venerdì, febbraio 22, 2019
lunedì, dicembre 24, 2018
Paolo Borrometi: “Non abbiamo bisogno di eroi, ma di cittadini liberi”. Presto la cittadinanza onoraria della città di Alcamo
Paolo Borrometi ha presentato il
suo libro “un morto ogni tanto” e l’Amministrazione annuncia per lui la
cittadinanza onoraria
Di Emanuel Butticè
Di Emanuel Butticè
ALCAMO. Un libro con un titolo particolare, “un morto ogni tanto”. “Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a
tutti”. È una frase intercettata dagli inquirenti che indagano
sulla mafia di Pachino. A Pronunciarla un boss mentre spiega ai figli il piano
di morte organizzato per eliminare un soggetto “scomodo”, “fastidioso”. Quel
soggetto da eliminare ad ogni costo era Paolo Borroneti, giornalista che ha
illuminato a giorno la sua terra, la provincia babba della
mafia invisibile, nascosta alla luce del sole. Una mafia che Borrometi racconta
quotidianamente, con inchieste puntuali e dettagliate, con nomi e cognomi. È
proprio questo che lo espone, il suo lavoro meticoloso. Con gli articoli e
adesso con questo libro di inchiesta fa una radiografia all’organizzazione
mafiosa della provincia di Ragusa. Una mafia per anni negata, secondo molti non
esisteva.
Ieri ad Alcamo ha presentato il
suo libro, “Un morto ogni tanto” (Solferino Editore), al Centro Congressi
Marconi. Tra i relatori il Sindaco di Alcamo Domenico Surdi, la Vice Presidente
del Consiglio Comunale Giovanna Melodia, l’Europarlamentare Ignazio Corrao e
Alessandro Cacciato come moderatore. Un incontro organizzato
dall’Amministrazione del Movimento 5 Stelle alcamese. Durante l’incontro le letture
di alcuni brani del libro sono state curate da Chiara Calandrino della
Cooperativa Piccolo Teatro e da Cristian Pirrone del Centro Neapolis.
Durante l’incontro la Consigliera
Giovanna Melodia ha annunciato una mozione di indirizzo condivisa da tutto il consiglio comunale
avente ad oggetto il conferimento della cittadinanza onoraria al giornalista
Paolo Borrometi. Una notizia accolta con un lungo applauso
dai cittadini presenti. “Questa sorpresa mi emoziona molto. Sono davvero
onorato di poter essere un vostro concittadino. Grazie a tutta
l’Amministrazione e al Consiglio Comunale” – ha affermato commosso.
Borrometi, rispondendo alle
domande del moderatore Alessandro Cacciato, ha iniziato il dibattito ricordando
la figura di Giovanni Spampinato, giornalista ucciso a soli 27 anni a Ragusa
nel 1972. Una vittima per anni dimenticata. Il suo omicidio, come in altri
casi, ha subìto il mascariamento, il silenzio. “Questione di fimmini”, un
modo per archiviare la vicenda e dimenticarlo per sempre. Oggi Spampinato, come
ha ricordato Paolo Borrometi, rappresenta un esempio di giornalismo di
inchiesta vero, serio e concreto. “Lui era un giornalista libero che
faceva nomi e cognomi. La stampa in Italia è sotto attacco da oltre vent’anni,
ma non è tutta uguale. Chiaramente non bisogna generalizzare, né in positivo né
in negativo. Spampinato raccontava la provincia di Ragusa, la provincia con il
più alto numero di sportelli bancari, superiore addirittura a Palermo e Milano. Ha osato fare nomi
pesanti e per questo ha pagato con la vita. Così come Peppino Impastato. Se io
oggi faccio il giornalista è grazie ai suoi insegnamenti. Per questo vi chiedo di
“adottare” simbolicamente lui e la sua storia, combatteva per il futuro della
sua terra, la nostra terra, dannata, ma meravigliosa.” Borrometi ha inoltre
ricordato il giornalista italiano Antonio Megalizzi, rimasto ucciso
nell'attentato di Strasburgo lo scorso 11 dicembre.
