domenica, settembre 08, 2013

Tornano gli incendi dolosi, a fuoco l’auto di un poliziotto



CASTELLAMMARE –Dopo un breve periodo di calma, a Castellammare tornano gli incendi dolosi. Questa volta ad essere presa di mira è l’auto di F. R. un ispettore di polizia castellammarese che svolge il suo servizio al commissariato di Alcamo. L’auto, una Fiat Panda, che è stata data alle fiamme la notte tra giovedì e venerdì era parcheggiata nei pressi dell’abitazione della madre nel quartiere “case nuove” dove l’uomo si era recato per passare la notte.  Il vile gesto sicuramente desta molta preoccupazione visto il clima che si respira a Castellammare da parecchio tempo. La polizia indaga per risalire agli autori dell’atto intimidatorio e soprattutto per stabilire se c’è un legame con l’attività dell’ispettore.
Emanuel Butticè

venerdì, settembre 06, 2013

CERCASI ATTORI PER IL CICI FILM FESTIVAL


Si aprono ufficialmente lunedì 9 Settembre con la presentazione dei registi alla popolazione i lavori della terza edizione del CICI FILM FESTIVAL. Al teatro Apollo di corso Bernardo Mattarella alle 21, tutti coloro che sono disposti a mettersi in gioco come attori, tecnici ecc. avranno l'occasione di proporsi, per andare a formare i vari staff che affiancheranno i giovani filmaker. Grande varietà di provenienza tra i registi selezionati quest'anno, forte la rappresentativa Siciliana con Maria Stefania Bonomo proveniente da Enna, Nicolò Cappello da Palermo e Dario Diliberti da Alcamo. Due felici ritorni: Diego Monfredini da Piacenza vincitore nella prima edizione con “La casa dei trenta rumori”, e Michele Milesi di Cortona (ar) che la scorsa edizione ha curato la fotografia di “Carmela” di Orsa Cousin. L'Emilia Romagna oltre che da Monfredini sarà rappresentata anche da Ilaria Vecchi da Modena, la Lombardia da Gianluca Fedele da Voghera e Giulia Savorelli da Milano, la Calabria da Salvatore Insana da Cittanova. Darà infine un tocco di Internazionalità la giovane regista Franco Spagnola Diane Pol-Lajaima. Le fasi finali del concorso si svolgeranno il 14 e il 15 Settembre, a piazza Castello, dove verranno proiettati i corti realizzati durante la settimana, e dove sarà decretato il vincitore, a sceglierlo sarà una giuria d'eccezione formata da registi, attori , produttori, giornalisti e critici che sarà svelata nei prossimi giorni. Nelle due giornate oltre alle proiezioni sono anche previsti, conferenze, presentazioni, degustazioni e concerti.

Per maggiori informazioni: http://www.associazionecici.com/

giovedì, settembre 05, 2013

Comunicato del Presidio di Libera P.Mattarella e di Castello Libero operazione antimafia Castellammare del Golfo

Il presidio Piersanti Mattarella di C/mare del Golfo di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e l'associazione Castellolibero esprimono la propria vicinanza a Gregory Bongiorno, imprenditore castellammarese e presidente di Confindustria Trapani, per aver denunciato i propri estortori, e si congratulano con la Squadra Mobile di Trapani, per l'operazione con la quale sono finiti in manette Mariano Asaro, Fausto Pennolino e Gaspare Mulè.
Con la speranza che siano sempre di più gli imprenditori e i commercianti a dire di 'no' al pizzo e a denunciare alle Forze dell'Ordine chi si rende protagonista di questi atti ignobili.

domenica, agosto 25, 2013

Le notti castellammaresi

Pubblichiamo qui di seguito una lettera ricevuta da una cittadina castellammarese:

Queste mie parole sono sicuramente uno sfogo, ma anche una riflessione da condividere con chi avrà la pazienza di leggere. Vorrei parlare del problema delle notti castellammaresi, della presenza di numerosi pub nel centro abitato, della musica a volume inaccettabile, degli schiamazzi, del degrado in cui è caduta la cittadina,  in quanto, a differenza che altrove, qui la notte si può tutto: bere alcolici e birra in quantità e a qualsiasi età, fumare di tutto, urlare, fare discoteca per strada senza limiti di orario, perché, a dispetto delle regole che pur ci sono, nessuno le fa rispettare.
E allora perché non approfittare?

Abbiamo di recente assistito a un “Evento”, così è stato pubblicizzato, organizzato ai piedi del Castello, il maggiore monumento del paese, il cui valore storico-artistico è indiscusso. Mi chiedo:
qualcuno degli organizzatori ha pensato che le potenti vibrazioni causate da quel genere di musica, l’intensità sonora elevatissima, la concentrazione eccezionale di folla, potevano arrecare danno a quel patrimonio inestimabile? Vedo tanta superficialità e purtroppo anche ignoranza in questo genere di scelte, operate nella, falsa convinzione di fare il bene del paese, del suo sviluppo turistico. Ma quando usano la parola “Paese” a chi si riferiscono?  Non certo a “tutti “ i suoi cittadini, non certo ai mille angoli del centro che vengono ogni notte profanati da schiamazzi, urla, bottiglie lanciate, rombi di motore, vomito e urina dietro i portoni. Ci si riferisce sicuramente a tutti coloro, castellammaresi e non, che vogliono vivere una notte da “sballo”, oppure a quei pochi castellammaresi che, vendendo alcol e birra in quantità inimmaginabili, fanno notevoli guadagni, senza farsi scrupolo che gran parte dei consumatori sono minorenni al di sotto dell’età consentita. Mi chiedo ancora: E’ questo che cercano i turisti venendo a Castellammare?
La scelta di consentire l’apertura di questi locali, che improvvisamente diventano discoteche all’aperto, lungo le “antiche scale”, le vie, le piazze e il lungomare, aggregando centinaia di giovani a discapito delle norme di sicurezza, è sicuramente contraria  ai desideri di quella parte del “Paese” che la notte, almeno dopo una certa ora, vorrebbe dormire, riposare, magari perché si tratta di anziani, malati o semplicemente uomini e donne che l’indomani devono andare a lavorare.

Sono madre, figlia, insegnante e cittadina di questo paese che non riconosco più. Oggi mi sento profondamente sdegnata, offesa, preoccupata e arrabbiata con chi, sia nel passato che ora nel presente si è reso responsabile di scelte politiche, legislative, economiche e sociali, che sono una delle cause primarie della deriva comportamentale in cui stanno precipitando le nuove generazioni. E’ evidente infatti la diffusa mancanza di senso civico nel rispetto delle regole. Le regole sembrano essere solo un fatto formale, un fastidio da scavalcare in qualche modo, comunque da non rispettare, se non sulla carta, perché di fatto nessuno le fa rispettare, né gli amministratori, né le forze dell’ordine.
Come madre sono molto preoccupata, perché penso che il paese di notte non sia più sicuro, le migliaia di giovani e giovanissimi che popolano la notte e che per buona parte provengono dai paesi limitrofi, poiché nel loro paese è un “mortorio” mentre da noi  “c’è vita”, spesso, involontariamente, creano situazioni di insicurezza, per il sovraffollamento di alcuni luoghi, perché in preda all’alcol e allo stordimento provocato dalla musica assordante si rischiano liti o incidenti .
Come figlia sono preoccupata perché ormai i nostri vecchi non contano più nulla, non sono più degni di rispetto, sono un fastidio e un bersaglio di volgari insulti, qualora reclamino il loro diritto a riposare, a dormire, a vivere con serenità la vecchiaia, già angustiata dalle malattie. Invece si urla, anche attraverso il web, che il nostro è un “paese per vecchi”, che non si vuole dare spazio al divertimento dei giovani, che chi non  accetta questo genere di vita dovrebbe andare in “Mozambico” o comprarsi dei “tappi per le orecchie”. Mi dispiace constatare come insegnante il fallimento di noi educatori, in quanto vedo calpestati quei valori che dovrebbero essere fondamentali dell’uomo: il senso civico, il rispetto delle persone chiunque esse siano, ancor più gli anziani, il rispetto dei luoghi, il rispetto delle regole.
Dove sono tutti i genitori? Perché non si preoccupano del fatto che i loro figli conducano ritmi di vita alterati, rimanendo per strada tutta la notte e dormendo tutta la mattina?

