sabato, gennaio 28, 2012

Un'autonomia dimenticata


In queste ultime settimane, si è molto parlato (più sui social network che sui media nazionali, in verità) del “Movimento dei Forconi”, una sorta di associazione spontanea di agricoltori, allevatori, pescatori e altre categorie lavorative come gli autotrasportatori, che ha messo in atto una protesta contro il rincaro del costo del lavoro causato dalle manovre finanziarie del Governo. Protesta che ha portato, come noi siciliani ben sappiamo, al blocco delle principali industrie della nostra regione, del trasporto di merci e carburanti, il che ha provocato notevoli disagi.
Non voglio entrare nel merito delle motivazioni, più o meno condivisibili e/o giustificabili, che stanno alla base di tale protesta, né dire la mia sulle polemiche riguardo il presunto colore politico del movimento. Vorrei invece prendere spunto da alcuni temi mossi durante questa settimana di protesta per parlare di un argomento del quale mai si è parlato, colpevolmente, e che invece riveste la sua importanza: l’autonomia finanziaria della Regione Siciliana.
La Sicilia, come tutti sanno, è una Regione a Statuto Speciale; questo significa che la nostra regione gode, o meglio, dovrebbe godere di un’ampia autonomia politica, amministrativa e finanziaria. La Regione, infatti, ha competenza legislativa esclusiva in alcuni ambiti molto importanti (agricoltura, pesca, turismo), nonché in materia fiscale. Come si evince leggendo l’articolo 37 dello Statuto della Regione Siciliana (approvato con Regio Decreto nel 1946, quindi prima che l’Italia divenisse una Repubblica Costituzionale), “Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell'accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi. L'imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima.”
In parole povere, i tributi dovuti dalle imprese allo Stato, nel caso in cui la produzione delle stesse abbia luogo negli stabilimenti siti nel territorio regionale, sono trattenuti e riscossi dalla Regione. Per fare un esempio, le raffinerie di petrolio che operano fra Siracusa ed Augusta, che producono quasi il 60% del carburante distribuito e utilizzato in tutta Italia, dovrebbero versare i loro contributi nelle casse regionali, non in quelle statali. Fin qui tutto bene; c’è solo un “piccolo” problema. Infatti, questa disposizione statutaria, in realtà, non è stato mai attuata; con la conseguenza che tali aziende, che prevalentemente hanno sede legale in altre regioni italiane, finiscono col pagare i tributi direttamente allo Stato, o comunque li versano nelle casse di regioni nelle quali non avviene la produzione. Tutto ciò ha comportato, e comporta tutt’ora, un’ingente sottrazione di risorse che legalmente spetterebbero alla nostra regione; e badate bene, qui non si tratta di bruscolini, ma di milioni di euro all’anno; il che, moltiplicato per gli anni in cui questa norma è rimasta disattesa, corrisponde ad un’ingente danno per le casse regionali. Alla faccia dei leghisti che sostengono che la Sicilia sottrae risorse allo Stato…
Ma, a questo punto, qualcuno potrebbe dire che comunque lo Stato finanzia la Regione attraverso altri canali, quindi in un modo o nell’altro, questi soldi tornano alla base; leggiamo quindi l’articolo 38 dello Statuto. “Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale. Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.”
Questo “fondo di solidarietà nazionale”, chiamato anche “fondo perequativo”, era destinato a finanziare le spese in conto capitale sostenute dal Governo regionale, quindi aveva l’importante funzione di sostenere ed incrementare il PIL, notoriamente molto basso nel nostro territorio. Ma pensate che questa disposizione sia stata e sia ancora rispettata? Secondo i dati, tale fondo ammontava a circa 1800 milioni di euro annuali fino alla fine degli anni ’80; successivamente, tale somma è stata progressivamente decurtata, fino a giungere ad un minimo di 400 mila euro nell’anno 1998. Una notevole riduzione, ma c’è di più; nel periodo compreso fra il 1999 e il 2002, la Regione non ha più ricevuto questo fondo da parte dello Stato! Nel 2003 poi è stata ripresa la normale erogazione, ma sempre in quantità minore; l’ultimo dato risale al 2010, in cui l’ammontare del fondo è pari a 20 milioni di euro.
A dire la verità, per ben due volte la Regione ha presentato ricorso contro lo Stato, davanti la Corte Costituzionale, per i tagli al fondo di solidarietà nazionale; ma in entrambi i casi, prima nel 1987, poi 5 anni dopo, nel 1992, la pronuncia dei giudici costituzionali è stata negativa, ritenendo che il contributo “per quanto costituisca un obbligo costituzionale, non è vincolato sia per quanto riguarda l’ammontare che le modalità di erogazione, ad alcuna garanzia costituzionale” e che “l’ulteriore riduzione degli accantonamenti per il contributo di solidarietà è frutto di una valutazione non irragionevole del legislatore statale, in quanto riflette l’urgenza di arginare l’espansione del deficit pubblico senza alterare la complessiva rispondenza tra bisogni fondamentali della Regione e mezzi finanziari per farvi fronte” (cito testualmente dalle due sentenze emesse dalla Corte).

Un’autonomia concessa sulla carta, ma mai veramente attuata; una violazione di norme di rango costituzionale, grave, ma mai punita in quanto tale. Con questo, non voglio dire che la colpa della crisi (che dalle nostre parti è iniziata ben prima del crollo della Lehmann Brothers) sia da addossare interamente allo Stato; anzi, purtroppo per noi, i nostri amministratori regionali si sono sempre distinti per lo spreco del denaro pubblico. Ma allo stesso tempo, credo che sia doveroso denunciare la mancata attuazione di questa parte del nostro Statuto, la quale ha tolto e continua a togliere moltissime risorse alla Regione, e quindi pregiudica gli investimenti, i finanziamenti, e inoltre tradisce l’essenza stessa dell’autonomia, che dovrebbe rappresentare una marcia in più, e non un handicap.

Roberto Odisseo

Castelli insultato da un operaio e lascia lo studio di Servizio Pubblico

Un acceso dibattito tra Roberto Castelli e un gruppo di operai sardi, nella puntata di Servizio Pubblico. Il parlamentare prima di lamenta con Michele Santoro per “il pubblico schierato” in studio, che lo contesta, poi parla delle “aziende del Nord che chiudono”, mentre uno degli operai gli dice: “Castelli tu a me non mi devi rompere i coglioni”. Poi l’ex viceministro ai Trasporti lascia lo studio. L'operaio sardo si concede uno sfogo che, a mio avviso, sembra fare eco ai milioni di italiani che si trovano nelle stesse condizioni.


Emanuel Butticè

mercoledì, gennaio 25, 2012

Intervista al Sindaco di Castellammare

1. Sindaco Bresciani, come sicuramente ricorderà, in un’intervista che le facemmo noi di Castellolibero più di un anno fa, le fu chiesto come (e se) la sua amministrazione intendeva risolvere il problema del depuratore (inattivo). Lei ci rispose che essendo nel suo programma elettorale, si trattava assolutamente di una priorità per la sua amministrazione. Ci parlò delle intenzione di realizzare un nuovo impianto “in galleria” alla radice della diga foranea e che, (sue testuali parole) “fra la gara e l’inizio dei lavori dovrebbe passare ancora un anno”. Tutto ciò avvenne più di un’ anno fa…. e oggi…?

