A margine dell'incontro verranno consegnati gli attestati di partecipazione agli studenti che hanno frequentato i corsi formativi presso il bene confiscato nell'ambito del progetto "da cOsa nostra...a cAsa nostra".
venerdì, aprile 29, 2016
“Riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”, un incontro-dibattito oggi a Castellammare del Golfo
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si terrà questo pomeriggio, venerdì 29 aprile, alle ore 17:00 presso il bene confiscato di Contrada Crociferi a Castellammare del Golfo un incontro-dibattito, organizzato dall'associazione Castello Libero Onlus, sul tema dei beni confiscati alla criminalità organizzata e sull'importanza del loro riutilizzo per finalità di interesse sociale. L'occasione sarà un momento di confronto e di informazione, grazie al contributo e alla testimonianza di chi è impegnato in prima fila nella gestione dei beni e delle imprese confiscate.
giovedì, gennaio 28, 2016
Don Luigi Ciotti in visita al bene confiscato di Castellammare del Golfo
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Don Luigi Ciotti, presidente di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" ha fatto visita al bene confiscato di Contrada Crociferi a Castellammare del Golfo.
Don Ciotti ieri mattina ha partecipato alla commemorazione della strage della casermetta di Alcamo Marina e prima di raggiungere Trapani ha fatto una visita privata al bene confiscato di Castellammare, assegnato nel 2012 all'associazione Castello Libero Onlus in partnership con il presidio di Libera Castellammare, l'antiracket di Castellammare e il gruppo scout Agesci Castellammare 1. Il presidente dell'associazione Castello Libero Onlus Antonino Maniaci ha esposto al presidente di Libera il progetto "Da Cosa Nostra a Casa Nostra", tutte le fasi della ristrutturazione, i numerosi corsi e le varie attività che verranno avviate all'interno del bene interamente ristrutturato e inaugurato lo scorso 24 gennaio.
Don Ciotti, dopo aver visitato le due stanze e il terreno coltivato ad uliveto, è apparso molto soddisfatto e ha ringraziato tutti i ragazzi delle associazioni per l'impegno e per il lavoro svolto fin qui. "Quello che avete fatto è davvero un ottimo lavoro; avete recuperato un bene in stato di totale abbandono e restituito alla città di Castellammare. Il vostro impegno - ha sottolineato Don Ciotti - è davvero importante; e sono importanti anche le collaborazioni che avete avviato con le varie associazioni del territorio e della provincia di Trapani. Sono venuto volentieri a farvi visita per ringraziarvi personalmente per l'ottimo lavoro svolto."martedì, gennaio 26, 2016
Castellammare, inaugurato il bene confiscato di Contrada Crociferi
Consegnato all' Associazione Castello Libero ONLUS , in partnership con l’Antiracket Castellammare , il gruppo scout AGESCI Castellammare 1 e l’ Libera - Presidio "Piersanti Mattarella", Castellammare del Golfo, il bene confiscato alla mafia in C.da Crociferi.Presenti numerose autorità civili e militari e i rappresentanti di molte associazioni locali. Presenti anche il Prefetto di Trapani Leopoldo Falco e il giudice Piero Grillo, magistrato responsabile delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani.
Il bene in questione, un piccolo fabbricato con annesso terreno coltivato ad uliveto, è stato uno dei primi beni confiscati a Castellammare del Golfo. Nel 2012, tramite bando pubblico, è stato assegnato all’associazione Castello Libero Onlus, in partnership con l’Antiracket di Castellammare, il gruppo scout AGESCI Castellammare 1 e l’associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, dall’ex Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Marzio Bresciani. Nel 2014 l’associazione Castello Libero Onlus, da anni impegnata nel sociale, con il progetto “da Cosa Nostra a Casa Nostra” è risultata vincitrice del bando pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” promossa dal Ministero per la Coesione Territoriale e dal Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, ottenendo un finanziamento di circa 220 mila euro, da utilizzare per la ristrutturazione e per le attività da svolgere all’interno del bene. Il progetto prevede infatti numerose attività rivolte alla collettività; saranno attivati vari corsi (alcuni già partiti): dopo scuola per i ragazzi delle scuole, corsi di lingua per stranieri immigrati, assistenza alle vittime del racket, corsi di alimentazione, giornalismo, agricoltura e molti altri rivolti alle scuole del territorio e non solo.
Un progetto ambizioso unico a Castellammare del Golfo, definito dai ragazzi delle associazioni come “un sogno che si realizza.” Questa mattina il presidente del’associazione Castello Libero Onlus Antonino Maniaci, particolarmente emozionato, ha spiegato: “Oggi noi restituiamo a tutta la collettività questo bene. In questo modo rinnoviamo l’impegno e ringraziamo tutti quelli che in questi anni ci hanno dato fiducia. Grazie alla autorità presenti, alle forze dell’ordine, alle varie associazioni presenti, un grazie anche all’impresa per l’impegno e la pazienza e a tutti quelli che hanno contribuito con impegno a questo progetto".
Articolo tratto da www.tp24.it
domenica, gennaio 24, 2016
Inaugurato a Castellammare il bene confiscato di Contrada Crociferi: “Qui la mafia ha perso”
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è svolta questa mattina l’inaugurazione ufficiale del bene confiscato alla mafia di Contrada Crociferi a Castellammare del Golfo.
Presenti numerose autorità civili e militari e i rappresentanti di molte associazioni locali. Presenti anche il Prefetto di Trapani Leopoldo Falco e il giudice Piero Grillo, magistrato responsabile delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani.
Il bene in questione, un piccolo fabbricato con annesso terreno coltivato ad uliveto, è stato uno dei primi beni confiscati a Castellammare del Golfo. Nel 2012, tramite bando pubblico, è stato assegnato all’associazione Castello Libero Onlus, in partnership con l’Antiracket di Castellammare, il gruppo scout AGESCI Castellammare 1 e l’associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, dall’ex Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Marzio Bresciani.
Nel 2014 l’associazione Castello Libero Onlus, da anni impegnata nel sociale, con il progetto “da Cosa Nostra a Casa Nostra” è risultata vincitrice del bando pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” promossa dal Ministero per la Coesione Territoriale e dal Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, ottenendo un finanziamento di circa 220 mila euro, da utilizzare per la ristrutturazione e per le attività da svolgere all'interno del bene. Il progetto prevede infatti numerose attività rivolte alla collettività; saranno attivati vari corsi (alcuni già partiti): dopo scuola per i ragazzi delle scuole, corsi di lingua per stranieri immigrati, assistenza alle vittime del racket, corsi di alimentazione, giornalismo, agricoltura e molti altri rivolti alle scuole del territorio e non solo. Un progetto ambizioso unico a Castellammare del Golfo, definito dai ragazzi delle associazioni come “un sogno che si realizza.”
Questa mattina il presidente del’associazione Castello Libero Onlus Antonino Maniaci, particolarmente emozionato, ha spiegato: “Oggi noi restituiamo a tutta la collettività questo bene. In questo modo rinnoviamo l’impegno e ringraziamo tutti quelli che in questi anni ci hanno dato fiducia. Grazie alla autorità presenti, alle forze dell’ordine, alle varie associazioni presenti, un grazie anche all’impresa per l’impegno e la pazienza e a tutti quelli che hanno contribuito con impegno a questo progetto.”
Domenico Grassa ha parlato a nome del presidio “Piersanti Mattarella” di Libera: “porto i saluti di Don Luigi Ciotti, del referente regionale Gregorio Porcaro e di quello provinciale Salvatore Inguì. A Castellammare continuiamo a fare memoria e impegno; soprattutto in memoria dei nostri concittadini vittime innocenti della mafia, ricordiamo in particolare Gaspare Palmeri e il capitano Paolo Ficalora. Noi oggi qui rinnoviamo il nostro impegno per il futuro.”
