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lunedì, gennaio 27, 2014

La politica dei "Tappabuche"

Quando un'immagine dice più di mille parole...
(Castellammare del Golfo: Esempio di sistemazione del manto stradale..."creativa")


giovedì, giugno 27, 2013

Quanto costano le Persone?

Il "Decreto del fare", il "Decreto lavoro", il Pil che crolla, la disoccupazione che cresce, le iscrizioni all'Università che calano vistosamente, gli F35, la scuola a pezzi, il debito pubblico, le agenzie di rating, la Corte dei Conti e i derivati, l'Europa ce lo chiede, la BCE di chi è?, l'Euro, la Troika, la Grecia e Cipro, finiremo come loro?, la Spagna civile con le pezze al culo, la povertà diffusa, il volontariato, i partiti senza valori, i partiti comitati d'affari, i partiti/moVimenti padronali, l'ignoranza dilagante, la ricchezza ad ogni costo, la lotta alle mafie, il gioco d'azzardo, i talent show...

Provare a mettere insieme queste e altre faccende in un quadro unitario complesso ma chiaro è quasi velleitario; ma non posso fare a meno di scrivere un paio di riflessioni banali e troppo generiche...

L'Europa pesantemente sbilanciata sui grandi e potenti gruppi finanziari e industriali; gli Stati nazionali (che l'Europa compongono) incapaci di contrastare la bulimia speculativa finanziaria e che optano per un più comodo scaricamento della colpa e della soluzione "lacrime e sangue" su interi popoli, che ad un certo punto sfiorano il vilipendio di cadavere; i tagli lineari a tutti i servizi primari ed essenziali (scuola e sanità fra tutti) nel nome di una non meglio precisata razionalizzazione della spesa pubblica (quelli che "abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità"...); la salvaguardia di privilegi per pochi a fronte di provvedimenti per le masse che sanno tanto di contentino, giusto per evitare le rivolte di piazza; tutto questo fa pensare la solita domanda: ma gli Stati Democratici, la Repubblica, non nascono dal popolo per il popolo? Ogni cittadino insieme agli altri è sovrano e ha dei diritti sanciti dallo Stato, che si preoccupa di difendere i cittadini, tutelarne i diritti, garantirne condizioni di vita dignitose. 

Quanti soldi vale tutto ciò? Quanti Euro, Banche Centrali, Ecofin, Ocse, Tribunali, Ministri e cappellani ci vogliono per garantire dignità e benessere a tutti i cittadini, fino all'ultimo?

Un sistema monetario creato dall'Uomo e basato su convenzioni può permettersi di distruggere l'esistenza di intere nazioni? Una moneta che dovrebbe unire i popoli europei può permettersi di creare divisioni e odio ("quei tedeschi di merda ci stanno soffocando mentre loro si arricchiscono...")?

Il sistema Europa è un fallimento, l'Euro è un fallimento, gli Stati membri dell'UE sono un fallimento, lo stato di diritto è un fallimento. Perché hanno mancato gli obiettivi principali per cui sono nati: difendere i cittadini dalle brame di potere di pochi su molti, garantire i diritti di tutti, creare le condizioni di benessere diffuso, avvicinare i popoli tra loro.

Quando i sistemi non funzionano vanno cambiati, migliorati, sostituiti. Ma non togliendo diritti, come vanno dicendo certi tromboni nel nome del rilancio dell'economia, bensì eliminando gli ostacoli che impediscono l'applicazione dei diritti, togliendo le falle che hanno permesso alla finanza di spezzare le reni a Paesi interi soggiogandoli.

Si può fare.

Ciò che viene creato dall'Uomo può essere cambiato.

Basta volerlo. E volere mettere al centro di tutto la Persona nella sua interezza, con la sua dignità e i suoi Diritti.

Non l'economia.

lunedì, luglio 02, 2012

Più coerenza per tutti!