Allora, abbiamo percorso tutto l’iter che è necessario per cambiare il sito, lei sa che noi facciamo parte dell’ATO idrico quindi si è dovuto anche, all’interno dell’ATO, muoversi per far conoscere le nostre nuove intenzioni e valutazioni e poi ci siamo mossi con l’Assessorato, prima in maniera informale, per far valutare ai tecnici quali erano le intenzioni e successivamente abbiamo predisposto un progetto preliminare di un depuratore modulare messo in caverna alla radice della diga foranea: è un depuratore al cui scarico esce acqua che potrebbe essere utilizzata per i servizi del porto, ovviamente acqua non potabile. Il progetto preliminare è stato presentato a tutti gli enti interessati per quanto riguarda l’approvazione, l’importo del progetto è dicirca 18 milioni di euro. Poi è andato alla programmazione dell’ufficio programmazione della Regione ed è stato valutato favorevolmente dal nucleo di valutazione, adesso è andato al dipartimento rifiuti, e a breve dovrebbe arrivare la comunicazione della conferenza dei servizi, a cui parteciperanno tutti gli enti che devono dare il loro parere Il progetto in questo momento è al ministero dell’ambiente per il finanziamento totale o parziale. È chiaro chese sarà un finanziamento totale potremo già predisporre un bando di gara perl’appalto, se sarà un finanziamento parziale dovremo studiare una soluzione che ci consenta di realizzarlo. Sul depuratore abbiamo lavorato molto, i ritardi sono imputabili ai tempi di determinate procedure.

2. Sempre in quell’intervista, parlando di raccolta differenziata, lei stesso lamentò delle inefficienze, così come molti cittadini. Ad oggi pensa che le cose siano cambiate? Come? Potrebbe darci un po’ di dati o percentuali sulla raccolta differenziata a Castellammare?

Dunque, qualcosa sta cambiando, nel senso che noi siamo partiti discretamente, però poi c’è stata una grossa marcia indietro. Da qualche tempo abbiamo ripreso la questione attivando dei controlli più decisi e mirati; adesso vediamo se riusciamo ad organizzare (non è una promessa) una nuova campagna di sensibilizzazione, perché per molti non è stata sufficiente oppure è passato l’entusiasmo iniziale, su questo stiamo ponendo la nostra attenzione per migliorare la situazione. Con un dato possiamo dire che attualmente siamo al 30% circa, decisamente basso dopo un anno e mezzo di raccolta differenziate.

3. Da voci di corridoio sembra che sia stato presentato un progetto che prevede la realizzazione di una centrale a biomasse sul territorio castellammarese. Ci conferma questa notizia ed eventualmente sa darci qualche dettaglio?

Si, un progetto del genere c’è, attualmente noi abbiamo fermato il tutto perché, insieme al Consiglio, vorremmo valutare un po’ le aree in cui queste centrali possono essere realizzate. Una centrale a biomasse in genere, non è un impianto particolarmente inquinante sotto il profilo ambientale, però è chiaro che bisogna studiare bene. Se, in queste centrali, si usano tutti i materiali provenienti dall’agricoltura può essere una situazione interessante. La localizzazione quindi è molto importante, questa richiesta dovrebbe riguardare più o meno l’area industriale di Balata di Baida. Però è chiaro che va attenzionata bene e mi piacerebbe che fosse sia l’Amministrazione che il Consiglio a dare un indirizzo su questo.

4. Come sappiamo tutti il porto di Castellammare è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza il 26 Maggio 2010. Un anno dopo (precisamente quest’estate) il cantiere è stato in parte dissequestrato, ma i lavori non sono mai realmente iniziati. Successivamente c'è giunta voce che la Commissione Europea si è interessata alla questione del porto e sta indagando sull’utilizzo dei fondi pubblici. L'Amministrazione Comunale cosa sta facendo in merito alla questione? Ci può chiarire meglio questa vicenda?

L’Amministrazione Comunale sta facendo il possibile tenendosi al corrente e sollecitando, là dove si può sollecitare. La situazione del porto è un po’ complessa, a seguito del sequestro penale del cantiere, ci sono state una serie di indagini sui calcestruzzi. È stato richiesto un incidente probatorio da parte dell’impresa, che si è concluso lo scorso 9 Dicembre del 2011. Il consulente del gip ha fatto le sue valutazioni e l’impresa ha fatto le sue contro valutazioni, però l’incidente probatorio si è chiuso, poi potranno esserci cause civili ma comunque si è chiuso. In attesa di sentenza, l’assessorato ha chiesto il dissequestro del cantiere perché, teoricamente non esistono più motivi di alterazioni. Nel frattempo l’impresa, ha chiesto una perizia di variante suppletiva non di poco conto, di circa 2 milioni di euro, soprattutto per quanto riguarda il molo turistico che poteva essere completato ma che per problemi tecnici non è avvenuto. Che io sappia questa perizia suppletiva era all’approvazione del responsabile unico del procedimento, il quale mi ha assicurato che l’avrebbe approvata nel giro di una settimana. Adesso dovrebbe essere di nuovo alla gestione, infatti a breve andrò a parlare con la gestione per vedere a che punto sono e se ci sono problemi. Per l’impresa l’approvazione della perizia di variante è la condizione per riprendere i lavori a pieno ritmo. Io spero che non ci siano altri problemi e altre questioni, perché c’è sempre il problema di un’impresa fallita con dei debiti e questo non ti da lacertezza che tutto giri perfettamente. Dal punto di vista dei lavori, l’impresa fallita non è più quella che prosegue l’attività. Il cantiere una volta dissequestrato potrebbe consentire la ripresa dei lavori.

5. Quindi, di fatto, per poter riprendere i lavori, che tempi di attesa si prevedono?

Ovviamente i tempi sono molto lunghi, la perizia di variante, dopo essere stata presentata, viene approvata in linea tecnica, poi deve essere approvata dalla gestione in linea amministrativa cioè finanziata, successivamente il direttore dell’Assessorato che deve emettere il decreto del finanziamento. In fine il decreto passa alla Corte dei Conti che lo esaminerà per vedere la legittimità e quindi passerà un po’ di tempo, ci sono i tempi della burocrazia che sono un po’ lunghi, quindi se tutto va bene ci sono almeno 4 mesi, incrociando le dita, verso Aprile/Maggio dovrebbero riprendere i lavori, spero di sbagliarmi e che riprendano prima.

Signor Sindaco grazie per il suo tempo e arrivederci.

Grazie a voi, arrivederci.

E. Butticè, A. Navarra

Riceviamo e pubblichiamo un Comunicato stampa di un dipendente di Alpa 1


Com Stamp as Port Vision 240112

lunedì, gennaio 16, 2012

Appello Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia


Giorno 19 gennaio 2012 è stato convocato il Consiglio dei ministri per emettere il decreto sulle liberalizzazioni.
Apprendiamo con disappunto che è intenzione del governo disattendere i risultati del referendum sull'acqua vanificando così la forte mobilitazione del popolo italiano su un diritto di cui è stato ribadito l'importanza e il fondamentale carattere universale.
Anche la cittadinanza castellammarese ha espresso con una percentuale dei SI del 97% la sua opinione e il tutto rischia di essere vanificato nei prossimi giorni.
Castello Libero non ci sta e per questo sottoscrive e vi propone di aderire all'appello lanciato dal forum italiano dei movimenti per dell'acqua che troverete qui sotto:


Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.


Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Per adesione cliccate questo link:
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=181&Itemid=111

Dragotto con Pino Maniaci: “Acquisto le attrezzature per Telejato”

Finalmente una buona notizia!!

