giovedì, gennaio 17, 2013

Il Senatore della porta accanto



Il Senatore per eccellenza ad Alcamo, quello che decide la vita politica della città da decenni, è Antonino Papania, per gli amici, il Senatore. Un Senatore sempre discusso e spesso alle attenzioni di tutti i media, locali e nazionali. Le vicende che lo interessano sono tante, e soprattutto particolari, tanto da essere citato spesso nei suoi articoli da Marco Travaglio. Alcamo, città da sempre governata dal centrosinistra, proprio della corrente del Senatore, ha visto susseguirsi sindaci da sempre legati a Papania (così dicono, sarà vero?). Ieri Scala, oggi Bonventre. Sapete come funzionano queste cose, c’è sempre qualche bon tempone o qualche malalingua che sostiene che dietro gli ultimi due sindaci, e non solo, c’è la mano del nostro caro Senatore. Dicono che a tirare i fili sia proprio lui. Ma non vorrete credere che un povero Senatore, tanto impegnato a Roma possa fare tutto questo? Non scherziamo. Le vicende che si collegano alla figura di Papania, sono tante, prima su tutte, la più discussa condanna a 2 mesi e 20 giorni per abuso d’ufficio. In questi giorni, la campagna al veleno sulle elezioni nazionali, ha portato in tutti i quotidiani la notizia che Grillo inveisce  sul povero Bersani e sui suoi candidati alla camera. Tra di essi c’è anche il nostro Senatore, tanto per cambiare.
Altro tema caldo riguarda il suo ex giardiniere, Filippo Di Maria, arrestato 3 anni addietro con l’accusa di essere l’autista e il cassiere del boss di Alcamo Nicolò Melodia. In tempi di crisi, il doppio lavoro è d’obbligo. Giardiniere e autista, per arrotondare, ovvio. Ma la cose che da tempo suscita ilarità in molte persone e lascia scappare qualche sorrisetto di troppo, sono i numerosi alcamesi che adorano il loro Senatore, alla follia, tanto da votarlo e rivotarlo sempre. Un amore infinito che lega un città ad un nome diventato, a parere di molti, pesante. Certo c’è da capire se bisogna tenere in considerazione le tante voci fuori dal coro che spesso sono pronti ad uscire dal cappello una bella colomba bianca. Sicuramente, per il Senatore la colomba ha giocato un brutto scherzetto, visto che molti alcamesi affermano che il loro caro Senatore offre posti di lavoro. Sono dure considerazioni che molti cittadini gli lanciano contro, ma volendo o non volendo, sei costretto ad ascoltarle. Chissà quale sia la ragione dell’amore che lega Papania con la sua Alcamo, sicuramente qualcosa di importante.
Proprio in questi giorni, in un’inchiesta dei carabinieri su un giro di assunzioni da parte della società Aimeri che gestisce la raccolta dei rifiuti per l’Ato Tp 1, spunta un nome a noi familiare. IL Senatore, attenzione,  non è indagato, sia chiaro, però  viene citato a proposito delle assunzioni all’Aimeri. Non vorrei entrare nei dettagli, ma questa recente inchiesta, non fa che alimentare le parole di molti cittadini che, malignamente,  pensano che l’amore che lega la città al suo Senatore sia proprio da ricercare in questa direzione, i posti di lavoro. Sarà davvero così? Lo scopriremo presto, ma chi ha il coraggio di dubitare della grande bontà del Senatore della porta accanto? Ad Alcamo, pochi.
Emanuel Butticè (pubblicato su Alqamah.it)

Il porto di Castellammare, ancora fermo e sempre più un’illusione.


Il tempo passa per tutti, anche per il porto di Castellammare. Fermo, in avanzato stato di “decomposizione” dal 26 maggio 2010. Sono passati più di 2 anni, ma la situazione è sempre la stessa, anzi senza giri di parole, peggiorata. In questi lunghi, lunghissimi due anni di indagini si sino scoperti tanti retroscena e tanti “attori”, noti e meno noti, che si contendevano il palcoscenico di uno spettacolo senza platea ma solo un paese che ha perso le speranze.
Cerchiamo di fare un piccolo punto della situazione. Sequestrato dalla guardia di finanza il 26 Maggio 2010 per anomalie riscontrate nell’utilizzo del cemento per la costruzione dei massi frangiflutti e delle banchine. Tutto questo confermato nel Gennaio dell’anno successivo, quando la magistratura ha accertato che il cemento utilizzato non era a norma e quindi confermando che il porto non era e non è tutt’ora in sicurezza.

