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venerdì, marzo 06, 2020

Luigi Ciotti scrive ai giovani


Cari Amici, 
come da sempre sottolineiamo, il 21 marzo, “Giornata della Memoria e dell’Impegno”, è una tappa – certo importante, di alto valore simbolico – di un percorso quotidiano, segmento di un cammino che sin dalla nascita di Libera, venticinque anni fa, è scandito da tre ingredienti fondamentali: la continuità, la corresponsabilità, la condivisione. Più che mai è vero quest’anno, costretti come siamo a rimandare l’incontro con Palermo e la Sicilia – terra a cui ci lega affetto e riconoscenza – per i noti motivi legati all’emergenza sanitaria nazionale. L’incontro è però solo rinviato a ottobre, per la precisione ai giorni 23 e 24, fermo restando che essendo il 21 marzo data segnata nelle coscienze prima che nei calendari, anche quest’anno sarà per tutti noi occasione di riflessione e approfondimento. Sì, perché mai come in questo frangente storico, nonostante il grande impegno di magistratura e forze di polizia, le mafie sono forti e potenti. Potenti perché insediate in un sistema economico-finanziario che, se non criminale, è criminogeno, e che, se non ha accolto le mafie, non ha fatto certo nulla per impedirne l’accesso, in un intreccio di omissioni, “distrazioni” e complicità. Ed ecco non solo le “zone grigie” ma l’osmosi che si è creata fra legale e illegale: da un lato mafie in “guanti bianchi”, flessibili, reticolari, imprenditrici e sempre più globali, dall’altro la corruzione e la “mafiosizzazione” di vaste parti di società e dei poteri che le rappresentano.
È evidente allora che la lotta alle mafie ha bisogno non solo di un maggiore impegno ma di un nuovo paradigma, preso atto che un paradigma non è uno “schema” ma una sintesi sempre aperta e mobile di un modo d’essere e di vivere l’impegno, dettato da nuove e più profonde consapevolezze.
Ecco perché quest’imprevisto ma necessario rinvio della “Giornata” di Palermo può e deve essere vissuto come un’occasione. Per continuare nel nostro cammino con maggiore determinazione nella consapevolezza che il contrasto alle organizzazioni criminali prima che repressivo dev’essere sociale, educativo e culturale, a cominciare dalle scuole di cui molti di voi rappresentano un prezioso patrimonio e dalla conoscenza di cui tutti voi siete affamati. Ma continua, il nostro cammino, anche nella convinzione che c’è una cosa, nel corso degli anni, che deve restare invece immutata: lo sforzo di camminare insieme, di unire le forze, di essere un “noi” non solo di nome ma di fatto, un “noi” consapevole e solidale.

Ciao. Vi auguro di riempire la vostra vita di vita, di senso, di significato, di speranza. 
Luigi Ciotti

Fonte: Libera.it

venerdì, febbraio 28, 2020

Castellammare, concluso il laboratorio sui beni confiscati


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è concluso ieri il laboratorio Beni sequestrati e confiscati  del progetto “CastelloLab” dell’Associazione Castello Libero Onlus. Gli studenti ieri hanno presentato  il progetto di riutilizzo di alcuni beni confiscati siti a Castellammare del Golfo all’Amministrazione Comunale.
Il progetto è stato presentato all'amministrazione Comunale, nello specifico al Sindaco Nicolò Rizzo e dell'Assessore Enza Ligotti che hanno apprezzato il lavoro svolto dagli studenti dell’Istituto “Matterella-Dolci” coinvolti nel progetto.
Nello specifico gli studenti hanno focalizzato la loro sulla realizzazione di attività alberghiera o extralberghiera in maniera diffusa sui beni confiscati, concretamente da individuare previo sopralluogo e studio accurato di fattibilità.  
I ragazzi hanno spiegato che "tale idea nasce dall’esperimento laboratoriale che ci ha consentito di evidenziare ancora una volta la vocazione turistica della città di Castellammare del Golfo. E quindi senza alcun dubbio i beni confiscati possono costituire un valido strumento per consentire sviluppo e benessere in favore di quei soggetti che, per le più svariate ragioni, faticano a entrare in un settore (quello turistico) assai competitivo e che richiede importanti investimenti di tipo economico".
“Il laboratorio sul riuso sociale dei beni confiscati alle mafie ed è stato effettuato seguendo un percorso formativo di orientamento tra normativa ed innovazione, e ciò nell’ottica che i beni confiscati e sequestrati possano intendersi quali strumenti di sviluppo economico e sociale” – hanno spiegato gli organizzatori.
Gli studenti, oltre a studiare la normativa relativa al sequestro, alla confisca e al successivo riutilizzo sociale, hanno avuto la possibilità di visitare diverse aziende del territorio che gestiscono patrimoni confiscati alla mafia con la collaborazione del progetto Libera Terra: la Cooperativa Rita Atria di Castelvetrano, la Cooperativa Placido Rizzotto di San Cipirrello  e la Calcestruzzi Ericina di Trapani.