Telejato non deve chiudere. Ecco perché ho deciso di finanziare personalmente l’acquisto delle apparecchiature per la trasmissione in digitale dell’emittente di Pino Maniaci”.
Lo ha annunciato Tommaso Dragotto, leader del Movimento Impresa Palermo e candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative nel capoluogo siciliano.

Dopo che l’attrice Sabina Guzzanti si è messa a disposizione per collegare la vicenda dell’emittente a quella dei teatri in rivolta e l’associazione “Siamo tutti Telejato”, insieme con le associazioni antimafia “Rita Atria”, “Peppino Impastato” e “Libera Palermo” hanno lanciato un appello alle grandi firme del giornalismo italiano, da Michele Santoro a Fabio Fazio, da Gad Lerner a Marco Travaglio,fino a Roberto Saviano e Lilli Gruber, Tommaso Dragotto ha ritenuto che fosse fondamentale e necessario intervenire immediatamente.
“Ho incontrato sabato scorso il giornalista Pino Maniaci – ha spiegato Dragotto – ed abbiamo discusso sulla necessità concreta di non permettere che l’emittente televisiva chiuda i battenti, in quanto bisogna salvaguardare il suo ruolo di informazione libera in un territorio difficile com’è quello in cui trasmette. Telejato – ha concluso il leader del Movimento- continuerà a svolgere la sua fondamentale attività per riscattare la nostra Isola dalla peste mafiosa. Non è una promessa ma un dato di fatto”.

Fonte: Movimento Impresa Palermo

Emanuel Butticè

sabato, gennaio 14, 2012

Un progetto per ripristinare Torre Bennistra: un nuovo Belvedere a Scopello


Una bella iniziativa di ripristino potrebbe interessare nei prossimi anni uno dei simboli del territorio castellammarese: Torre Bennistra, la torre di avvistamento che vigila sul borgo di Scopello e si erge su uno sperone calcareo. Il monumento è stato per anni vittima del tempo e dell’incuria ritrovandosi adesso quasi completamente demolita. Adesso il Comune ha avviato una richiesta di finanziamento all’UE per 800 mila euro, fondi che serviranno proprio per il ripristino di questo e altri siti di interesse storico, turistico e artistico sul territorio scopellese.
Il borgo di Scopello – si legge nella relazione del Comune - si inserisce in un contesto territoriale di notevole valore storico, artistico, monumentale, per la presenza di beni architettonici “patrimonio” e “simbolo” del territorio, quali la Tonnara di Scopello (nonostante sia considerata proprietà privata) con i suoi faraglioni in mare, il Baglio Isonzo con il  portale di accesso di  notevole valenza architettonica, l’antica fontana in pietra prospiciente il Baglio e i rimanenti resti di un antico mulino ad acqua antistante il Baglio Isonzo: tutti elementi caratterizzanti le principali  risorse economiche derivanti appunto dalla pesca e dalla agricoltura. Il ripristino di questi e altri  monumenti, oltre ad essere un’importante azione finalizzata alla tutela e alla conservazione di un patrimonio utile alla memoria storica, offre così numerosi elementi di richiamo turistico per coloro  che visitano le nostre zone. L’idea di recuperare quelle zone di interesse storico tutelandone l’immagine e attrezzandole per l’utilizzo finalizzato alla degustazione dei prodotti locali, la proposizione di procedimenti tradizionali di lavorazione dei prodotti agricoli e la promozione del territorio stesso, rappresenta un notevole e insperato passo avanti.

Il più grosso intervento di recupero riguarderà così Torre Bennistra, il monumento deve probabilmente il suo nome alla deformazione del termine “Bellavista”, in quanto essa ‘vede’ ed è vista da un’ampia porzione del territorio interno e del Golfo di Castellammare, nonché dalle altri torri costiere. Questa sua straordinaria peculiarità le permetterebbe (attraverso l’operazione di ripristino) di offrire una veduta panoramica affascinante, completa e indimenticabile e pertanto si porrebbe come stimolo alla fruizione turistica.
La torre realizzata in pietrame calcareo locale, risulta oggi quasi totalmente crollata e pertanto l’intervento di recupero dovrà essere radicale. Da ricerche effettuate in archivi storici si evince che la torre di forma circolare presentava un’apertura di accesso dal lato sud-est e una di avvistamento dal lato nord-ovest, con la parte terminale di copertura caratterizzata dalla presenza di merli anch’essi in pietra. La ricostruzione – secondo quanto riportato nella relazione - verrà eseguita mediante l’utilizzo di pietra locale e legante di calce idraulica, recuperando le porzioni di torre ancora esistente mediante apposita listiatura eseguita con calce idraulica, mettendo in evidenza le zone di ricostruzione della torre con le parti esistenti attraverso la messa in opera di mattoni in cotto fatti a mano al fine di evidenziare e datare nel tempo l’intervento in questione. Gli infissi saranno creati con un semplice telaio in legno a sostegno delle vetrate di adeguato spessore, mentre il solaio di copertura verrà realizzato in legno, rivestito da una pavimentazione esterna in mattoni di cotto fatti a mano; la facciata interna ed esterna verrà lasciata a vista senza alcuna finitura di intonaco e messa in risalto mediante la collocazione di apposita illuminazione; lo spiazzale antistante la torre verrà sistemato e livellato attraverso la collocazione di basole in pietra locale ed inoltre - al fine di renderlo sicuro, considerata la posizione e  il notevole dislivello - sarà collocato un parapetto con telaio in acciaio e lastre di vetro trasparente così da creare anche meno impatto visivo e tutelare il visitatore da eventuali pericoli. Il collegamento tra la torre e il borgo  verrà consentito attraverso la realizzazione di un sentiero pedonale naturalistico a terrazzamenti adattati alla roccia esistente e mediante l’inserimento di eventuali traverse in legno, corde e staccionate per agevolarne la fruizione, nel rispetto dell’andamento naturale del terreno. Sarà prevista inoltre  la collocazione di fari a luce indiretta alla base della torre e attorno al belvedere, al fine di creare un effetto scenografico suggestivo e perfettamente in simbiosi con il paesaggio esistente attorno.
Altri interventi sul territorio di Scopello riguarderanno la manutenzione straordinaria sugli immobili comunali siti nella Piazza Nettuno, utilizzati in parte dall’Asl come guardia medica estiva e in parte dalle Poste Italiane come sportello per il pubblico.

 Si ringrazia per la segnalazione: Annalisa Ferrante. Foto: Oliver Tringham

A Guidaloca, un’altra Torre di avvistamento rischia il crollo!