Le indagini si intrecciano con quella antimafia denominata “Cosa Nostra resort” che vede come maggiore imputato Tommaso Coppola, imprenditore di Valderice, e Francesco Pace, arrestato anche lui e ritenuto boss della famiglia trapanese. Proprio durante il dibattimento è emerso che l’imprenditore Francesco Pace offrì a Tommaso Coppola la possibilità di occuparsi della fornitura per i lavori al porto. Degli stessi lavori ha parlato anche Gaspare Pulizzi, pentito ed ex braccio destro dei Lo Piccolo, dicendo che la famiglia di Alcamo, per conto di Matteo Messina Denaro, si mosse allo stesso modo per far arrivare le forniture di cemento da un’impresa di Partinico. In tutto questo non manca l’intreccio con la politica. Infatti,  l’imprenditore Tommaso Coppola, arrestato nel 2005, continuava ad occuparsi dei suoi affari tramite il nipote, Onofrio Fiordimondo, incaricato di parlare direttamente con i maggiori esponenti della politica locale. Secondo le indagini, il nipote di Coppola, parla con un senatore (secondo gli inquirenti si tratta del senatore Antonio D’Alì, allora sottosegretario all’Interno) e con il sindaco di Valderice Camillo Iovino. Tutto questo per continuare a garantire la fornitura del cemento per i lavori del porto. Onofrio Fiordimondo conferma di aver parlato con Iovino, proprio come gli aveva detto suo zio dal carcere, proprio per questo Camillo Iovino finisce indagato per favoreggiamento a Tommaso Coppola. L’unico problema è che mancano i riscontri; dalle intercettazioni a Iovino non è emerso nulla (il senatore D’Alì all’epoca parlamentare non poteva essere intercettato).
Il senatore D’Alì durante il processo afferma di essere estraneo ai fatti (tra l’altro il Comune di Castellammare del Golfo è l’unico ente locale costituito parte civile al processo che lo vede imputato di concorso esterno in associazione mafiosa). Il pm Andrea Tarondo aveva chiesto 5 anni per Tommaso Coppola e 2 anni e 4 mesi per Camillo Iovino. Nel Maggio scorso la sentenza che vede il sindaco di Valderice Camillo Iovino condannato ad un anno di reclusione, con la concessione della sospensione per favoreggiamento. Per l'imprenditore valdericino Tommaso Coppola, tre anni di reclusione. È stata inoltre esclusa l’aggravante dell’avere agito per favorire gli interessi di Cosa Nostra. Dopo la sentenza però è scattata la scarcerazione. Infatti Tommaso Coppola ha potuto lasciare il carcere, dopo sette anni, e fare ritorno a casa perché è scaduta una sua precedente condanna a sei anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Non ha potuto beneficiare della scarcerazione anticipata in quanto nel frattempo aveva ricevuto la notifica di un ulteriore ordine di arresto nell’ambito dell’inchiesta “Cosa Nostra resort”.
C’è anche un altro nome che gira intorno a questa vicenda, è quello di Vito Tarantolo. Quest’ultimo arrestato di recente perché ritenuto prestanome di Matteo Messina Denaro e in stretti rapporti con il boss Francesco Pace e l’imprenditore Tommaso Coppola. Secondo gli investigatori, che intanto gli hanno sequestrato beni per 25 milioni di euro, l’impresa che faceva riferimento a lui (quindi nelle disponibilità di Matteo Messina Denaro) la Co.ge.ta. s.r.l, negli ultimi anni si sarebbe aggiudicata appalti per più di 50 milioni di euro. Tra gli appalti ricostruiti dalla polizia ci sono la sistemazione delle banchine del porto di Trapani e il rifacimento di quello di Castellammare del Golfo (quest’ultimo per un importo di 7.941.181,00 euro).

Situazione davvero complicata e inverosimile che non da spazio più a nessun commento. Un gioco di potere  tra uomini delle istituzioni e uomini della criminalità organizzata che sancisce ancora una volta la forza della mafia nel controllo degli appalti pubblici e nelle forniture dei materiali, soprattutto del cemento. La sua forza è stata confermata anche nella recente vicenda del porto di Balestrate, stessa sorte purtroppo di quello castellammarese (in tutto questo c’è una curiosità davvero interessante: Qualche tempo fa è stato arrestato il direttore dei lavori al porto di Castellammare nell'ambito dell'operazione "Benny 2", sul cemento impoverito proprio al porto di Balestrate. Coincidenze?).
Ma torniamo ad oggi. Nel Luglio del 2011, dopo aver assegnato i lavori ad una nuova impresa e dissequestrato in parte il cantiere, si bloccano nuovamente i lavori. Nel Gennaio dello scorso anno, in un’intervista al sindaco di Castellammare del Golfo Marzio Bresciani, parlando della ripresa dei lavori al porto, ci disse che i tempi di attesa erano ancora di circa 4 mesi. Ad oggi di mesi ne sono passati 13 e siamo ancora nella stessa situazione. Quanto ancora si dovrà aspettare?

