Ryanair annuncia la chiusura temporanea delle rotte domestiche da 10 basi italiane
fonte: www.ryanair.com
Seduta straordinaria della consulta giovanile, per discutere dei problemi legati alla tossicodipendenza, con i tanti giovani che la compongono, dopo i recenti fatti di cronaca che hanno fatto emergere il preoccupante aumento dell’uso e traffico di droga, tra i giovani castellammaresi. La seduta della consulta giovanile, convocata dal presidente, l’assessore alle Politiche Giovanili Angelo Palmeri, si terrà domani mattina, 24 dicembre 2009, alle ore 11, nella sala giunta del palazzo muncipale (corso Mattarella, primo piano). Interverranno: il sindaco Marzio Bresciani ed il dirigente del commissariato di Polizia di Castellammare, Antonio Squillaci. La consulta giovanile, intanto, in occasione delle festività natalizie, ha organizzato il “primo torneo sportivo Consulta Giovanile” che prevede, il 28, 29 e 30 dicembre, presso la palestra comunale Bonanno, un torneo di basket 3x3, ed un torneo di pallavolo 6 x 6
IL PORTAVOCE DEL SINDACO (Annalisa Ferrante)
Il sindacato studentesco Movimento degli Universitari, Associazione Universitaria Kepos e Castello Libero hanno il piacere di invitarvi alla più casinara festa di capodanno ad Alcamo in via S.Spirito 29. Durante la serata musica dal vivo, spumante panettone, a seguire dopo la mezzanotte tanta bella musica dance! E tanto tanto tanto alcol! OPEN BAR!!!!!!!!!!!!!!
Passerete un capodanno indimenticabile!
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Guai a chiamarli guerrafondai, per loro la guerra è solo un gioco, anzi, uno sport in mimetica.
Sto parlando dell’Air Soft, più comunemente chiamato Soft Air o Tiro Tattico Sportivo. Nato in Giappone nei primi anni ’80, questo sport, riconosciuto dal CONI e coordinato a livello nazionale Dall’ASNWG ( acronimo di Associazione Nazionale War Games ), conta innumerevoli appassionati in tutto il mondo, soprattutto in Italia, che si conferma uno dei paesi con maggior numero di praticanti. Di recente la stessa ASNWG e la Marui ( nota casa nipponica per armi da Soft Air ) stanno spingendo per farlo entrare tra gli sport olimpici. E così per gli appassionati di Soft Air ogni week-end rappresenta una sfida: ambienti urbani, casolari diroccati e zone boschive e naturalmente anche trasferte fuori provincia per disputare eventuali tornei con vari club che vi partecipano. Sono questi i luoghi dove si muovono i membri delle squadre delle quali fanno parte operai, studenti, liberi professionisti o impiegati accomunati da una passione: simulare azioni tattiche e strategiche di combattimento. Ci sono varie modalità di gioco, infatti si va dal conquistare la bandiera altrui ad effettuare vere e proprie pattuglie di ricognizione atte ad espugnare obiettivi di diversa natura, come disinnescare una ipotetica bomba neutralizzando più nemici possibili. Elemento fondamentale del Soft Air è la dichiarazione di morte del giocatore quando avverte di essere stato colpito per poi ritirarsi dal gioco. Le armi ( riconosciute per Legge come armi giocattolo di libero uso e vendita con potenza inferiore ad 1 Joule ) vengono chiamate ASG ( acronimo di Air Soft Gun) riproducono in maniera fedele le loro controparti reali e sono in grado di sparare proiettili in materiale ceramico-plastico ecocompatibili da 6 mm di calibro e dal peso che varia dai 0,20 gr ai 0,33 gr.
È obbligatorio almeno una adeguata protezione del viso, primo fra tutti gli occhiali protettivi per evitare spiacevoli ovvie ferite, mentre il resto dell’abbigliamento è costituito in genere da mimetica, elmetto rigido o cappello di tessuto mimetico, passamontagna, ginocchiere ecc…ecc. Esistono ovviamente leggi da rispettare che non sono anti-Soft Air, come avvertire le Forze dell’Ordine per scongiurare eventuali procurati allarmi, fissare degli avvisi nel perimetro del terreno di gioco ed evitare di girare per strada col mitra imbracciato per non farsi impallinare da qualche Pubblico Ufficiale. In battaglia però, sul terreno di gioco ci si trasforma realmente; come soldati in una vera guerra dove operano i capo-squadra, scout, assaltatori ed eventuali cartografi. Sconfitti o Vincitori, comunque vada il divertimento è assicurato e il Soft Air si rivela una ottima occasione per stare insieme, socializzare e divertirsi in compagnia all’aria aperta impegnando nel contempo mente e corpo.
Ebbene, i membri del Sacast ( Soft Air Castellammare ) formatosi un paio di mesi fa sono entrati a far parte del mondo di questo bellissimo sport. Presidente e Vice-Presidente del neonato club nostrano sono rispettivamente Giovanni Fontana e Giuseppe Di Bartolo. Per maggiori informazioni contattate i numeri 3205308945 oppure il 3286592849.