Tutto sarebbe diverso se fossero rispettate le regole. Nessuno chiede di chiudere pub e bar, ma di costringerli a rispettare le regole; bisognerebbe valutare bene l’adeguatezza del luogo, rispettare gli orari di chiusura (deve intendersi locale chiuso anche per la pulizia, raccolta di vetro e lattine, spostamento di tavoli e sedie, ecc); rispettare i limiti di decibel concessi, proibire la somministrazione di alcol al di sotto dei sedici anni, come avviene nel resto della civile Europa  (non basta fare le ordinanze, bisogna farle rispettare).
E’ amara constatazione che ai nostri amministratori nulla importa della salute dei cittadini. Noi adulti, genitori, insegnanti, amministratori, forze dell’ordine, cittadini tutti dovremmo essere modelli per i nostri giovani, dovremmo educarli al rispetto delle regole, percepite non come una costrizione, ma come l’unica garanzia alla serena convivenza civile e alla crescita culturale  della propria comunità.
So che queste parole scateneranno reazioni anche molto polemiche, ben vengano, purché se ne parli e purché qualcosa cominci a cambiare, ma in senso positivo.


                                                                                                   Sara Asaro

venerdì, agosto 23, 2013

Cambiamenti chiede al prefetto di non far chiudere il liceo artistico dell’ I. S. “Mattarella Dolci” di Castellammare del Golfo

Per effetto del D.A. n° 740 del 8 Marzo 2011 a partire dall’anno scolastico 2012/2013, è stato attivato presso il Liceo “F. Vivona” dell’ I. S. “Mattarella Dolci” di Castellammare del Golfo, l’indirizzo di studio Liceo Artistico. 
Per l’anno scolastico 2013/2014 hanno presentato istanza di iscrizione per il Liceo Artistico n° 14 alunni di cui 5 diversamente abili e  il DS dell’ I. S. “Mattarella Dolci” di Castellammare del Golfo in applicazione della circolare del MIUR N. 25 del 29/3/2012 ha richiesto in organico di diritto e successivamente in adeguamento dell’organico di fatto la classe “articolata” Liceo Classico (13 iscritti) e Liceo Artistico (16 iscritti di cui 5 diversamente abili).
Tale richiesta è prevista dalla circolare del MIUR N. 25 del 29/3/2012 e risulta essere senza oneri aggiuntivi a carico dell’amministrazione, poiché l’organico dei docenti utilizzati è quello del Liceo Classico integrati dai docenti delle discipline di indirizzo del liceo Artistico già di ruolo nella scuola.
Tale richiesta non ha avuo il dovuto seguito, per tanto Cambiamenti ha scritto al prefetto affinchè si attivasse per non far chiudere l'indirizzo artistico dell'istituto scolastico castellammarese.

Vi pubblichiamo il testo della lettera.

Egregio Prefetto


Non so se basteranno lettere ed appelli per salvare una scuola, ma spero che se leggerà capisca che in fondo non si tratta di salvare soltanto una "scuola", ma il livello culturale di un´intera zona, la formazione del pensiero di un´intera zona, l´attaccamento di intere generazioni giovanili alla "loro" zona. Questo non potrebbe essere mai più garantito, se i giovani che volessero iscriversi ad un liceo Artistico fossero costretti a recarsi in città o altrove, senza considerare che, lo ammetteremo se siamo onesti, molti sarebbero semplicemente obbligati a cambiare indirizzo scolastico.
Possiamo solo sperare. Sperare che non venga spenta un´altra luce, in tempi già assai oscuri di loro.

Mi dispiace vedere che il liceo Artistico sta facendo la stessa fine di quello che era il popolo italiano, con annesse storia e cultura, ormai incamminato sulla via di una estinzione a tempi da primato. Estinto il popolo, estinti anche i suoi problemi. Del resto, come diceva Eraclito (o Cratilo, o Simplicio), «tutto scorre» e il mondo è in continuo divenire. Pare che ormai siamo rassegnati a questo ineluttabile destino. Non abbiamo più punti di riferimento, siamo sempre più confusi. Ignoriamo sempre di più la nostra storia, abbiamo perduto qualsiasi visione prospettica. Non sapendo da dove veniamo, non riusciamo neppure a capire dove siamo diretti. Ci stiamo confezionando false mete e falsi idoli ad ogni piè sospinto, come la finanza creativa, l'economia basata sulle speculazioni di un mercato borsistico folle e lanciato come un bolide verso il precipizio, che vive di allucinazioni collettive, di «spread» e di «future», che prescinde totalmente dal valore intrinseco delle cose e dal valore del lavoro e dell'ingegno dell'uomo. Sono tutte cose destinate a portare sfortuna. Di sicuro, dopo questo delirio, verremo riportati alla realtà, ma quanto ci sarà costata questa obnubilazione?
Dicevo prima dei punti di riferimento. Mai come in questo momento storico essi ci possono aiutare a decidere la rotta. Siamo giunti, in pochi anni, nell'era della comunicazione globale. Con la Rete, o il World Wide Web, la «ragnatela globale», abbiamo abbattuto le barriere dello spazio e del tempo nella comunicazione, in maniera impensabile solo pochi decenni fa. Il flusso di dati e di informazioni è enorme e ora come non mai è importante discernere tra ciò che è virtuale e ciò che è reale, tra una cosa vera e una sua parvenza o un suo ologramma. Come non mai prima d'ora, è importante la formazione di una capacità critica, della capacità di vedere le cose da varie angolazioni, di percepirne le sfaccettature, di comprenderne l'essenza, cioè la capacità prima di analisi e poi di sintesi, di scomporre le cose nei loro elementi costituenti, ma poi anche di ricomporle secondo il giusto ordine, la capacità di osservare in prospettiva temporale e storica. Sviluppare queste capacità richiede applicazione, studio, impegno, bisogna sfidare se stessi. Ma oggi la voglia di studiare e di mettersi alla prova non è di molti. I più scelgono percorsi meno accidentati, strade meno impervie. Alcuni hanno scelto il Liceo Artistico.