Anche il Sindaco di Castellammare del Golfo Nicolò Coppola ha ringraziato i ragazzi delle associazioni: “Con questi ragazzi oggi vince tutto il paese. Loro hanno vinto, ma noi a Castellammare ancora dobbiamo fare tanto. Abbiamo così deciso di donare all’associazione un piccolo omaggio per il loro impegno e per il lavoro svolto in questi anni per Castellammare.” – ha spiegato il Sindaco Coppola donando una targa ricordo all’associazione Castello Libero Onlus.
Gli scout, presenti anche con numerosi bambini che hanno animato l’intera manifestazione, hanno portato i saluti del Vescovo di Trapani Mons. Pietro Maria Fragnelli. Assente anche l’ex Sindaco Marzio Bresciani per motivi personali ma ha comunque mandato un messaggio: “Vi auguro di lavorare proficuamente, mantenendo sempre il vostro fresco entusiasmo, per la costruzione di un paese libero.” Il presidente dell’associazione Antiracket di Castellammare Sebastiano Cruciata ha sottolineato che “anni fa era solo un sogno, oggi è realtà grazie all’impegno di tutti”.
Il Prefetto di Trapani Leopoldo Falco ha dichiarato: “Io oggi rappresento lo Stato, ma anche voi rappresentate lo Stato. È anche grazie a Libera e alle altre associazioni che lo Stato è più forte. Noi, in sinergia, stiamo lavorando bene e i risultati sono evidenti. Oggi la battaglia più difficile è gestire tutto il patrimonio confiscato alla criminalità organizzata. Le risposte che arrivano da questo fronte sono più che positive, giornate come questa lo dimostrano. La Sicilia deve scrollarsi di dosso il senso di sconfitta, e solo insieme possiamo farlo. Questa – ha sottolineato – è una battaglia vinta, vinciamone altre. Momenti come questo - conclude - ci danno speranza per il futuro.”
Infine il consueto taglio del nastro da parte del presidente dell’associazione Castello Libero Onlus Antonino Maniaci, del Prefetto Leopoldo Falco e del giudice Piero Grillo.
Una giornata positiva per l'intera collettività che sottolinea ancora una volta che l’impegno e il lavoro alla fine ripagano sempre. Adesso tantissimi ragazzi potranno usufruire di questo posto che dopo anni di abbandono ritrova la luce. Oggi a Castellammare la mafia ha perso...ancora una volta.
Articolo tratto da Alqamah
lunedì, gennaio 18, 2016
DOMENICA 24 GENNAIO 2016 TAGLIO DEL NASTRO AL BENE CONFISCATO
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venerdì, gennaio 15, 2016
GREEN GUARDIAN ANGELS...AD ALCAMO GLI STUDENTI DIFENDONO IL BENE COMUNE
Riceviamo e pubblichiamo con piacere la notizia di qualche giorno fa che riguarda la partecipazione degli
alunni della classe IV A del Liceo Economico-sociale dell’Istituto Vito Fazio Allmayer di Alcamo al progetto scolastico “A scuola di opencoesione”, concorso nazionale che coinvolge più di cento scuole, che consiste nel monitorare un’opera, struttura o attività finanziata con soldi pubblici. Il progetto che la classe ha scelto riguarda il completamento del Centro Comunale di Raccolta ( C.C.R.) e delle isole ecologiche presenti nella città di Alcamo. Esso ha lo scopo di gestire i rifiuti domestici e industriali garantendo una migliore condizione di sostenibilità ambientale. Il progetto è stato trovato sul sito di Opencoesione, la piattaforma online su cui sono reperibili i cosiddetti “Open data” (dati sui finanziamenti accessibili a tutti).
Per la realizzazione del monitoraggio civico di cui si occuperanno, gli studenti si sono costituiti in team con il nome di “Green Guardian Angels”. Hanno scelto questo nome perché innanzi tutto ritengono importanti i temi ambientali e la salvaguardia del pianeta. Essi aspirano a diventare piccoli “Angeli custodi del verde” in un momento storico in cui la città di Alcamo vive diverse criticità ambientali. Lo scopo è quello di sensibilizzare sempre più i cittadini alla raccolta differenziata e di creare una coscienza ecologica sempre più “robusta”. L’intero progetto si articola in cinque step (Progettare, Approfondire, Analizzare, Esplorare, Raccontare) che costituiscono tutto il percorso di monitoraggio civico che li impegnerà fino a maggio.
Gli studenti saranno accompagnati in questa azione di monitoraggio civico dai docenti Carrubba Pier Francesco (referente del progetto), Varvaro Maria Grazia, Amodeo Alina e Galati Michele, e dalle dottoresse di Europe Direct Trapani Ferrantelli Marta e Adragna Mariangela.
alunni della classe IV A del Liceo Economico-sociale dell’Istituto Vito Fazio Allmayer di Alcamo al progetto scolastico “A scuola di opencoesione”, concorso nazionale che coinvolge più di cento scuole, che consiste nel monitorare un’opera, struttura o attività finanziata con soldi pubblici. Il progetto che la classe ha scelto riguarda il completamento del Centro Comunale di Raccolta ( C.C.R.) e delle isole ecologiche presenti nella città di Alcamo. Esso ha lo scopo di gestire i rifiuti domestici e industriali garantendo una migliore condizione di sostenibilità ambientale. Il progetto è stato trovato sul sito di Opencoesione, la piattaforma online su cui sono reperibili i cosiddetti “Open data” (dati sui finanziamenti accessibili a tutti).
Per la realizzazione del monitoraggio civico di cui si occuperanno, gli studenti si sono costituiti in team con il nome di “Green Guardian Angels”. Hanno scelto questo nome perché innanzi tutto ritengono importanti i temi ambientali e la salvaguardia del pianeta. Essi aspirano a diventare piccoli “Angeli custodi del verde” in un momento storico in cui la città di Alcamo vive diverse criticità ambientali. Lo scopo è quello di sensibilizzare sempre più i cittadini alla raccolta differenziata e di creare una coscienza ecologica sempre più “robusta”. L’intero progetto si articola in cinque step (Progettare, Approfondire, Analizzare, Esplorare, Raccontare) che costituiscono tutto il percorso di monitoraggio civico che li impegnerà fino a maggio.
Gli studenti saranno accompagnati in questa azione di monitoraggio civico dai docenti Carrubba Pier Francesco (referente del progetto), Varvaro Maria Grazia, Amodeo Alina e Galati Michele, e dalle dottoresse di Europe Direct Trapani Ferrantelli Marta e Adragna Mariangela.
sabato, gennaio 09, 2016
Castellammare, l’odissea dei pendolari (e dei turisti) diretti a Palermo
Sarà perché siamo un paese molto interessato al turismo, sarà quell’aria di mare che fa venir voglia di rimanere per tutta la vita qui… ma se qualcuno si volesse allontanare dal bel paesello non può proprio farlo con facilità. I motivi di ciò non sono sentimenti o forti legami con la nostra bellissima cittadina, bensì gli inefficienti mezzi di trasporto pubblici. A noi castellammaresi piace viaggiare lenti, siamo amanti del rischio di non veder passare un treno e adoriamo il brivido del cambio degli orari del bus senza alcuna comunicazione on-line o cartacea stile vintage nella tabella degli orari dell’autostazione (classico foglio A4 fotocopiato e “appizzato” sopra i vecchi orari).
