sabato, febbraio 13, 2021
venerdì, febbraio 12, 2021
ColtiviAmo l'inclusione
È stato avviato il progetto denominato ColtiviAmo l'inclusione, in collaborazione con il Comune di Castellammare del Golfo e gli Uffici dei servizi sociali, che si pone quale obiettivo l’inclusione di persone con disabilità psichica nella vita della comunità locale e la scoperta e sviluppo delle competenze sociali nei giovani.
Le attività progettuali verranno svolte con il supporto degli uffici dei servizi sociali del comune di Castellammare del Golfo e dell' I.I.I.S. Mattarella Dolci di Castellammare del Golfo, soggetti con cui si è instaurata una lunga e proficua collaborazione. Le attività si rivolgeranno, dunque, a due target di beneficiari: gli studenti dell’Istituto Mattarella Dolci e persone con disabilità psichica prese in carico dal SSR e dal Terzo Settore.
Il progetto prevede l'individuazione di beneficiari diretti fino a 15 soggetti con disabilità psichica e 15 giovani dai 16 ai 35 anni presenti nel territorio di Castellammare del Golfo.
Tra gli scopi principali del progetto vi è quello “di far incontrare persone che difficilmente si troverebbero a trascorrere del tempo insieme, con ciò favorendo la conoscenza reciproca e l'inclusione sociale di giovani e persone con disabilità psichica.” Ed ancora “ la risorsa principale dove sviluppare queste relazioni è un bene confiscato alla mafia, trasformato in Centro Giovanile, dove poter sperimentare, lavorare, giocare, immaginare nuove azioni sociali che possono essere poi diffuse sul territorio.”
Il progetto è finanziato dalla Regione Siciliana nell’ambito dell’Avviso pubblico per la selezione di progetti finanziati dalla regione Siciliana e dalla Presidenza del consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale a valere sul “Fondo politiche Giovanili” anno 2018
Sabato 13 febbraio 2021 alle ore 16:00 i responsabili dell'associazione Castello Libero ETS presenteranno il progetto al pubblico tramite evento pubblicato sulla propria pagina facebook.
lunedì, ottobre 26, 2020
“Cemento del Golfo”, condanne anche in appello per Mariano Saracino e altri tre
PALERMO. Confermata la sentenza di primo grado nei confronti del boss castellammarese Mariano Saracino e degli altri tre soggetti arrestati durante l’operazione antimafia denominata “Cemento del Golfo”. Lo scorso 22 ottobre la Corte di Appello di Palermo, Seconda Sezione Penale, ha dichiarato inammissibile l’appello proposto contro la sentenza di primo grado emessa lo scorso 15 gennaio dal Tribunale di Trapani.
La corte di Appello ha quindi confermato le condanne per Saracino Mariano, Badalucco Vito, Badalucco Martino e Artale Vincenzo, condannandoli al pagamento delle spese processuali. Inoltre sono stati tutti condannati a risarcire le parti civili: Comune di Castellammare del Golfo, Libero Futuro – Associazione Antiracket Libero Grassi Onlus, Associazione Castello Libero onlus, Centro Studi ed iniziative Culturali Pio La Torre onlus e Sicindustria Trapani, tutte dovranno essere risarcite della somma di 1300 euro, oltre al rimborso delle spese processuali in favore dell’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese.
Condannati in solido anche al pagamento delle spese processuali delle parti civili Parisi Vito srl per la somma di 1300 euro. Fissato in 90 giorno il deposito della motivazioni.
Gli imputati, in primo grado, sono stati tutti condannati per estorsione aggravata dall’articolo 7 D.L. n°152/91, ovvero per aver agevolato l’attività dell’associazione denominata Cosa nostra: la famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo.
La sentenza di primo grado, confermata in Appello, ha inflitto 10 anni e 2 mesi di reclusione e 4000€ di multa per il boss castellammarese Mariano Saracino, già in passato condannato per mafia, a cui è stata esclusa l’appartenenza alla mafia per gli anni oggetto dell’indagine. 8 anni e 6 mesi di reclusione e 3000€ di multa per Martino Badalucco, 8 anni di reclusione e 2800€ di multa per Vito Badalucco, 3 anni di reclusione e 1050€ di multa per l’imprenditore alcamese Vincenzo Artale.
Fonte Alqamah.it
venerdì, marzo 06, 2020
Luigi Ciotti scrive ai giovani
mercoledì, marzo 04, 2020
Rinviata la Giornata della Memoria e dell'Impegno prevista il 21 marzo a Palermo
venerdì, febbraio 28, 2020
Castellammare, concluso il laboratorio sui beni confiscati
venerdì, gennaio 31, 2020
Don Ciotti agli studenti di Castellammare: “Siate curiosi, perché il sapere rende liberi”
mercoledì, gennaio 29, 2020
“100 passi verso il 21 marzo”, don Luigi Ciotti incontra gli studenti di Castellammare del Golfo
giovedì, novembre 21, 2019
Una giornata intensa alla scoperta di storie e luoghi di Memoria e Impegno.
Gli alunni dell'I.I.I.S Piersanti Mattarella - Danilo Dolci hanno avuto l’occasione di conoscere il lavoro svolto da Libera Terra in provincia di Palermo, volto alla valorizzazione di beni comuni, quali quelli confiscati, dimostrando che il corretto riutilizzo sociale di questi beni può rappresentare un valore aggiunto in termini di sviluppo economico e sociale per il territori in cui ricadono.