Emanuel Butticè (pubblicato su Alqamah.it)

In ricordo di Gian Giacomo Ciaccio Montalto

Comunicato Libera giornata 25 gen 2013 by

mercoledì, gennaio 16, 2013

Luca Pennisi ci presenta il suo primo libro: "The Ghost"

Questo mio piccolo libro che finalmente, dopo un bel po’ di tempo e lavoro, posso avere il piacere di presentarvi, è il risultato di una necessità, di una sensazione che credo non sia percepita soltanto dal sottoscritto. Questo libro quindi nasce innanzitutto dalla necessità di manifestare, il più concretamente possibile, il mio dissenso nei confronti dell’Italia tutta. E sto parlando di quest’Italia attuale che va avanti così ormai da secoli, in effetti va avanti così dalla sua Unità, dalla sua Costituzione; inutile elencare ancora una volta tutti i grossi difetti a livello base, politico-sociale. Voglio solo sottolineare che si tratta di difetti individuali che sommati tra loro vanno a creare quella figura dell’italiano medio che ad oggi tutto il mondo contesta. L’essere italiano che potrebbe essere “motivo di vanto” si sta trasformando in “motivo di scherno”. È stata “la classica goccia che fa traboccare il vaso” a spingermi verso la stesura di questo scritto. Con esso l’intento è anche quello di esortare il lettore a passare ai fatti, magari non drasticamente come il racconto implicitamente suggerisce. Poiché in effetti mi sono reso conto, e non ci vuole molto per rendersene conto, che da troppo tempo noi tutti non facciamo altro che parlare e lamentarci dello status quo, ma nessuno osa fare il passo successivo, nessuno osa prendere barca e remi e fare quel tratto di mare che c’è tra il dire e il fare appunto. È questa pigrizia, passività, vigliaccheria italiana che io condanno, cui ho cercato di sottrarmi in qualche modo attraverso questo mio piccolo e probabilmente vano esperimento. Il libro non è un trattato di politica, no; quanto scritto sin qui è il messaggio che traspare evidentemente dalla sua lettura. Il libro è un thriller avvincente e misterioso, non è un noioso trattato di politica. In certi punti vi sono anche esilaranti colpi di scena che non potranno non strapparvi almeno un leggero sorriso dalle labbra. Uno dei miei primi lettori, cui attribuisco autorevolezza e ottima capacità di giudizio, lo ha definito “un sogno di liberazione”, che è a mio modo di vedere una perfetta definizione. Altra caratteristica particolare del racconto è l’implicazione di personaggi esistenti della nostra attuale società. Gente di un certo spessore morale, pezzi grossi, persone che, vuoi o non vuoi, ci rappresentano a livello mondiale. Ritengo che già “l’ouverture” e la sinossi possano darvi un bel pizzico di curiosità e la giusta spinta per leggere tutto il resto, visto che probabilmente sono l’unico autore al mondo che ha immaginato e messo per iscritto la morte del nostro caro amico Silvio. Non ho voluto scrivere un grosso libro, è stata una mia scelta, perché avrei potuto farlo, ma ho preferito tener fede al motto greco: “un grosso libro, un grosso errore", motto che condivido assolutamente. Spero lo leggiate e spero vi piaccia proprio come è piaciuto a me… Buona lettura.

P.S.: Peccato che il successo di questo libro sia legato fatalmente e inscindibilmente ad una querela.
P.P.S. Di seguito trovate il testo del nostro sacrosanto inno nazionale, va tutt'uno con la recensione!

