aveva salvato dalla morte portandoti nel carcere dell’Asinara, questa volta non era in grado di proteggerti, o, peggio, forse non voleva proteggerti.
Per questo dicesti a tua moglie AgneseMi ucciderà la mafia, ma saranno altri che mi faranno uccidere, la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno”. Quelle forze hanno continuato ad agire Paolo anche dopo la tua morte per cancellare le tracce della loro presenza. E per tenerci nascosta la verità, è stato fatto di tutto e di più.
Pochi minuti dopo l’esplosione in Via D’Amelio mentre tutti erano colti dal panico e il fumo oscurava la vista, hanno fatto sparire la tua agenda rossa perché sapevano che leggendo quelle pagine avremmo capito quel che tu avevi capito.
Hanno fatto sparire tutti i documenti che si trovavano nel covo di Salvatore Riina dopo la sua cattura. Hanno preferito che finissero nella mani dei mafiosi piuttosto che in quelle dei magistrati. Hanno ingannato i magistrati che indagavano sulla strage con falsi collaboratori ai quali hanno fatto dire menzogne. Ma nonostante siano ancora forti e potenti, cominciano ad avere paura.
Le loro notti si fanno sempre più insonni e angosciose, perché hanno capito che non ci fermeremo, perché sanno che è solo questione di tempo. Sanno che riusciremo a scoprire la verità. Sanno che uno di questi giorni alla porta delle loro lussuosi palazzi busserà lo Stato, il vero Stato quello al quale tu e Giovanni avete dedicato le vostre vite e la vostra morte. 

E sanno che quel giorno saranno nudi dinanzi alla verità e alla giustizia che si erano illusi di calpestare e saranno chiamati a rendere conto della loro crudeltà e della loro viltà dinanzi alla Nazione.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)

 