Ad oggi se si volesse arrivare alla stazione Centrale di Palermo alle 9:00 di mattina (poco più di 60 km da Castellammare), la situazione è la seguente:
Castellammare- Palermo by train: l’unico treno che arriva a Palermo entro le nove, parte dalla stazione di Castellammare alle ore 5:47. Arrivati alla stazione di Piraineto alle 6:42, si dovrà prendere il bus che porterà alla stazione Imperatore Federico. Alle ore 7:36 si prenderà il treno dalla stazione Imperatore Federico fino alla stazione Centrale. Arrivo previsto dopo i 2 cambi: ore 7.57; dopo almeno 2 ore e 10 minuti di viaggio per soli 60 km (così riporta l’ottimista sito di trenitalia) a una invidiabile velocità media pari a 28 km/h.
Castellammare-Palermo by bus invece è molto più conveniente. Almeno esiste un autobus diretto che parte alle 7.10: dovrebbe arrivare in poco più di un’ora e dieci minuti. Ma invece no!!! Anche questo è un rischio: si potrebbe essere così stupidi da credere che gli orari nel sito internet siano aggiornati, o così ingenui da affidarsi a quelli appesi nella fermata di Piazza della Repubblica. Niente di tutto ciò. Aspetterai un bus diretto che è già passato mezz’ora prima.
E così allegramente dovrai prendere alle 7.30 l’autobus successivo che passa per tutti i paesini: Balestrate, Trappeto, Città del mare, Terrasini, Cinisi. Arriverai a Palermo alle 9:30 dopo poco più di due ore e sarai contento di arrivare tardi al lavoro, all’università, in ufficio.
Da buon cittadino, comunicherai il disservizio all’azienda che gestisce il trasporto pubblico per la corsa Castellammare- Palermo ma ti sarà riferito che l’avviso era stato affisso all’interno dei bus da giorni!!!
E se a vivere questa situazione fosse un turista cosa penserebbe dei nostri servizi pubblici regionali? Che pubblicità farebbe in patria?
Ma perché pensare male? Una volta che arrivano i turisti a Castellammare, perché farli andare via così facilmente?
Antonino Fazzino
martedì, luglio 28, 2015
Mafia e Antimafia. A Trapani il paradosso è servito!
A Trapani, crocevia di molti affari
occulti e non, il paradosso è servito! Si può parlare male della mafia ma non
di un mafioso. Può sembrare paradossale ma c’è un processo in corso che
sintetizza quanto di più paradossale possa esistere: un cronista a processo per
aver “offeso un mafioso”.
La storia che si ripete e che colpisce
sempre chi scrive. Chi racconta. È già successo. Ma che i familiari di un boss
mafioso querelino un giornalista è un fatto unico in Italia.
Il boss mafioso è Mariano Agate di Mazara del Vallo, il
giornalista è Rino Giacalone. Uno, il primo, è stato condannato all’ergastolo
per 7 omicidi, tra cui quello del giudice Giangiacomo
Ciaccio Montalto. L’altro è un giornalista trapanese in prima linea
contro la mafia, che da più di trent’anni racconta fatti e misfatti della città
del sale, dove s’incontrano poteri occulti, massoni, mafiosi e servizi deviati.
Uno,
il primo, nel 1986 risultò nell'elenco degli
iscritti alla loggia massonica segreta Iside 2 di Trapani, l’altro, il secondo, risulta iscritto
a “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” da parecchi anni. Bella differenza!
Uno, il primo, è morto nel 2013,
l’altro, il secondo, ha raccontato sul blog “Malitalia” della sua morte,
ricostruendo la sua storia criminale. In fondo al pezzo, una riga finale in cui
il cronista si riallaccia alla storica frase di Peppino Impastato “la mafia è
una montagna di merda”. Poche parole, che non sono piaciute ai familiari del
boss Agate che hanno così denunciato il giornalista e chiesto 50 mila euro per
i danni, soldi che andranno comunque in beneficenza. Un processo unico nel suo
genere. Una sentenza che a prescindere dall'esito sarà unica e, oltre a fare
giurisprudenza, farà storia nel “mondo” dell’antimafia. Un’antimafia che
comunque non molla, nonostante i continui attacchi ricevuti da più parti. Lo
stesso Giacalone oggi è un giornalista molto esposto. Non è ben visto da
mafiosi, politici e addirittura da molti colleghi (e questo forse spaventa di
più!) che recentemente hanno avviato una vera e propria “macchina del fango”
nei suo confronti.
Ma Giacalone sa di non essere solo. Il
suo senso di isolamento, legittimo, viene da una consapevolezza: un giornalista
scomodo, senza condizionamenti, senza “censure” è un giornalista “fastidioso”,
“da zittire” con il metodo più raffinato e antico: la macchina del fango,
l’isolamento. “Macchina” che in provincia di Trapani viene avviata da più parti
e aggiungerei anche in modo impeccabile. Ma, come dicevo, Giacalone sa bene di
non essere solo. Lo si legge negli occhi dei ragazzi di Libera Jesi che sono
venuti fino a Trapani per schierarsi al suo fianco, lo si legge negli occhi dei
tanti giovani giornalisti che in Rino vedono una guida, una luce nel buio mondo
dell’informazione. Lo si legge. E basta. Rino non è solo e non lo sarà mai.
In conclusione, riprendendo le parole
di un socio di Libera “oggi siamo tutti sul banco degli imputati!” credo che
non solo siamo tutti imputati con Rino, ma siamo tutti colpevoli di aver
pensato almeno una volta quella frase rivolta ad un mafioso. Per questo siamo
tutti obbligati a schierarci dalla parte giusta: quella di Rino!
mercoledì, luglio 15, 2015
Campo E!state Liberi 2015 - Castellammare del Golfo
Memoria. Impegno. Formazione.
Ma anche mare, relax e divertimento.
Lottare contro le mafie non è roba da musoni!
Ma anche mare, relax e divertimento.
Lottare contro le mafie non è roba da musoni!
giovedì, maggio 21, 2015
Rino Giacalone non è indagato. Libera Trapani: "alle volte le penne sparano peggio delle lupare"
Il Coordinamento Provinciale di Libera a Trapani fa il punto della situazione in merito alle false notizie che circolavano su una presunta indagine del giornalista Rino Giacalone.
Il 2 Maggio l’emittente televisiva trapanese “Telesud”, comunica nel suo notiziario delle ore 14.00, la notizia che il giornalista Rino Giacalone è indagato per tentata estorsione e millantato credito. Il fatto sarebbe che il giornalista si sia proposto a Davide Durante – che ha qualche problema con la Giustizia – per “sistemare” la sua situazione giudiziaria, grazie a conoscenze tra i magistrati, in cambio di un favore.
Secondo l’articolo, quindi, Rino Giacalone è indagato e il Durante ha consegnato alla Procura la registrazione della conversazione, oggetto del fatto reato. L’articolo è firmato da Luigi Todaro, e sul sito dell’emittente televisiva v’è pure un editoriale del sig. Massimo Marino, Presidente di Telesud.
Entrambi, giornalista ed editore, fanno riferimento al “segreto di Pulcinella”, per dire che da settimane la notizia era nota a Trapani, sia tra gli addetti ai lavori e sia tra la gente… specificando anzi, che a Trapani non si parlava d’altro.
Pare, inoltre, che la notizia dell’iscrizione nel Registro degli indagati di Rino Giacalone, fosse già stata abbondantemente anticipata tramite il tam tam di facebook, che pur non nominandolo mai direttamente ed esplicitamente, alludeva così evidentemente al Giacalone, che da più parti giungeva oramai la notizia di un terremoto prossimo ad irrompere nella tranquilla città di Trapani, con già l’anticipazione di ulteriori clamorosi sviluppi.