“Dobbiamo imparare anche a
cambiare la narrazione delle mafie, cambiare anche termini. Uomini
d’onore? Che onore può avere qualcuno che scioglie un bambino
nell’acido?”- ha aggiunto rispondendo alle domande del moderatore. Borrometi
ha ricordato anche quando in una scuola una madre si lamentava dell’incontro
tra il giornalista e i ragazzi perché lo riteneva un “soggetto pericoloso” da
non far entrare a scuola. “Sono i boss mafiosi ad essere pericolosi, così come
i politici che con loro fanno affari. Io sono solo un cittadino che fa il
proprio dovere. È importante fare i nomi e i cognomi perché sono soggetti che
fanno affari sulle nostre spalle e sulle nostre vite”.
Prima di raggiungere il Centro
Congressi Marconi, accompagnato dai componenti dell’amministrazione, ha fatto
visita alla casa di Babbo Natale, un luogo per i più piccoli realizzato in un
immobile confiscato all’imprenditore “re del vento” Vito Nicastri. “Vedere che
tanti bambini oggi giocano in quel bene è fantastico. È il modo più bello per
ricordare Pio La Torre e la legge Rognoni-La Torre sul sequestro dei beni alle
mafie. In quell’immobile lo Stato ha vinto e merita di essere visitato perché
rappresenta il simbolo di riscatto di un territorio.”
“Non sono i lividi e i segni indelebili sul
mio corpo che porterò con me per sempre che fanno più male, – ha sottolineato
Borrometi raccontando della brutale aggressione subita alcuni anni fa – ma l’indifferenza, l’isolamento e la
delegittimazione. Ricordo che all’indomani dell’aggressione, che mi è costata
una menomazione alla spalla destra, sembrava come se la responsabilità fosse
mia e non del carnefice.”
“Nonostante tutto non ho mai
smesso di raccontare. Il giornalista ha un dovere fondamentale: raccontare i
fatti. Perché un Paese può cambiare solo se è informato. Il cambiamento – ha
sottolineato - quindi passa attraverso la cultura e l’informazione. Io ho fatto
solo il mio dovere.”
“È inaccettabile – ha aggiunto -
che in Sicilia un ex Presidente della Regione condannato per reati di mafia sia
stato invitato a parlare nella sala intitolata a Piersanti Mattarella,
Presidente ella Regione ucciso dalla mafia, all’Ars. È accaduto, ed è
incredibile.”
Infine ha rievocato quel 10
aprile 2018, il giorno in cui apprese del piano di morte nei suoi confronti.
Quel giorno Paolo era atteso al Festival Internazionale di Giornalismo di
Perugia, e si apprese la notizia in diretta. Per lui la mafia aveva pronta
un’auto bomba che doveva essere piazzata fuori da una scuola al termine di un
incontro con gli studenti. I mafiosi, intercettati, dicevano di voler fare “una
mattanza”. “Non viene minacciato solo il giornalista, ma la minaccia è contro
la libertà di informazione, cioè contro chi legge, i lettori. Noi non abbiamo
bisogno di eroi, ma soltanto di buoni cittadini. La nostra è una terra
meravigliosa e una minoranza rumorosa non può infangarla. Ognuno di noi deve
essere l’esempio di se stesso. Perché in fondo non è tutto perso, abbiamo
bisogno di costruire insieme e fare squadra per non lasciare questa terra
nelle loro mani.”
Paolo Borrometi inoltre ha
ringraziato le forze dell’ordine presenti per il loro prezioso lavoro
quotidiano e i ragazzi della scorta che rischiano la propria vita ogni giorno
per proteggerlo. “La vita sotto scorta è un inferno. Mi sento un recluso, ma
sono libero. Mi guardo allo specchio e vedo una persona pulita. La vera libertà
è quella di pensiero. Ricordatevi che il nostro Paese non ha bisogno di eroi, ma di cittadini che facciano il loro dovere. La legalità è un percorso di costante impegno.”
giovedì, giugno 14, 2018
Castellammare: parole, ricordi e musica in memoria di Gaspare Palmeri, vittima innocente della mafia
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Parole, ricordi e musica in memoria
del castellammarese Gaspare Palmeri, vittima innocente della mafia. Un momento
per ricordare la figura dell’operaio forestale ucciso da innocente durante un
agguato da parte dei corleonesi il 18 giugno 1991. Recentemente a Gaspare è
stata intitolata una via di Castellammare.
In questi anni di Gaspare Palmeri si è parlato molto, in
particolare nelle scuole. La sua memoria è viva e continua a camminare nei
ricordi e nelle parole dei figli Giovanni e Filippo, da anni attivi con l’Associazione
Libera.