Intanto una segnalazione ci arriva da Guidaloca dove un’altra storica torre d’avvistamento rischia di affrontare le stesse peripezie che hanno coinvolto Torre Bennistra. La torre di Guidaloca è vittima di periodici crolli (come mostrano le immagini realizzate a dicembre di quest’anno) e lasciata all’incuria e all’abbandono. Nonostante la struttura sia legata a vincoli con la Soprintendenza di Trapani, attualmente non è opportunamente monitorata e rimane a tutt’oggi priva di tutela.

venerdì, gennaio 13, 2012

Università di Palermo - Concorsi pubblici: "Architettura di famiglia"

Riporto qui di seguito un post che è stato pubblicato nei giorni scorsi su un blog palermitano (www.palermoreport.it) e che sta suscitando grande scalpore:

In un momento storico in cui la famiglia è al centro del dibattito sociale e politico, sia per la fenomenologia disgregativa che evolutiva in coppie di fatto e non etero, la Sicilia riscopre la sua indole conservatrice e forse un pò bigotta. Ed ecco che il nucleo familiare torna centrale, un fortino da difendere e preservare nella sua piena accezione componentistica, marito, moglie e figli. Uno dei baluardi di questo credo sembra essere proprio la culla del sapere; l'Università degli Studi di Palermo e nel caso specifico, di questa nostra prima riflessione, la Facoltà di Architettura.
Il fato, la casualità e forse un pò di fortuna sembrano aiutare questo attaccamento alla famiglia tradizionale, perchè solo di questi fattori eterei si può parlare, visto che all'Università da che mondo e mondo si entra nella gerarchia delle docenze solo dopo un concorso PUBBLICO.
Il caso infatti ha voluto che: Il Prof. Bibi Leone e la moglie Prof.ssa Teresa Cannarozzo, docenti ordinari, rispettivamente di Progettazione e Urbanistica, abbiano avuto la fortuna di vedere il figlio, Manfredi Leone, vincere il concorso di ricercatore. Oggi, infatti, risulta ricercatore di Assetto del Paesaggio. L'attuale Preside della Facoltà, Angelo Milone, ordinario di Fisica Tecnica, è stato anche più fortunato, poiché ha visto entrare il figlio, come ricercatore nella sua stessa disciplina, e la figlia Manuela, come ricercatrice di Rappresentazione. Ma se di fortuna si tratta, non può lamentarsi neanche il Professor Alberto Sposito, ordinario di Tecnologia, che ha avuto la fortuna di avere visto suo figlio, Cesare Sposito, entrare in Facoltà come ricercatore nella sua stessa disciplina. Ma colui il quale è da ritenersi il più fortunato in assoluto è il Professor Giuseppe Carta, ordinario di Urbanistica, andato da poco in pensione. Per puro caso, il professor Carta ha assistito alla folgorante carriera del figlio Maurizio (già assessore al centro storico del Comune di Palermo), che nel giro di pochi anni, sempre in Urbanistica, è diventato prima ricercatore sul filo del rasoio del dottorato, poi associato ed infine ordinario (uno dei più giovani d'Italia). Nel frattempo, anche sua nuora, la moglie di Maurizio, è diventata per puro caso ricercatrice in Urbanistica. A tutela del diritto di "famiglia tradizionale" e con un pò di fortuna ben quattro concorsi universitari (tre per il figlio ed uno per la nuora) sono andati in casa Carta, quando si dice baciati dalla fortuna.
Ora, come disse qualcuno, probabilmente scettico e non fortunato nella vita, a pensar male si fa peccato.....ma molto spesso ci si azzecca!!! Noi non pensiamo male, crediamo nei concorsi pubblici e nella loro totale trasparenza, però un'esclamazione goliardica ci giunge spontanea.... che culo ragazzi!
PUBBLICATO IL 09 GENNAIO 2012 DADIMITRI STRAZZERI SU www.palermoreport.it

giovedì, gennaio 12, 2012

La Camera salva Nicola Cosentino.

La Camera dei Deputati con  298 sì e 309 no, salva il deputato del Pdl Nicola Cosentino, accusato dai pm di riciclaggio e corruzione con l'aggravante di essere il "referente politico dei Casalesi". Alla Camera si festeggia con baci e abbracci mostrando, ancora una volta, un triste spettacolo.


Roberto Saviano: "Gravissimo il voto omertoso per Cosentino".
L'intervista allo scrittore:
Emanuel Butticè

Uniti intorno a Don Cozzi


Pubblichiamo un Comunicato di Libera e ne condividiamo totalmente il contenuto:

Le notizie pubblicate dalla stampa locale confermano che, come più volte ribadito da Libera Basilicata, la cosca dei Basilischi si è mossa, in questa regione, come una vera organizzazione mafiosa, senza risparmiarsi nell'uso delle armi e in tutte quelle attività proprie dell'agire mafioso: dall'estorsione all'intimidazione, dalla corruzione alla collusione, ai vischiosi rapporti con la politica. La storia del povero Tiziano Fusilli, ucciso per dare "l'esempio" e dimostrare il livello di ferocia dell'organizzazione che cercava di accreditarsi nel panorama meridionale delle mafie che contano, è emblematica. Non può essere presa sotto gamba l'idea, altrettanto mafiosa, di "attenzionare" coloro che in prima persona e quotidianamente si battono contro il sistema mafioso e criminale, attraverso la costruzione di quella rete di persone e associazioni che costituisce l'ossatura di Libera, un concreto e resistente argine alla mafia. Come Libera Basilicata siamo molto preoccupati delle notizie di questi giorni sulla rivelazione che esponenti della malavita locale volevano l'eliminazione fisica di don Marcello Cozzi e non possiamo non ricollegare questo disegno criminale all'episodio intimidatorio di due anni fa, quando gli vennero recapitati due proiettili in busta chiusa. Nel ricordare che è in corso un procedimento contro i Basilischi nel quale don Cozzi è parte offesa, ci chiediamo come mai, a fronte di queste dichiarazioni, non si sia ritenuto opportuno avvisare il diretto interessato e, soprattutto, non si sia provveduto ad attivare forme di protezione in sua tutela. Auspichiamo che, in tempi brevi, le autorità competenti adottino le azioni che riterranno più opportune per salvaguardare l'incolumità di chiunque si trovi nel mirino delle organizzazioni criminali.
Libera è unita intorno a don Marcello e non si lascerà intimidire da nessuno.

Il coordinamento di Libera Basilicata

venerdì, gennaio 06, 2012

La Parola ai Castellammaresi


Quale opera andrebbe realizzata nell'immediato a Castellammare?


Con l'inizio del 2012, noi simpaticoni dello staff di Castellolibero, abbiamo lanciato su Facebook un sondaggio. E' stato chiesto ai Castellammaresi di esprimersi riguardo alle opere pubbliche, di IMMEDIATA NECESSITA', verso le quali il Comune dovrebbe rivolgere la propria attenzione. 
L'iniziativa ha mostrato un'ottima partecipazione da parte del popolo del web, infatti alla domanda: Quale opera andrebbe realizzata nell'immediato a Castellammare? un centinaio di cittadini hanno voluto rispondere dicendo la loro.
Con questo post mi limito a riassumere i risultati (secondo me molto interessanti) del sondaggio, riportando qui di seguito le risposte che hanno riscosso maggior successo:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade urbane ed extraurbane        28 voti
  • Realizzazione di un impianto di trattamento delle acque reflue                           21 voti
  • Porto                                                                                                            15 voti
  • Ristrutturazione e recupero architettonico e botanico della villa comunale            7  voti
  • Realizzazione del polo fieristico più grande in Sicilia, intercettando fondi europei  6 voti
  • Realizzazione di uno spazio destinato alla pratica artistica(musica,teatro,cinema) 6 voti
Altre idee che sono venute fuori dalla discussione sono state: "Convertire Palazzo Crociferi in un luogo di cultura", "Realizzazione di un centro congressi", " Realizzazione di un Polo Multiculturale per esposizioni permanenti" e infine......"Civilizzare i Castellammaresi che non rispettano le regole".
Riporto anche alcuni commenti seguiti, sempre sul social network, al sondaggio:
P.S. scrive "aggiustare un pò di strade bombardate......invece di piantare alberi", 
P.G. scrive "votato ankio x il rifacimento del manto stradale....sembra un campo di battaglia dopo un 
bombardamento"
R.G. scrive "Nell'immediato un depuratore, poi completare il porto, poi iniziare a fare manutenzione a strade e spazi pubblici. Che bello sognare .... È gratis ;)"
E.B. scrive "sono stufo di fare lo slalom con la macchina per il paese...tra le buche che già c'erano e i lavori per il metano (che praticamente se le buche le lasciavano era lo stesso) le strade sembrano uno scolpasta...io dico ma quale grande esperto ci vuole? ps. per non parlare delle perdite che ci sono per tutto il paese..."
Sempre E.B. scrive " la cosa più urgente (a mio parere): Fare chiarezza sulla "questione porto"
G.G. scrive " Più che un opera andrebbe rilanciata una operazione culturale tale nel giro di pochi anni di creare una nuova classe dirigente capace ed onesta."