Gli Europei di calcio sono finiti; la Spagna ha vinto con un sonoro 4-0 rifilato ad un'Italia assente, l'ombra di quella squadra che ha mandato a casa la favoritissima Germania. Errori nelle decisioni del c.t.? Errori dell'UEFA, che ha previsto le partite a pochi giorni una dall'altra? Ce n'è di cose di cui discutere al bar...
Ma più che le discussioni tecnico-calcistiche (di cui me ne intendo davvero pochino), mi hanno colpito le polemiche di quest'ultimo mese sulla questione del boicottaggio a Euro 2012; ve ne sarete accorti anche voi che tantissime persone invitavano a non guardare le partite dell'Europeo, sui social network, per strada, tra gli amici. I motivi erano sostanzialmente 3:

  1. l'Ucraina, uno dei paesi organizzatori del torneo, ha "ripulito" dai cani randagi le strade delle città in cui si sarebbero giocate le partite, con metodi molto simili alla mattanza che si faceva nelle tonnare;
  2. l'Ucraina, oltre alla mattanza di cani, continua a tenere in carcere per motivi politici Julija Tymoshenko, leader della Rivoluzione Arancione;
  3. alcuni giocatori della Nazionale Italiana sono stati recentemente coinvolti nelle inchieste sul calcioscommesse, come ad esempio Bonucci - indagato per presunte combine in alcune partite degli scorsi campionati - o Buffon, che non si è capito perché ha versato 1,5 milioni di € ad un tabaccaio.
Ieri sera, tampasiando su Facebook, ho beccato l'ennesima zuffa tra chi ha visto tutte le partite dell'Europeo e chi, per coerenza con i propri valori morali e civili, non ne ha visto neanche un minuto.
La coerenza. Questa era l'argomentazione principe di quelli pro boicottaggio. Giusto! Avrei dovuto essere anch'io coerente con i miei valori, non avrei dovuto guardare le partite di Euro 2012 e invitare tutti a fare come me! Da oggi sarò molto più attento e coerente con i miei valori, le mie idee, le mie battaglie civili.
Comincio subito!
Niente più caffè, visto che le multinazionali lo coltivano sfruttando migliaia di lavoratori senza diritti. Stessa cosa dicasi per il cioccolato. Non utilizzerò più alcun mezzo di trasporto alimentato con prodotti petroliferi raffinati (cioè niente auto, treno, autobus, nave, aereo, etc.), dato che le compagnie petrolifere stanno distruggendo interi ecosistemi per guadagnare sempre più soldi. Io soldi a loro non ne darò mai più, né direttamente né indirettamente! E non darò più un centesimo neanche alle aziende farmaceutiche e di cosmetica (niente più farmaci, saponi, shampoo, etc.), che fanno ricerca sugli animali sottoponendoli a pratiche crudeli. Non comprerò più nulla in nessun negozio, perché molti commercianti della zona pagano il pizzo o sono mafiosi e io non so con certezza chi di loro è onesto e rifiuta di piegarsi al giogo di Cosa Nostra; per non rischiare di dar soldi a quelli sbagliati, non ne do a nessuno...
Chiuderò il mio conto in banca (e la banca non se ne accorgerà neppure, viste le cifre ridicole...) perché le banche sono responsabili più di chiunque altro della crisi in cui ci troviamo. Via il router wi-fi da casa mia, dannoso per la salute con tutte quelle onde elettromagnetiche e basta con l'abbonamento a Telecom, che è stata utilizzata in passato per intercettare abusivamente chiunque non andasse a genio al manovratore. E poi, via tutti gli elettrodomestici, tv, pc, netbook, smartphone, perché sono stati costruiti in qualche fabbrica asiatica in cui i lavoratori sono trattati come schiavi senza diritti, come quelli che producono iPhone e iPad.
Non metterò più le mie scarpe e i miei abiti, perché sono stati quasi tutti prodotti da aziende multinazionali che sfruttano il lavoro minorile. Non mangerò più carne (avete mai visto gli allevamenti intensivi? Terribili!). Mangerò solo frutta, verdura e ortaggi biologici per boicottare le multinazionali che vendono pesticidi chimici, altamente dannosi per l'ambiente (Monsanto devi fallire!), ma solo se non passano dai Mercati Ortofrutticoli, notoriamente in mano alle mafie. E ovviamente, niente più calcio, formula 1, motomondiale, sbk, olimpiadi e altri sport, perché sono lo strumento che i potenti usano per distrarci così loro potranno danneggiarci come vogliono!
Bene, per il momento non mi viene altro in mente. Continuerò a vigilare e, se necessario, a boicottare per coerenza! Magari, se qualcuno ha da segnalare altri boicottaggi da fare... Io sono coerente!

