mercoledì, gennaio 25, 2012

Intervista al Sindaco di Castellammare

1. Sindaco Bresciani, come sicuramente ricorderà, in un’intervista che le facemmo noi di Castellolibero più di un anno fa, le fu chiesto come (e se) la sua amministrazione intendeva risolvere il problema del depuratore (inattivo). Lei ci rispose che essendo nel suo programma elettorale, si trattava assolutamente di una priorità per la sua amministrazione. Ci parlò delle intenzione di realizzare un nuovo impianto “in galleria” alla radice della diga foranea e che, (sue testuali parole) “fra la gara e l’inizio dei lavori dovrebbe passare ancora un anno”. Tutto ciò avvenne più di un’ anno fa…. e oggi…?

Allora, abbiamo percorso tutto l’iter che è necessario per cambiare il sito, lei sa che noi facciamo parte dell’ATO idrico quindi si è dovuto anche, all’interno dell’ATO, muoversi per far conoscere le nostre nuove intenzioni e valutazioni e poi ci siamo mossi con l’Assessorato, prima in maniera informale, per far valutare ai tecnici quali erano le intenzioni e successivamente abbiamo predisposto un progetto preliminare di un depuratore modulare messo in caverna alla radice della diga foranea: è un depuratore al cui scarico esce acqua che potrebbe essere utilizzata per i servizi del porto, ovviamente acqua non potabile. Il progetto preliminare è stato presentato a tutti gli enti interessati per quanto riguarda l’approvazione, l’importo del progetto è dicirca 18 milioni di euro. Poi è andato alla programmazione dell’ufficio programmazione della Regione ed è stato valutato favorevolmente dal nucleo di valutazione, adesso è andato al dipartimento rifiuti, e a breve dovrebbe arrivare la comunicazione della conferenza dei servizi, a cui parteciperanno tutti gli enti che devono dare il loro parere Il progetto in questo momento è al ministero dell’ambiente per il finanziamento totale o parziale. È chiaro chese sarà un finanziamento totale potremo già predisporre un bando di gara perl’appalto, se sarà un finanziamento parziale dovremo studiare una soluzione che ci consenta di realizzarlo. Sul depuratore abbiamo lavorato molto, i ritardi sono imputabili ai tempi di determinate procedure.

2. Sempre in quell’intervista, parlando di raccolta differenziata, lei stesso lamentò delle inefficienze, così come molti cittadini. Ad oggi pensa che le cose siano cambiate? Come? Potrebbe darci un po’ di dati o percentuali sulla raccolta differenziata a Castellammare?

Dunque, qualcosa sta cambiando, nel senso che noi siamo partiti discretamente, però poi c’è stata una grossa marcia indietro. Da qualche tempo abbiamo ripreso la questione attivando dei controlli più decisi e mirati; adesso vediamo se riusciamo ad organizzare (non è una promessa) una nuova campagna di sensibilizzazione, perché per molti non è stata sufficiente oppure è passato l’entusiasmo iniziale, su questo stiamo ponendo la nostra attenzione per migliorare la situazione. Con un dato possiamo dire che attualmente siamo al 30% circa, decisamente basso dopo un anno e mezzo di raccolta differenziate.

3. Da voci di corridoio sembra che sia stato presentato un progetto che prevede la realizzazione di una centrale a biomasse sul territorio castellammarese. Ci conferma questa notizia ed eventualmente sa darci qualche dettaglio?

Si, un progetto del genere c’è, attualmente noi abbiamo fermato il tutto perché, insieme al Consiglio, vorremmo valutare un po’ le aree in cui queste centrali possono essere realizzate. Una centrale a biomasse in genere, non è un impianto particolarmente inquinante sotto il profilo ambientale, però è chiaro che bisogna studiare bene. Se, in queste centrali, si usano tutti i materiali provenienti dall’agricoltura può essere una situazione interessante. La localizzazione quindi è molto importante, questa richiesta dovrebbe riguardare più o meno l’area industriale di Balata di Baida. Però è chiaro che va attenzionata bene e mi piacerebbe che fosse sia l’Amministrazione che il Consiglio a dare un indirizzo su questo.

4. Come sappiamo tutti il porto di Castellammare è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza il 26 Maggio 2010. Un anno dopo (precisamente quest’estate) il cantiere è stato in parte dissequestrato, ma i lavori non sono mai realmente iniziati. Successivamente c'è giunta voce che la Commissione Europea si è interessata alla questione del porto e sta indagando sull’utilizzo dei fondi pubblici. L'Amministrazione Comunale cosa sta facendo in merito alla questione? Ci può chiarire meglio questa vicenda?