Bene, io l'ho buttata lì, nella speranza che l'Amm. Comunale ascolti la voce dei Castellammaresi...
Alessio Navarra

giovedì, gennaio 05, 2012

Gli evasori d'Ampezzo

Il servizio di Alessandro Sortino mostrato a Piazza Pulita, la7, realizzato prima dell'operazione della finanza a Cortina d'Ampezzo

32° Anniversario dell'uccisione di Piersanti Mattarella

Castellammare del Golfo. Venerdì 6 Gennaio la commemorazione di Piersanti Mattarella al cimitero comunale.

Una corona di fiori sulla tomba di Piersanti Mattarella, nel cimitero di Castellammare del Golfo. Anche quest’anno l’amministrazione comunale, nel trentaduesimo anniversario dell’uccisione, commemora Piersanti Mattarella, nato a Castellammare del Golfo nel 1935 ed ucciso a Palermo il 6 gennaio del 1980, quando era presidente della Regione siciliana. Nella giornata dell’Epifania, venerdì 6 gennaio 2012, alle ore 12, il sindaco Marzio Bresciani, deporrà una corona di fiori sulla tomba di Mattarella; seguirà la benedizione di Don Franco Giuffrè. «Commemoriamo il nostro concittadino per mantenerne vivo il ricordo. Oltre all’anniversario dell’uccisione, infatti, organizziamo incontri e convegni per ricordarne la figura in occasione dell’anniversario della nascita  - afferma il sindaco Marzio Bresciani-. Vorremmo che si comprendesse che Mattarella, che ha pagato con la vita il suo impegno per la legalità, è un esempio per i giovani ma anche per gli uomini di Governo. Continueremo le commemorazioni perché il nostro messaggio venga recepito e ci sia ampia partecipazione dei cittadini». Le commemorazioni per Piersanti Mattarella sono iniziate nel 2010, in occasione del trentennale dell’uccisione.  Nel settantacinquesimo anniversario della nascita, il 24 maggio 2010, l’amministrazione e la presidenza del consiglio comunale hanno organizzato un concorso per le scuole, Ricordare per non dimenticare”, ed un convegno che ha tracciato la figura di Piersanti Mattarella attraverso le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto. Anche lo scorso anno, nell’anniversario della nascita, l’amministrazione ed il consiglio comunale hanno ricordato Piersanti Mattarella, con la testimonianza di un suo collaboratore, nell’aula magna dell’istituto tecnico intitolato proprio al presidente della Regione ucciso per mano mafiosa. Le iniziative saranno ripetute quest’anno. 

Domani il presidio di Libera di Castellammare del Golfo intitolato allo stesso Piersanti Mattarella e Castellolibero parteciperanno alla commemorazione ed invitiamo tutti a partecipare.


Emanuel Butticè

martedì, gennaio 03, 2012

Castellammare: Un campo di battaglia!!

Le strade di castellammare sembrano un vero e proprio campo di battaglia. Saranno stati i botti di Capodanno a ridurre le strade così? Non credo proprio. I lavori per il metano hanno lasciato un segno indelebile per tutto il paese (diciamo che i buchi si potevano sistemare meglio). Lo scenario è degno di un film di guerra.
Le strade sono ridotte così soprattutto per le recenti piogge che hanno bersagliato l'intera Sicilia ma ad incrementare i danni la scarsa manutenzione (anche se non sono mai realmente state in ottime condizioni, ma lasciamo stare). Quindi le auto ed i motorini sono costretti a percorrere un lungo percorso ad ostacoli per le vie cittadine. L'auspicio è che il comune intervenga nel più breve tempo possibile per evitare ulteriori danni, soprattutto alle auto e alle persone.

Ecco alcune foto delle buche in questione:

 un ordigno esploso ai 4 canti!!

 via Giuseppe Verdi-angolo Via Segesta

Via Segesta nei pressi della chiesa di Santa Rita


Via Segesta


Via Segesta-angolo Viale Umberto I

 
 Contrada Duchessa


Contrada Duchessa

 Via Don Giovanni Minzoni

 Via Guglielmo Marconi (in curva)

Via Alberto Mario (in curva)


Emanuel Butticè


lunedì, gennaio 02, 2012

Anno nuovo…tasse nuove!


Se fino ad ora fare benzina è stato un problema, state tranquilli da oggi è quasi impossibile: Andate a piedi!!
Tra i primi rincari del nuovo anno c’è la benzina che sfiora quota 1,80 al litro, soprattutto al sud. Da ieri sono scattate le addizionali regionali in cinque regioni : la Toscana ha aumentato l`imposizione fiscale sulla benzina di 5 centesimi, il Lazio di 2,6 centesimi, la Liguria di 2,5 centesimi, le Marche di 5 centesimi, l’Umbria di 4 centesimi.
Da ieri è anche scattata la tassazione per le vincite superiori a 500€.

http://video.repubblica.it/dossier/decreto-salva-italia/benzina-nuovo-record-la-verde-sfiora-1-74-euro-al-litro/84830/83219

E per risparmiare un pò, si va a fare benzina in Svizzera:


Emanuel Butticè

venerdì, dicembre 16, 2011

SEL Trapani sull'arresto del Sindaco di Campobello di Mazara

SEL Coordinamento Provincia di Trapani
Comunicato stampa
Oggi potremmo, come SEL, accogliere trionfalisticamente le notizie di arresto di Ciro Caravà e di altre undici persone accompagnandole con un "lo avevamo detto".
Campobello di Mazara era, infatti, uno dei pochi comuni in Italia in cui Sel non appoggiò il candidato del centrosinistra. Scegliendo invece di costruire un’alternativa credibile ed efficace per uscire da un sistema stretto dentro mere logiche di potere ed in odore di organica commistione tra politica e Cosa Nostra. Commistione che una volta diventava la base di consenso dei sindaci dell'allora Polo delle Libertà e la volta successiva del sindaco di centrosinistra.
Ma sarebbe una ben magra consolazione.
Pensiamo invece che la politica debba sempre essere in grado di leggere la realtà senza demandare ad altri le scelte. Per questo chiediamo al centrosinistra di questa provincia se non sia giunto il momento di fare una riflessione sul ruolo della politica e sull'etica della stessa. Se non sia arrivato il tempo di capire perchè la mutazione genetica sia stata così profonda, rendendo in taluni casi così sbiaditi i contorni tra forze di centrosinistra e centrodestra.
Una politica in grado di dire con fermezza che chi dialoga o va a braccetto con i boss ed i loro tirapiedi, non può fare nè il Presidente della Regione nè il Sindaco di Campobello, e questo la politica lo deve saper dire prima che la magistratura intervenga. Mantenendo separate le competenze e i ruoli, ma senza falsi alibi.
Trapani lì 16 Dicembre 2011
Il Coord. prov. SEL Massimo Candela
maxcandela@tiscali.it