Il liceo Artistico di Castellammare è destinato a chiudere per due motivi. Il primo risiede nell'applicazione delle vigenti rigide normative sui numeri necessari per la formazione delle classi, e francamente è quello che mi preoccupa di meno, benché reputi che l'intransigenza si riveli a volte deleteria (in questo caso sicuramente in termini logistici, dal momento che gli studenti che non vorranno rinunciare agli studi artistici dovranno sobbarcarsi impegnativi quotidiani spostamenti destinati a sottrarre tempo allo studio e soldi dalle tasche dei loro genitori). Il secondo motivo, che mi preoccupa di più, è la mancanza di motivazione, che spinge gli studenti verso altre direzioni, e il non aver compreso che gli studi artistici sono paradossalmente, e sottolineo paradossalmente, quanto di più avanzato la scuola possa mettere in campo per la preparazione di persone «open-minded», dotate cioè di spiccata flessibilità coniugata con elevato ordine mentale, sempre più necessarie nel nostro mondo ipertecnologico in continua evoluzione. Che questo tipo di formazione sia sempre più necessaria non lo dico io, lo dicono gli studi statunitensi, e in Italia lo prova il particolare successo che questi studenti incontrano negli studi superiori in qualsiasi ambito dello scibile umano.

Noi, patria dell’Arte della cultura artistica, ne decretiamo la cessazione, per numeri, per leggi inconcludenti, per incapacità o volontà di comprendere da parte dei nostri politici e tecnici che il mondo, quello futuro dei nostri giovani, non può ridursi a percentuali, a cifre, a tecnologie parossistiche, a meri input da grande fratello di Orwell. Le macchine servono, gli automi, ma non devono essere serviti da noi.

Ma tutto tra il silenzio assordante delle istituzioni scolastiche, che la legge ha deciso così. La legge, quella che appunto è fatta di numeri e di profitti, di bilanci, di budget, e di carriere. Ma sanno costoro cosa sancisce la nostra Costituzione a tale proposito: come l´art. 3, .. «é compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico, e sociale, che, limitando di fatto la libertà, e l´uguaglianza fra i cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana..» ed ancora l´art. 33 «L´arte e le scienze sono libere e libero è il loro insegnamento..» che fa da compendio all´art. 34.. «La scuola è aperta a tutti ed i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i più alti gradi degli studi..» E noi chiudiamo il liceo Artistico perché magari mancano pochi iscritti. Che leggano, signor Prefetto, questi articoli della costituzione, Ministri, Sottosegretari, e Dirigenti ad ogni livello prima di fare i Ponzio Pilato o gli scaricabarile. E li leggano anche i cittadini.

Se da un lato la crisi economica sta provocando, e provocherà sempre più, gravi conseguenze sui budget familiari con una contrazione netta dei desideri che si possono realizzare dall’altro già vediamo le gravi ricadute economiche che il nostro territorio sta subendo negli ultimi anni con un tasso di disoccupazione sempre più alto e sempre più aziende costrette a chiudere i battenti.

Tutto questo sta riducendo drasticamente le opportunità per i nostri figli di crearsi una formazione culturale idonea alle loro aspettative e alle richieste del mercato dato che le possibilità economiche si riducono sempre più.

L’art. 3 comma 2 della nostra Costituzione parla dell’eliminazione, da parte dello Stato, di tutte le barriere che limitano le libertà di un cittadino e che non gli permettono di essere uguale agli altri e ritengo che impedire ad un ragazzo di poter frequentare la scuola scelta, solo perché non si è raggiunto il numero minimo richiesto, non sia corretto da parte del mondo dell’istruzione pubblica. In particolare per il fatto che, tale vincolo numerico, non sia mai stato fatto presente alle famiglie dei giovani che si volevano iscrivere se non al momento della decisione di non avviare la classe per l’anno scolastico 2012/13.

Molti chiudono la questione affermando che, alla fine dei conti, è sufficiente che gli iscritti vadano a Trapani o a Palermo ma vorrei far presente che i costi del viaggio, il mantenimento in città e l’enorme perdita di tempo per il lungo viaggio permetterebbero solo a pochi privilegiati di poter soddisfare i propri desideri.

Sottolineo che non stiamo parlando di videogiochi ma di istruzione.

Inoltre nella Costituzione all’art. 30 comma 1 si prevede che i genitori diano l’istruzione ai loro figli ma com’è possibile accontentare i desideri della prole se i costi e le condizioni esterne lo impediscono?

Come si può pretendere che in questo momento storico una famiglia subisca il non indifferente peso economico di mantenere gli studi e il viaggio del figlio/a a Trapani o Palermo? E se i figli sono diversamente abili?

Come possiamo uscire da questa grave crisi se non diamo la possibilità ai nostri ragazzi/e di poter esprimere liberamente le proprie passioni culturali e di avviare una carriera che corrisponda alle proprie capacità e desideri? È ora che i giovani inizino ad affrontare il futuro con sicurezza e passione perché sarà molto complicato per loro e se noi oggi aggiungiamo vincoli e barriere come potremo agevolare questo processo di transizione?

Si parla tanto di aiutare le nuove generazioni ma nel momento dell’agire tutti si tirano indietro!

E poi, caro Prefetto, dal dopoguerra in poi hanno detto insegnato proferito ad ogni piè sospinto che le leggi sbagliate ed antidemocratiche vanno cambiate (e si riferivano al totalitarismo ed al fascismo) aggiungendo sempre con qualche mezzo. Ed allora quando le leggi erano totalitarie e sbagliate, vanno cambiate, mentre le leggi democratiche e sbagliate, vanno tenute, mantenute, salvaguardate? Non credo, e facciamo in modo che le cose cambino, e tutto comincia da noi, dai cittadini, anche tramite le lettere al giornale.

Vorremmo porre alla Vostra attenzione la nostra situazione determinata in particolare dall’applicazione della normativa ministeriale relativa alla determinazione degli organici e, nello specifico, da quanto previsto nel D.P.R. n. 81 del 20 marzo 2009.

Detto decreto stabilisce che “di norma” le classi di scuola secondaria superiore devono essere determinate con un numero di 27 alunni, facendo comunque salve delle eccezioni determinate da particolari situazioni locali: “la specificità relativa ai comuni montani, alle piccole isole, alle aree geografiche particolarmente esposte a situazioni di disagio e precarietà……”.

a) La circolare ministeriale richiama, per la formazione delle classi, i criteri e i parametri fissati dal Regolamento approvato con D.P.R. del 20 marzo 2009, n. 81, specificando però che: la ripartizione a livello regionale dell’organico complessivamente definito in ambito nazionale è stata effettuata, sulla base dei dati e degli elementi concorrenti alla definizione delle risorse necessarie per il corretto funzionamento del sistema dell’istruzione, nelle sue diverse articolazioni, tenendo conto della specificità relative ai comuni montani, alle piccole isole, alle aree geografiche particolarmente esposte a situazioni di disagio e precarietà… .

b) Nel paragrafo dedicato alle procedure e adempimenti relativi alla definizione degli organici, si legge che gli Uffici Scolastici Regionali devono, stabiliti gli opportuni contatti e confronti con le Regioni, con gli Enti Locali, provvedere alla ripartizione delle risorse a livello provinciale, ……dando particolare attenzione alle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, riguardanti i comuni montani e le piccole isole, la limitata capienza delle aule, il rispetto delle norme di sicurezza, ecc… .
c) Nella sezione dedicata alla scuola secondaria di secondo grado, viene precisato che: al fine di garantire un’offerta formativa più ampia, è opportuno salvaguardare comunque i corsi unici in ambito provinciale e quelli presenti nelle zone particolarmente disagiate.
d) Le prime classi saranno costituite, di regola, con 27 alunni.
Pertanto il numero delle classi si calcolerà dividendo il numero complessivo degli iscritti per 27. Eventuali eccedenze dovranno essere distribuite nelle classi della scuola fino ad un massimo di 30 alunni. Si costituisce sempre una sola classe quando le iscrizioni non superano le 30 unità. Si terrà conto anche della serie storica dei tassi di ripetenza.