Luca Pennisi


Fratelli d'Italia, 
L'Italia s'è desta; 
Dell'elmo di Scipio 
S'è cinta la testa. 
Dov'è la Vittoria? 
Le porga la chioma; 
Ché schiava di Roma 
Iddio la creò. 
Stringiamoci a coorte! 
Siam pronti alla morte; 
Italia chiamò, 

Noi fummo da secoli 
Calpesti, derisi, 
Perché non siam popolo, 
Perché siam divisi. 
Raccolgaci un'unica 
Bandiera, una speme; 
Di fonderci insieme 
Già l'ora suonò. 
Stringiamoci a coorte! 
Siam pronti alla morte; 
Italia chiamò, 

Uniamoci, amiamoci; 
L'unione e l'amore 
Rivelano ai popoli 
Le vie del Signore. 
Giuriamo far libero 
Il suolo natio: 
Uniti con Dio, 
Chi vincer ci può? 
Stringiamoci a coorte! 
Siam pronti alla morte; 
Italia chiamò, 

Dall'Alpe a Sicilia, 
Dovunque è Legnano; 
Ogn'uom di Ferruccio 
Ha il core e la mano; 
I bimbi d'Italia 
Si chiaman Balilla; 
Il suon d'ogni squilla 
I Vespri suonò. 
Stringiamoci a coorte! 
Siam pronti alla morte; 
Italia chiamò, 

Son giunchi che piegano 
Le spade vendute; 
Già l'Aquila d'Austria 
Le penne ha perdute. 
Il sangue d'Italia 
E il sangue Polacco 
Bevé col Cosacco, 
Ma il cor le bruciò 
Stringiamoci a coorte! 
Siam pronti alla morte; 
Italia chiamò


lunedì, gennaio 14, 2013

Piccoli problemi quotidiani crescono


Perdita di Via Giuseppe Verdi

Scrivo questo piccolo post per segnalare alcuni disagi riscontrati da alcuni cittadini castellammaresi.
Iniziamo dalle perdite d’acqua che ormai come sappiamo non sono una novità. A Castellammare si riversano in strada ogni giorno una consistente quantità d’acqua che potrebbe essere benissimo utilizzata in altro modo. Sappiamo bene che le strade del paese ormai sono diventate vere e proprie strade di montagna, da un lato per i lavori della rete del metano e dall’altro i vari lavori di manutenzione che mutano completamente la morfologia delle strade. Ma andiamo nei dettagli.
Una segnalazione ci arriva dalla via Giuseppe Verdi, proprio sotto l’ufficio postale. Pare che questa perdita abbia ormai superato il mese di vita (o meglio l’anno) visto che risale ormai all’inizio dello scorso Dicembre. Una perdita (come possiamo vedere dalla foto) ben in vista e decisamente consistente. Ogni giorno dalla via Verdi, scendono giù verso la centralissima via Marconi litri e litri di preziosa acqua. La segnalazione sembra essere stata fatta ad un addetto alla manutenzione ma ancora si attende l’intervento diretto (a detta di un residente). Altra segnalazione arriva dalla via Nunzio Nasi. Sembra proprio che negli ultimi  giorni una piccola perdita interessi la parte bassa della strada.


Perdita di Via Giuseppe Verdi
L'edificio di Via Falco
Ma se le perdite rappresentano un problema urgente, allo stesso modo lo sono i crolli di alcuni edifici ormai abbandonati a se stessi. Uno di questi edifici lo possiamo trovare nel cortile Falco (vedi foto), proprio di fronte all’adiacente via Falco. Un edificio in evidente stato di abbandono che da giorni sembra lasciare cadere in strada grandi pietre e calcinacci, rendendo pericoloso il passaggio della strada adiacente. Castellammare non è nuova al problema crolli. Infatti l’estate scorsa ha destato preoccupazione l’importante crollo avvenuto il zona Madrice e castello. Crolli che si sono verificati in numerose occasioni che ancora oggi troviamo delineati dalle transenna nella strada che dal ponte scende verso il castello. Quindi stiamo parlando di situazioni davvero problematiche e che necessitano di urgente intervento.
Emanuel Butticè

domenica, gennaio 13, 2013

La politica che “avanza” a Castellammare, riuscirà il cambiamento?