venerdì, gennaio 31, 2020

Don Ciotti agli studenti di Castellammare: “Siate curiosi, perché il sapere rende liberi”

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. L’istituto Mattarella-Dolci di Castellammare del Golfo ha aderito, come ogni anno, alla XXV edizione della Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, che si svolgerà a Palermo, piazza nazionale, il prossimo 21 marzo. Gli studenti hanno accolto questa mattina il Presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti per avvicinarsi al 21 marzo con una consapevolezza maggiore. Infatti, come ha sottolineato la Dirigente scolastica Dott.ssa Anna Bica, l’incontro di don Luigi Ciotti serve soprattutto per “smuovere le coscienze dei ragazzi”. Arrivato intorno alle 10:30, don Luigi ha incontrato in aula magna alcune classi dell’Istituto che parteciperanno il 21 marzo alla marcia di Palermo insieme ai referenti locali del presidio di Libera “Piersanti Mattarella” e dell’Associazione Castello Libero onlus.
All’incontro presenti anche le forze dell’ordine con il Dott. Giulio Pisani, Capitano della Compagnia dei Carabinieri di Alcamo, il Dott. Luigi Gargaro, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Castellammare del Golfo e il Dott. Giovanni Modica, dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare del Golfo. Presente anche il Sindaco della città Nicola Rizzo.
Don Luigi ha raccontato alcune di quelle che lui ha definito “storie che graffiano le coscienze”. Rivolgendosi direttamente agli studenti ha affermato: “La cultura è fondamentale per combattere le mafie. Conoscere per essere più responsabili, partendo dalle scuole. Soltanto così si può arrivare al vero cambiamento della società. Siate curiosi, perché il sapere rende liberi. Le emozioni non devono rimanere tali, ma vanno trasformate in sentimenti. Quell’ “io” deve diventare un “noi”. Qui, oggi, non è venuto don Luigi Ciotti, ma questa mattina rappresento un noi. Diffidate – ha sottolineato – da chi vi dice di sapere tutto. Diffidate dai navigatori solitari.”
Don Ciotti instancabile “prete di strada” che ogni giorno gira l’Italia da nord a sud per incontrare gli studenti, ha ricordato il prezioso lavoro svolto dal gruppo Abele, con cui lavora e vive da 55 anni, e delle tantissime realtà rappresentate in Italia dai movimenti civici, associazioni di volontariato, comunità, parrocchie, sempre al fianco degli ultimi e degli indifesi. “Anche io sono stato povero, ho vissuto in una baracca, ma non ho mai perso la dignità. La povertà si combatte con il lavoro e con i servizi. Uno stato che non investe nei servizi e nella scuola e uno stato che non investe sul proprio futuro. Vi auguro - ha affermato don Ciotti ai ragazzi - una sana testardaggine; abbiate sempre sani obiettivi e non abbassate mai la testa. Non arrendetevi alla prima difficoltà se l’obiettivo è sano e puro. Non cercate mai la strada più semplice”.
Tra i temi trattati dal Presidente di Libera il lavoro, la cultura, le mafie, la corruzione, la tossicodipendenza e la politica. “Quella vera è al servizio del bene comune. Non ci deve mai essere un divorzio tra politica ed etica. C’è troppo sapere di seconda mano, troppo “sentito dire”. Non basta trovare delle informazioni su internet. Non fermatevi alla superficie, andate in profondità, scavate, approfondite, conoscete, siate curiosi. Libera è nata così.”
“Il 21 marzo – ha sottolineato don Ciotti – finalmente è diventata legge dello stato. La prima giornata di primavera sarà ricordata per sempre come la giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. Noi siamo di passaggio, ma la memoria resterà per sempre. Ricordatevi che mafie e corruzione interessano tutti noi perché creano disuguaglianze, povertà e diritti negati. La mafia con la Chiesa non ha nulla a che fare, i mafiosi, infatti, sono scomunicati. Ed è un messaggio forte ribadito in diverse occasioni anche da Papa Francesco. Proprio lui ci ha indicato la strada giusta: il comandamento “non uccidere” non si riferisce più soltanto alla violenza diretta, ma anche a quella indiretta. Perché oggi si uccide anche l’omertà, l’indifferenza, l’isolamento, la rassegnazione. Non dobbiamo delegare nessuno, ognuno deve fare la propria parte anche in piccolo.”
“Abbiamo bisogno di una vera rivoluzione culturale. Il mio è un impegno – ha aggiunto don Ciotti agli studenti – per la giustizia sociale. Continuate a sognare e scegliere da che parte stare e ricordatevi che il primo testo antimafia italiano è la Costituzione.”
Infine don Ciotti ha ricordato i tanti e preziosi progetti portati avanti nella provincia di Trapani, tra questi quello della giustizia minorile partito proprio da Marsala, grazie al lavoro di Salvatore Inguì, e oggi diventato un esempio per molte altre realtà italiane. Un pensiero anche per tutti quei giornalisti di periferia che ogni giorno raccontano con meticoloso impegno la verità e illuminano le periferie, soprattutto in quei territori difficili dove subiscono continue minacce e intimidazioni. Don Ciotti li ha definiti “veri pilastri della democrazia”. In particolare ha citato il giornalista trapanese e direttore di Alqamah.it Rino Giacalone.
Il Sindaco Nicola Rizzo ha concluso la mattinata sottolineando l’importanza della legalità non soltanto come “bandiera da sventolare”, ma come atto concreto quotidiano, prima da cittadini e poi come amministratori pubblici. Rizzo ha ricordato inoltre la figura di Piersanti Mattarella come esempio di buona politica. Proprio in queste settimane l'Amministrazione sta portando avanti un progetto con gli studenti del Mattarella-Dolci per riscoprire la memoria di Piersanti con testimonianze e incontri.


