martedì, ottobre 05, 2010

Un megacentro commerciale sta per strangolare Partinico

Dopo dieci anni di battaglie, una società brianzola costruirà il mostro. Pronta un’area di oltre 40mila mq.

di Daniele Nalbone

Prima di tutto occorre dare qualche info per capire la mastodonticità dell’opera:
Il Polo multifunzionale di Partinico è composto da 4 grandi strutture autonome e complementari:
1. Lotto A - Centro Commerciale: 51.627 mq per 65 attività
2. Lotto B - Cittadella della moda: 21.520 mq per 68 attività
3. Lotto C - Alberghi e Convegni/Club House: 8.862 mq (2 alberghi) e 4.444 mq
4. Lotto D - Parco Commerciale: 11.983 mq (2 grandi superfici da 5.000 mq e 7.000 mq)
Multisala da 7.000 mq (12 sale), Tempo libero e servizi: 4.600 mq(campi da calcetto,tennis ecc..)
5.900 mq di ristorazione
N° Posti Auto 4.863

Da Agrate Brianza a Partinico. Dal ricco hinterland milanese alla depressa provincia palermitana. È la storia della “Policentro” Daunia, società brianzola che, dopo un’estenuante battaglia lunga oltre dieci anni attraverso troppe ombre e poche luci, potrà ora dare il via alla costruzione di un mega centro commerciale alla periferia di Partinico. Entro la fine dell’anno, si dicono certi dalla società, verrà posta la prima pietra al “Policentro”. «Sarà questo» spiegano dal circolo di Rifondazione Comunista “Peppino Impastato” «il momento dell’inizio della fine del commercio di Partinico e della possibilità di uno sviluppo reale e duraturo per il nostro paese». Poco più di una settimana fa, infatti, la Policentro Daunia ha incassato il via libera alla grande opera dalla conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato il Comune di Partinico, la Provincia di Palermo, la Camera di commercio e l’assessorato regionale alle Attività produttive. In risposta, come ultimo baluardo a difesa dei commercianti partinicensi, i Giovani Comunisti/e del comune palermitano hanno redatto un dossier in cui si spiega chiaramente quali saranno le ripercussioni, su Partinico (appena 34mila abitanti) dell’apertura di questo ennesimo centro commerciale della zona e quali, invece, le proposte per dar vita a un vero sviluppo economico del paese.
Tutto accade a 30 chilometri da Palermo, a 15 dall’aeroporto di Punta Raisi, a 3 dallo svincolo dell’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, in un’area assolutamente perfetta secondo le indagini di mercato. Peccato, però, che quell’area, stando a una delibera comunale del 1998 della giunta di centrosinistra guidata da Gigia Cannizzo, era stata inizialmente concessa, una volta espropriati i terreni, al Cosar, un consorzio di artigiani di Partinico. Delibera confermata, un anno dopo, anche dal Tar che respinse il ricorso presentato dal Consorzio dei proprietari espropriandi dell’area difesi dall’avvocato Diego Cammarata, attuale sindaco di Palermo, allora consulente del neosindaco (di centrodestra) di Partinico, Giuseppe Giordano, che successe a Gigia Cannizzo.
Nonostante ciò – secondo quanto più volte sostenuto dalla stampa locale con la sponsorizzazione di Marcello Dell’Utri e di Giancarlo Miccichè – la Policentro inizia, tramite intermediari, ad acquistare terreni nella zona della contrada Margi Soprano, un’area adiacente a quella di proprietà della cosca mafiosa dei Fardazza-Vitale, vicini ai Corleonesi, il cui dominio sulla zona di Partinico ha avuto il proprio apice con Giusy Vitale, oggi collaboratrice di giustizia. Ed è proprio dalle testimonianze di Giusy Vitale che emerge come il pizzo pagato dagli acquirenti dei terreni dove, fra poco, dovrebbe sorgere il Policentro ha fruttato alla cosca oltre 120mila euro. «Contestualmente», denunciano dal circolo Peppino Impastato, «il sindaco Giordano bloccava la delibera di concessione, pur in presenza del pronunciamento del Tar, ostacolando il progetto degli artigiani per il rilancio dell’economia locale a favore del mega centro commerciale proposto dalla società brianzola».
Così, dopo anni di battaglie che hanno, in alcuni casi, spaccato in due la cittadinanza fra favorevoli e contrari al mega progetto, dopo il voltafaccia degli artigiani del Cosar che, evidentemente convinti dalla Policentro, hanno dato nel 2003 la disponibilità alla società lombarda dell’area di oltre 40mila metri quadri in Contrada Margi Soprano, accontentandosi di una sola parte di questa, non si sa per ora di quale estensione, ora siamo arrivati agli sgoccioli. L’attuale sindaco Lo Biundo (Udc), ex consigliere comunale durante la giunta Giordano, ha compiuto gli ultimi passi: «sponsorizzato pubblicamente da Cosar, Confcommercio e dalla Policentro Daunia, oggi è lui a benedire la nascita di questo mostro chiamato “Policentro”». Un mostro che «provocherà la desertificazione dell’economia del paese» denunciano i Giovani comunisti/e di Partinico «in quanto i grandi profitti che si avranno dal centro commerciale mai e poi mai verranno reinvestiti sul territorio e questo segnerà lo svuotamento, sociale e culturale, del nostro paese, dato che quel poco di vita sociale esistente a Partinico si trasferirà interamente all’interno del Policentro, dove la gente potrà dedicare tutte le proprie ore libere al consumo, riducendo Partinico a un mero “paese dormitorio”». Inoltre i cinquecento posti di lavoro che si creeranno, a fronte di stime iniziali di 4-5 mila, «saranno ovviamente precari» spiegano dal circolo Peppino Impastato. Mentre «la costruzione del nuovo centro commerciale, come dichiarava la Confcommercio quando si opponeva alla realizzazione della Policentro, farà scomparire oltre cinquecento posti di lavoro nel commercio locale».
Tutto questo, di certo, non può dirsi sviluppo: «sviluppo significa costruzione di un’economia solida, produttiva, che investa sulle industrie collegate all’enorme potenzialità dell’agricoltura del nostro territorio e su una rete di distribuzione collegata alla produzione locale». Di certo, non apertura di grandi supermercati, outlet e cinema multisala.
Fonte: www.liberazione.it