Sembra ieri ma invece sono passati quasi cinque anni dalle ultime elezioni politiche che hanno portato Marzio Bresciani a palazzo Crociferi. Anni di critiche e polemiche che hanno portato all’azzeramento della giunta comunale nel giugno del 2011, alle dimissioni di vari assessori e altre vicende che hanno fatto molto discutere. A quasi sei mesi dalle elezioni per eleggere il futuro sindaco di Castellammare del Golfo e il consiglio comunale, è doveroso capire quali sono i movimenti politici del paese.
Attualmente una certezza arriva proprio dall’attuale sindaco che ha più volte confermato la sua volontà a non volersi candidare. La sua amministrazione, insediata nel 2008, si è ritrovata a gestire un comune con gravi problemi finanziari e di natura organizzativa, visto che veniva da uno scioglimento per mafia e una successiva gestione da parte di tre commissari. Tra le tante difficoltà, l’amministrazione Bresciani, a detta del sindaco, si ritiene soddisfatta per quanto fatto e non ha niente da rimproverarsi. Una cosa che sicuramente poteva essere intrapresa con più forza, a parere di molti, è la questione porto. Un questione davvero molto “calda” e complessa che va avanti ormai dal 2010 e ancora oggi non si riesce a capire in che stato sia.
Tornando ad oggi, le uniche certezze riguardo alle candidature per il futuro sindaco sono quella di Francesco Poma, ragioniere che si presenterà con la lista “Le ali della Sicilia” e quella del pediatra  Salvatore Fundarò che probabilmente sceglierà una lista civica. Ma non è tutto.
Nel PDL castellammarese Il nome maggiormente accreditato è quello di Piero Russo, vicino alla linea politica del Sen. D’Alì e attuale consigliere provinciale. Altri personaggi che ruotano intorno alla candidatura a sindaco sono Gaspare Canzoneri, l’ex sindaco Giuseppe Ancona e Nicola Coppola (già noti alla politica castellammarese). Si attende ancora il movimento 5 stelle che potrebbe proporre una candidatura e sbilanciare gli attuali pretendenti a palazzo Crociferi.
Quindi non sarà facile capire i movimenti dei partiti per la creazione delle liste e per le alleanze che non sono semplici da delineare, viste le numerose spaccature createsi negli anni tra i vari partiti del paese.
Nei giorni scorsi è stato deciso che si voterà in un’unico turno, per cui, chi avrà più voti sarà il nuovo sindaco, senza ricorrere al ballottaggio.
Per quanto riguarda i futuri candidati una cosa è certa, i nomi che si contrappongono in questi giorni sono gli stessi da decenni, quindi stiamo parlando sempre della stesse persone, sempre la stessa politica, più volte rivelatasi fallimentare.
Riusciremo a cambiare le cose? Saremo in grado di rinnovare, letteralmente, il consiglio comunale che ormai sembra essere diventato uno spettacolo di cabaret?Riusciremo a dare un segnale forte alla cittadinanza?Questo attualmente non possiamo dirlo. La prossima primavera i castellammaresi sono chiamati alle urne non solo per adempiere ad un loro diritto, ma per decidere se realmente Castellammare è in grado di cambiare le cose. Staremo a vedere.

Emanuel Butticè 
(Pubblicato su www.gdmed.it)

giovedì, gennaio 10, 2013

Qualcosa si muove tra Alcamo e Castellammare, le estorsioni tornano protagoniste

Estorsioni ed ancora estorsioni sono i protagonisti di una “guerra” che dura da tanto tempo. Troppo tempo.
Tra Alcamo e Castellammare da tempo si assiste ad episodi che lasciano immaginare che qualcosa si sta muovendo e si sta riorganizzando. Questo territorio è famoso per aver “esportato” la mafia in America, soprattutto ricordiamo i “castellammaresi” diventati protagonisti negli Stati Uniti. L’aggettivo “castellammarese” deriva proprio dalla città di Castellammare del Golfo, pese d’origine di molti boss americani tra cui il famoso boss di Brooklyn Joe “Bananas” Bonanno e il leader dei castellammaresi Salvatore Maranzano.
Quello che succede oggi a Castellammare è difficile da delineare. Recentemente l’operazione antimafia dello scorso giugno denominata “Crimiso” che ha portato all’arresto di 12 persone, ha permesso di decifrare quello che stava succedendo a Castellammare. Ha permesso di scongiurare una guerra interna a Cosa Nostra castellammarese e ancora una volta ha permesso di comprendere che la mafia castellammarese è ancora molto forte e che tiene molto alla gestione del racket. Il racket delle estorsioni frutta alle cosche mafiose affari milionari, sottraendo ricchezza e possibilità di sviluppo all’intero Paese.
La cosa che più preoccupa a Castellammare sono gli incendi dolosi che nei mesi scorsi si sono verificati in tempi davvero brevi. Incendi che parecchi anni fa hanno sottolineato la forza mafiosa nel racket delle estorsioni e che oggi sembrano essere tornati di moda. Protagoniste auto bruciate e capannoni che nei mesi scorsi hanno preoccupato non poco la cittadinanza. Quello che purtroppo si sta “muovendo” all’interno delle cosche locali è davvero difficile da decifrare.
Gli ultimi arresti e le scarcerazioni di “pezzi da novanta” locali hanno significato qualcosa nella quotidianità castellammarese? Forse, è difficile dirlo ma sicuramente si tratta di un fatto abbastanza curioso. Gli incendi dolosi dei mesi scorsi sono forse un tentativo di riorganizzazione del territorio? Oppure si tratta di tentativi di predominio dei territori lasciati “vuoti”?Sono domande a cui è difficile dare riesposte certe.
Proprio il mese scorso Castellammare è stata una tappa della manifestazione “100 tappe per un Natale Antiracket” che ha visto la partecipazione del Vice Questore Dott. Linares che in compagnia del sindaco, dei rappresentanti delle associazioni antimafia del territorio e delle forze dell’ordine hanno intrapreso una lunga passeggiata per il centro del paese incontrando i commercianti locali, dando un forte segnale alla lotta contro il racket delle estorsioni.
Proprio in questi giorni da Alcamo arriva la notizia che un imprenditore è stato vittima di un’intimidazione avvenuta proprio davanti al supermercato di cui è proprietario. Sono stati rinvenuti all’interno di un sacchetto di plastica, un bidone di cinque litri di carburante, un accendino e tre pallottole, le indagini sono ancora in corso ma l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti porta al racket delle estorsioni. Segno inconfutabile che qualcosa è in movimento, qualcosa che sarà difficile da fermare se non si agisce subito. L’auspicio è che la voglia di legalità superi qualsiasi forma di paura o frustrazione e porti tutti, commercianti e non, a denunciare tali atti e a far il possibile affinché avvenga un vero e proprio cambiamento culturale e sociale.