venerdì, luglio 08, 2011

Si tira avanti! (approvato il bilancio)

Questo è il comunicato ricevuto dal comune per comunicare l'approvazione del bilancio. Il comunicato del nuovo assessore Giuseppe Fausto è fortemente polemico con la maggioranza che di fatto sostiene la giunta in consiglio. Ricordiamo che in consiglio il sindaco è sostenuto da PDL, FLI E UDC più altre liste civiche. L'UDC era (o dovrebbe essere) nell'opposizione ma la sua voglia di aggrapparsi alla seggiola è troppo forte, ce l'hanno nel DNA. Chissà cosa vorranno ottenere.. Con l'approvazione del bilancio, anche senza mezza giunta (che manca da un mese) il sindaco non demorde e va avanti in una situazione che sembra proprio ingovernabile. Ma d'altronde, a che servono gli assessori in questo periodo in un paese pieno di turisti lasciati allo sbando, perchè far lavorare delle povere persone con questo caldo, tanto a Castellammare va tutto bene... Allora andiamo tutti a mare.. Ma in realtà forse ci siamo già

COMUNICATO

Approvato il bilancio. L’assessore Giuseppe Fausto: “Ringrazio il consiglio comunale. Rispettato il patto di stabilità per il 2011”

Il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2011 e il pluriennale 2011-2013, con diversi emendamenti presentati dai gruppi di Fli e Udc che modificano molte previsioni dell’amministrazione comunale. Nella relazione dell’assessore alla Programmazione Economica, Bilancio, Annona e Tributi, Giuseppe Fausto, il conto consuntivo anno 2010, riporta i seguenti risultati finanziari: 902.739,91 euro di avanzo di amministrazione, di cui 412.956,02 euro applicati al bilancio di previsione 2011. «Ringrazio il consiglio comunale per l’approvazione del Bilancio. Anche quest’anno l’obiettivo del rispetto del patto di stabilità interno ha pesantemente inciso nella redazione dei documenti contabili del nostro Comune -afferma l’assessore al Bilancio, Giuseppe Fausto-. L’amministrazione ha dovuto tenere conto di un saldo obiettivo, previsto dalle regole per il rispetto del patto che, mentre per il 2010 era di meno 852mila euro, per il 2011 si pone a più 47mila euro. Nella proposta di bilancio di previsione tale nuovo obiettivo in termini assoluti incide sulla proposta di bilancio di quest’anno per 900mila euro circa ( possibilità di minore spesa complessiva). Anche a causa di tale sostanziosa variazione dell’obiettivo imposto, ha fatto propendere l’Amministrazione per un aumento limitato della Tarsu, proposta nella misura del 7%, mentre si è intervenuti in modo più incisivo sull’addizionale comunale sul consumo di energia elettrica. La previsione del rispetto del patto di stabilità interno per il 2011, permetterà dunque a questo Comune di non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa vigente. Voglio ricordare inoltre -continua l’assessore Giuseppe Fausto- che i consiglieri comunali del Pdl, avevano proposto un emendamento al bilancio di previsione per garantire un contributo all’IPAB Regina Elena, per agevolare il pagamento di almeno una mensilità degli stipendi che i dipendenti non percepiscono ormai da quasi tre anni. Ma i consiglieri di Fli e Udc si sono opposti a tale iniziativa bocciando la proposta ed approvando, invece, tutti gli emendamenti da loro presentati. Volevamo dare un segnale di solidarietà concreto, ma ancora una volta l’asse Fli- Udc si è opposto, anteponendo la polemica politica alle esigenze dei dipendenti del Regina Elena. Eravamo coscienti di non risolvere in tal modo un problema complesso ma volevamo che il consiglio esprimesse una solidarietà concreta e non solo a parole. Altro grave atto degli stessi consiglieri è stata la bocciatura dell’altra proposta del gruppo del Pdl, per l’acquisto di una pompa di rilancio per un migliore funzionamento del servizio idrico. Anche in questo caso -conclude l’assessore Giuseppe Fausto - Fli e Udc hanno anteposto le beghe politiche ai bisogni concreti dei cittadini. Ed è giusto che i cittadini sappiano che l’alleanza Fli - Udc, pur di ostacolare l’operato del sindaco, dell’amministrazione e dei consiglieri che li sostengono, è disposta a mettere da parte l’interesse della comunità castellammarese».


IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)

domenica, gennaio 09, 2011

Le fiabe della buonanotte. "Il porticciolo di Castelluzzo"


C'era una volta, in un tempo e in un luogo lontani, un piccolo paesello raccolto intorno al suo castello, che si affacciava sul mare. Da questo paesello, che si chiamava Castelluzzo della Baia, partivano ogni giorno tante navi e barche e zattere di qualsiasi dimensione; alcune trasportavano vino, altre pesce salato, altre ancora... vabbè, sorvoliamo.
Castelluzzo della Baia era governato da un Baronetto, molto amato e stimato dai castelluzzesi per le sue buone maniere e la sua generosità, e dalla sua corte di consiglieri; un bel giorno, il Baronetto e la sua corte stabilirono che il porticciolo di Castelluzzo della Baia necessitava di alcuni miglioramenti e così cominciarono a cercare qualcuno che finanziasse i lavori. Grazie anche ai buoni rapporti che aveva presso l'aristocrazia dei dintorni, il Baronetto trovò finanziamenti per circa 60 milioni di sesterzi d'oro zecchino. Purtroppo, dove arrivano i sesterzi arrivano anche i guai. E, infatti...
Castelluzzo della Baia faceva parte del Ducato di Pialle, governato a quel tempo da una Duchessa alla quale il Baronetto era molto legato e fedele; tuttavia, la Duchessa di Pialle doveva fare i conti con un potente personaggio che abitava nel castello di fronte al suo: il Marchese De Pettì. Questi era tanto potente che nel Ducato tutti dicevano: "Non si muove foglia che il Marchese non voglia"!
Il Marchese, avendo saputo che a Castelluzzo della Baia erano arrivati 60 milioni di sesterzi d'oro zecchino per il porticciolo, radunò tutti i suoi fedelissimi affinché trovassero un modo per mettere saldamente nelle sue mani la gestione di tutto quell'oro; ma c'era un problema: la Duchessa di Pialle e il suo fedele Baronetto non avevano nessuna intenzione di lasciare tutto nelle mani del Marchese. Che fare?
A quel punto al Marchese venne un'idea. A Castelluzzo della Baia vivevano un gruppetto di briganti che cercavano continuamente di ottenere favori dai funzionari, dal Baronetto e dalla sua corte attraverso le minacce e poco tempo prima erano stati colti con le mani nel sacco dallo sceriffo, che li aveva arrestati; tuttavia, si disse che il Baronetto e la sua corte avevano più volte concesso favori ai briganti, per evitare che questi mettessero in atto le loro minacce.
Il Marchese approfittò di questa situazione e raccontò a Re Silvio III, di cui era fedelissimo consigliere, delle malefatte dei briganti e delle presunte collusioni del Baronetto e di altri funzionari.
Il Re, che si fidava ciecamente del Marchese, chiese che si facessero delle indagini a Castelluzzo sull'operato del Baronetto e affidò a De Pettì il compito di stabilire se fosse necessario o meno cacciare il Baronetto ed eventualmente di trovare dei sostituti degni. E così fece.
Il Marchese, concluse le indagini degli ispettori reali, firmò il regio decreto con il benestare del Re che toglieva al Baronetto tutti i suoi poteri e incaricò tre Moschettieri di governare temporaneamente a Castelluzzo, in attesa di nominare un nuovo Baronetto; e così, il primo passo era fatto: né il Baronetto, né la Duchessa di Pialle avrebbero più potuto gestire i sesterzi d'oro zecchino per il porticciolo. Inoltre, mentre il Baronetto era additato da tutti come un malfattore che faceva affari con i briganti, il Marchese diventò agli occhi del popolo il paladino della giustizia, che difendeva i poveri dai briganti e dai malfattori. Adesso, al Marchese non restava che trovare delle persone di sua fiducia da mettere al governo del paesello.