Quest’anno, a 27 anni dalla sua uccisione, verrà ricordato
dalle associazioni Castello Libero Onlus e “Libera. Associazioni, nomi e numeri
contro le mafie” presidio “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo.
“Parole, ricordi e musica per rinnovare l'impegno a non
dimenticare Gaspare e per far sì che quello che è successo a lui non accada più
a nessun altro”, affermano dall’associazione Libera. Sarà un momento per fare
memoria ma soprattutto per rinnovare un impegno comune che impegna tutti come
cittadini. La manifestazione avrà luogo nella zona pedonale di Corso Garibaldi
il 18 giugno. La giornata si articolerà con il seguente calendario: Ore 18:00
Percorso visivo in ricordo di Gaspare Palmeri; Ore 19:30 Parole e
ricordi su Gaspare, Ore 20:45 Live music con i Pop Corn Band.
mercoledì, maggio 23, 2018
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venerdì, aprile 20, 2018
Libera commenta la sentenza del processo Trattativa Stato- Mafia
"Finalmente si scrive una
pagina di verità e giustizia su uno dei periodi più oscuri della nostra
Repubblica".
“Dopo cinque anni finalmente si
scrive una pagina di verità e giustizia su uno dei periodi più oscuri della
nostra Repubblica.La sentenza conferma che la trattativa c'è stata, un
risultato importante nell' accertamento di primo grado. Il nostro pensiero va
ai tanti familiari delle vittime innocenti delle mafie consapevoli che la
sentenza certamente non ripaga le loro ferite e il loro dolore. Questa sentenza
invita tutti a continuare ad impegnarci sempre di più con corresponsabilità e
maggiore consapevolezza per liberare il nostro paese dalle mafie e dalla
corruzione. Libera si è costituita parte civile del processo e ha seguito tutte
le udienza per stare vicino ai magistrati, non li abbiamo lasciati soli perché
non si costruisce giustizia senza la ricerca della verità.” In una nota Libera commenta la sentenza del processo Trattativa Stato- Mafia.
Tratto dal sito Libera.it
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venerdì, marzo 30, 2018
La memoria ritrovata
Se un tempo la mafia era un tabù, oggi nelle scuole c’è
maggiore consapevolezza
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. In questi giorni alcuni soci
delle associazioni Libera e Castello Libero Onlus sono andati in giro per le
scuole di Castellammare per incontrare gli studenti su temi che riguardano la
legalità e le iniziative in occasione del 21 marzo scorso. Incontri importanti,
che hanno permesso a studenti delle scuole medie e superiori di ascoltare le
storie delle vittime innocenti delle mafie e le attività dell’associazione
Libera. Incontri che negli anni sono stati sempre più frequenti perché, come
affermano i ragazzi di Libera, è da lì, dalle aule scolastiche, che si
costruiscono le nuove coscienze. Per poter sperare in un futuro migliore
occorre cambiare il presente. Non è un luogo comune. I ragazzi non sono solo il
futuro, sono soprattutto il presente.
La cosa che più ha colpito è la conoscenza,
da parte di molti studenti, delle storie dei castellammaresi vittime innocenti
delle mafie. In ogni scuola, il nome di Gaspare Palmeri, ucciso nel 1991, non è
nuovo. “Si lo conosciamo, ne abbiamo parlato in classe” – ha dichiarato un
ragazzo della scuola media. “Era amico di mio padre, gli hanno intitolato pure
una via qui a Castellammare” – spiega un altro. E finiscono per spiazzare i
relatori. Un tempo era impensabile, non si parlava di mafia, figuriamoci delle vittime
innocenti delle mafie. Perché Gaspare Palmeri è una vittima innocente e, come ha
giustamente sottolineato un socio di Libera, non si trovava nel posto sbagliato
al momento sbagliato. Erano i mafiosi nel posto sbagliato. E in realtà lo sono
ancora.