Emanuel Butticè
(Pubblicato su www.gdmed.it)

sabato, gennaio 05, 2013

Ancora minacce per Pino Maniaci a Partinico



Non è la prima volta e sicuramente non servirà a fermare il lavoro di Pino Maniaci e di tutta la redazione di Telejato. Questa notte, l’ennesimo atto intimidatorio ha colpito le auto di Pino Maniaci e quella del figlio Giovanni. Qualcuno nella notte ha dato alle fiamme la Fiat punto di Pino Maniaci e distrutto il parabrezza della Bmw del figlio. Senza dubbio questi atti intimidatori sono legati al lavoro che da anni Pino Maniaci svolge con Telejato. Infatti da anni ormai denuncia la mafia e l’illegalità del territorio senza fermarsi davanti alle tante minacce ed attentati ricevuti. Proprio negli ultimi giorni si era occupato della riorganizzazione della mafia di Borgetto.
Anche questa volta Pino Maniaci ha fatto sapere che non si fermerà davanti all’ennesima intimidazione e che andrà avanti.
I Carabinieri che intanto indagano sulla vicenda non escludono che si tratti di microcriminalità e di ritorsioni nei confronti del figlio Giovanni. 

Emanuel Butticè

venerdì, dicembre 28, 2012

Voltiamo pagina?


Che lo sport più diffuso tra i Castellammaresi (molti, non certo tutti) sia la critica e/o lamentela dal divano di casa, è cosa risaputa. Frasi come "si stannu (i politici) manciannu lu paisi", "fanno tutti schifo", sono all'ordine del giorno e, per carità, non posso dire di essere in disaccordo. Piuttosto mi da fastidio la critica non seguita da un'azione, o non preceduta da un'autocritica.

D'altronde è impossibile dare torto a chi si lamenta della classe politica locale e nazionale (con le dovute eccezioni), alla quale ci si riferisce come se fosse composta da marziani venuti dal cielo. Ma...quel Consiglio Comunale qualcuno lo avrà votato o no? E quel Parlamento? (la Legge Elettorale non vale come scusante). Siamo in grado per una volta di assumerci almeno una parte delle colpe dell'ennesimo sfacelo, ed imparare dagli errori?

Solo se ammetteremo che il tempo del clientelismo e della delega è finito potremo risollevare le sorti della nostra terra e voltare pagina.

Alessio Navarra

giovedì, dicembre 20, 2012

Un risultato di cui andiamo fieri!


Sabato 22 Dicembre 2012 alle 18:30 a Castellammare del Golfo presso il teatro Apollo (Corso B.Mattarella) si svolgerà la cerimonia di assegnazione del bene confiscato alle mafie, in favore dell'associazione "Castello Libero" in partenariato col presidio “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo dell’associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, "AGESCI" ed "Antiracket Castellammare". L'evento è di rilevante importanza poiché un bene confiscato torna ad essere un bene comune e Libera si è impegnata per ottenere tale risultato.