giovedì, dicembre 15, 2011

COMUNICATO SEL TRAPANI - PETIZIONE CITTADINA PER LE PRIMARIE DEL CSX

TU SCEGLI, TRAPANI CAMBIA

Riteniamo che il metodo delle primarie di coalizione non sia un patrimonio di proprietà delle segreterie dei singoli partiti, ma che appartenga invece ai cittadini ed agli elettori del centrosinistra.
Riteniamo che solo attraverso le primarie, la democrazia, la partecipazione, possano emergere candidati e programmi condivisi, all'altezza della sfida per il cambiamento della nostra città.
Riteniamo che l'attendismo, le timidezze e gli arroccamenti di questi mesi lascino presagire invece l'accettazione passiva di decisioni prese al chiuso di altre stanze ed in altri luoghi, ma anche soluzioni minoritarie, testimoniali, destinate in partenza alla sconfitta.
Per questo proponiamo che siano tutti i cittadini progressisti e democratici a decidere.
Per questo lanciamo la campagna per la petizione cittadina "Tu Scegli, Trapani Cambia".
Un mese (dal 15 dicembre al 15 gennaio) per lasciarsi alle spalle i metodi che non prevedono la partecipazione diretta di chi vive la città con i suoi problemi e che vuole cambiarla. Un mese per riappropriarsi de diritto di scegliere e per mettere in pratica la buona politica che pone al centro i cittadini.
Per 30 giorni, anche durante tutto il periodo delle festività natalizie, organizzeremo banchetti informativi e raccoglieremo le firme in ogni angolo della città.
Invitiamo i militanti, simpatizzanti, elettori di tutti i partiti del centrosinistra, le associazioni e i movimenti, a fare lo stesso. Con la certezza che l'iniziativa troverà la massima condivisione.
“Non possiamo pretendere che le cose cambino,
se continuiamo a fare le stesse cose” (A. Einstein)
Il testo della petizione:
"Il tempo sta per scadere. Non possiamo e non vogliamo più aspettare.
Il senso di responsabilità ci spinge a chiedere al Centro Sinistra l'indizione, nel febbraio del 2012, delle Primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco di Trapani alle prossime elezioni amministrative del 2012.
Crediamo sia giunto il momento che i gravi problemi che affliggono la nostra città, vengano riportati al centro della politica e questo può avvenire solo attraverso la partecipazione.
Riteniamo che le primarie costituiscano l'occasione ed il metodo imprescindibile per promuovere una nuova alleanza tra società e politica, tra cittadini ed amministrazione.
Vogliamo riappropriarci del diritto democratico di scelta senza più demandarlo alle segreterie dei partiti.
Tu Scegli, Trapani Cambia."
Trapani, 14 dicembre 2011
I circoli di Sinistra Ecologia Libertà Trapani

lunedì, dicembre 05, 2011

Manovra lacrime e sangue, Monti dimentica la Chiesa. Niente Ici sugli immobili del Vaticano

E' di circa 50 mila il numero degli immobili ecclesiastici presenti in tutta Italia. Di questi almeno 30mila sono adibiti ad attività imprenditoriali. Già nel 2005 la Cassazione stabilì che l'esenzione dall'Ici poteva essere applicata solo quando all'interno dell'immobile si svolgesse un'attività meritoria e legata al culto


La notizia è arrivata dalla conferenza stampa del premier Mario Monti alla Sala Stampa Estera di Roma. Un giornalista straniero ha formulato una domanda scomoda: “Avete pensato ad estendere il pagamento dell’Ici anche alla Chiesa Cattolica?”. La risposta di Monti, il cui volto ha improvvisamente perso l’espressione benevola di solo pochi minuti prima, ha lasciato la platea straniera – e subito dopo anche quella italiana – senza parole. “E’ una questione che non ci siamo ancora posti”. E’ ragionevole pensare che il governo non se la porrà mai. Piange Elsa Fornerosulla deindicizzazione delle pensioni da mille euro al mese, ma sembra non esserci proprio la volontà di operare un recupero di un privilegio che in tempi di crisi diventa sempre più difficile da digerire.

L’Ici – che poi si chiamerà Imu – la dovranno pagare tutti. E la rivalutazione delle rendite catastali fino al 60% la renderà forse la tassa più pesante che gli italiani saranno chiamati a pagare nell’immediato. La Chiesa, ancora una volta, resta fuori dal novero dei contribuenti dello Stato pur continuando a percepire l’8 per mille.

Eppure, già nel 2004, una sentenza della Corte di Cassazione stabilì che l’esenzione dall’Ici (già in vigore dal ’92, ma dal cui pagamento erano stati esclusi luoghi considerati “particolarmente meditevoli”) poteva essere applicata solo quando all’interno dell’immobile si svolgesse un’attività effettivamente meritoria e legata al culto. Per fare un esempio, va bene l’esclusione di una chiesa o di un oratorio, ma non quella di un immobile di proprietà vaticana affittato ad una banca. Una sentenza “pericolosa”, a cui corse in soccorso Berlusconi nel 2005. A pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, fu approvata una discussa norma che stabiliva l’esenzione dal pagamento dell’Ici per tutti gli immobili della Chiesa cattolica. Un anno dopo il governo Prodi limò la normativa, prevedendo che l’esenzione si potesse applicare solo agli immobili dalle finalità “non esclusivamente commerciali”, ma quell’avverbio – “esclusivamente” – ha permesso alla Chiesa di usufruire dell’esenzione anche per strutture turistiche, alberghi, ospedali, centri vacanze, negozi: è sufficiente la presenza di una cappella all’interno della struttura.

Il risparmio annuo per la Chiesa – e la perdita netta per il fisco italiano – si avvicinano ai due miliardi di euro. E’ stato stimato approssimativamente in circa 50 mila il numero degli immobili ecclesiastici presenti in tutta Italia (in pratica 1 abitazione su 5), ma un vero e proprio censimento non è mai stato fatto dal catasto, soprattutto sul fronte della destinazione d’uso. Anche perché ciascun ente ecclesiastico può essere titolare di più immobili, affittati o in uso per i motivi più diversi (a Roma persino commissariati di Polizia e Carabinieri sono di proprietà vaticana). Si tratta, comunque, di una ricchezza enorme, che non ha analogie all’estero e che è totalmente detassata. Secondo una stima fatta dai Radicali Italiani qualche tempo fa, in tutta Italia sarebbero presenti almeno 30 mila stabili di proprietà della Chiesa adibiti ad attività imprenditoriali e commerciali diverse.

La quantificazione del mancato pagamento solo di questi si aggira sui 2 miliardi e 400 mila euro. All’Ici, poi, si dovrebbero aggiungere anche l’ammontare dovuto per altre imposte sia statali che comunali a cui la Chiesa risulta esente (Irpef, Iva e altro) anche questi quantificabili per circa 4 miliardi di euro. Il tutto mentre la Chiesa risulta beneficiaria dell’8 per mille che lo Stato le versa (anche quando il contribuente non ha esercitato l’opzione: a meno che il contribuente non lo destini ad altro scopo, quei soldi vanno alla Chiesa anche se non dichiarato apertamente) e che è una cifra molto alta: dal 1990 al 2007 la Chiesa ha percepito 970 milioni circa di euro dallo Stato Italiano per “l’esercizio del culto”.