Mimmo Sarcona
Dunque il dono di Natale resterà sotto l’albero. La commissione bilancio della Camera ha respinto tutti gli emendamenti volti a neutralizzare lo sconcio del Senato: la scelta di mettere all’asta (e in certi casi di vendere perfino a trattativa privata) i beni confiscati alla mafia. La quale ringrazia e si agghinda per giungere alle aste con gli abiti della festa: “piccioli”, tanti piccioli in una mano, e minacce agli improvvidi concorrenti nell’altra. Signori si scende. Si chiude un’epoca, da Pio La Torre al milione di firme raccolte da Libera per un uso sociale dei beni confiscati. Il quadro non si presta a equivoci. É la prima legge in materia di mafia che il governo sforna dopo gli avvertimenti che vengono dalle file di Cosa Nostra. É la dimostrazione che non bisogna farsi intrappolare per tutti i mesi venturi dalle dichiarazioni di Spatuzza e far dipendere da quelle il giudizio sul governo. Il giudizio politico si dà prima di tutto sugli atti politici visibili. Che non sono gli arresti dei latitanti, da anni meritoriamente realizzati da magistratura e forze dell’ordine, indipendentemente dai governi. Ma sono le leggi. I comportamenti delle burocrazie e le circolari. Le dichiarazioni dei ministri e del presidente del consiglio.E quindi non bisogna mai smettere di ricordare le tre irrinunciabili questioni su cui, sin dalle stragi, Cosa Nostra ha chiesto impegni precisi ai suoi interlocutori (e di cui abbiamo saputo ben prima che Gaspare Spatuzza spuntasse all’orizzonte): confische dei beni, uso dei “pentiti” e carcere duro. Sulle confische dei beni, il più è fatto. Basteranno tre mesi senza destinazione e via con l’asta. Fare scorrere quei tre mesi e poi piazzare sul mercato terre, immobili e imprese per la gioia del primo prestanome, sarà un gioco da ragazzi. Quanto ai pentiti, sta già dichiarando e chiedendo di cambiare la legge Umberto Bossi (è il vecchio consiglio di Vito Ciancimino: certe cose è meglio farle dire da altri). Sul carcere duro è in corso invece un’ambigua finzione: stabilizzato dalla legge ma svuotato dall’interno con ogni astuzia, stupidità o perfidia amministrativa. Su tutte e tre le “sue” questioni, insomma, Cosa Nostra va all’incasso.Pretende di “far cassa” con le aste anche lo Stato, a beneficio – si dice – di giustizia e sicurezza. Ma è davvero questo lo scopo? Se lo fosse, tornerebbe sfrontatamente l’argomento dei “costi” economici della lotta alla mafia. Quanto costano le indagini, quanto le intercettazioni; quanto costa proteggere i collaboratori, quanto tenersi i beni. Un paese che ragiona così è un paese che si merita la mafia e forse in cuor suo la desidera. Ma il fatto è che lo stesso argomento del far cassa appare debole, debolissimo. I beni confiscati servono già ora a farci caserme (quanto costano allo Stato i terreni e gli immobili per le nuove?) a farci scuole o pensionati studenteschi (idem), a promuovere iniziative economiche dove non c’è lavoro legale (quanto costa il “trattamento” della devianza sociale? E quanto la disoccupazione?). Alla fine si scoprirà che l’operazione è in perdita, che il far “cassa” per la giustizia è un gioco di prestigio utile a occultare l’altro, più pericoloso gioco che si sta conducendo con un occhio a Torino e l’altro a Palermo.Quanto alle forze dell’ordine e ai magistrati, prendano pure i latitanti. Tanto non ci vorrà molto a tagliar loro le unghie investigative – dalle intercettazioni ai pentiti, dalla tracciabilità dei movimenti di capitali fino alla benzina – e, naturalmente, a render loro impossibile fare i processi. No, non diventeremo Spatuzza-dipendenti. Non dipenderemo dalle parole di un pluriomicida che ci giungono dai doppifondi della storia. Dipenderemo anzitutto, come è giusto, dagli atti dei galantuomini che governano il paese. Quelli ufficiali. Se poi Spatuzza ha messo l’autobomba per far saltare Borsellino e loro diciassette anni dopo fanno saltare le leggi che Borsellino,Falcone e altri hanno chiesto fino a morirne, questa non è colpa nostra. Noi arbitrariamente, e semplicemente, la chiamiamo trattativa.da Il Fatto Quotidiano dell'l 8 dicembre 2009
Ma veru ricinu??
“A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi – afferma il team del comitato organizzatore tra le righe dell’appello lanciato - riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra "una dittatura" e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte”.
In piazza, quindi, per la difesa della democrazia con un’organizzazione partita quasi interamente su Internet attraverso la pagina su facebook http://www.facebook.com/no.berlusconi.day e il sito web www.noberlusconiday.org. Ma la mobilitazione esce dal web grazie anche ad alcuni organi di informazione libera. Media partner del No B-Day sono anche Il Fatto Quotidiano, Micromega, L’Espresso,
Fabio Barbera