Anche nelle scuole superiori il discorso non
cambia: “Si, conosciamo la storia di Gaspare, abbiamo incontrato il figlio
Giovanni qualche settimana fa”. È molto significativo. Sicuramente testimonia
il gran lavoro che viene fatto nelle scuole da pare di insegnanti e dirigenti,
sempre più attenti, negli ultimi anni, alla diffusione di certi valori. Ma di
pari passo si registra anche l’interesse crescente di molti ragazzi per queste
storie. E questo si ripete anche quando si fa il nome del capitano Paolo Ficalora, anche lui un castellammarese vittima
innocente di mafia. I ragazzi annuiscono, lo conoscono. Oggi la
famiglia Ficalora vive a Palermo, ma a Castellammare in molti si ricordano e i
ragazzi conoscono la via a lui intitolata. “Si, sappiamo chi è, anche lui è
stato un innocente ucciso dalla mafia” – spiega qualcuno. Paolo Ficalora
era un Capitano di lungo corso che aveva iniziato la sua attività di
affittacamere nei pressi di Scopello. È stato ucciso nel 1992 davanti
casa, a pochi passi da Guidaloca. Chi lo ha conosciuto descrive un uomo buono,
gentile, sempre disponibile, in poche parole “un ottimo vicino di casa, ho
davvero bei ricordi di lui” – spiega chi lo ha conosciuto da vicino. E i
ragazzi conoscono queste storie, annuiscono. Sorridono.
Poi c’è Piersanti Mattarella, il castellammarese Presidente della Regione
Siciliana ucciso dalla mafia nel 1980. I ragazzi conoscono
anche questa storia. In alcuni casi hanno anche la scuola intitolata a lui.
“Era il Presidente gentiluomo dalla carte in regola” – dice qualcuno. La
memoria, quindi, è stata ritrovata. A distanza di moltissimi anni, finalmente,
sempre più si parla di queste storie. Sempre più se ne parla nelle scuole.
È
segno di una generazione che sta cambiando in positivo. Non sono più fatti
lontani oltre un quarto di secolo, sono attuali, e i ragazzi hanno acquisito
consapevolezza. Lo dobbiamo a chi ha perso la vita. Lo dobbiamo a Barbara
Rizzo, Salvatore e Giuseppe Asta, Piersanti Mattarella, Paolo Ficalora, Gaspare
Palmeri e tutti gli altri. Ma soprattutto lo dobbiamo a quelle persone,
come Ficalora e Palmeri, per anni etichettati come “vittime di serie b”, quindi
vittime una seconda volta del meccanismo diabolico della “diffidenza”, del “mascariamento”.
“Sono stati
uccisi? Beh, ci sarà stato un motivo, saranno stati vicini a qualcuno…”,
si diceva un tempo. No. Non lo sono stati. Dopo tanti anni è stato dimostrato:
sono vittime innocenti della mafia. Non avevano nulla a che fare con i mafiosi.
Questa memoria ritrovata serve a restituire, in minima parte, l’affetto della
società civile che per anni è mancato. Un affetto per troppi anni negato. Dalla
mafia prima, dall’indifferenza poi. Lo dobbiamo a loro e ai loro familiari.
Coltiviamo questa memoria, non perdiamola di nuovo.
Articolo tratto da Alqamah.it
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mercoledì, marzo 28, 2018
Gli studenti dell’Istituto Mattarella-Dolci incontrano Libera Castellammare
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è svolto questa mattina un
incontro tra i ragazzi del presidio di Libera “Piersanti Mattarella” di
Castellammare del Golfo, l’associazione Castello Libero Onlus e gli studenti
dell’Istituto Mattarella-Dolci di Castellammare.
L’incontro, all’interno di un’assemblea
di istituto, ha permesso agli studenti di dialogare con i rappresentanti delle
due associazioni sui temi che riguardano la memoria delle vittime innocenti
delle mafie, la gestione dei beni confiscati e in particolare sul lavoro nei terreni
strappati alla criminalità. Su quest’ultimo tema i ragazzi hanno dialogato con
Vito Mazzara della Cooperativa “Rita Atria” Libera Terra che opera nei terreni
confiscati alla mafia a Castelvetrano. Nella cooperativa si produce grano,
olio, ceci, e molti altri prodotti biologici della terra, con il prezioso
lavoro di cittadini in difficoltà nei terreni che furono di Totò Riina. Presenti,
oltre a Vito Mazzara, i soci delle due associazioni Domenico Grassa, Roberto
Odisseo e Emanuel Butticè che hanno spiegato come Libera promuove il riutilizzo
sociale dei beni confiscati (come nel caso bene confiscato di Castellammare del
Golfo in contrada Crociferi).
Quello di oggi è solo
l’ultimo di una serie di incontri in giro per le scuole del territorio, un modo
per “seminare il seme” della legalità e diffondere i principi di giustizia
sociale, memoria, rispetto per i beni comuni e, soprattutto, impegno
quotidiano. Perché come dice don Luigi Ciotti: “è il NOI che vince”.
mercoledì, marzo 21, 2018
Castellammare, gli alunni del plesso “Crispi” ricordano le vittime innocenti delle mafie
CASTELLAMMARE DEL GOLFO.