Nel corso dell’incontro verranno esposti i lavori necessari per la sistemazione della struttura, sita in C/da Crociferi, e le attività a scopo sociale che verranno svolte in tale sede una volta che i lavori saranno ultimati e la struttura restituita ai cittadini.

Ci auspichiamo una grande partecipazione da parte della cittadinanza, vista l’importanza dell’evento.

martedì, dicembre 11, 2012

Erice: CRITICITA´ E BUONE PRASSI DELLE AZIENDE CONFISCATE ALLA MAFIA

Sabato 15 dicembre, alle ore 10, nel Comune di Erice (TP) si terrà la quarta tappa del ciclo itinerante di conferenze “Nei luoghi della legalità ritrovata: percorsi virtuosi e criticità della lotta alla mafia sul territorio”, un progetto di Germana Altese e Giuseppe Crapisi, in collaborazione con “Il Paese delle idee” coop. soc., l’ass. “New Corleone” e le amministrazioni comunali interessate.
Nei locali dell'Istituto Alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio” (via M. Barresi, 26) si dibatterà sul tema: “Criticità e buone prassi delle aziende confiscate alla mafia”.
In seno alla conferenza si raccoglieranno le firme per la campagna “IO RIATTIVO IL LAVORO”, relativa alla legge di iniziativa popolare sulle aziende confiscate, promossa dalla CGIL.
Parteciperanno il sindaco Giacomo Tranchida, il Sen. Giuseppe Lumia, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, Andrea Tarondo, Sostituto Procuratore di Trapani,
Giacomo Messina, presidente della Cooperativa Calcestruzzi Ericina, e Dino Paternostro, coordinatore del Dipartimento Legalità della CGIL Palermo. Modererà il giornalista Rino Giacalone.
A margine dei lavori è infine prevista la visita, con le scolaresche, all'ex gioielleria Virga, bene confiscato alla mafia.

domenica, dicembre 09, 2012

Bando pubblico Cooperativa per la gestione dei beni confiscati

Con grande soddisfazione comunichiamo che è stato indetto il bando per la costituzione di una cooperativa che andrà a gestire dei terreni confiscati alle mafia siti nella provincia di Trapani. La cooperativa sarò dedicata alla memoria di Rita Atria Per maggiori info e per scaricare il bando cliccate questo link: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7509#.UMRNfDTQ5UY.facebook

venerdì, dicembre 07, 2012

COMUNICATO STAMPA OPERAZIONE MANDAMENTO

Trapani, 7 dicembre 2012 COMUNICATO STAMPA L’ODIERNA OPERAZIONE “MANDAMENTO” CONDOTTA DAI CARABINIERI DEL COMANDO PROVINCIALE DI TRAPANI E DA QUELLI DEL ROS FRUTTO DI UN LAVORO INVESTIGATIVO INTENSO E BENE COORDINATO DAI MAGISTRATI DELLA PROCURA DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI PALERMO CONFERMA ULTERIORMENTE QUANTO DA NOI QUOTIDIANAMENTE DENUNCIATO E CIOE’ DELL’AVVENUTA TRASFORMAZIONE DELLA MAFIA CHE CONTINUANDO AD INTERESSARSI DEI SUOI VECCHI AFFARI ADDIRITTURA OGGI HA A DISPOSIZIONE PROFESSIONISTI POLITICI COLLETTI BIANCHI IN GRADO DI APRIRE A COSA NOSTRA LE PORTE DI NUOVE FRONTIERE IN QUESTO CASO ENERGETICHE QUALI SONO GLI IMPIANTI EOLICI, FOTOVOLTAICI SINO A TOCCARE QUELLO CHE DI NUOVO VA EMERGENDO NEGLI STUDI SULLE ENERGIE ALTERNATIVE COME LE BIOMASSE. I CARABINIERI HANNO SAPUTO FERMARE CERTAMENTE UNA GROSSA SFERA DI INTERESSI ILLECITI E QUESTO VA TRADOTTO ANCHE IN TERMINI DI SOTTRAZIONE DI FINANZIAMENTI PUBBLICI CHE SENNO’ COSA NOSTRA AVREBBE POTUTO TRANQUILLAMENTE CONTROLLARE SOTTRAENDOLI ALLA SOCIETA’ CIVILE. PER QUESTA RAGIONE L’ASSOCIAZIONE LIBERA ESPRIME IL PROPRIO PLAUSO AI MAGISTRATI DELLA DDA DI PALERMO E AI CARABINIERI DEL COMANDO PROVINCIALE DI TRAPANI E DEL ROS DI PALERMO, AL COMANDANTE COLONNELLO NAZZARO E AGLI UFFICIALI E MILITARI TUTTI DEL NUCLEO OPERATIVO E DEL REPARTO OPERATIVO SPECIALE. SAPPIAMO MOLTO BENE – DICE SALVATORE INGUI’ COORDINATORE PROVINCIALE DI LIBERA – QUALI SACRIFICI ANCHE PERSONALI VENGONO SPESI DA QUESTI INVESTIGATORI COSì COME DA QUELLI APPARTENENTI AD ALTRE FORZE DELL’ORDINE PER QUESTO VORREMMO CHE MAGGIORE ATTENZIONE VENGA DEDICATA DAL GOVERNO ALLE LORO PROBLEMATICHE CHE SE RISOLTE INDUBBIAMENTE NON POTRANNO CHE GARANTIRE ANCORA ULTERIORI POSITIVI RISULTATI SUL FRONTE DELLA LOTTA ALLE MAFIE ED AI COMPLICI DEI MAFIOSI. NON MANCHIAMO POI DI SOTTOLINEARE COME ANCHE L’ODIERNA OPERAZIONE ANTIMAFIA EVIDENZIA IL RICORSO A SISTEMI DI CORRUZIONE RAGIONE QUESTA PER LA QUALE LIBERA TORNA A CHIEDERE MAGGIORE RIGORE LEGISLATIVO CONTRO I CORROTTI E LE CONFISCHE DEI LORO BENI. LIBERA COORDINAMENTO PROVINCIALE TRAPANI