mercoledì, gennaio 29, 2020

“100 passi verso il 21 marzo”, don Luigi Ciotti incontra gli studenti di Castellammare del Golfo



CASTELLAMMARE DEL GOLFO. In prossimità della giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie organizzata dall’associazione Libera, il Presidio “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo, in collaborazione con l’istituto “Mattarella-Dolci”, ha organizzato un incontro tra gli studenti e il Presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti.

Quest’anno l’evento avrà come piazza nazionale la vicina città di Palermo e don Luigi Ciotti da settimane sta incontrando tantissimi studenti delle scuole siciliane. L’incontro è in programma per venerdì 31 gennaio dalle ore 9:30 alle 13:35 presso l'Aula Magna dell’istituto “Matterella-Dolci”. L’assemblea di istituto tratterà tra i punti all’ordine del giorno proprio la partecipazione della scuola alla manifestazione di Palermo in programma per il prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera.

La giornata del 21 marzo, diventata legge dello Stato dopo l’approvazione del Senato il 1 marzo 2017, si celebra dal 1996 in tutta Italia. Ogni anno in una città diversa (e in tante altre contemporaneamente) grazie alla partecipazione di Libera, Avviso Pubblico, delle realtà del terzo settore, delle scuole e dei cittadini, le centinaia di familiari delle vittime innocenti delle mafie si ritrovano per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano mafiosa.

martedì, luglio 23, 2019

Castellammare, presentazione del progetto “Castello Lab” per la valorizzazione dei beni pubblici

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Il 25 luglio 2019 a Castellammare del Golfo alle ore 18:30, presso la Villa comunale Regina Margherita, l'Associazione Castello Libero Onlus presenterà il progetto denominato “Castello Lab” che verrà realizzato in partenariato con il Comune di Castellammare del Golfo e le associazioni E.N.P.A. Sezione di Partinico e l'associazione di promozione sociale Kimera, realtà che vantano una solida esperienza nella realizzazione di percorsi educativi e formativi rivolti a giovani e giovanissimi, con un notevole contributo di competenze e know how accumulato in anni di intervento sociale e culturale. Il progetto è stato oggetto del finanziamento di cui all'Avviso pubblico per la selezione di progetti finanziati dalla regione Siciliana e dalla Presidenza del consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale a valere sul “Fondo politiche Giovanili” anno 2014-2105-2016, in relazione alla Linea di intervento n. 2 “Azioni di valorizzazione dei luoghi/beni pubblici di aggregazione dei giovani”. Il progetto prevede la realizzazione dei seguenti interventi: Laboratorio di cittadinanza attiva – Memoria e Impegno: percorso formativo esperienziale sulla Memoria delle vittime innocenti delle mafie e l’impegno sociale contro le mafie, attraverso la sperimentazione di buone prassi; Laboratorio sui beni sequestrati e confiscati alle mafie: il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie come strumento per lo sviluppo economico e sociale, in un percorso di orientamento tra normativa e innovazione; Laboratorio di educazione ambientale: percorso educativo sulla tutela della natura attraverso la sperimentazione dell’agricoltura biologica, imparando a creare e curare un orto; Azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico: percorso educativo basato sulla metodologia peer education per promuovere stili di vita sani nei giovani e ridurre il rischio di dipendenza da gioco d’azzardo.
A seguire la presentazione del progetto vi saranno due ospiti di eccezione sul tema dell'antimafia sociale: il Dott. Salvatore Inguì, direttore dell'USSM, che relazionerà sul tema “Esperienze istituzionali e di comunità per sottrarre i minori di famiglie di mafia al destino criminale”; seguirà il Prof. Antonino Giorgi, Docente dell'Università Cattolica di Brescia, sul tema Mai più nell’ombra, dalla parte delle vittime delle mafie.