e) Solo nelle istituzioni scolastiche (IIS) comprendenti ordini di studio di diverso tipo (ad es. uno tecnico con un professionale o con un liceo), le classi si costituiscono separatamente per ogni ordine (licei, tecnici, professionali) o sezione di liceo musicale e coreutico. In tutti gli altri casi il numero delle classi prime si determina sulla base del numero complessivo di alunni iscritti e indipendentemente dai diversi indirizzi presenti nell’istruzione tecnica, professionale e nei diversi percorsi liceali.


f) Le classi iniziali dei cicli successivi al primo biennio saranno costituite applicando la stessa normativa delle prime classi ed il numero delle classi viene determinato sulla base sempre del numero complessivo degli alunni iscritti, indipendentemente dagli indirizzi.
g) Le prime classi di sezioni staccate, scuole coordinate, sezioni di diverso indirizzo o di specializzazione funzionanti con un solo corso si attiveranno solo se il numero minimo è pari a 25 iscritti.
h) È possibile la costituzione di classi articolate purché il numero complessivo non si a inferiore a 27 alunni e con un minimo di 12 alunni per il gruppo minore.
A quanto pare il fatto che il Comune di Castellammare sia un comune a tutti gli effetti montano, che serva un territorio esteso e che, per di più, si trova in una posizione baricentrica tra il Liceo Artistico di Trapani e quello di Palermo, non è sufficiente per dare ai funzionari competenti la possibilità di derogare alla norma ministeriale al fine, come dice la circolare stessa, di “salvaguardare comunque i corsi unici in ambito provinciale e quelli presenti nelle zone particolarmente disagiate”.
Il fatto è che i nostri ragazzi sono determinati a voler frequentare il liceo Artistico e per alcuni di loro soprattutto per i diversamente abili è difficoltoso e non ci sono in città convitti che ospitino ragazzi in questa fascia di età.
Con la chiusura della sezione dell’Artistico verrebbe a mancare una parte considerevole delle opportunità formative, non reperibili se non a costi di notevoli sacrifici da parte dei giovani e ulteriori spese a carico delle famiglie, spesso angustiate dalla crisi economica.
Nella valutazione del caso di Castellammare, forse è opportuno prescindere dal contingente. Non si tratta di risolvere un problema di poche famiglie, ma di rispondere ad una precisa esigenza del territorio: la possibilità di scegliere un corso di studi in una gamma più vasta e completa, senza eccessivi disagi. Il Liceo Artistico potrà così continuare nel tempo attraverso un'azione di orientamento serena che miri ad informare obiettivamente l'utenza, senza creare allarmismi e deterrenti inutili. Forse l'esiguo numero di iscritti di quest'anno è dovuto proprio alla mancanza di un adeguato programma orientativo nelle varie scuole della zona.
In questa sede non si chiede di forzare la legge, ma di assecondarla e di interpretarla nel senso più favorevole ai richiedenti. Ci permettiamo di riportare qualche stralcio della circolare del MIUR N. 25 del 19/3/2012, al fine di dimostrare la legittimità della richiesta e di favorirne un riscontro positivo: “Particolare attenzione dovrà essere riservata alle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali ...”. Da un'indagine condotta dai genitori risulta che i tempi di percorrenza per raggiungere le sedi di Trapani o di Palermo sono improponibili, soprattutto per gli studenti diversamente abili. “Al fine poi di garantire un'offerta formativa più ampia, è opportuno salvaguardare comunque i corsi unici in ambito provinciale e quelli presenti nelle zone particolarmente disagiate”.
Attivare la classe, per noi rappresenta non solo materializzare le scelte dei nostri figli, ma il primo passo per far sì che questo fondamentale percorso scolastico non scompaia da Castellammare e che la produzione artistica di inserisca in un preciso programma di promozione turistica già in atto nel comune.
Confidando nel Suo interesse ed attenzione, per il delicato ed importante compito che Lei svolge, di promuovere e consolidare le sinergie presenti sul territorio a garanzia dei diritti dei cittadini e soprattutto per i diversamente abili Le chiediamo di intercedere per l’attivazione della classe prima del Liceo Artistico o in subordine della classe “articolata” Classico-Artistico.

Certi di Suo positivo riscontro Le porgiamo distinti saluti.

Bando CICI FILM FESTIVAL 2013 SI SELEZIONANO 10 GIOVANI FILMAKER

Anche quest'anno si terrà il concorso cinematografico organizzato dall'associazioni Cici  di cui cui vi pubblichiamo integralmente il bando:

1. SELEZIONE DI GIOVANI FILMAKER – REQUISITI DI PARTECIPAZIONE
Sono ammessi alla selezione tutti i giovani filmaker, uomini e donne, italiani e stranieri, che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 35 anni alla data di presentazione della domanda.
2. DURATA E SEDE DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA'
I giovani selezionati dovranno realizzare un cortometraggio della durata massima di 10 minuti, il tema del cortometraggio sarà svelato solo all'arrivo dei filmaker a Castellammare Del Golfo.
Il concorso si svolgerà nel Comune di Castellammare Del Golfo (TP). I lavori avranno inizio il 9 Settembre 2013 e si concluderanno il 15 Settembre 2013. Il cortometraggio dovrà essere consegnato, in formato DVD, ad un rappresentante dell’organizzazione.
3. ORGANIZZAZIONE, TRASPORTI, OSPITALITA'
L’organizzazione darà ospitalità gratuita ai giovani filmaker selezionati e ai loro accompagnatori/assistenti (max. 1
a filmaker) per l’intera durata della manifestazione (9 Settembre/16 settembre 2013). L’ospitalità prevede il pernottamento. Il vitto e gli spostamenti in loco, compreso il viaggio di arrivo e partenza da Castellammare Del Golfo (TP) sono a carico dei partecipanti. Le attrezzature necessarie alla realizzazione del cortometraggio (telecamera, computer, etc.) sono a carico del partecipante.
4. MODALITA’ DI SELEZIONE – COMMISSIONE ESAMINATRICE
Le domande dei partecipanti pervenute entro il termine di scadenza del bando, correttamente compilate e corredate del materiale richiesto, saranno esaminate da una commissione composta da membri dell’organizzazione del Festival. I punteggi saranno attribuiti valutando il curriculum e il materiale presentato dal partecipante. La rosa dei 10 filmaker terrà conto del riequilibrio tra i generi. Le decisioni della commissione sono insindacabili e inappellabili. Ai filmaker selezionati non verrà corrisposto alcun compenso.
5. MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Il partecipante deve inviare a mezzo posta elettronica una mail contenente il proprio curriculum vitae, corredato da lettera di motivazione, copia del documento di identità e un cortometraggio da lui realizzato della durata massima di 10 minuti ( sono accettati anche link You tube vimeo ecc). inoltre dovranno essere chiaramente indicati: titolo del corto, cognome e nome del regista, durata ed anno di realizzazione. Allegare una sinossi di max 10-15 righe. Il materiale richiesto (CV + lettera di motivazioni + Documento + Cortometraggio + Sinossi) dovrà essere inviato via Mail entro l'1 settembre 2013 al seguente indirizzo: claudiocolomba@associazionecici.com
6. PREMIAZIONE
Il 14 Settembre a Castellammare Del Golfo(TP) si terrà la proiezione di tutti i lavori prodotti dai giovani filmaker. Al termine delle proiezioni, la giuria voterà il miglior cortometraggio. La cerimonia di premiazione si terrà il 15 settembre 2013 e il premio consisterà in 1000.00 euro per il cortometraggio che raggiungerà il più alto punteggio.
7. PRIVACY
Si informano i partecipanti che i dati personali contenuti nelle domande di partecipazione alla presente selezione saranno raccolti e trattati presso l’associazione CicI ai soli fini dell’espletamento della selezione stessa e nel rispetto degli obblighi di sicurezza e riservatezza previsti dal D. Lgs. 196/03.
8 AVVERTENZE
Si informano i partecipanti che il materiale pervenuto in fase di selezione non sarà in alcun modo restituito al mittente. I prodotti rimarranno di proprietà dei realizzatori, fermo restando la possibilità di una distribuzione non commerciale, nel circuito culturale, a scuole, enti, associazioni, etc. da parte dell’organizzazione per fini di promozione e diffusione. Le decisioni della giuria e dell’organizzazione sono inappellabili. La partecipazione alla selezione implica l’automatica accettazione delle condizioni sopra citate.