Inutile qui indugiare su come può essersi sentito, psicologicamente, Rino Giacalone, dinnanzi a tale notizia, soprattutto alla luce di dolorose vicende personali, tra le quali essere già imputato in un procedimento penale per avere insultato la memoria del boss Mariano Agate di Mazara del Vallo, definito in un articolo, “Pezzo di merda”, e portato in giudizio dalla vedova del boss, che chiede un risarcimento di 50mila euro.
Parliamo con Rino di questo nuovo fatto riportato dai media e dai Social-net. Rino ci dice che il fatto non esiste, né l’essere indagato e tanto meno l’avere cercato di sistemare le grane giudiziarie di chicchessia. E noi abbiamo creduto a Rino. E così abbiamo convenuto che egli stesso facesse richiesta formale alla Procura di Trapani, per sapere se fosse indagato per i fatti suddetti.
Oggi, 19 Maggio, la Procura ha risposto, senza alcuna sorpresa da parte nostra, smentendo quanto riportato dai media e dai social.
Adesso possiamo uscire dal silenzio che ci eravamo imposti, perchè a parlare, avevamo deciso, fossero i fatti e non le opinioni o i pre-giudizi (positivi o negativi).
Adesso Rino si regolerà di conseguenza, denunziando nelle sedi opportune, chi ha diffuso false informazioni sulla sua persona e sui fatti. A noi l’amara constatazione che di non tutta l’informazione locale c’è da fidarsi.
A noi il dubbio se i fatti, succintamente su narrati, sono il frutto di un equivoco o se c’è in atto una azione, con consapevole malafede, volta al discredito e all’annichilimento dell’impegno civile e sociale di taluni gruppi di persone?
A noi la domanda: come è possibile che una notizia possa essere inventata così di sana pianta e possa impunemente circolare?
Può un giornalista, sedicente in buona fede, prendere per buone le chiacchiere da bar (da facebook, in questo caso) e propagandarle come vere? Senza manco un tentativo di verificare la fonte e la fondatezza della notizia?
E se invece il giornalista è stato veramente in buona fede e qualcuno lo ha indotto nell’errore, non dovrebbe fare altro che scusarsi, pubblicamente, con il diretto interessato e correre in Procura a fare il nome di chi ha messo in giro voci così false e calunniose.
Alle volte le penne sparano peggio delle lupare.
LIBERA - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie Coordinamento Provinciale – Trapani
sabato, marzo 21, 2015
21 marzo, anche Castellammare ricorda le vittime delle mafie
Il corteo, partito dal Viale Umberto I, sede del CAI, ha percorso la via Rosario Livatino, soprannominato il giudice bambino, ucciso dalla mafia nel 1990 a soli 38 anni. Dopo un breve momento di raccoglimento, il corteo ha percorso il viale Paolo Ficalora, fino ad arrivare al bene confiscato alla mafia in contrada Crociferi gestito dall’associazione Libera, Castello Libero, antiracket e dal gruppo scout Agesci Castellammare 1.
Presso il bene confiscato alcuni studenti hanno letto alcuni testi in memoria delle vittime delle mafie, seguiti da un piccolo momento musicale. Soddisfatti i ragazzi di Libera: “Ringraziamo tutti per essere venuti e soprattutto ringraziamo Tiziana Ficalora per essere stata presente in questa giornata.”
lunedì, febbraio 02, 2015
Chi riflette e chi no. Congratulazioni Presidente Mattarella.
Avremmo potuto - e forse dovuto - congratularci pubblicamente con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella già un paio di giorni fa, qualche minuto dopo la sua elezione. Anche e soprattutto perché abbiamo scelto qualche anno fa di intitolare il presidio di Libera a Castellammare del Golfo proprio a Piersanti Mattarella, per contribuire nel nostro piccolo a tenerne viva la memoria.Un nostro difetto - o virtù, dipende dai punti di vista - è quello di non parlare in pubblico solo per farci vedere, per riempirci la bocca di inutili parole che portano solo un po' di visibilità fine a se stessa. Ci sforziamo di parlare solo quando abbiamo davvero qualcosa da dire.
Sappiamo bene che, nonostante ciò, c'è chi ci annovera a pieno titolo in quell'indistinto calderone che è la famigerata "antimafia parolaia", quell'antimafia di facciata che si riempie di parole vuote al sol scopo di ottenere accesso al potere e di cui fanno parte tutti, tranne chi la nomina e la indica a ogni piè sospinto. Ma a noi non importa, perché le nostre parole e quelle di chi appiccica a chiunque il titolo di "antimafioso parolaio" saranno presto dimenticate. I frutti del nostro agire no. Quelli resteranno lì, viva e dinamica testimonianza del piccolo impegno di chi vuole costruire una società veramente libera in cui ci sia vera giustizia sociale.
Meno parole e più fatti, ci ripete spesso Don Luigi Ciotti. Ha ragione. E noi ci sforziamo di fare del nostro meglio, senza curarci troppo se lo vedono tutti o soltanto chi vuole davvero vedere.
In questi due giorni c'è stato un fiume in piena di commenti su Sergio Mattarella, tra chi ha cercato pagliuzze nei suoi occhi dimenticando le travi nei propri e chi ne ha decantato le doti sottolineando i propri rapporti, più o meno stretti, con il Presidente nel tentativo di brillare di luce riflessa almeno un po'.
Ci spiace deludervi, ma non troverete ombre nel passato e nel presente di Sergio Mattarella. Forse in quello del padre Bernardo, ma se questo dovesse essere sufficiente a far pagare a un figlio le colpe del padre, allora smettetela di sfilare in corteo a Cinisi per Peppino Impastato. Smettetela di andare a commemorare Rita Atria a Partanna sulla sua tomba. Perché anche loro hanno avuto padri di cui non esser del tutto fieri, ma hanno riscattato se stessi con il loro impegno in direzione opposta e contraria.
E non brillerete della luce riflessa di Sergio Mattarella, nè di quella di Piersanti, semplicemente perché non avete una "superficie riflettente". Neanche un po'.
Piersanti Mattarella e suo fratello Sergio hanno avuto il coraggio di guardare da vicino, negli occhi, la mafia e tutta l'area politica, burocratica e imprenditoriale collusa con essa; l'hanno studiata per riuscire ad individuare i punti deboli, per capire dove e come colpirla per indebolirne il potere fino alla completa distruzione; hanno atteso pazientemente il momento giusto per sferrare il loro attacco e, quando lo hanno sferrato, hanno fatto davvero male a Cosa Nostra e a tutta l'area grigia intorno.
Ma hanno avuto la forza e il rigore morale di non mescolarsi mai con quegli ambienti sporchi fino al midollo, seppur così vicini. Si sono distinti per non essere confusi con essi. E ne hanno pagato il prezzo più alto.
Voi che oggi vi fregiate della "vicinanza e amicizia" del Presidente Mattarella, invece no. Voi che tirate fuori dai cassetti vecchie fotografie che vi ritraggono con Sergio Mattarella o con Piersanti Mattarella, non avete appreso nulla da loro e non avete neppure un briciolo di quelle virtù che li contraddistinguono da tutto il resto, che li distingue da voi.
Voi che non avete mai avuto il coraggio e la forza, come li hanno sempre avuti Piersanti e Sergio Mattarella, di resistere alle sirene o alle minacce di Cosa Nostra e dei suoi alleati, non brillerete mai della loro luce riflessa.
Voi che siete scesi a patti e compromessi, per viltà o per interesse, con Cosa Nostra e i suoi alleati, non brillerete mai della luce riflessa del Presidente Mattarella.