Questa mattina presso la scuola “Francesco Crispi” di Castellammare del Golfo
gli alunni delle classi quinte e alcuni della prima media del plesso “Pitrè”
hanno incontrato i referenti del locale presidio di “Libera. Associazioni, nomi
e numeri contro le mafie” intitolato a Piersanti Mattarella. I ragazzi, in
occasione del 21 marzo, primo giorno di primavera ma anche la giornata
nazionale in memoria delle vittime innocenti delle mafie, hanno organizzato un
piccolo momento di ricordo. In particolare i referenti di Libera hanno puntato
l’accento sulle iniziative portate avanti dall'associazione in questi anni e
hanno ricordato le storie di alcune vittime innocenti, tra questi i
castellammaresi Piersanti Mattarella, Gaspare Palmeri e Paolo Ficalora.
Gli studenti, guidati dalle insegnanti Anna Maria Varvaro, Rossella Barbara, Angela
Poma e Vincenza Pirrello, hanno dialogato con i referenti del presidio di
Libera Roberto Odisseo e Domenico Grassa. Ma è stato anche un momento per
ricordare la storia di Barbara Rizzo e dei suoi due gemellini Giuseppe e
Salvatore Asta. Storie che si uniscono a quel lungo elenco composto da oltre
950 vittime innocenti. Un momento di memoria e di impegno collettivo che oggi
si svolge contemporaneamente in tutta Italia. Un cammino tracciato nel segno
della legalità.
sabato, marzo 17, 2018
“La composizione della crisi da sovraindebitamento”, convegno al Castello Arabo Normanno di Castellammare
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Giovedì 22 marzo
2018 si terrà al Castello Arabo Normanno di Castellammare del Golfo un convegno
dal titolo “La composizione della crisi da sovraindebitamento. Istituzione
dello sportello di informazione sul sovraindebitamento presso il Comune di
Castellammare del Golfo”.
L’evento è organizzato dall’Organismo di
Composizione della Crisi da sovraindebitamento di Trapani istituito presso
l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Trapani in
collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Trapani.
L’incontro è un modo per inaugurare
ufficialmente lo sportello distaccato dell’OCC attivato presso il Comune di
Castellammare del Golfo, nonché per dare ampia diffusione alla disciplina della
gestione della crisi.
La gestione della crisi da sovraindebitamento
nasce con la legge n. 3/2012 con l’intento di consentire ai soggetti non
fallibili di poter ripianare la propria situazione debitoria ed ottenere
l’esdebitazione.
Dunque i soggetti coinvolti sono gli
imprenditori non soggetti al fallimento ma anche e soprattutto i privati
cittadini.
Il risultato finale della procedura è quello
di consentire al soggetto sovraindebitato il cosiddetto “fresh start”, un nuovo
inizio che gli possa consentire di riprendere in mano la propria vita in tutta
serenità.
L’evento è patrocinato dal Comune di
Castellammare del Golfo e dalle associazioni Castello Libero Onlus, Libero
Futuro, Associazione Antiracket Antiusura Castellammare del Golfo.
L’evento è accreditato presso l’Ordine dei
Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Trapani e presso l’Ordine
degli Avvocati di Trapani per il riconoscimento dei crediti formativi
obbligatori.