Per maggiori informazioni: http://www.associazionecici.com/

lunedì, agosto 19, 2013

FINALMENTE DEPURATORE, MA COME SARÀ?

La parola depuratore è stata forse una delle più pronunciate negli ultimi 20 anni durante le varie campagne elettorali in paese oltre alle ormai classiche porto, turismo e simili. Come ben sappiamo tutti, l'amministrazione Bresciani è riuscita ad ottenere un finanziamento per la costruzione del nuovo impianto di depurazione e del sistema di rete fognaria per il borgo di Scopello.
Il progetto per il depuratore di Castellammare prevede “un nuovo depuratore interrato, da ubicare alla radice del molo foraneo, in quanto, è intendimento di questa Amministrazione” come scritto nella delibera N. 133 del 17-06-2010.
Complesso è il progetto per la frazione di Scopello. Dapprima la Giunta Bresciani da' l'incarico per la progettazione di un impianto di depurazione per il Borgo e la relativa rete fognaria. Ma subito arriva uno stop. Bella opera ma non giustificata per servire un numero piccolo di abitanti (al di sotto dei 10000). La Comunità Europea, in parole povere, dice al comune se vuoi un depuratore a Scopello dovrai finanziarlo di tasca tua, al contrario se vuoi che sia io a finanziarlo devi rimodulare il progetto. Quindi l'amministrazione decide di far modificare il progetto: il depuratore a Scopello verrà eliminato e i reflui saranno convogliati al più grande depuratore di Castellammare. Ma come? L'ingegnere responsabile, quindi progetta  “un  complesso impianto  di sollevamento, costituito da quattro  stazioni di pompaggio per   addurre i  reflui  al depuratore di Castellammare del Golfo, attraverso un percorso stradale” Ma la giunta nota che è un “impianto impegnativo dal punto di vista economico che comporta sia notevoli costi  di  gestione e  manutenzione che dei rischi di natura ambientale, in caso di malfunzionamento”  (Delibera di Giunta Municipale N. 151 dell’08/06/2012)
Il povero ingegnere allora per la terza volta deve rimodulare il progetto, se non si può fare un depuratore, non si può collegare via terra che soluzione rimane? Il mare! Proprio così il progetto finale, come ricordato dallo stesso Sindaco Coppola durante l'ultimo consiglio comunale, prevede “la collocazione della condotta fognaria di avvicinamento dei liquami fognari della frazione di Scopello al depuratore di Castellammare […] di prevedere la collocazione di una condotta sottomarina che, per gravità, trasporti i reflui dal collettore principale di Scopello al depuratore di Castellammare, in sostituzione della condotta di adduzione terrestre e dei quattro impianti di pompaggio, al fine di economizzare i costi di gestione e ridurre i rischi di inquinamento ambientale, in caso di malfunzionamento dell’impianto” (delibera N. 103 del 27-03-2013).
Ma siamo proprio sicuri che una condotta in mare abbia meno rischi di una condotta terrestre,  minori costi di gestione e minori rischi ambientali? Notizia di qualche giorno fa è il divieto di balneazione a Custonaci a causa di un guasto alla condotta di allontanamento dei rifiuti dalla costa dove la tubatura a 150 m dalla costa è stata tranciata (http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/trapani/dettaglio/articolo/gdsid/279635/). Ma casi simili a danni a condotte sotomarine in altri posti, basta fare una brave ricerca su google.

Tocchiamo ferro, peperoncini, facciamo gli scongiuri, chi più ne ha ne metta, ma la saggezza popolare suggerisce che prevenire è meglio di curare. Ma siamo proprio sicuri che sia la soluzione migliore costruire una condotta sottomarina? Se dovesse succedere un danno simile a quello di Custonaci o di altre località quali potrebbero essere gli effetti? Un eventuale danno potrebbe avere degli effetti sia sull'ecosistema marino ma anche sull'immagine turistica che il nostro mare e il nostro paesino si son costruiti negli anni. Pesca e turismo, due dei maggiori settori su cui si basa l'economia del nostro paese ne potrebbero risentire seriamente.

Michele Romeo

mercoledì, luglio 31, 2013

I padroni del mare

Come ogni estate, si ripresenta a Castellammare il problema degli accessi al mare negati. Mi riferisco ovviamente all'accesso a quelle meravigliose calette che la nostra costa ci offre e delle quali, secondo alcuni, noi non dovremmo fruire se non raggiungendole via mare.

Questo perché le uniche vie di accesso terrestre attraversano delle proprietà private, i cui padroni spesso (ok non sempre) e con una certa arroganza, sono convinti di essere gli unici proprietari anche del mare.

Si da il caso che la legge non la pensi proprio come loro. Lo ha stabilito il 16 febbraio 2001 la terza sezione penale della Corte di Cassazione: "Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una determinata spiaggia". 

Inoltre, secondo il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche,  a fronte dell'obbligo sancito dal legislatore di consentire il libero transito al mare, la Pubblica Amministrazione non solo non può stabilire deroghe, ma, anzi, deve indicare 'per ogni singolo tratto di riva', quale sia lo spazio deputato a soddisfare le esigenze collettive di fruizione del mare.

Chissà se la nuova amministrazione comunale ha intenzione di intervenire in tal senso; sarebbe una bella novità visto lo storico silenzio al riguardo da parte di tutte le precedenti amministrazioni. Certo, non si tratta del diritto agli schiamazzi notturni, ma il diritto di accesso al mare è pur sempre un diritto dei cittadini castellammaresi….