Comunque, per il governo Monti, così attento alle direttive europee, una riflessione sull’esenzione Ici alla Chiesa presto si porrà lo stesso. La notizia, infatti, è che l’Unione Europea ha annunciato (a fine settembre) l’intenzione di aprire un’indagine formale per aiuti di Stato e incompatibilità con le norme sulla concorrenza proprio su questo fronte. Sono tre i punti da chiarire. Oltre all’Ici, c’è anche l’articolo 149 del “Testo unico delle imposte sui redditi”, che “conferisce a vita la qualifica di enti non commerciali a quelli ecclesiastici”, garantendo loro un regime fiscale particolare e favorevole. Infine lo sconto del 50% dell’IRES concesso agli enti ecclesiastici che operano nella sanità e nell’istruzione. Joaquín Almunia, il commissario europeo per la concorrenza, si è lasciato sfuggire che la condanna dell’Italia stavolta sarà “difficile da scampare”. Dopo l’apertura dell’istruttoria, le parti avranno 18 mesi per presentare le proprie ragioni, poi Bruxelles dovrà decidere. In caso di condanna, L’Italia potrebbe chiedere il rimborso all’erario delle tasse non pagate dagli enti ecclesiastici. Ma lo farebbe?
Sara Nicoli
(Fonte:www.ilfattoquotidiano.it)

sabato, novembre 26, 2011

Bonanno Boss: Salvatore Montagna

Salvatore Montagna Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. 
Salvatore Montagna, detto Sal the iron worker (Sal il fabbro) (Montréal, 1971 – Charlemagne, 24 novembre 2011), è stato un criminale statunitense, di origine siciliana[1] attuale presunto boss della famiglia Bonanno e della fazione siciliana del Bronx. Nato nel 1971 a Montréal, in Canada, passò l'infanzia a Castellammare del Golfo, in Sicilia. Quando, alla metà degli anni 80, si stabilì con la sua famiglia nel Bronx, a New York, Salvatore iniziò subito ad introdursi nel mondo del crimine, della violenza e della corruzione. Non è chiaro quando Montagna divenne un affiliato alla famiglia Bonanno, ma alla fine degli anni 90, durante la leadership del boss Joseph “Big Joe” Massino Montagna venne sentito per caso nelle conversazioni tra altri membri della famiglia Bonanno, come il braccio destro del boss Salvatore “Sal il Bello” Vitale. Si sa poco della vita privata di Montagna, a parte il fatto che si è sposato agli inizi degli anni 90 con Kellice Gucciardo, collegata per vie di parentela alle famiglie Gambino e Genovese. Hanno avuto due bambini, ma hanno divorziato subito dopo la morte di un figlio maschio. Si è risposato e vive ad Elmont, Long Island. Ha avviato una piccola compagnia di ferramenta, la Matrix Steel Co., sita al 50 di Bogart Street a Bushwick, Brooklyn. Proprio per questo Montagna si è guadagnato il soprannome di “fabbro”. Nel 2002, Montagna è stato arrestato insieme al gruppo di Patrick De Filippo per gioco d’azzardo e strozzinaggio. Si rifiutò di rispondere alle domande dinanzi ad una giuria e venne condannato per oltraggio alla corte. Venne riconosciuto colpevole nel 2003 e messo in libertà vigilata. Fu alla fine del 2003 che le forze dell’ordine e l'FBI lo schedarono come capitano di facciata e caporegime della famiglia Bonanno al posto di DeFilippo e a capo della fazione siciliana del Bronx. Dopo che il boss della famiglia Bonanno, Joe Massino divenne un collaboratore del governo e testimoniò contro 60 criminali, Vincent “Vinny Gorgeous” Basciano venne riconosciuto come boss della famiglia, solo per scoprire che Massino avrebbe testimoniato contro Basciano, conducendolo direttamente in galera. Alla fine del 2005, Basciano disse che avrebbe promosso la fazione siciliana del vecchio gruppo della famiglia Bonanno alla guida della famiglia, così Montagna venne riconosciuto come boss di facciata della famiglia dagli inizi del 2006 insieme a Nicholas “Nicky Mouth” Santora come sottoboss ed Anthony “Fat Tony” Rabito come consigliere, mettendo al sicuro l’amministrazione della famiglia. Dal 2008, Montagna è stato reputato boss di facciata della famiglia Bonanno, con il controllo dell’intera fazione del Bronx. Espulso dagli Stati Uniti, si era trasferito in Canada, di cui era cittadino per nascita. Il suo corpo è stato ritrovato il 24 novembre 2011 nelle acque del fiume L'Assomption, a Charlemagne, sobborgo della sua città natale, Montréal. Risulta sia stato ucciso a colpi di pistola[2].
LINK UTILI:
http://gangstersinc.ning.com/profiles/blogs/bonanno-boss-salvatore
http://alpacino66.skyrock.com/883159658-Salvatore-Montagna.html 
http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Montagna 
http://mafia.wikia.com/wiki/Salvatore_Montagna
http://www.radio-canada.ca/regions/Montreal/2011/11/24/007-salvatore-montagna-.shtml

giovedì, novembre 24, 2011

In ricordo di Giuseppe Di Matteo


Oggi ricorre la morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, morto soltanto perchè aveva la colpa di essere il figlio di un pentito.
Lo voglio ricordare qui più che mai perchè non tutti sanno che il piccolo Di Matteo ha passato gran parte della prigionia a Castellammare del Golfo nella casa del mafioso Agostino Lentini, rinchiuso in un vano bagno e sorvegliato da un altro boss castellammarese, Michele Mercadante.
Oggi questi boss stanno scontando l'ergastolo insieme a Brusca, esecutore materiale dell'omicidio, l'omicidio di un bambino di 11 anni che quando fu prelevato dai mafiosi di Altofonte gli sorrideva, convinto di raggiungere il papà.
Oggi si celebra per questo omicidio un'altro processo a carico del boss Matteo Messina Denaro che, secondo le dichiarazioni di Spatuzza, avrebbe ordinato l'omicidio.
Il P.M. titolare dell'inchiesta ha dichiarato ""Il piccolo Giuseppe Di Matteo non solo viene privato della sua infanzia ma viene torturato dai suoi aguzzini che prima lo sequestrano e dopo 779 giorni di prigionia lo uccidono strangolando un corpicino ormai inerme e poi lo sciolgono nell'acido", ricordando poi che sono stati già tre i processi definitivi celebrati per l'omicidio del bambino, in stralci processuali. "Su 49 imputati ne sono stati condannati 35 in via definitiva e alcuni all'ergastolo - ha detto ancora - e si è fatta luce sull'episodio solo grazie ai collaboratori di giustizia. Purtroppo la cosiddetta società civile di Altofonte di quel periodo si è dimostrata assente".
Io aggiungerei anche quella di Castellammare del Golfo.
Foto: www.vittimemafia.it

sabato, novembre 19, 2011

CINACRIA. Un aeroporto cinese nel centro della Sicilia

di Flaviano Masella 
Piste di atterraggio lunghe oltre 5 km per un costo stimato di 300 milioni di euro. L’aeroporto cinese dovrebbe nascere nel centro della Sicilia e permettere l'atterraggio di voli intercontinentali commerciali dalla Cina nel cuore del mediterraneo. In anteprima nell’ INCHIESTA di Rainews24 la ricostruzione del progetto che la Cina è pronta a finanziare. L’aeroporto è stato progettato nel comune di Centuripe in provincia di Enna a pochi km da Catania dove già è in funzione un aeroporto civile ed a pochi chilometri dalla base aerea di Sigonella, gestita dalla marina statunitense e dall’aeronautica militare italiana. Questa vicinanza ha preoccupato il segretario di stato americano Ilary Clinton che, nel suo ultimo viaggio a Pechino, avrebbe già chiesto spiegazioni su questo progetto al Governo Cinese. Ma i timori non riguardano solo la vicinanza in Sicilia delle due superpotenze, ma anche il ruolo che il crimine organizzato siciliano potrebbe svolgere in questo progetto. L'allarme viene dato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia.
Qui di seguito il link al video:
http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=24974

Obiettivo Futuro di Generazione Futuro, Calatafimi Segesta - Ottobre 2011

Ci scusiamo per il ritardo nella pubblicazione Obiettivo Futuro di Generazione Futuro, Calatafimi Segesta Ottobre 2011

mercoledì, novembre 16, 2011

La Sicilia peggiore...