sabato, dicembre 01, 2012

Grande partecipazione per la seconda edizione del torneo “Un Calcio alla mafia”



Grande partecipazione dei ragazzi delle scuole per la seconda edizione del torneo di calcio a 5 “Un calcio alla mafia” organizzato da Libera Castellammare e Castello Libero. Tanta la partecipazione ma soprattutto tanta la soddisfazione. Soddisfazione sottolineata dagli organizzatori dell’evento che per la seconda volta propongono un torneo di calcio all’insegna della legalità. Una mattinata all’insegna dello sport ma soprattutto un modo nuovo di avvicinare i ragazzi alle istituzioni. La polizia, i carabinieri, la magistratura, spesso sono viste come presenze estranee, fuori dalla quotidianità e quindi lontani da noi, quello che si è cercato di fare oggi è mettere insieme il divertimento, la voglia di cambiare la nostra terra, il nostro paese, tutti insieme con un unico obiettivo: dare un calcio al fenomeno mafioso.  
Al torneo hanno partecipato  i carabinieri, la PS di Castellammare, i Magistrati di Trapani, Libera Castellammare, i docenti delle scuole superiori di Castellammare e 2 squadre composte dei ragazzi dell’istituto “Piersanti Mattarella” e del liceo classico “F.Vivona”. I vincitori ufficiali del torneo sono stati i magistrati e la squadra degli studenti del “Piersanti Mattarella”, ma i veri vincitori sono tutti i ragazzi presenti a fare il tifo per i propri insegnati, per i propri compagni e soprattutto per le forze dell’ordine.
Il referente di Libera Castellammare Domenico Grassa dichiara che “il senso di questo giorno è stato quello di avvicinare i giovani alle istituzioni che giorno per giorno combattono la mafia.
Perché non si sentano mai soli in questa battaglia e per dimostrare alla mafia che i giovani castellammaresi stanno dalla parte dei giusti, e cioè dei poliziotti, dei carabinieri, dei magistrati e degli insegnanti, lavoratori che fanno i mestieri più difficili al mondo.” Con queste parole si sottolinea ancora una volta l’importanza di questo evento e la presenza così numerosa di giovani castellammarese e non solo. Oggi è difficile riuscire ad avvicinare le istituzioni ai giovani, e questi momenti sono fondamentali per poter ribadire ancora una volta che la mafia si può sconfiggere, ma soltanto se lottiamo insieme.

Molto importate anche la presenza del Sindaco di Castellammare del Golfo Marzio Bresciani e l’assessore alle politiche giovanili e allo sport Alessandra D’Aguanno che hanno mostrato la loro vicinanza e quella di tutta l’amministrazione all’evento.
Emanuel Butticè