Alessio Navarra

Comunicato Stampa del Coordinamento provinciale di Libera: Il Dott. Linares va via

La notizia ci inorgoglisce ma non avevamo bisogno di sapere in questo modo di avere a lavorare in provincia di Trapani, ad occuparsi di lotta alla criminalità organizzata e mafiosa, un bravissimo funzionario e dirigente di Polizia. Oggi riconosciamo che il Governo, il ministero dell'Interno e la Dia rendono merito alle capacità e alle qualità professionali e aggiungiamo noi personali, del dott. Giuseppe Linares, uomo dalle doti non comuni, prossimo ad assumere l'incarico autorevole di capo del centro Dia della Campania, ma nel contempo ci chiediamo perchè una risorsa umana così importante non sia rimasta in Sicilia, utilizzata e sfruttata in Sicilia, nella lotta alla mafia, nella ricerca delle casseforti in mano a Cosa nostra, nella cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro. Oggi non possiamo non ricordare le intercettazioni che fanno parte di atti giudiziari dove è stato posto il sigillo della pronuncia definitiva dove c'è scritto che mafiosi di grande calibro si sono puntualmente rivolti alla politica per ottenere la "cacciata" del dott. Linares da Trapani. Oggi è questo che sta avvenendo. Noi oggi come associazione Libera non possiamo essere contenti di questo trasferimento pensando alle sorti del territorio. Indubbiamente sappiamo che nel contrasto alle mafie ci sono e restano altri investigatori, ma ci impensierisce che oltre ad una povertà di attrezzature oggi vengono impoverite le risorse umane.


Salvatore Inguì Coordinatore Provinciale Libera Trapani

lunedì, luglio 29, 2013

DE AMBITU

Che la questione sul voto di scambio è questione antica lo dimostra il diritto romano. È il 181 a.C. quando il console Marco Bebio Tamfilo istituì la “Lex Baebia de Ambitu” prima legge che rendeva illecita la corruzione politica e in particolar modo il tentativo di un candidato di influenzare il risultato di un'elezione attraverso corruzione o altre forme non corrette di propaganda. Circa 120 anni dopo, nel 61 a.C,  il tribuno della plebe Marco Aufidio Lurcone fece promulgare la Lex Aufidia de Ambitu: questa legge regolamentava le donazioni alla plebe, dei candidati obbligando il candidato che avesse promesso e pagato del denaro in cambio di voti e che avesse effettuato il pagamento a versare a vita 3000 sesterzi l'anno di multa, mentre esonerava dal pagamento quei candidati che non avessero pagato malgrado le promesse.
Discussione attuale è la riforma del voto di scambio politico-mafioso attualmente ferma in Commissione Giustizia in Senato. Dopo le prime indiscrezioni i primi commenti non sono stati proprio positivi: si va da chi la definisce una riforma da gattopardo a chi la definisce un favore alle mafie. “Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate dal primo comma”. Teoricamente quindi buoni spesa, benzina, bollette pagate e più chi ne ha ne metta fanno parte  nell'espressione “altre utilità”. 
Ma bisogna riflettere su alcune parole. La prima è “consapevolmente” cioè non secondo la scajoliana usanza del “a mia insaputa” ma deve essere dimostrata la consapevolezza del compratore. La parola “procacciare” sostituisce l’originaria “promessa” che rendeva assai meglio il momento iniziale dello scambio e il riferimento alle modalità del 416-bis comporta un’azione violenta che potrebbe non esserci. Toccherà aspettare nuovi ritocchi o almeno si spera. 
Ma il punto sul voto di scambio è: il voto di scambio è solo una questione politica o implica anche  una questione morale? E se quei voti che si presuppone siano stati comprati fossero determinanti nell'elezione di un sindaco? Senza girarci intorno il riferimento è: l'attuale sindaco di Alcamo è davvero il sindaco che gli elettori hanno votato? Alle scorse amministrative alcamesi la distanza tra il candidato vincente e quello perdente è stata di circa 40 voti e dalle indagini della magistratura sembrerebbe che vi siano dei voti acquistati, poi risultati determinanti nel risultato del ballottaggio.

È una questione morale prima che politica. Politica perché condiziona il risultato delle elezioni, falsando il risultato se il voto fosse stato totalmente libero, facendo eleggere amministratori che non erano nelle intenzioni dei votanti. Ma morale perché lede la dignità dei venditori di voti che per bisogno, a causa della loro situazione economica, decidono di non esercitare il proprio diritto in modo personale, eguale, segreto e soprattutto libero come indicato nell'articolo 48 della Costituzione. Ma ancora più immorali sono i compratori di voti, sapendo che un aiutino in termini di voti non fa mai male, bussano alla porta e promettono denaro o altro. Anzi ormai non si promette più ma si procaccia.

Michele Romeo

domenica, luglio 28, 2013

Turismo o rave party?


Il turismo è "il complesso delle manifestazioni e delle organizzazioni relative a viaggi e soggiorni compiuti a scopo ricreativo o di istruzione" (Devoto, Oli, 2011). Questa è la definizione di turismo; allora mi chiedo se la manifestazione svoltasi ieri sera è di tipo ricreativo o d’istruzione… Perché questa domanda? Perché le persone vicine agli organizzatori l’hanno definita come “importante attività turistica che ha attirato migliaia di persone da mezza Italia”.
Sicuramente non era una classica attività turistico-culturale, o almeno non lo era nel senso più classico del termine “CULTURA”. Allora sarà stata un’attività ricreativa, sicuramente lo è stata per le persone che hanno partecipato (anche se forse oggi non ricordano molto dell’accaduto), ma lo è stata per tutta la popolazione castellammarese? O almeno, nell’organizzare l’evento si è pensato al bene di tutta la comunità castellammarese o al bene di pochi?
Personalmente non ritengo che l’evento sia stato di tipo turistico, perché quest’ evento non ha portato al territorio né ricchezza culturale e neppure ricchezza materiale, ma ha solo portato qualche migliaio di persone che hanno sfruttato un luogo (di interesse storico) per bere, fumare, ballare ed anche consumare prodotti il cui utilizzo è perseguibile per legge (a torto o a ragione).
Ma a parte questo si sono viste risse, si sono viste ambulanze andare e venire una decina di volte, si sono viste forze dell’ordine impegnate per un’intera nottata nel controllare cosa stesse accadendo (tutto a spese di coloro che pagano le tasse) …
Secondo me, e secondo molte persone che ho incontrato ieri sera, questo evento non andava fatto, tantomeno lì. Allora io mi sento di chiedere all’amministrazione perché ha deciso di autorizzare quest’evento; è questo il turismo del quale tanto si è parlato durante la campagna elettorale?