Intanto, i tre Moschettieri, decisi a ristabilire la legalità a Castelluzzo, si barricarono nel castello e non facevano entrare nessuno, per evitare che, travestiti da gente comune, i briganti potessero presentarsi di nuovo da loro a pretendere nuovi favori. Ma così facendo, nemmeno gli uomini del Marchese potevano avvicinarsi a loro e non potevano controllare i sesterzi d'oro zecchino per il porticciolo.
De Pettì andò su tutte le furie e ordinò a suoi scagnozzi di trovare il modo di cacciare anche i tre Moschettieri; ed essi ubbidirono. Grazie ai loro agganci dentro il castello, scoprirono che uno dei tre Moschettieri, goloso del pesce freschissimo di Castelluzzo, aveva fatto qualche banchetto di troppo pagandolo con i soldi del paesello e così convinsero un inserviente del castello a raccontare tutto allo sceriffo. Il Moschettiere si dichiarò innocente, ma nel pieno rispetto del codice dei Moschettieri, abbandonò l'incarico: "Un Moschettiere non può destare sospetti - disse - e, finché un giudice non mi dichiarerà innocente, io mi autosospendo da qualunque incarico!"
A quel punto, il Marchese De Pettì, sempre con il benestare di Re Silvio III, decise di mandare via anche gli altri due Moschettieri e questa volta nominò alla guida del tormentato paesello tre Comandanti Amazzoni, famose per le loro eroiche gesta, sperando di poterle controllare meglio.
Le Amazzoni, pur dimostrando di meritare la fama di valorose guerriere che le accompagnava, lasciarono che gli scagnozzi del Marchese si avvicinassero molto di più alle faccende del castello, permettendo loro di sapere per tempo i movimenti delle tre eroine e di studiare attentamente le contromosse. Nel frattempo, i lavori del porticciolo erano quasi pronti a partire, mancavano solo le ultime scartoffie... Ma le Amazzoni non vedranno mai iniziare i lavori, perché tra un impedimento e l'altro, una pratica che spariva e una variante di progetto che veniva bocciata, l'apertura dei cantieri venne posticipata di giorno in giorno, mentre il compito delle Amazzoni giunse al termine.
Così, tra cittadini festanti, balli, canti e inni, venne nominato il nuovo Baronetto di Castelluzzo della Baia; intanto, molte cose erano cambiate da quelle parti: la Duchessa di Pialle aveva deciso di lasciare il governo del Ducato in mano al Conte Turanot de Jè Virè, per occupare un posto al Gran Consiglio del Principato di Terronia presieduto dal Principe Mustazzo di Katanè; costui aveva appena preso il posto del Principe Totò Raffadalisi Spion di Vasa Vasa, rifugiatosi alla corte di Re Silvio III per scappare dai giudici che lo volevano arrestare con l'accusa di favoreggiamento aggravato al brigantaggio; il Capo (presunto) dei briganti, Binnu Tratturi, era stato arrestato e dopo poco tempo quasi tutta la sua corte fece la stessa fine. E il nuovo Baronetto di Castelluzzo della Baia, che immediatamente si occupò dei lavori al porticciolo, era un grande amico e fedelissimo del Marchese De Pettì. Questi, alla fine, poté brindare alla sua vittoria; i suoi avversari erano stati messi fuori gioco e per il popolo erano dei malfattori, lui poteva gestire direttamente i sesterzi d'oro zecchino spartendosene una bella fetta con i briganti suoi soci delle vicine Baronìe e Contee, osannato dal popolo come loro protettore da tutti i malfattori e dai briganti.
Il Marchese, si badi bene, non era tanto potente da poter cambiare il corso degli eventi come voleva ordinandolo agli altri; egli era più furbo di cento volpi e riusciva a sfruttare ciò che gli accadeva intorno traendone vantaggio. A volte riusciva persino a trarre grossi vantaggi anche da chi gli dichiarava guerra, sfruttando al massimo l'ingenuità degli altri. Come quella volta che un gruppo di ragazzi di Castelluzzo scese in piazza a protestare contro i briganti e i loro soci.
Ma questa è un'altra fiaba che vi racconterò un'altra volta.