Voi che avete accettato i voti di Cosa Nostra e dei suoi alleati - per non dire che li avete attivamente cercati - sarete sempre ben distinti e distinguibili da Piersanti Mattarella e da Sergio Mattarella e non sarete mai confusi con essi, perché non ne avete neppure mezza virtù. E si vede.
Noi non abbiamo conosciuto Piersanti Mattarella, perché siamo nati dopo il suo assassinio per mano mafiosa, né abbiamo mai avuto l'onore di incontrare Sergio Mattarella. Probabilmente nessuno della famiglia Mattarella sa che esistiamo.
Noi ci sforziamo con la nostra azione, invisibile ai più eppur presente e quotidiana, di onorare il sacrificio di Piersanti e di apprendere con l'esperienza quotidiana l'arte della cittadinanza responsabile e schierata chiaramente e nettamente dalla parte giusta - quella contro le mafie e i suoi alleati - che Piersanti e Sergio Mattarella possedevano e possiedono tutt'ora.
Ciò che distingue gli Uomini dagli ominicchi non sono le parole né le manifestazioni con la parola "legalità" appiccicata a qualsiasi cosa - purché si veda bene chi l'ha scritta - e neppure le commemorazioni un tanto al chilo una volta l'anno.
Ciò che distingue gli Uomini dagli ominicchi è la loro condotta morale limpida e incorruttibile; sono le azioni concrete, anche se invisibili ai più, che puntano al benessere sociale e alla giustizia sociale; è l'esercizio della Politica democratica, quella vera che mira al progresso di tutti e non all'arricchimento di pochi, esercitata da qualsiasi posizione sociale e da qualsiasi scranno pubblico o privato, ricoprendo ruoli di responsabilità istituzionale o semplicemente nel volontariato.
Il giorno in cui comincerete a sforzarvi di diventare Uomini, comincerete a brillare di luce propria. Guardate Mattarella e cercate di imitarlo, basterà questo più di qualsiasi foto o stretta di mano con lui.
C'è ancora tanto da fare, Presidente Mattarella. Buon lavoro a Lei e a tutti noi.
Il Presidio di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
"Piersanti Mattarella" a Castellammare del Golfo
venerdì, gennaio 30, 2015
DEPURATEVI DAI NERVOSISMI
"...E PORCA BUTTANA..." (cit.
il Sindaco a conclusione del suo intervento in C.C.)
Nella giornata di ieri 29.01.2015 si è
tenuto il Consiglio Comunale durante il quale, grazie all'assist del
consigliere Asaro, il Sig. Sindaco Nicolò Coppola ha avuto modo di
raccontare la Verità sulla situazione riguardante il nuovo impianto
di depurazione. Supportato da una dettagliata relazione fornita e
congiuntamente suggerita dal Resp. III Settore LL.PP. (come nei
migliori teatri), il Sindaco ha ripercorso il sofferto e tribolato
iter progettuale e amministrativo del depuratore, che ha consentito
al
la nostra cittadina di vedere, quantomeno sulla carta, ben tre
progetti:- progetto di manutenzione dell'esistente (scelta abbandonata dall'amministrazione Bresciani per ovvi motivi di decoro urbano, igiene pubblica e inadeguatezza del sito);
- progetto per la realizzazione dell'impianto in caverna (troppo lungimirante per le umili menti castellammaresi);
- progetto per la realizzazione dell'impianto in trincea poco distante dall'esistente (alla portata del modesto ingegno nostrano).
Cioè dopo quarant'anni di scagazzare
dietro il porto siamo stati capaci di elaborare in quattro anni ben
tre progetti senza realizzarne neanche uno.
Per intenderci speriamo e preghiamo che
almeno uno si faccia.
Il punto tre rappresenta la soluzione
ad oggi caldeggiata dall'attuale Amministrazione per cui tecnici
interni ed esterni stanno lavorando alacremente. Nonostante ciò si
registra un notevole nervosismo da parte del Sig. Sindaco, come se
la scelta fatta dall'amministrazione Coppola - e ci sarà sicuramente
un atto giuridicamente vincolante che ratifica tale scelta - non
fosse ritenuta la migliore possibile. "...io l'avrei rifatto
dov'è quello attuale..." disse il Sindaco.
Nervosismo che si taglia con il
coltello nell'aula consiliare, con pugni sbattuti sul tavolo,
sventolio di relazioni contenenti Verità assolute, linguaggio poco
consono al luogo e alla carica rappresentata. Perchè mai tutto
questo nervosismo se ha la Verità in mano?
Come dichiarato nella seduta di ieri a
dare fastidio sono state le parole dell'ex Sindaco Marzio Bresciani,
che in TV avrebbe dichiarato che, se ci fosse stato lui, i lavori per
la realizzazione del depuratore sarebbero già partiti e che comunque
non sarebbe entrato nel merito delle scelte compiute dall'attuale
amministrazione, ribadendo il concetto che ognuno è responsabile
delle proprie scelte.
D'altronde un Sindaco esperto (e
Coppola il Sindaco lo sa fare) non dovrebbe sapere di essere facile
bersaglio oggetto di molteplici critiche? Possiamo mai immaginare che
le poche parole di Bresciani lo abbiano ferito tanto da reagire così?
Non capiamo come mai un Sindaco che ha la Verità tra le mani non si
faccia scivolare addosso come acqua le critiche di chicchessia.
L'unica cosa che ci rende ancora
speranzosi sulla buona riuscita dell'impianto di depurazione è che
Nicolò Coppola, sempre nella stessa seduta di ieri ha dichiarato:
"...io su questo progetto mi ci gioco la testa..."
Tra toni alti e richiami del Presidente
del Consiglio crediamo di aver sentito che l'eventuale fallimento sul
depuratore provocherebbe le spontanee dimissioni del Sindaco.
Sappiamo adesso che la Verità è nelle
sue mani...per cui... per dirla alla Renzi #Nicolastaisereno.
giovedì, gennaio 08, 2015
Je suis Charlie. Io sono Charlie Hebdo. Lo sono e lo sarò sempre.
Quello di ieri non è stato un semplice attentato terroristico. Come per l' 11 settembre, ieri abbiamo assistito ad un cambiamento radicale del modo di pensare e di agire. Un evento come quello di ieri, paragonabile, se pur in parte, a quello delle torri gemelle, è in grado di segnare intere generazioni di giovani giornalisti e vignettisti. Quella di ieri è la condanna a morte della libertà d'informazione, della libertà di stampa, della libertà d'espressione. Da oggi siamo tutti un po' più soli.
Charlie Hebdo: la sottile linea che separa libertà d'espressione e violenza; violenza che genera morte e dolore in nome di (un) dio. Un dio che sicuramente non avrebbe voluto questo.
Come si può uccidere per una vignetta? Per della satira? La satira, da strumento per la pace, è stata trasformata in strumento per seminare morte per le vie di Parigi. Soltanto per delle vignette.
Mentre scrivo mi viene da pensare ai tanti giornalisti uccisi in Italia dalla criminalità organizzata e li elevo ad eroi. Oggi aggiungo nuovi eroi nel mio personale epitaffio di dolore. Eroi perchè credevano in un mondo diverso. Un mondo tutto da ridere, anche nel dolore della quotidianità. Eroi nella loro eccezionale semplicità ed ironia.
Questa mattina, oltre al dolore, mi sono svegliato con una consapevolezza: oggi siamo tutti un pò più soli e meno liberi di esprimere il nostro pensiero. Inevitabilmente verranno prese nuove misure di sicurezza e, purtroppo, verranno messe in atto nuove forme di autocensura. Una sorta di autobavaglio all'informazione libera per paura di nuovi atti terroristici. Questo attentato ha innescato una forma di censura indiretta per chi svolge il delicato lavoro di informare, anche con una vignetta. Oggi quindi siamo tutti un pò più soli ma uniti nel dolore.