PROGRAMMA
17:00
Registrazione partecipanti
17:30
Saluti di benvenuto Nicolò Coppola – Sindaco
del Comune di Castellammare del Golfo
Antonio Mercadante – Assessore Comune di
Castellammare del Golfo
Mario Sugameli – Presidente ODCEC di Trapani
Pietro Bruno – Referente OCC di Trapani
Umberto Coppola – Presidente Ordine degli
Avvocati di Trapani
Ornella Navarra – Presidente Associazione Castello
Libero ONLUS
Enrico Colajanni – Referente Associazione
Libero Futuro Castellammare del Golfo
Sebastiano Cruciata – Presidente Associazione
Antiracket Antiusura Castellammare del Golfo
18:00 Inizio lavori
Moderatore Piero Rotolo
18:05 Pietro Bruno
Introduzione al tema del sovraindebitamento e
approfondimento sul requisito della “meritevolezza”
18:15 Mirko Di Maria
I presupposti soggettivi per l’accesso alla
procedura Le diverse procedure previste dalla legge n. 3/2012 e il ruolo
dell’OCC
18:30 Giusy Bosco
Analisi di un caso concreto 18:45 Marinella
Raneri Rapporto tra procedure esecutive e sovraindebitamento
19:00 S.E. Pietro Maria Fragnelli Vescovo di
Trapani
Conclusioni
venerdì, marzo 02, 2018
Le Associazioni Castello Libero e Libera incontrano gli studenti dell’Istituto “Pitrè-Manzoni”
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è svolto questa
mattina il primi di una serie di incontri promossi dall’Istituto
“Pitrè-Manzoni” di Castellammare del Golfo sui temi “legalità e beni confiscati
alle mafie”. Nel primo incontro gli studenti hanno incontrato alcuni
rappresentanti dell’Associazione Castello Libero Onlus e del locale Presidio di
Libera “Piersanti Mattarella” per trattare l’argomento “Riutilizzo
sociale dei beni confiscati”. I ragazzi nel corso dell’anno scolastico hanno
studiato il tema e hanno rivolto tantissime domande ai ragazzi delle
associazioni. In particolare si è parlato di come si è arrivato negli anni al
sequestro e poi alla confisca dei beni dei mafiosi con la Legge n. 646/1982 (Rognoni – La Torre) e
successivamente a quella promossa da Libera nel 1996, la legge 109, sul
riutilizzo sociale di questi beni.
Alla fine del progetto i ragazzi
realizzeranno un cortometraggio le cui scene saranno girate all'interno del
bene confiscato di Contrada Crociferi.
giovedì, marzo 01, 2018
Le proposte "Libera Formazione" per le scuole verso il 21 marzo 2018
Libera propone alle scuole alcune tracce di lavoro e materiali di approfondimento per accompagnare studenti e docenti nell'approfondire il tema della terra, della giustizia e dei diritti.
A partire dalla parola chiave e dallo slogan della XXIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, "Terra, solchi di verità e giustizi", Libera propone alle scuole alcune tracce di lavoro e materiali di approfondimento per accompagnare studenti e docenti nell'approfondire il tema della terra, della giustizia e dei diritti verso il 21 marzo prossimo.
La proposta si articola in 4 aree tematiche, di seguito elencate con i possibili percorsi da sviluppare (n.b. i percorsi, qui elencati in maniera puntuale, presentano numerosi collegamenti che permetteranno anche di sviluppare un lavoro a cavallo delle aree).
1. DIRITTI E DIGNITA' DELLE PERSONE
- diritto al lavoro
- diritto alla mobilità
- diritto all'amore
- diritto alla conoscenza
- diritto al gioco
- diritto al futuro
2. MAFIE
- approfondimento e conoscenza dei fenomeni mafiosi in Puglia
- mafie, violenza mafiosa e controllo del territorio
- legami mafiosi vs legami civili e di comunità
3. AMBIENTE
- ecomafie
- agromafie e filiera alimentare
- diritto alla salute e a un ambiente sano
4. MEMORIA
La memoria rappresenta l'elemento comune e trasversale alle aree proposte. Come per l'anno passato utilizzeremo la formula di far adottare una storia alle classi aderenti che sia in qualche modo collegata al tema scelto e aiuti i ragazzi ad approfondirlo e a rielaborarlo partendo dall’incontro con la vita della vittima innocente.
IL SIMBOLO
Chiederemo agli studenti di realizzare un segno materiale che rappresenti il percorso di memoria intrapreso verso il 21 marzo, coerente con lo slogan. Abbiamo pensato di proporre la realizzazione di una pianta (vera e propria da coltivare/curare a scuola, in particolare per i più piccoli, oppure realizzata e rappresentata con altri materiali).
La scelta è dovuta a quanto di positivo questo simbolo evoca:
le radici, l'appartenenza a un territorio, le sue culture, le sue storie, l'identità, tra dimensione individuale e collettiva;
la vita, la crescita e la necessità di curare ciò che è prezioso, con un parallelo con l'idea di memoria che stiamo sempre più coltivando;
il legame e l'armonia tra le parti, la pianta come simbolo di una comunità nella quale tutti gli individui si sentano parte attiva di un unico NOI.
Per ulteriori informazioni consulta il sito di Libera: http://www.libera.it/schede-191-proposte_libera_formazione_per_le_scuole_verso_il_21_marzo
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