L’Amministrazione Comunale sta facendo il possibile tenendosi al corrente e sollecitando, là dove si può sollecitare. La situazione del porto è un po’ complessa, a seguito del sequestro penale del cantiere, ci sono state una serie di indagini sui calcestruzzi. È stato richiesto un incidente probatorio da parte dell’impresa, che si è concluso lo scorso 9 Dicembre del 2011. Il consulente del gip ha fatto le sue valutazioni e l’impresa ha fatto le sue contro valutazioni, però l’incidente probatorio si è chiuso, poi potranno esserci cause civili ma comunque si è chiuso. In attesa di sentenza, l’assessorato ha chiesto il dissequestro del cantiere perché, teoricamente non esistono più motivi di alterazioni. Nel frattempo l’impresa, ha chiesto una perizia di variante suppletiva non di poco conto, di circa 2 milioni di euro, soprattutto per quanto riguarda il molo turistico che poteva essere completato ma che per problemi tecnici non è avvenuto. Che io sappia questa perizia suppletiva era all’approvazione del responsabile unico del procedimento, il quale mi ha assicurato che l’avrebbe approvata nel giro di una settimana. Adesso dovrebbe essere di nuovo alla gestione, infatti a breve andrò a parlare con la gestione per vedere a che punto sono e se ci sono problemi. Per l’impresa l’approvazione della perizia di variante è la condizione per riprendere i lavori a pieno ritmo. Io spero che non ci siano altri problemi e altre questioni, perché c’è sempre il problema di un’impresa fallita con dei debiti e questo non ti da lacertezza che tutto giri perfettamente. Dal punto di vista dei lavori, l’impresa fallita non è più quella che prosegue l’attività. Il cantiere una volta dissequestrato potrebbe consentire la ripresa dei lavori.

5. Quindi, di fatto, per poter riprendere i lavori, che tempi di attesa si prevedono?

Ovviamente i tempi sono molto lunghi, la perizia di variante, dopo essere stata presentata, viene approvata in linea tecnica, poi deve essere approvata dalla gestione in linea amministrativa cioè finanziata, successivamente il direttore dell’Assessorato che deve emettere il decreto del finanziamento. In fine il decreto passa alla Corte dei Conti che lo esaminerà per vedere la legittimità e quindi passerà un po’ di tempo, ci sono i tempi della burocrazia che sono un po’ lunghi, quindi se tutto va bene ci sono almeno 4 mesi, incrociando le dita, verso Aprile/Maggio dovrebbero riprendere i lavori, spero di sbagliarmi e che riprendano prima.

Signor Sindaco grazie per il suo tempo e arrivederci.

Grazie a voi, arrivederci.

E. Butticè, A. Navarra

5 commenti:

Domenico Grassa ha detto...

So che i costi della differenziata sono lievitati anche per le penali che l'ato ci fa pagare a causa della cattiva qualità del rifiuto.
A ciò si aggiunga che nelle zone periferiche, ad esempio Fraginesi, la differenziata non si fa (li vengono buttate tutte cose nello stesso camion o addirittura non ci sono i cassonetti).
Credo che ancora molto si debba fare, in parte è anche colpa di noi cittadini!

Alessio ha detto...

Mi spiace ma non posso condividere l'idea che i ritardi riguardanti le opere di realizzazione dell'impianto di trattamento dei reflui urbani vadano imputati alla lentezza delle procedure, o quanto meno di sicuro la causa principale non sono le procedure. Procedure che in 4 anni ancora non si concludono?
Il problema sta tutto nelle scelte che negli anni sono state fatte.
Credo che non ci sia alcun motivo di andare a realizzare un nuovo impianto di 18 MILIONI EURO (che tra l'altro non ci sono, quindi dobbiamo sperare che ce lo finanzino interamente altrimenti non se ne farà niente per i prossimi 20 anni) quando si può benissimo fare un "upgrade" di quello esistente. Il Sindaco ci dice che lì non può stare nel "salotto buono" di Castellammare per via degli odori e perchè è un impianto sottodimensionato: allora riguardo al problema odori basta prevedere delle coperture per le fasi di trattamento che producono odori, e in quanto alle dimensioni...ci sono ormai decine di tecnologie innovative (che non sto qui ad elencare) che permettono di aumentare la potenzialità dell'impianto senza aumentarne l'ingombro in superficie.
Ovviamente tutto ciò costerebbe MOOOOLTO meno di 18 milioni di euro e ci avrebbe già permesso di avere il nostro impianto, di non essere FUORILEGGE, e di NON INQUINARE IL NOSTRO MARE.

Vincenzo Desiderio ha detto...

Altri 2 milioni di euro per il porto. E siamo ancora al primo lotto...

Roberto ha detto...

Come al solito, nelle parole del Sindaco leggo tante parole al vento... "abbiamo predisposto", "programmazione", "vediamo se riusciremo ad organizzare", "l'amministrazione sta facendo il possibile". Tradotto: non si muove una foglia (tipo quando si giocava a corridoio nei bagni del liceo).
Questa intervista è uguale o comunque molto simile a tante altre rilasciate dal nostro Primo Cittadino in questi anni... tante promesse, soprattutto in campagna elettorale, tante belle parole... tutto fumo e niente arrosto.

La realtà è quella di un paese bloccato, dalle infinite potenzialità in tanti campi (in particolare, in quello turistico), ma relegato in mano ad una classe politica INADEGUATA.

Emanuel Butticè ha detto...

beh Roberto io sono in parte d'accordo con te...durante l'intervista il sindaco mi ha fatto intendere che non tutto è così semplice (mi riferisco al porto) ovviamente si doveva fare di più e sicuramente si DEVE fare di più però parlando con lui mi ha trasmesso un briciolo di speranza...quindi io sarei propenso a concedere un altro pò di fiducia e di tempo...vedremo se le promesse saranno mantenute...facciamo come luca abete...torniamo alla scadenza e vediamo a che punto sono...