Mi preme sottolineare un secondo aspetto di questa triste vicenda: La scia di odio e ignoranza che porta questo evento nel nostro paese. Matteo Salvini continua a ribadire che abbiamo "il male in casa" riferendosi ai continui sbarchi di immigrati sulle nostre coste. Salvini sta commettendo il più grosso degli errori: generalizzare. Non tutti gli immigrati sono terroristi come non tutti gli italiani sono mafiosi. Per intenderci, noi italiani di attentati ce ne intendiamo bene. Abbiamo commesso stragi in giro per l'Italia (Strage di Bologna, Capaci, Via D'Amelio, Firenze e tante altre non meno importanti in cui persero la vita uomini e donne servitori dello Stato e tanti innocenti). Ma non per questo siamo tutti mafiosi o terroristi. Quindi la generalizzazione di Matteo Salvini serve solo a seminare odio perchè, in questo momento di profonda crisi, il malcontento può degenerare in atti di violenza e razzismo (come già accaduto in passato).
Je suis Charlie. Io sono Charlie Hebdo. Lo sono e lo sarò sempre.
Emanuel Butticè
Charlie Hebdo: la sottile linea che separa libertà d'espressione e violenza; violenza che genera morte e dolore in nome di (un) dio. Un dio che sicuramente non avrebbe voluto questo.
Come si può uccidere per una vignetta? Per della satira? La satira, da strumento per la pace, è stata trasformata in strumento per seminare morte per le vie di Parigi. Soltanto per delle vignette.
Mentre scrivo mi viene da pensare ai tanti giornalisti uccisi in Italia dalla criminalità organizzata e li elevo ad eroi. Oggi aggiungo nuovi eroi nel mio personale epitaffio di dolore. Eroi perchè credevano in un mondo diverso. Un mondo tutto da ridere, anche nel dolore della quotidianità. Eroi nella loro eccezionale semplicità ed ironia.
Questa mattina, oltre al dolore, mi sono svegliato con una consapevolezza: oggi siamo tutti un pò più soli e meno liberi di esprimere il nostro pensiero. Inevitabilmente verranno prese nuove misure di sicurezza e, purtroppo, verranno messe in atto nuove forme di autocensura. Una sorta di autobavaglio all'informazione libera per paura di nuovi atti terroristici. Questo attentato ha innescato una forma di censura indiretta per chi svolge il delicato lavoro di informare, anche con una vignetta. Oggi quindi siamo tutti un pò più soli ma uniti nel dolore.
Mi preme sottolineare un secondo aspetto di questa triste vicenda: La scia di odio e ignoranza che porta questo evento nel nostro paese. Matteo Salvini continua a ribadire che abbiamo "il male in casa" riferendosi ai continui sbarchi di immigrati sulle nostre coste. Salvini sta commettendo il più grosso degli errori: generalizzare. Non tutti gli immigrati sono terroristi come non tutti gli italiani sono mafiosi. Per intenderci, noi italiani di attentati ce ne intendiamo bene. Abbiamo commesso stragi in giro per l'Italia (Strage di Bologna, Capaci, Via D'Amelio, Firenze e tante altre non meno importanti in cui persero la vita uomini e donne servitori dello Stato e tanti innocenti). Ma non per questo siamo tutti mafiosi o terroristi. Quindi la generalizzazione di Matteo Salvini serve solo a seminare odio perchè, in questo momento di profonda crisi, il malcontento può degenerare in atti di violenza e razzismo (come già accaduto in passato).
Je suis Charlie. Io sono Charlie Hebdo. Lo sono e lo sarò sempre.
Emanuel Butticè
mercoledì, dicembre 03, 2014
Condannato Diego "u nicu" Rugeri
“Condannato a 15 anni e 4 mesi
di reclusione il rampollo della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo
Diego “u nicu” Rugeri arrestato nel 2012 durante l’operazione “Crimiso”.”
TRAPANI.
Il tribunale di Trapani presieduto dalla Dott. Alessandra Camassa e dai
magistrati Dott. Samuele Corso e dalla Dott. Chiara Balduccio ha emesso questo
pomeriggio la sentenza di condanna nei confronti di Diego Rugeri, arrestato nel
2012 durante l’operazione antimafia denominata “Crimiso” che mise in ginocchio
la famiglia mafiosa di Alcamo, ritenuto organico alla cosca mafiosa di
Castellammare del Golfo. Il tribunale di Trapani ha condannato quindi Diego
Rugeri per tutti i delitti ascrittigli e, unificati i suddetti delitti nel
vincolo di continuazione, alla condanna di 15 anni e 4 mesi di reclusione e
5350 euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali e a quelle del
proprio mantenimento in carcere per il periodo della custodia cautelare, oltre
all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
I Pubblici Ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia
di Palermo Carlo Marzella e Antonino Sgarrella avevano chiesto 18 anni di
reclusione e 18 mila euro di multa accessoria per tutti i capi di imputazione.
L’attività di intercettazione, i servizi di pedinamento, le
indagini della squadra mobile di Trapani e del Commissariato di Castellammare
del Golfo, e grazie anche alle testimonianze di alcuni degli imprenditori
taglieggiati, hanno evidenziato come Diego Rugeri si era gettato a capofitto
nell’attività di taglieggiamento nei confronti di diversi imprenditori e
commercianti. Dalle indagini erano emerse anche precise frizioni e contrasti
dentro la cosca, Rugeri infatti aveva deciso di scalzare il capo del clan,
Michele Sottile. In precedenza con riti alternativi erano stati condannati
Michele Sottile, 8 anni e 2 mesi, Vincenzo Campo e Nino Bonura, 8 anni, Nicolò
Pidone 6 anni e 6 mesi, Sebastiano Bussa e Rosario Tommaso Leo 6 anni, Giuseppe
Sanfilippo 5 anni e 2 mesi, 4 anni per Salvatore Mercadante e Vincenzo
Bosco.
Il tribunale di Trapani ha inoltre condannato Diego “u nicu”
Rugeri al risarcimento dei danni alle parti civili costituite: Buscemi
Salvatore, D’Angelo Gaspare, Blunda Giuseppe, Centro Studi e Iniziative
Culturali Pio La Torre Onlus di Palermo, Associazione Antiracket e Antiusura di
Alcamo e Castellammare del Golfo, F.A.I. (Federazione delle Associazioni
Antiracket e Antiusura Italiane), Associazione Antiracket Libero Futuro,
Associazione Castello Libero Onlus di Castellammare del Golfo, Associazione
Antimafie e Antiracket Paolo Borsellino Onlus, Confindustria Trapani,
Associazione Onlus “Comitato Addiopizzo”, Comune di Alcamo e Comune di
Castellammare del Golfo.
Fissato in novanta giorni il termine per la deposizione della
motivazione.
Emanuel Butticè
(www.alqamah.it)
martedì, dicembre 02, 2014
Intervista a Pino Maniaci: "L'auto incendiata?Una bravata, non mi fermo e le prossime inchieste toccheranno anche l’antimafia."
Telejato.
Auto incendiata a Pino Maniaci. Lui rassicura: E’ una bravata, non mi fermo e
le prossime inchieste toccheranno anche l’antimafia.