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Tralasciando gli eventali coinvolgimenti mafiosi, vorrei soffermarmi sulle conseguenze della costruzione del Policentro, perchè non condivido le prospettive future ipotizzate dall'articolo. Secondo me, in una società che tende sempre più a concentrare in un unico posto gli acquisti, non si può fare altro che andare al passo coi tempi, perchè i piccoli negozietti, se non si trovano in un posto turistico, non avranno ancora vita lunga. Questo centro commerciale potrebbe portare tanti NUOVI consumatori che di Partinico non conoscevano neanche l'esistenza, oltre che dare lavoro, seppure precario, ma sempre meglio dell'emigrazione e della disoccupazione. Sta ai partinicensi riuscire a capire l'opportunità che gli si presenta.
Se poi c'è la mafia dietro, come spesso accade in questi casi, allora CHE SI BLOCCHI TUTTO SUL NASCERE, NON DOPO CHE SI E' COSTRUITO!

Anonimo ha detto...

Ottima riflessione,purtroppo è la verit'a che nessuno compera più nei piccoli negozietti che non hanno un volume di vendita grande e quindi non possono abbassare i prezzi.
Nessuno oggi vuole più pagare troppo e cerca ove si spende meno.
Ben vengano questi grandi centri commerciali che fanno risparmiare e permettono di risparmiare notevolmente anche per il fatto che ivi si trovano concentrati tutti i prodotti necessari.
Ben vengano altre simili iniziative in altre aree e soprattutto zone non vicine

Anonimo ha detto...

sta agli amministratori ed alle autorità vigilare e valutare se vi siano infiltrazioni

Anonimo ha detto...

a me sinceramente piace...peccato solo che l'idea parte dalla Brianza e non da professionisti del territorio.
Sono certo che nella nostra società civile ci siano molti individui capaci di fare cose del genere, e con la possibilità di coinvolgere attori sociali nostrani giusto perchè conosciuti..

vincenzo ha detto...