E poi chiedo a tutti i cittadini che hanno condannato i giovani che escono per bere una birra al bar, ma se ritenete che questi giovani ledono le vostre sensibilità bevendo per strada, cosa pensate di questo evento? Come mai nessuno dice nulla oggi? Come mai nessuno ha chiesto chiarimenti?
Nicola Prosa

giovedì, luglio 25, 2013

Consiglio comunale e giunta al completo! Libere riflessioni

All'ultimo consiglio comunale si è svolta l'elezione del presidente del consiglio  e del vicepresidente, e conseguentemente è stato nominato il quarto assessore della giunta Coppola.
La nomina dell'assessore è stata effettuata successivamente all'elezione del presidente del consiglio e ciò, secondo i maligni, non è stato un puro caso ma una scelta ragionata del sindaco Nicola Coppola.
Ed infatti la nomina del quarto assessore Salvo Bologna, attuale coordinatore del PD di Castellammare del Golfo e molto vicino alle posizioni dell'ex Senatore Nino Papania, è stato effettuata soltanto in conseguenza della elezione a presidente del Consiglio Domenico Bucca, e ciò in piena rispondenza a criteri e logiche di distribuzione del potere tipiche della vecchia democrazia cristiana.
Ed infatti, pur essendovi una specifica norma di legge che impone al Sindaco di nominare la squadra di giunta entro 10 giorni dall'insediamento dello stesso, egli ha preferito aspettare l'elezione del Geometra Bucca, avvenuta ben oltre il termine previsto dalla legge,  così nominando il segretario del Partito Democratico lasciando a molti contenti anche se non a tutti (vedasi i malcontenti espressi dai consiglieri Motisi e Blunda).
L'elezione del vicepresidente del consiglio è stata effettuata come si suol dire a primo colpo e con una maggioranza  bulgara (16 voti).
Insomma, è stato nominato vicepresidente del consiglio l'ex assessore del PDL Giuseppe Fausto, votato da tutta la maggioranza e anche  da parte della minoranza.
In un certo senso ciò ha confermato le voci  circa l'accordo tra maggioranza e PDL che sembrerebbe aver votato Bucca in cambio della vicepresidenza, e ciò in barba alla linea che l'opposizione aveva dimostrato fino a quel momento.
Vien anche da pensare che i numeri della minoranza si sono ridotti di almeno tre voti, o che comunque non ci si debba aspettare da quei tre consiglieri una grande battaglia di opposizione.
A questo punto visto che il CDU ha avuto un assessore, il PD un'altro, Siamo Castellammare la presidenza del Consiglio, sorge spontanea una domanda: ma quanto dureranno in carica le donne nominate assessori?
La più traballante sembra essere l'Avv. Rosanna Agugliaro, nominata in quota PD ma che, alla luce dei recenti incarichi, sembra non avere più legittimazione politica a mantenere quella carica.
In tutto ciò non sono state distribuite le deleghe sicché abbiamo quattro assessori ma ognuno non sa quello che deve fare.
Insomma, è passato più di un mese ma non si sono visti atti concreti per cercare di far uscire questo paese dall'immobilismo più totale.
In più si deve cominciare a lavorare per appaltare i lavori del depuratore e cercare di trovare un modo per evitare che esso faccia la fine del porto.
Insomma, per questo giro, consigliamo all'amministrazione di tenere lontani senatori e deputati (compresi ex) che visti i tempi che corrono non ci sembrano proprio affidabili.

Precisazione  a margine:
Il vicepresidente del consiglio tiene a precisare che nessun accordo vi è stato con la maggioranza e che in realtà sono stati altri consiglieri di minoranza (che non fanno parte del gruppo cambiamenti) a fare squadra insieme alla maggioranza.
Quindi, dopo la nota di Peppe Fausto, riteniamo di dover precisare che sono altri i consiglieri di minoranza che sicuramente non faranno una gran battaglia di opposizione e non il PDL.
Altresì si precisa che la consigliera Cassarà, eletta nelle file del PDL, ha aderito al gruppo consiliare misto.

giovedì, giugno 27, 2013

Quanto costano le Persone?

Il "Decreto del fare", il "Decreto lavoro", il Pil che crolla, la disoccupazione che cresce, le iscrizioni all'Università che calano vistosamente, gli F35, la scuola a pezzi, il debito pubblico, le agenzie di rating, la Corte dei Conti e i derivati, l'Europa ce lo chiede, la BCE di chi è?, l'Euro, la Troika, la Grecia e Cipro, finiremo come loro?, la Spagna civile con le pezze al culo, la povertà diffusa, il volontariato, i partiti senza valori, i partiti comitati d'affari, i partiti/moVimenti padronali, l'ignoranza dilagante, la ricchezza ad ogni costo, la lotta alle mafie, il gioco d'azzardo, i talent show...

Provare a mettere insieme queste e altre faccende in un quadro unitario complesso ma chiaro è quasi velleitario; ma non posso fare a meno di scrivere un paio di riflessioni banali e troppo generiche...

L'Europa pesantemente sbilanciata sui grandi e potenti gruppi finanziari e industriali; gli Stati nazionali (che l'Europa compongono) incapaci di contrastare la bulimia speculativa finanziaria e che optano per un più comodo scaricamento della colpa e della soluzione "lacrime e sangue" su interi popoli, che ad un certo punto sfiorano il vilipendio di cadavere; i tagli lineari a tutti i servizi primari ed essenziali (scuola e sanità fra tutti) nel nome di una non meglio precisata razionalizzazione della spesa pubblica (quelli che "abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità"...); la salvaguardia di privilegi per pochi a fronte di provvedimenti per le masse che sanno tanto di contentino, giusto per evitare le rivolte di piazza; tutto questo fa pensare la solita domanda: ma gli Stati Democratici, la Repubblica, non nascono dal popolo per il popolo? Ogni cittadino insieme agli altri è sovrano e ha dei diritti sanciti dallo Stato, che si preoccupa di difendere i cittadini, tutelarne i diritti, garantirne condizioni di vita dignitose. 

Quanti soldi vale tutto ciò? Quanti Euro, Banche Centrali, Ecofin, Ocse, Tribunali, Ministri e cappellani ci vogliono per garantire dignità e benessere a tutti i cittadini, fino all'ultimo?

Un sistema monetario creato dall'Uomo e basato su convenzioni può permettersi di distruggere l'esistenza di intere nazioni? Una moneta che dovrebbe unire i popoli europei può permettersi di creare divisioni e odio ("quei tedeschi di merda ci stanno soffocando mentre loro si arricchiscono...")?

Il sistema Europa è un fallimento, l'Euro è un fallimento, gli Stati membri dell'UE sono un fallimento, lo stato di diritto è un fallimento. Perché hanno mancato gli obiettivi principali per cui sono nati: difendere i cittadini dalle brame di potere di pochi su molti, garantire i diritti di tutti, creare le condizioni di benessere diffuso, avvicinare i popoli tra loro.

Quando i sistemi non funzionano vanno cambiati, migliorati, sostituiti. Ma non togliendo diritti, come vanno dicendo certi tromboni nel nome del rilancio dell'economia, bensì eliminando gli ostacoli che impediscono l'applicazione dei diritti, togliendo le falle che hanno permesso alla finanza di spezzare le reni a Paesi interi soggiogandoli.

Si può fare.

Ciò che viene creato dall'Uomo può essere cambiato.

Basta volerlo. E volere mettere al centro di tutto la Persona nella sua interezza, con la sua dignità e i suoi Diritti.

Non l'economia.

martedì, giugno 18, 2013

SENATORE D'ALÌ, RICHIESTA CONDANNA 7 ANNI E 4 MESI PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA.