Accade a Partinico, terra spigolosa
dove prosegue il lavoro dell’emittente di controinformazione Telejato diretta
da Pino Maniaci e supportata da un team di giovani tra cui figurano anche i
figli di Pino. Non è la prima volta che la stessa auto viene vandalizzata per
fini intimidatori e, mentre i Carabinieri indagano analizzando le immagini di
videosorveglianza che potrebbero avere ripreso movimenti sospetti nella zona,
il combattivo direttore dell’emittente partinicese non si ferma e annuncia
nuove inchieste interessanti da poter seguire attraverso i suoi telegiornali.
Abbiamo raggiunto Pino al telefono per saperne di più..
Ciao Fabio, sempre a lavoro!
Quindi, l’ennesimo attacco incendiario ad un’auto di Telejato?
Diciamo che più che altro si tratta di un attacco di “scassapagghiaro”, così l’ho definito, visto che si tratta di una macchina già quasi demolita. Abbandonata sì, ma sempre una macchina storica di Telejato: quella automobile ha accompagnato in galera vari padrini, vari boss mafiosi, come i Lo Piccolo (padre e figlio), come Nicchi, come tanti altri che sono stati appunto accompagnati dalle telecamere con questa macchina all’interno del loro habitat naturale, cioè la galera. Quindi ci tenevo più che altro per questo, ma già era in disuso da qualche anno, messa nello spiazzale lì di fronte la sede di Telejato, dove l’avevano già danneggiata: a qualcuno che gli serviva qualche pezzo ha fatto spesa e se l’è pure portato, qualche altro che s’è divertito a rompere i fanali e adesso gli hanno fatto esalare l’ultimo respiro con l’accendino che ha messo fine a questa autovettura. Lo definisco più che altro un atto di vandalismo, più che un attacco alla mia persona!
Ecco, Pino, da quando è nata Telejato hai fatto tanta informazione, inchieste, indagini sul campo e questo viene ritenuto fastidioso soprattutto da chi non vuole far sapere le cose per agire indisturbato. Così di “atti di vandalismo” ne hai ricevuti parecchi, tanto da rendere necessaria una scorta per continuare a fare il tuo lavoro in modo sicuro. Facciamo un elenco, ricordi le ritorsioni più eclatanti che hai ricevuto da quando hai messo in piedi l’emittente ad oggi?
Beh fino ad oggi sono tre le macchine che sono andate in fiamme, tanto che ci stiamo attrezzando per qualche macchina ignifuga. Vediamo se la stanno costruendo. Poi ovviamente danneggiamenti, vetri spaccati, lettere anonime, i freni tagliati, il tentato omicidio attraverso il nodo della mia cravatta da parte del figlio del boss mafioso.. non ci siamo fatti mancare nulla. Abbiamo un buon curriculum!
Come prosegue l’attività dell’emittente, ci dai qualche anticipazione o qualche notizia in anteprima?
Partiamo dal fatto che per adesso ci stiamo occupando di un’inchiesta molto delicata, per cui qualcuno, anche qualche magistrato, ha detto che non mi ammazza la mafia ma l’antimafia: ci stiamo occupando di beni sequestrati e beni confiscati, di amministratori giudiziari, di giudici collusi e del perché una percentuale altissima di queste aziende vanno a finire in fallimento proprio perché queste persone, quasi parallelamente come una cosca mafiosa, ne succhiano le risorse e buttano in mezzo alla strada migliaia di persone, riconsegnando questi beni totalmente svuotati e falliti, mentre avvocati da quattro soldi si arricchiscono.
Sempre interessante, quindi conviene seguire Telejato anche attraverso il sito www.telejato.it. Un saluto a te, Pino, alla redazione e alla bella famiglia Maniaci!
Di Fabio Barbera
Libera Castellammare e Castello Libero sugli incendi dolosi:”Temiamo una crescente diffusione di una cultura violenta”
Comunicato stampa.
Il presidio “Piersanti Mattarella” di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e l’associazione Castello Libero intendono esprimere grave preoccupazione per la crescente frequenza con cui si sono verificati atti incendiari negli ultimi tempi nel territorio di Castellammare del Golfo.
Tali attentati ai danni di automobili, case, attività commerciali, veicoli da lavoro e altro segnalano una propensione sempre più spinta di alcuni soggetti a “risolvere” questioni di vario tipo attraverso atti violenti e intimidatori; molti di questi atti, negli ultimi anni, sono stati messi in pratica da soggetti direttamente collegati con la locale cosca mafiosa – come è stato appurato nel corso del processo Crimiso – e per scopi funzionali agli interessi mafiosi. Altri casi, invece, sono ancora tutti da decifrare, così come sono ancora da individuare i responsabili.
L’aumento di episodi di questo tipo fa temere una crescente diffusione nella popolazione di una cultura della violenza, dell’arroganza e della prevaricazione – tipica delle organizzazioni mafiose – in cui prevale il più forte e soccombe il più debole. A questa cultura incivile e barbara, Libera e Castello Libero cercano di contrapporre la cultura della convivenza civile, della non violenza, della corresponsabilità sociale, cercando di condividere gli sforzi con tutte quelle persone, associazioni, istituzioni che sono quotidianamente impegnate nella medesima sfida di crescita culturale e sociale.
Alla luce degli ultimi episodi violenti, è nostro dovere di cittadini impegnarci ancora di più nella diffusione di valori sociali più sani e giusti di quelli veicolati da chi pensa di essere scaltro distruggendo un bene altrui.
Invitiamo pertanto i cittadini, le associazioni, le istituzioni locali e qualunque altro soggetto pubblico o privato a mobilitarsi per contrapporre alla cultura della distruzione e della morte la cultura della costruzione comune e della vita.
Presidio Piersanti Mattarella di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Associazione Castello Libero
venerdì, novembre 07, 2014
Potatura degli ulivi al bene confiscato alla mafia a Castellammare
“Sono stati potati gli alberi di ulivo al bene confiscato alla mafia di Contrada Crociferi dalle associazioni che gestiscono il bene in collaborazione con l’associazione “Porte Aperte” di Palermo”.
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Nei giorni scorsi si è svolta la potatura degli alberi di ulivo al bene confiscato alla mafia di contrada Crociferi. Le associazioni Castello Libero Onlus, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie presidio “Piersanti Mattarella” di Castellammare, Antiracket e Antiusura di Castellammare del Golfo, il gruppo scout Agesci Castellammare 1 hanno accolto l’associazione “Porte Aperte” di Palermo che ha provveduto alla potatura degli alberi di ulivo. Il mese scorso l’uliveto è stato protagonista della raccolta delle olive che ha portato a produrre circa 100 litri di ottimo olio che sarà utilizzato per finalità sociali.
L’associazione “Porte Aperte” ha recentemente ottenuto un finanziamento Europeo per la realizzazione di un progetto di inserimento lavorativo rivolto a persone con disagi psichici. Il progetto prevede 900 ore di formazione d'aula e 900 ore di work experience nel settore agricolo e vivaistico. Il progetto si chiama Te.M.la (Team di Mediazione al lavoro e sarà attuato dall’Associazione Porte Aperte in collaborazione con i seguenti enti partner: Centro Siciliano per la Formazione Professionale CE.SI.FO.P; Società Cooperativa Sociale "Immagine" Onlus; lstituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza Azienda Socio Sanitaria di Assistenza alle Persone A.S.S.A.P. "Istituto Principe di Castelnuovo e Villaermosa"; Fondazione per le Opere di Carità " Rosalia Gentile".