venerdì, luglio 20, 2012

Lettera aperta dell'ex assessore Mangiarotti

LETTERA A CUORE APERTO COLGO L’OCCASIONE DELLA LETTERA DEL SIG. E/O SIGNORA ALE’ COME SPUNTO DI RIFLESSIONE…………….. Buongiorno Signor ALE’ Avevo deciso in merito all’accaduto che ho vissuto la settimana scorsa, l’11 Luglio 2012, da Lei sopra riportato di ritirarmi di buon grado, come è mio solito fare, senza dilungarmi in spiegazioni che lasciano il tempo che trovano. In effetti visto i commenti “DA BAR”, che come al solito non fanno altro che rilevare e ricercare il lato negativo di qualsiasi operato, ritengo assolutamente necessario chiarire gli equivoci innescati. A PROPOSITO DI AUTO…. In primis dichiaro di non aver mai utilizzato i mezzi comunali per motivi personali, nella realtà ho spesso usato il mezzo mia proprietà per recarmi quasi tutte le mattine alle ore 5,30 circa, da quando è iniziato il Progetto Spiagge Pulite, presso le diverse spiagge e i diversi siti ubicati in tutto il territorio comunale, al fine di riqualificarli perché in stato di abbandono, nello specifico ogni mattina mi recavo presso Cala Marina, presso il Sito posto sotto il Castello, in prossimità della ex vasca Regina, colmo di rifiuti abbandonati e di sterpaglie, mai da nessuno ripulito, in Spiaggia Plaia, che mi assorbiva la maggior parte della mattinata, perché molto impegnativa causa il frequente abbandono dei rifiuti da parte di cittadini incivili, presso l’immobile sito all’interno della Villa Comunale, in fase di ristrutturazione, presso la Cala di Guidaloca e presso l’immobile confiscato alla mafia “PAPIROLANDIA”; Dopo di chè mi recavo presso gli uffici comunali per la rituale impegnativa attività amministrativa. Inoltre oltre a curare il lavoro realizzato durante la settimana, tramite gli operai facenti parte del “Progetto Spiagge Pulite”, tutte le domeniche supportavo un notevole numero di “UOMINI” CASTELLAMMARESI DI BUONA VOLONTÀ, almeno venti, che si prodigavano per la ristrutturazione, dell’immobile di cui sopra “PAPIROLANDIA”; Dalla data del 15 di giugno, tutte le domeniche dopo aver ispezionato tutti i cantieri – siti, facenti parte del “Progetto Spiagge Pulite 2012” , allo scopo di portare a buon fine l’impegno che avevo preso nei confronto dell’Associazione Onlus di “Padre Garau”, di riqualificazione dell’immobile confiscato alla mafia “PAPIROLANDIA”, da adibire all’accoglienza di bambini ospitati nei centri gestiti dalla stessa ONLUS, accompagnavo sempre con il mio mezzo personale, i suddetti volontari presso detto immobile, che con la loro grande e sorprendente disponibilità hanno operato, compiendo un lavoro meraviglioso; Quando per la prima volta siamo entrati all’interno della struttura, ho provato una sorta di sgomento, nel rilevarne lo stato di abbandono, tutto era coperto da un enorme strato di fango e di rifiuti catapultati dall’alluvione passata. All’improvviso mi resi conto di aver preso un impegno troppo grande, eccessivo per le mie capacità e che difficilmente sarei stata in grado di mantenere la parola data in giunta, anche se avevo riferito in tale sede “che ci avrei provato senza alcune promessa perentoria”, ma subito dopo il primo impatto ed il primo sgomento, istintivamente chiesi aiuto alla mia grande fede, all’improvviso, senza che neppure io me ne sono resa conto, costatai che, con naturalezza tutti gli operai del progetto spiagge pulite, incluso il direttore ed il coordinatore dei lavori, che mi accompagnavano erano già lì attivi e orgogliosi di prestare il loro aiuto per i bambini sfortunati; tutti insieme hanno iniziato a rimuovere enormi quantità di fango, hanno ripulito, pitturato le pareti, rimosso rifiuti di tutti i generi …. e prestato qualsiasi attività necessaria per la buona riuscita dei lavori, … non bastano le parole per descrivere tali interventi…..ancora oggi quando guardo le foto riprese nelle varie fasi lavorative faccio fatica a credere al miracolo effettuato. Quello che abbiamo fatto, l’abbiamo compiuto con tutto il cuore e nessuno di tutti coloro che continuano e denigrare il nostro ed il mio lavoro, potrà mai togliermi le soddisfazioni provate nel guardare negli occhi quella gente semplice, che con entusiasmo, con la gioia di fare del bene, con orgoglio e con fatica ha operato; Lo definisco orgoglio Castellammarese! Domenica scorsa alle ore 13,00, mentre molti facevano il bagno presso la baia di Guidaloca, (si sa la Domenica tutti vanno al mare), mi ritrovavo ancora insieme ad altri due operai (la maggior parte dei volontari aveva operato fino alle ore 12,00 circa ed era già andata via) ancora intenti a tinteggiare le pareti della cucina, mentre accompagnavo a casa (CON MIO MEZZO) i due ragazzi volontari, ognuno di loro mi raccontava la propria storia e delle difficoltà giornaliere, che devono sostentare, essendo disoccupati, per vivere e per pagare l’affitto di casa, uno di loro zoppicava e strascicava i piedi e mi riferiva che aveva le piaghe ai piedi, per una malformazione congenita e purtroppo non aveva le possibilità economiche per comprarsi le scarpe adatte alla sua malformazione, nonostante le loro sofferenze entrambi si erano prodigati tutta la mattinata senza chiedere nulla in cambio….. in effetti in quel momento nel sentire le loro storie ho provato un senso di vergogna del mio non essere fino a quel momento presente nelle attività di volontariato, quei due ragazzi mi hanno dato una lezione di vita…. Quando nel corso della mia attività amministrativa politica, molti ….vedendomi dibattere tra una problematica ed un’altra, commentavano con la solita frase SUPERFICIALE - “Ma chi te lo fa fare?”