L’iniziativa posta in essere nell’ambito del progetto Castello Lab, realizzato dall'Associazione Castello Libero Onlus in partenariato con il Comune di Castellammare del Golfo e le associazioni E.N.P.A. Sezione di Partinico e l'associazione di promozione sociale Kimera, ha avuto l’obiettivo di far conoscere agli studenti questa realtà, che oggi, raggruppa nove cooperative sociali ed agricole, riunite in un consorzio, anch’esso cooperativa sociale e senza scopo di lucro, e che rappresenta una delle prime esperienze nell’ambito del riutilizzo sociale dei beni confiscati in Italia. I partecipanti hanno avuto modo di visitare la Centopassi, cantina realizzata su un bene confiscato, dove grazie alle professionalità dei tecnici del Consorzio Libera Terra Mediterraneo Coop. Soc. ONLUS, vengono vinificate le uve provenienti dai vigneti confiscati gestiti dalle cooperative siciliane Libera Terra.

La giornata si è poi conclusa all’Agriturismo Portella della Ginestra, nato dalla riconversione di un bene confiscato alla mafia, dato in gestione ad una delle cooperative Libera Terra, dove gli studenti hanno avuto modo di gustare dei piatti delle tradizione gastronomica del territorio, preparati utilizzando i prodotti frutto del lavoro delle cooperative. Sicuramente il modo migliore per concludere una giornata volta alla conoscenza di un territorio dove, concretamente ed in modo tangibile, si è dimostrato che con professionalità ed impegno si può riuscire a creare un sistema economico e sociale in netta discontinuità con quello mafioso, a partire dalla valorizzazione dei beni confiscati.
martedì, luglio 23, 2019
Castellammare, presentazione del progetto “Castello Lab” per la valorizzazione dei beni pubblici
lunedì, aprile 15, 2019
Un avamposto a Castellammare del Golfo
A Castellammare del Golfo negli anni sono nati diversi movimenti e associazioni che della legalità e della lotta alla mafia ne hanno fatto una missione.
Da dieci anni l’Associazione di Castello Libero Onlus svolge attività sul territorio rivolte principalmente ai giovani, alle scuole, alla società civile che vuole reagire e ribellarsi all’oppressione mafiosa. Castellammare è famosa per aver dato i natali a diversi mafiosi di spicco, soprattutto oltre oceano, ma è anche la città del Presidente della Regione assassinato dalla mafia Piersanti Mattarella.
Ed è proprio sull’eredità di Mattarella che i volontari di Castello Libero ogni anno incontrano studenti delle scuole elementari, medie e superiori, affrontando temi come bullismo, gioco d’azzardo, mafia, impegno civile, memoria delle vittime innocenti delle mafie, rispetto delle regole e utilizzo sociale dei beni confiscati.
La stessa associazione infatti gestisce un piccolo bene confiscato alla mafia negli anni’80 alla periferia di Castellammare del Golfo e assegnato dal Comune nel 2012 tramite bando pubblico. Si tratta di un piccolo immobile di circa 40 metri quadrati circondato da 2000 metri quadrati di terreno coltivabile, nel quale attualmente sono presenti circa 40 alberi d’ulivo.
Dopo trent’anni di abbandono l’associazione Castello Libero Onlus, insieme ad altre associazioni del territorio come Libera, gli Scout e l’Associazione Antiracket, con un progetto di ristrutturazione e riqualificazione del bene hanno partecipato e vinto l’avviso pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile, ottenendo un finanziamento di 200 mila euro. Oggi, dopo la ristrutturazione, è diventato un centro di aggregazione per i giovani della città. Nell’immobile si svolgono ogni anno diverse attività: doposcuola per gli studenti, corsi di lingue per stranieri, organizzano ogni estate i campi di Libera che portano nel territorio ragazzi provenienti da tutta Europa, laboratori di giardinaggio, di giornalismo, gli scout hanno anche creato un percorso Hébert e svolgono diverse attività ludico-ricreative, oltre all’annuale raccolta delle olive, il cui olio ogni anno viene donato al banco alimentare cittadino. Uno spazio pubblico tornato alla collettività che tramite l’impegno quotidiano dei giovani continua a trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità, ma soprattutto dell’impegno civile. Inoltre si schierano parte civile nei processi contro i mafiosi locali.
Ma c’è di più. L’associazione, mediante numerosi progetti, da alcuni anni porta nel bene confiscato i ragazzi dell’area penale del carcere minorile per far toccare con mano la realtà dei beni confiscati diffondendo i principi di legalità e antimafia. Inoltre sono state svolte anche diverse attività ricreative con alcuni ragazzi con disabilità psichica che hanno organizzato, tra le altre cose, un corso di potatura utilizzando gli ulivi presenti nel bene confiscato.
Ogni anno tra attività e ricorrenze, l’immobile si riempie di giovani, scout, volontari, giovani in difficoltà, un modo per sentirsi veramente parte di una comunità che partecipa e che sa scegliere da che parte stare. Oggi i volontari dell’associazione continuano a partecipare con progetti pratici e concreti cercando di coinvolgere i giovani della città. Lo fanno in un contesto duro, in una città e una provincia ritenuta ancora “lo zoccolo duro della mafia”. Un piccolo avamposto di legalità che resiste.
Tratto dal Blog MAFIE del quotidiano La Repubblica a cura di Attilio Bolzoni.
venerdì, marzo 22, 2019
Castellammare, autorità e cittadini leggono i nomi delle vittime innocenti delle mafie
sabato, marzo 16, 2019
Castellammare: Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
giovedì, marzo 14, 2019
Castellammare, doposcuola nel bene confiscato alla mafia
venerdì, febbraio 22, 2019
lunedì, dicembre 24, 2018
Paolo Borrometi: “Non abbiamo bisogno di eroi, ma di cittadini liberi”. Presto la cittadinanza onoraria della città di Alcamo
Di Emanuel Butticè