Avevano riorganizzato le cosche mafiose tra Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi,
le 12 persone arrestate la scorsa notte dalla Polizia nell’ambito del
blitz denominato Crimiso. Tra gli arrestati volti noti, dal pedigree
mafioso accertato, come i boss Nino Bonura, Nino Bosco, Michele Sottile,
il giovane Diego Rugeri, ma anche soggetti nuovi. A capo delle
“famiglie” storiche come quelle di Alcamo e Calatafimi vi sarebbero
soggetti fino ad ora scon osciuti, un procacciatore di affari, Vincenzo
Campo, e un operaio della Forestale, Nicolò Pidone. A incastrarli un
summit che i poliziotti sono riusciti ad intercettare per intero e che
si è svolto nelle campagne di monte Inici, appena sopra il golfo di
Castellammare. Quel summit si era reso necessario perché erano
insorti dei litigi e quindi dall’alto, dal vertice mafioso per
eccellenza, dagli uomini più vicini al latitante Matteo Messina Denaro,
era arrivato un boss, Tommaso Leo, anche lui arrestato la scorsa notte.
La mafia sommersa non vuole avere a che fare con le armi, e le lotte
intestine che una volta venivano affrontate con le faide e le armi, oggi
vengono risolte con i “commissariamenti”. Proprio così. Un
“commissario”, il boss di Vita Tommaso Leo, il cui nome per la prima
volta venne fuori nell’ambito dell’operazione antimafia e antidroga
internazionale denominata Igres, si è occupato di mettere pace a
Castellammare del Golfo. Da Vita si è trasferito a Castellammare, ha
rimesso in riga tutti. Ascoltando quella riunione i poliziotti hanno
ricostruito la rete mafiosa dedita al racket. Oltre agli arresti anche
15 avvisi di garanzia: uno di questi ha raggiunto il consigliere
comunale di Castellammare del Golfo Girolamo Genna, appartenente al Fli;
avrebbe messo a disposizione il suo ufficio per alcuni incontri
riservati. Tra i risvolti dell’operazione ancora dalle intercettazioni è
emerso il nervosismo dei mafiosi verso la politica, anche i boss a
proposito di antipolitica la pensano come i comuni cittadini. I reati
contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione
aggravata, incendio aggravato, violazione di domicilio e violazione
della sorveglianza speciale. Gli arresti sono scattati all’alba di oggi,
poliziotti dello Sco, della Squadra Mobile di Trapani, e dei
Commissariati di Alcamo e Castellammare del Golfo, hanno dato esecuzione
ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di
Palermo Luigi Petrucci su richiesta della Direzione Distrettuale
Antimafia di Palermo (indagini coordinate dal procuratore aggiunto
Principato, e dai pm Guido, Marzella e Padova). I destinatari
dell’ordinanza sono stati:
BONURA Antonino, imprenditore alcamese del 1963 residente a Sesto San
Giovanni (MI), pregiudicato per mafia, già Sorvegliato Speciale di
P.S.;BOSCO Antonino, pregiudicato mafioso di Castellammare del Golfo del 1955, in atto detenuto all’ergastolo.
BOSCO Vincenzo, operaio castellammarese del 1963;
BUSSA Sebastiano, pregiudicato castellammarese del 1975 già Sorvegliato Speciale della P.S;
CAMPO Vincenzo, procacciatore d’affari pregiudicato di Alcamo del 1968;
GIORDANO Salvatore, imprenditore pregiudicato di Ravanusa (AG) del 1959 residente a Milano;
LEO Rosario Tommaso, imprenditore agricolo pregiudicato di Vita (TP) del 1969;
MERCADANTE Salvatore, allevatore di Castellammare del Golfo del 1985;
PIDONE Nicolò, dipendente stagionale del Corpo Forestale di Calatafimi del 1962;
RUGERI Diego, detto “Diego u’ nicu” pregiudicato e Sorvegliato Speciale di P.S. di Castellammare del Golfo del 1980;
SANFILIPPO Giuseppe operaio pregiudicato di Castellammare del Golfo del 1983;
SOTTILE Michele, pregiudicato di Castellammare del Golfo del 1962 già sorvegliato speciale di P.S.;
L’indagine ha consentito di ricostruire l’organigramma dei vertici di tale propaggine di Cosa Nostra trapanese oltre che una serie di condotte delittuose commesse dagli indagati.
(Fonte: www.malitalia.it)
3 commenti:
Qui trovate anche i video del "meeting":
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/mafia-operazione-crimiso-contro-cosche-12-arresti-nel-trapanese/267854/
c'è ancora chi ha il coraggio di sostenere che la mafia a castellammare non esiste??questa è la prova che si è riorganizzata e che si nasconde sempre alla luce del sole (sotto gli occhi di tutti, senza ritegno)...a castellammare tutto tace, nessuno dice e sa niente..l'omertà regna sovrana ma la realtà è ben diversa..
Credo che sia importante, da parte di tutta la cittadinanza c/marese, esprimere la gratitudine nei confronti dell'operato delle Forze dell'Ordine, e soprattutto impegnarsi attivamente affinché questi, purtroppo, residui di mafia, malaffare, criminalità vengano definitivamente estirpati dalla nostra terra.
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