.. io rispondevo “l’amore che ho per il mio Paese”, in effetti, a dire la verità la mia attività oltre all’amore smisurato che ho per il mio paese era soprattutto stimolata da quello che questi GRANDI UOMINI GIORNALMENTE MI DONAVANO; Di tutto l’accaduto che ha poi generato le mie dimissioni, la cosa che mi ha più ferita più di tutte e che mi ha lascito questa sensazione di amarezza è il non poter continuare i progetti che già in buona parte avevo elaborato e che sicuramente avrebbero potuto dare un grande contributi per la crescita del nostro paese; Ad esempio l’idea del Progetto Spiagge Pulite, rivolto non solo alle spiagge, ma alla salvaguardia dell’ambiente e di tutto territorio, era basato principalmente sui principi di: - massimizzazione delle forze lavoro; - sull’economicità e in ultimo ma non meno importante, era volto a favorire persone con disagi di tipo economico; Un’idea che è partita in via sperimentale ma che ha avuto UN GRANDE SUCCESSO! basta recarsi la mattina dalle ore 5,30 alle ore 9,30 presso i siti interessati e verificare la qualità del lavoro effettuato e con quale energia, con quale amore lavorano a tutt’oggi gli operatori, orgogliosi di prestare la loro attività per il proprio paese, sentimento che ho colto in tutti i lavoratori nessuno escluso, inclusi i coordinatori del progetto; sta funzionando anche l’intervento di sensibilizzazione a favore dei fruitori delle spiagge, basta infatti vedere la mattina gli extracomunitari armati di scopa e palette, collaborare insieme ai nostri operatori nel pulire le spiagge! Questo progetto, visto l’esito assolutamente positivo, potrebbe essere preso ad esempio, anche successivamente per l’esecuzione di lavori di piccola manutenzione, a favore del comune, da eseguirsi durante l’arco di tutto l’anno. Infatti all’interno della graduatoria selezionata tramite il Bando Pubblico, volto all’assunzione di personale per svolgere lavori di utilità collettiva, sono presenti professionalità di varia qualifica, pertanto ogni lavoratore si è reso disponibile ad operare in sinergia con gli altri prestando alacremente la propria attività, secondo la propria professionalità , in questa fase pertanto sono stati già eseguiti svariati lavori di manutenzione in economia e utili per l’intera collettività, che se eseguiti da ditte esterne avrebbero avuto costi notevolmente più alti, quindi si è avuto un rilevante risparmio per le casse comunali; Ci tengo a precisare con la presente che durante l’attività amministrativa politica non ho mai utilizzato mezzi comunali per interessi personali, come riferito da voci pretestuose, piuttosto spesso mi ritrovavo a telefonare con il mio telefono personale anziché quello aziendale, spesso mi sono ritrovata ad acquistare con i miei fondi perfino alcune piante per arredare qualche spazio a verde, o a comprare materiale vario necessario per favorire la continuità dell’attività amministrativa intrapresa ad esempio alcuni cestini di rifiuti da collocare all’interno dell’arena delle rose; non ricordo neppure quante volte mi sono ritrovata la notte all’interno del mio studio ad elaborare i progetti e stampare con il mio plotter e le mie stampanti, per potenziare la mia attività amministrativa; Ma le difficoltà più grandi le ho sostenute quando dovevo operare per interventi urgenti e necessari per la salute pubblica, come ad esempio la rimozione di rifiuti pericolosi e abbandonati, o bonifiche di siti inquinati … e mi ritrovavo a rincorrere tra le voci dei capitoli del bilancio comunale le somme che spesso erano difficili e spesso impossibili da recuperare, con rammarico ho avuto modo di constatare che l’ambiente ed il territorio nel nostro comune purtroppo è poco considerato, contrariamente a quanto accade nel resto del mondo, ove si afferma che l’ambiente è il nostro futuro. Oggi dall’esterno rivivo i momenti trascorsi e mi rendo conto del perché del detto “…le cose funzionano male”, in effetti la mancanza assoluta di serenità all’interno della Struttura Comunale, è un continuo convivere in un ambiente colmo di rivalità, invidie, piccole ripicche e subdole vendette, tutte celate dietro un apparente conformismo ricco di falsi baci ed abbracci, conflitti ostinati che coesistono tra i consiglieri e la giunta, tra i vari settori degli uffici, tra gli uffici comunali e la giunta. Per avere contezza di quanto affermato, basta leggere uno qualsiasi dei vari comunicati redatti dal Consiglio e/o dal Presidente del Consiglio, oppure più semplicemente basta assistere ad un consiglio comunale, per avvertire la sensazione che in effetti la maggior parte delle loro forze viene utilizzata o meglio “sprecata” per controbattere l’attività della giunta o meglio ancora per mettere in difficoltà “IL SINDACO”, attività conflittuali continue che sicuramente non incidono e che non hanno inciso fino ad oggi positivamente per il paese; Ma i conflitti più persistenti sono all’interno del Palazzo Comunale, qui la Macchina Burocratica è onnipresente, tra i vari Uffici e/o tra i diversi Settori sussistono diverse rivalità, detti uffici che dovrebbero di prassi collaborare in sinergia, invece si ritrovano spesso ad essere condotti dall’individualismo, innescando meccanismi perversi che generano il continuo rallentamento delle diverse attività progettuali e quindi dell’amministrazione comunale. In conclusione posso dire egregio/a Ale' (scusi ma il suo anonimato mi impedisce di capire se di genere femminile o maschile), per quanto riguarda il mio operato, di avere vissuto un'esperienza di vita altamente edificante e l'aver solo minimamente innescato un principio di rispetto per il senso del dovere, e' uno dei motivi che mi rendono orgogliosa dell'attiva svolta. Si proprio senso del dovere, fondamento sul quale baso quotidianamente i miei principi di vita, che impartisco quotidianamente ai miei figli, che quotidianamente applico ad ogni espressione del mio lavoro. Il Senso del dovere, caro scrittore, dovrebbe essere un principio innato, facente parte di un sistema di valori culturali che se applicati con doverosa oculatezza, possono dare il risultati più inaspettati. Ma la cultura non si improvvisa, e' un processo lungo e di continua ricerca, proiettato verso mete sempre più alte (a proposito "l'ho concepisco" era e rimane un errore blu alle elementari). Non credo pertanto che per presenziare ad una riunione istituzionale, anteponendo ancora una volta il senso de dovere alle esigenze familiari e personali debba rinnegare le enormi soddisfazioni avute, augurandomi che le mie dimissioni, congiuntamente alle scuse, possano essere da esempio a coloro i quali avrebbero dovuto da tempo abbandonare gli scranni del consiglio comunali, per ragioni culturali 'alternative' e diametralmente opposte a quelle che ho appena espresso. Ex Assessore Architetto Maria Stella Mangiarotti