I partecipanti - disabili psichici che stanno facendo o hanno concluso percorsi terapeutici - hanno già preso in cura e rimesso in produzione alcuni orti e frutteti abbandonati a Palermo e svolto altre importanti attività pratiche sui terreni di varie aziende nella provincia di Palermo, sempre seguiti da tutor psicologi, agronomi ed esperti in agricoltura. Il loro sogno è creare una cooperativa agricola e coltivare la terra, magari anche confiscata alle mafie
In questi giorni sono in provincia di Trapani per continuare la loro esperienza di formazione al lavoro. Sono stati alla Riserva dello Zingaro per imparare a riconoscere le varie piante tipiche della macchia mediterranea e poi al bene confiscato alla mafia di Contrada Crociferi per sperimentare le tecniche di potatura degli ulivi che hanno appreso in aula.
Il bene e il rispettivo uliveto affidato alle associazioni castellammaresi dalla scorsa amministrazione comunale guidata dall’ex Sindaco Marzio Bresciani (sul quale le suddette associazioni hanno attenuto recentemente un finanziamento per la ristrutturazione e per lo svolgimento delle attività all’interno dello stesso, ndr), si è trasformato, anche se per un solo giorno, in un laboratorio di formazione rivolto a persone che hanno attraversato varie difficoltà nella vita e che, grazie al team del progetto Te.M.la, stanno provando a ricostruirsi una vita dignitosa attraverso il lavoro in campagna.
“È esattamente quello che volevamo che diventasse quando abbiamo scritto il progetto per l'assegnazione del bene – spiegano i ragazzi di Castello Libero - e che abbiamo poi specificato meglio anche nel progetto che ci ha finanziato il Dipartimento della Gioventù. Speriamo di realizzare altre attività del genere in futuro coinvolgendo anche le scuole locali. Alla fine della giornata, - sottolineano soddisfatti i ragazzi che gestiscono il bene - non possiamo far altro che ringraziare i partecipanti del progetto Te.M.la per l’ottimo lavoro svolto; per l’entusiasmo che ci hanno trasmesso tramite la forza e la voglia immensa che hanno di farcela e per la speranza che hanno alimentato in noi. Siamo loro grati per aver trasformato un bene sottratto alla mafia in un luogo di crescita collettiva, di dignità, di solidarietà e di speranza”.
Articolo del 7 novembre 2014 tratto da Alqamah
Potatura degli ulivi al bene confiscato alla mafia a Castellammare
“Sono stati potati gli
alberi di ulivo al bene confiscato alla mafia di Contrada Crociferi dalle
associazioni che gestiscono il bene in collaborazione con i ragazzi del
Progetto Te.M.La. Palermo”.
CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Nei giorni scorsi si è svolta la potatura
degli alberi di ulivo al bene confiscato alla mafia di contrada Crociferi. Le
associazioni Castello Libero Onlus, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro
le mafie presidio “Piersanti Mattarella” di Castellammare, Antiracket e
Antiusura di Castellammare del Golfo, il gruppo scout Agesci Castellammare 1con
i ragazzi del Progetto Te.M.La. di Palermo”. che
hanno provveduto alla potatura degli alberi di ulivo. Il mese scorso l’uliveto
è stato protagonista della raccolta delle olive che ha portato a produrre circa
100 litri di ottimo olio che sarà utilizzato per finalità sociali.
Il Progetto Te.M.La.- finanziato con fondi del Programma
Operativo Obiettivo Convergenza 2007-2013, Fondo Sociale Europeo, Regione
Siciliana, Avviso n. 1 del 2011 per la realizzazione di progetti volti
all’inclusione socio-lavorativa di soggetti in condizioni di disagio ed
esclusione sociale (Priorità A) - è stato attuato, grazie ad una sinergica
attività progettuale tra diversi Enti partner quali: l’Associazione Porte
Aperte, Centro Siciliano per la Formazione Professionale CE.SI.FO.P.; Società
Cooperativa Sociale "immagine" Onlus; Istituzione Pubblica di
Assistenza e Beneficenza " Istituto Principe di Castelnuovo e
Villaermosa"; Fondazione per le Opere di Carità" Rosalia
Gentile".
Il progetto si è sviluppato attraverso 900 ore di formazione
d'aula svolte dal CESIFOP dove si sono approfonditi, con professionisti
del settore, gli aspetti teorici delle varie discipline agronomiche e 900
ore di work experience svolte presso l’Istituzione Pubblica di Assistenza
e Beneficenza " Istituto Principe di Castelnuovo e Villaermosa, dove i
ragazzi hanno potuto realizzare un orto biologico seguendo le varie fasi dalla
semina alla raccolta dei prodotti, oltre che il ripristino di ampi superfici di
agrumeto in stato di abbandono riportandole allo status di produzione. Inoltre
presso la Società Cooperativa Sociale "Immagine" Onlus la work
experience si è incentrata sul settore della floricultura e del vivaismo in
coltura protetta, con la costruzione da parte dei ragazzi di una vera e propria
serra, senza tralasciare l’aspetto zootecnico con la possibilità di accudire ed
allevare alcuni tipi di animali da fattoria .
I partecipanti - disabili psichici che stanno facendo o hanno
concluso percorsi terapeutici - hanno già preso in cura e rimesso in produzione
alcuni orti e frutteti abbandonati a Palermo e svolto altre importanti attività
pratiche sui terreni di varie aziende nella provincia di Palermo, sempre
seguiti da tutor psicologi, agronomi ed esperti in agricoltura. Il loro
sogno è creare una cooperativa agricola e coltivare la terra, magari anche
confiscata alle mafie. La creazione di una cooperativa è parte integrante del
progetto e la Fondazione per le Opere di Carità" Rosalia Gentile"
seguirà i ragazzi nelle diverse fasi dell’avvio di impresa.
Il Progetto prevede delle visite didattiche presso Aziende
agricole per consentire ai ragazzi di sperimentare pratiche agronomiche
in prima persona ed apprendere tecniche di potatura, tecniche di coltivazione
biologica, produzione e raccolta dell’olive da olio e riconoscere specie
vegetali sia spontanee che coltivate.
In questi giorni sono in provincia di Trapani per continuare la
loro esperienza di formazione al lavoro. Sono stati alla Riserva dello Zingaro
per imparare a riconoscere le varie piante tipiche della macchia mediterranea e
poi al bene confiscato alla mafia di Contrada Crociferi per sperimentare le
tecniche di potatura degli ulivi che hanno appreso in aula.

Il bene e il rispettivo uliveto affidato alle associazioni
castellammaresi dalla scorsa amministrazione comunale guidata dall’ex Sindaco
Marzio Bresciani (sul quale le suddette associazioni hanno attenuto
recentemente un finanziamento per la ristrutturazione e per lo svolgimento
delle attività all’interno dello stesso, ndr), si è trasformato, anche se per
un solo giorno, in un laboratorio di formazione rivolto a persone che hanno
attraversato varie difficoltà nella vita e che, grazie al team del progetto Te.M.la, stanno
provando a ricostruirsi una vita dignitosa attraverso il lavoro in campagna.
“È esattamente quello che volevamo che diventasse quando abbiamo
scritto il progetto per l'assegnazione del bene – spiegano i ragazzi di
Castello Libero - e che abbiamo poi specificato meglio anche nel progetto che
ci ha finanziato il Dipartimento della Gioventù. Speriamo di realizzare altre
attività del genere in futuro coinvolgendo anche le scuole locali. Alla fine
della giornata, - sottolineano soddisfatti i ragazzi che gestiscono il bene -
non possiamo far altro che ringraziare i partecipanti del progetto
Te.M.la per l’ottimo lavoro svolto; per l’entusiasmo che ci hanno trasmesso
tramite la forza e la voglia immensa che hanno di farcela e per la speranza che
hanno alimentato in noi. Siamo loro grati per aver trasformato un bene
sottratto alla mafia in un luogo di crescita collettiva, di dignità, di
solidarietà e di speranza”.
Emanuel Butticè
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