Libera: "Chiediamo al Governo la revoca dell'incarico, vero che esiste la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva, ma c'è un problema di opportunità politica. "Dopo la richiesta da parte dei Pm della condanna a 7 anni e 4 mesi per il senatore Antonio D'Alì, Pdl, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, riteniamo opportuno che il Governo revochi al Senatore D'Ali' l'incarico di rappresentare a Bruxelles il Parlamento italiano in seno all'Apem, l'Assemblea Parlamentare Euro Mediterranea. È vero che esiste la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva, ma c'è un problema di opportunità politica. È certamente un messaggio negativo quello che si lancia con scelte di questo genere". In una nota Libera. Associazione , nomi e numeri contro le mafie chiede al Governo Italiano la revoca della nomina del Senatore Antonio D'Ali' a rappresentare il Parlamento italiano all'Apem (Assemblea parlamentare euro-mediterranea per favorire il dialogo tra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo) dopo la richiesta dei giorni scorsi dei Pm a 7 anni e 4 mesi per concorso esterno associazione mafiosa nel processo che si sta svolgendo a Palermo con il rito abbreviato dinanzi al giudice Giovanni Francolini e dove Libera è costituita parte civile. Ci pare opportuno pubblicare una lezione di vita di Paolo Borsellino:

venerdì, giugno 14, 2013

Operazione “Crimiso”: Rito abbreviato per tutti gli arrestati tranne per Rugeri

PALERMO – Si è svolta ieri l’udienza per i dodici arrestati durante l’operazione antimafia denominata “Crimiso.” L’operazione, che lo scorso giugno colpì il mandamento di Alcamo composto dalle famiglie di Castellammare del Golfo, Alcamo e Calatafimi, permise di smantellare la rete delle estorsioni tra Alcamo e Castellammare del Golfo. Nello specifico si tratta di Bonura Antonino, Bosco Antonino,  Bosco Vincenzo, Bussa Sebastiano, Campo Vincenzo, Leo Rosario Tommaso, Mercadante Salvatore, Pidone Nicolò, Rugeri Diego, Sanfilippo Giuseppe e Sottile Michele. Quasi tutti arrestati con accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni, incendio e violazione di domicilio e della sorveglianza speciale. Tutti hanno scelto il rito abbreviato tranne Diego “u nico” Rugeri, che invece ha scelto il rito ordinario. Intanto è stata ammessa tra le parti civili l’associazione antiracket di Mazara, così adesso, oltre a due dei danneggiati, tra le parti civili ammesse al processo ci sono: l’associazione Castello Libero onlus di Castellammare, i Comuni di Castellammare e di Alcamo, la Federazione antiracket italiana, Confindustria Trapani, Addio Pizzo, le associazioni antiracket di Alcamo, Castellammare, Marsala e Mezara ed infine il Centro Studi Pio La Torre.
La prossima udienza è fissata per il 15 luglio in cui il PM inizierà la discussione con le parti civili. Per Diego Rugeri, invece, la posizione è stata stralciata, quindi, avvalendosi del rito ordinario, avrà un processo separato a Trapani il 18 luglio.
Emanuel Butticè

sabato, giugno 01, 2013

Russo: “Noi vinceremo perché siamo coerenti”


 
Giovanni La Via
Tonino D'Alì
CASTELLAMMARE – Si è tenuto ieri presso la villa Margherita il comizio del candidato Sindaco Pietro Russo, sostenuto dal “Pdl”, l’ “Udc” che fa capo a Mimmo Turano, “La Destra di Nello Musumeci”, dalla lista “Castellammare Si” e dal “Partito dei Siciliani, Mpa”. Presenti molti esponenti politici locali e non solo, tra cui Giovanni La Via, capogruppo del Pdl al Parlamento Europeo e il Senatore Tonino D’Alì. Il primo a prendere la parola è proprio in Senatore D’Alì. Anche lui parla dell’utilizzo dei fondi europei e del bisogno di respingere il regime delle sinistre, un po’ come ha fatto Berlusconi. “A Pietro assicuriamo il consenso di un partito forte, chiaro e senza volti nascosti” – continua D’Alì – “ che invece la sinistra cerca di confondere con sterili polemiche.” Il Senatore, in barba alle chiacchiere di molti, parla anche di turismo, nello specifico dell’aeroporto di Birgi e della sua importanza per il territorio trapanese.
“Un saluto a Marzio Bresciani che ha saputo trasformare il paese dopo gli anni di commissariamento” così conclude il suo intervento ringraziando pubblicamente il Sindaco Marzio Bresciani per il lavoro svolto in questi cinque anni.
Dopo l’intervento del parlamentare europeo La Via, che manifesta tutto il suo affetto al candidato Russo e al suo progetto per Castellammare, prende la parola Pietro Russo: “Questa è la piazza villa Margherita, mi sono svegliato dal sogno, questa diventerà una piazza senza barriere.” Con queste parole introduce il suo discorso, riferendosi ad un suo rivale politico che in un confronto pubblico gli aveva detto di “svegliarsi dal suo sogno”, riferendosi proprio al finanziamento già effettuato per la villa comunale.
“Noi vinceremo con la coalizione di centrodestra, perchè noi siamo coerenti” quasi urlando del palco, Russo si concede qualche piccolo sfogo. “Noi vinceremo contro le vergogne della non risposta, noi porteremo progetti importanti a Roma e anche in Europa. Non mi vergogno –continua Russo – di avere amici politici in giro. Ringrazio l’Onorevole Turano per il suo appoggio, il dottore Mistretta e il Senatore D’Alì.”
“La legalità non è un optional, o c’è o non c’è.”
Conclude ringraziando anche lui il Sindaco Bresciani: “Noi intendiamo andare avanti e continuare il progetto Bresciani”
Emanuel Butticè

Coppola: “Giù le mani da Castellammare”

CASTELLAMMARE - Si è tenuto ieri, presso lo spazio antistante la villa Margherita, il comizio di Nicola Coppola, candidato a Sindaco di Castellammare, sostenuto dalle liste”Partito Democratico”, “Lavoro e Sviluppo”, “Castellammare Democratica Unita” e “SiAmo Castellammare”. Il comizio durato appena un’ora per dare spazio al suo rivale politico Piero Russo che ha organizzato il suo comizio proprio all’interno della villa comunale.
Dal palco Nicola Coppola è stato accolto con un lungo applauso dai suoi sostenitori. “Se arriviamo alla fine con eleganza abbiamo già vinto”, con queste parole rompe il ghiaccio, ricordando che tutti in campagna elettorale devono restare sereni e non attaccare nessuno. “I cittadini non vogliono le liti, chi vuole questo non partecipi alla campagna elettorale.”
In seguito ha dato la parola a Claudia Reginella e Rossana Agugliaro, i due assessori designati.
Ad iniziare è proprio l’avvocato Rossana Agugliaro: “Spesso sento dire che Castellammare è un paese ad alta densità mafiosa. Castellammare deve cambiare mentalità; combatteremo la mafia e diffonderemo la legalità.” Anche il candidato alla poltrona di Sindaco Coppola parla di legalità: “Non c’è posto per i mafiosi nel Palazzo, chi non ci sta rimane fuori.” Parla anche della sua idea di creare un osservatorio sulla legalità, facendo entrare associazioni antiracket e religiose.
“La mafia si sconfigge con la cultura; come diceva Caponnetto” – continua Agugliaro – “la mafia ha più paura delle scuole che della giustizia.” Parla anche del riutilizzo dei beni confiscati, per poter affermare che “Castellammare non è un paese ad alta densità mafiosa”.
Claudia Reginella parla della possibilità di poter utilizzare i fondi europei, che adesso sembra essere diventato il tema principale di tutti i candidati.
Coppola chiude il suo comizio lanciando una messaggio chiaro: “Nessuno all’infuori di questo paese può dirci cosa fare, Castellammare è nostra. Giù le mani da Castellammare”. Infine un ultimo pensiero a quei mafiosi che cercano di infiltrasi: “Tutte le persone di malaffare che cercano di entrare vadano via, i loro voti non ci interessano.”
Emanuel Butticè