Superburocrate con pensione d’oro a 47 anni. E diventa assessore

Riporto di seguito una delle tante storie di malapolitica e malasocietà siciliana che si possono scoprire (senza troppe difficoltà) vagando sul web o facendo un minimo di ricerca. Ritengo fondamentale che queste notizie vengano poste sotto gli occhi di tutti e per questò vi chiedo di riportare storie simili di cui siete/venite a conoscienza.
Il post è tratto da un articolo di Mario Giordano (www.sanguisughe.com)

"Pier Carmelo Russo era il segretario generale della Regione Sicilia. Nel luglio 2009 è andato in pensione a 47 anni (leggasi bene: 47) con 10.980 euro al mese, cioè 6462 netti. Come mai questa possibilità? Tutto deriva da una legge siciliana che consente a chi deve accudire un genitore ammalato di prendere il vitalizio anche solo con 20 (donne) o 25 (uomini) anni di contributi. La legge, si badi bene, ha dato vita a numerosi abusi (ci sono state persone che si sono fatte adottare da vecchie non autosufficienti per poter chiedere il vitalizio…) e ha fatto sì che tra il 2003 e il 2010 in Sicilia venissero liquidati oltre 1000 baby pensionati (età media: 53 anni).
Pier Carmelo Russo, sfruttando quella legge, ha chiesto di andare in pensione per accudire l’anziano padre malato. Per questo a 47 anni prende 6462 euro netti al mese (10.980 lordi). Peccato che appena ottenuta la pensione sia stato nominato assessore (prima all’Energia, poi alle infrastrutture e mobilità), con un’indennità pari a circa 300mila euro l’anno. E ciò lascia tutti noi alcuni dubbi: se davvero questo superburocrate è andato in pensione a 47 anni per accudire il padre, perché poi ha accettato un incarico importante come quello di assessore? Forse che il lavoro di assessore è meno impegnativo di quello di segretario generale alla Regione? E se è meno impegnativo perché allora viene retribuito con 300mila euro l’anno? Se qualcuno sa rispondere, gliene saremo grati."

Alessio Navarra

mercoledì, novembre 02, 2011

Il paese delle auto blu. Alla faccia della crisi!!


Lo sappiamo tutti che il nostro paese e l’intera Europa ormai da anni stanno andando verso la deriva. Colpa della crisi che ormai da anni subiamo e che lentamente sta soffocando un’economia già da tempo fragile e in bilico. Questa crisi in realtà chi la sta subendo? Su chi grava realmente? Semplice: sui cittadini che sono costretti a mangiare un giorno si e l’altro no, sugli operai che perdono il loro posto di lavoro o che si ritrovano in cassa integrazione, pensionati che si ritrovano la pensione ridotta in miseria, bambini che non hanno più un futuro visto gli innumerevoli tagli e deformazioni emanati nel confronti delle scuole, i giovani diplomati o laureati che non hanno più un futuro e la sicurezza che lo Stato dovrebbe dar loro e invece gli volta le spalle lasciandoli con un pugno di mosche in mano, l’elenco potrebbe continuare…ma fermiamoci qui.
Adesso io mi chiedo la colpa di chi è? Sempre di Berlusconi? La risposta è molto più complicata. La colpa non è da attribuire a una singola persona o a un partito, il vero problema è l’intero sistema che non funziona. Quello che dico sono cose sicuramente banali, sentite e risentite, però sono sicuro che non tutti sono convinti che bisogna cambiare l’intero sistema, che comprende anche il modo di pensare della politica ma soprattutto dei cittadini. La politica ormai è diventata un mezzo per arrivare al potere, per arricchirsi e pensare ai propri interessi. Ormai non si pensa più neanche a quello che si dice, come ci ha dimostrato il Ministro Tremonti che dichiara di essere povero guadagnando solo 145.000 euro l’anno, e molti altri esempi che non sto qui ad elencare.
Ma dopo questa premessa o meglio, questo mio piccolo sfogo, vorrei che focalizzassimo un numero: il 19. Si, Come le Maserati acquistate dal Ministro della Difesa La Russa per portare a spasso i suoi generali. Una sola di queste 19 Maserati costa nella versione base 22.361 euro, per un totale di 424.859 euro!!!! Era proprio necessaria questa spesa? Proprio non c’era altro modo per portare a spasso i generali? Però il taglio di 550 Milioni l’anno per il fondo sanitario Nazionale era fondamentale, come del resto il taglio alle forze di polizia. Ovviamente ci sono tantissimo altri esempi chi si possono fare, però vorrei soffermarmi su altro problema, le auto blu. In Italia ci sono 72.000 auro blu. Un numero assurdo a cui ovviamente corrisponde un costo ancora più assurdo. Il personale che si occupa delle auto blu sono 35.000 di cui 14.000 sono autisti. La spesa del personale è quindi di 1,2 MILIARDI di euro l’anno (??). Le spese di gestione sono pari a 350.000 euro (sommata agli ammortamenti diventa 650.000) (dati Formez.it). I numeri e le cifre si commentano da soli e non hanno bisogno di spiegazioni. Mi preme sottolineare di più la situazione siciliana. In Sicilia ci sono 144 auto e 135 autisti che complessivamente ci costano 5.754 milioni di euro. L’assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica Caterina Chinnici, ha dichiarato che i tagli alle auto blu rientrano nel piano di contenimento della spesa pubblica dei costi della politica. Quindi possiamo stare tranquilli. Magari. Il taglio prevede soltanto 30 auto blu, invece per quando riguarda il personale non verrà effettuato nessun taglio. Quindi questo vuol dire che in Sicilia ci saranno più autisti che auto blu. Le auto diventeranno 114 e gli autisti 135. Bel taglio, complimenti. I costi rimangono vergognosamente alti. Analizzando ancora più nel dettaglio troviamo che la città di Palermo spende 1.70 Milioni per 102 auto e 87 autisti (stessa cifra per il comune i Agrigento), la citta di Trapani spende 0.19 Milioni per 84 auto e 12 autisti. Credo che tutto questo sia anche troppo. Vergognosamente troppo. Perché non iniziare a tagliare veramente da qui? Perché devono pagare sempre i cittadini il prezzo della crisi? Queste domande attendono risposte, forse un giorno le troverò.
Emanuel Butticè

Iacchetti si sfoga contro la Casta, un “vaffa” a Brunetta e La Russa

Il comico televisivo e volto storico del programma “Striscia la notizia” sbotta contro le nuove assunzioni alla Camera dei Deputati e le diciannove Maserati acquistate dal Ministero della Difesa: “Vaff… a Brunetta e La Russa”. Poi aggiunge: “Così facendo andiamo aff… anche noi, bisogna cominciare ad incazzarsi”.