Anche Ficarra e Picone contro le trivellazioni!

ARS: BOCCIATA LA NORMA SBARRAMENTO ANTIMAFIA

Il nostro parlamento regionale ha bocciato con voto segreto una norma che prevedeva il divieto di attribuire a chi sia stato rinviato a giudizio o condannato per reati di mafia, di concussione, corruzione o altri delitti, incarichi in tutti gli enti e le società pubbliche o sottoposte a controllo della Regione. E' bene ricordare i nomi dei parlamentari che hanno chiesto il voto segreto: Rudy Maira (PID) Toto Cordaro (PID) Salvatore Cascio (PID) Riccardo Minardo (MPA) Riccardo Greco (MPA) Campagna (PDL) Caputo (PDL) Leontini (PDL) Mancuso (PDL). Credo che questa sia la palese dimostrazione che non esiste mafia senza politica. Ingroia docet!

martedì, luglio 03, 2012

RACCOLTA FIRME ABROGAZIONE PARZIALE DELLA LEGGE PER LE INDENNITA’ PARLAMENTARI



Oggi stavo vagando a zonzo per il web ed ho letto sto messaggio:


"E' partita la raccolta firme per il referendum (abrogazione art. 2 - legge 1261 del 1965) per tagliare gli stipendi d'oro dei parlamentari.
Ogni cittadino può firmare presso l'Ufficio Elettorale del Comune di residenza.Entro il 26 Luglio 2012 bisognerà raccogliere almeno 500.000 firme.Diamo una mano a noi stessi e andiamo numerosi a firmare."



Mi sono documentato un pò e in effetti non è una bufala, quanto piuttosto una notizia che qualcuno (probabilmente l'intera classe politica) ci tiene a tenere nascosta.


Infatti ho trovato questo comunicato:
"Unione Popolare promuove la raccolta di firme relativa al referendum abrogativo: "Abrogazione parziale della legge per le indennità parlamentari", avente ad oggetto il taglio degli stipendi dei parlamentari.

La raccolta si concluderà il 25 luglio 2012"
Per maggiori informazioni: www.unionepopolare.eu



Ora dico, beddi miei ci lamentiamo tutto il giorno che i politici si fregano troppi soldi, che a noi aumentano le tasse e loro si tengono i loro privilegi etc etc etc. Direi che è il caso di darsi una mossa ed andare a firmare tutti e spargere la voce; è un'occasione che non possiamo lasciarci sfuggire....no?


Alessio Navarra

lunedì, luglio 02, 2012

Più coerenza per tutti!