Saranno gusti, ma a me i centri commerciali non piacciono per nulla, per lo meno quelli di questo tipo.
Mi piace molto di più l'idea di centro commerciale che stanno cercando di realizzare a c/mare (c'è un post di qualche settimana fa che ne parla), perchè punta alla riqualificazione del centro storico. Piuttosto che invogliare la gente a rinchiudersi in un'area recintata dove si ammassano decine di negozi, in questo modo si invoglia la gente a passeggiare nei luoghi d'incontro tradizionali, cioè le strade e le piazze cittadine. Oltretutto, si evitano nuove cementificazioni selvagge, altra cosa che non mi piace molto.
Infine, fare un altro centro commerciale a pochi km dal nuovissimo Poseidon di Carini e dal centro Ferdico non so fino a che punto sia conveniente.

Anonimo ha detto...

pregevole opinione.
Ognuno è libero di investire i propri soldi come vuole ed ogni imprenditore che sbaglia paga di tasca propria.
Certo va verificato che non vi siano inframmettenze mafiose o denari riciclati,ma questo nulla toglie a chi vuole investire.
spero di non essere attaccato con insulti per aver espresso opinione contraria e spero che nessuno si inventi aggressività o offese agli autori ed ai commentatori

vincenzo ha detto...

Mi sembra ovvio che ognuno è libero di investire come vuole, nei limiti della legge. Ma chi investe in queste cose deve ottenere delle autorizzazioni dalle amministrazioni pubbliche, le quali dovrebbero rilasciarle sulla base di preciso piano di sviluppo economico. Secondo me la scelta dell'amministrazione di puntare su un centro commerciale di questo tipo è criticabile; mi fa piacere che l'amministrazione di C/mare abbia fatto una scelta politica completamente diversa e spero che faccia da modello anche per altre realtà.
Se poi una scelta come quella dell'amministrazione di Partinico fosse stata fatta sulla base di interessi personali di amici e compari, sarebbe ancora peggio...

Ps: suvvia, caro anonimo, non faccia così!
Lei lo sa che qui, in fondo, le vogliamo tutti tanto bene...
Su, vedrà che non la insulterà nessuno!


Pps: certo che se lei continua ad inviarci SUPPOSTE ad uso interno al team (come lei chiama i commenti rivolti agli amministratori, che ovviamente non pubblichiamo) con affermazioni spiacevoli, qualcuno prima o poi potrebbe perdere la pazienza e rivolgersi a lei con i medesimi toni delle suddette SUPPOSTE... Se tira troppo la corda, prima o poi si spezza!

Anonimo ha detto...

giusto il rammarico di chi dice ci potevano pensare i locali o far effettuare da professionisti locali.
Di chi è la colpa se la nostra regione è considerata con sospetto?

Ivan Stabile ha detto...

Sarà solo un mio modo di vedere le cose, ma una riflessione mi sovviene:"non è strano che sorgano tutti questi mega centri commerciali nell'area Palermitana e ancora altri che sono in cantiere si stanno per inaugurare?".
Ci c'è dietro a tutto questo???
Non è per essere sospettosi, ma solo almeno informati.
L'area commerciale nel cuore del nostro paese mi piace parecchio, peccato che il nostro sia un piccolo paese e spesso i commercianti non si rendono conto delle richieste che hanno i nostri concittadini.
Però confido nella maturità di scelta e nella crescita sociale, seppure lenta e destinata a realizzarsi su lungo periodo.
Fiducioso!!!