Gli Europei di calcio sono finiti; la Spagna ha vinto con un sonoro 4-0 rifilato ad un'Italia assente, l'ombra di quella squadra che ha mandato a casa la favoritissima Germania. Errori nelle decisioni del c.t.? Errori dell'UEFA, che ha previsto le partite a pochi giorni una dall'altra? Ce n'è di cose di cui discutere al bar...
Ma più che le discussioni tecnico-calcistiche (di cui me ne intendo davvero pochino), mi hanno colpito le polemiche di quest'ultimo mese sulla questione del boicottaggio a Euro 2012; ve ne sarete accorti anche voi che tantissime persone invitavano a non guardare le partite dell'Europeo, sui social network, per strada, tra gli amici. I motivi erano sostanzialmente 3:

  1. l'Ucraina, uno dei paesi organizzatori del torneo, ha "ripulito" dai cani randagi le strade delle città in cui si sarebbero giocate le partite, con metodi molto simili alla mattanza che si faceva nelle tonnare;
  2. l'Ucraina, oltre alla mattanza di cani, continua a tenere in carcere per motivi politici Julija Tymoshenko, leader della Rivoluzione Arancione;
  3. alcuni giocatori della Nazionale Italiana sono stati recentemente coinvolti nelle inchieste sul calcioscommesse, come ad esempio Bonucci - indagato per presunte combine in alcune partite degli scorsi campionati - o Buffon, che non si è capito perché ha versato 1,5 milioni di € ad un tabaccaio.
Ieri sera, tampasiando su Facebook, ho beccato l'ennesima zuffa tra chi ha visto tutte le partite dell'Europeo e chi, per coerenza con i propri valori morali e civili, non ne ha visto neanche un minuto.
La coerenza. Questa era l'argomentazione principe di quelli pro boicottaggio. Giusto! Avrei dovuto essere anch'io coerente con i miei valori, non avrei dovuto guardare le partite di Euro 2012 e invitare tutti a fare come me! Da oggi sarò molto più attento e coerente con i miei valori, le mie idee, le mie battaglie civili.
Comincio subito!
Niente più caffè, visto che le multinazionali lo coltivano sfruttando migliaia di lavoratori senza diritti. Stessa cosa dicasi per il cioccolato. Non utilizzerò più alcun mezzo di trasporto alimentato con prodotti petroliferi raffinati (cioè niente auto, treno, autobus, nave, aereo, etc.), dato che le compagnie petrolifere stanno distruggendo interi ecosistemi per guadagnare sempre più soldi. Io soldi a loro non ne darò mai più, né direttamente né indirettamente! E non darò più un centesimo neanche alle aziende farmaceutiche e di cosmetica (niente più farmaci, saponi, shampoo, etc.), che fanno ricerca sugli animali sottoponendoli a pratiche crudeli. Non comprerò più nulla in nessun negozio, perché molti commercianti della zona pagano il pizzo o sono mafiosi e io non so con certezza chi di loro è onesto e rifiuta di piegarsi al giogo di Cosa Nostra; per non rischiare di dar soldi a quelli sbagliati, non ne do a nessuno...
Chiuderò il mio conto in banca (e la banca non se ne accorgerà neppure, viste le cifre ridicole...) perché le banche sono responsabili più di chiunque altro della crisi in cui ci troviamo. Via il router wi-fi da casa mia, dannoso per la salute con tutte quelle onde elettromagnetiche e basta con l'abbonamento a Telecom, che è stata utilizzata in passato per intercettare abusivamente chiunque non andasse a genio al manovratore. E poi, via tutti gli elettrodomestici, tv, pc, netbook, smartphone, perché sono stati costruiti in qualche fabbrica asiatica in cui i lavoratori sono trattati come schiavi senza diritti, come quelli che producono iPhone e iPad.
Non metterò più le mie scarpe e i miei abiti, perché sono stati quasi tutti prodotti da aziende multinazionali che sfruttano il lavoro minorile. Non mangerò più carne (avete mai visto gli allevamenti intensivi? Terribili!). Mangerò solo frutta, verdura e ortaggi biologici per boicottare le multinazionali che vendono pesticidi chimici, altamente dannosi per l'ambiente (Monsanto devi fallire!), ma solo se non passano dai Mercati Ortofrutticoli, notoriamente in mano alle mafie. E ovviamente, niente più calcio, formula 1, motomondiale, sbk, olimpiadi e altri sport, perché sono lo strumento che i potenti usano per distrarci così loro potranno danneggiarci come vogliono!
Bene, per il momento non mi viene altro in mente. Continuerò a vigilare e, se necessario, a boicottare per coerenza! Magari, se qualcuno ha da segnalare altri boicottaggi da fare... Io sono coerente!