lunedì, aprile 15, 2019

Un avamposto a Castellammare del Golfo

di Emanuel Butticè

A Castellammare del Golfo negli anni sono nati diversi movimenti e associazioni che della legalità e della lotta alla mafia ne hanno fatto una missione.
Da dieci anni l’Associazione di Castello Libero Onlus svolge attività sul territorio rivolte principalmente ai giovani, alle scuole, alla società civile che vuole reagire e ribellarsi all’oppressione mafiosa. Castellammare è famosa per aver dato i natali a diversi mafiosi di spicco, soprattutto oltre oceano, ma è anche la città del Presidente della Regione assassinato dalla mafia Piersanti Mattarella.
Ed è proprio sull’eredità di Mattarella che i volontari di Castello Libero ogni anno incontrano studenti delle scuole elementari, medie e superiori, affrontando temi come bullismo, gioco d’azzardo, mafia, impegno civile, memoria delle vittime innocenti delle mafie, rispetto delle regole e utilizzo sociale dei beni confiscati.
La stessa associazione infatti gestisce un piccolo bene confiscato alla mafia negli anni’80 alla periferia di Castellammare del Golfo e assegnato dal Comune nel 2012 tramite bando pubblico. Si tratta di un piccolo immobile di circa 40 metri quadrati circondato da 2000 metri quadrati di terreno coltivabile, nel quale attualmente sono presenti circa 40 alberi d’ulivo.
Dopo trent’anni di abbandono l’associazione Castello Libero Onlus, insieme ad altre associazioni del territorio come Libera, gli Scout e l’Associazione Antiracket, con un progetto di ristrutturazione e riqualificazione del bene hanno partecipato e vinto l’avviso pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile, ottenendo un finanziamento di 200 mila euro. Oggi, dopo la ristrutturazione, è diventato un centro di aggregazione per i giovani della città. Nell’immobile si svolgono ogni anno diverse attività: doposcuola per gli studenti, corsi di lingue per stranieri, organizzano ogni estate i campi di Libera che portano nel territorio ragazzi provenienti da tutta Europa, laboratori di giardinaggio, di giornalismo, gli scout hanno anche creato un percorso Hébert e svolgono diverse attività ludico-ricreative, oltre all’annuale raccolta delle olive, il cui olio ogni anno viene donato al banco alimentare cittadino. Uno spazio pubblico tornato alla collettività che tramite l’impegno quotidiano dei giovani continua a trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità, ma soprattutto dell’impegno civile. Inoltre si schierano parte civile nei processi contro i mafiosi locali.
Ma c’è di più. L’associazione, mediante numerosi progetti, da alcuni anni porta nel bene confiscato i ragazzi dell’area penale del carcere minorile per far toccare con mano la realtà dei beni confiscati diffondendo i principi di legalità e antimafia. Inoltre sono state svolte anche diverse attività ricreative con alcuni ragazzi con disabilità psichica che hanno organizzato, tra le altre cose, un corso di potatura utilizzando gli ulivi presenti nel bene confiscato.
Ogni anno tra attività e ricorrenze, l’immobile si riempie di giovani, scout, volontari, giovani in difficoltà, un modo per sentirsi veramente parte di una comunità che partecipa e che sa scegliere da che parte stare. Oggi i volontari dell’associazione continuano a partecipare con progetti pratici e concreti cercando di coinvolgere i giovani della città. Lo fanno in un contesto duro, in una città e una provincia ritenuta ancora “lo zoccolo duro della mafia”. Un piccolo avamposto di legalità che resiste.


Tratto dal Blog MAFIE del quotidiano La Repubblica a cura di Attilio Bolzoni.

venerdì, marzo 22, 2019

Castellammare, autorità e cittadini leggono i nomi delle vittime innocenti delle mafie



CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Anche la città di Castellammare ha voluto ricordare le circa 1200 vittime innocenti delle mafie nel primo giorno di primavera. L’evento, organizzato dal locale presidio di Libera e dell’Associazione Castello Libero Onlus, ha riunito presso la villa comunale autorità civili e militari, oltre a diverse associazioni e comuni cittadini. Un momento di ricordo, ma soprattutto un momento di impegno collettivo. Depositata una corona d’allora “in memoria delle vittime innocenti delle mafie” da parte dell’Amministrazione Comunale.

Un grande cerchio composto dalle Forze dell’ordine rappresentate dalla Compagnia dei Carabinieri di Alcamo e dalla stazione di Castellammare, dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Alcamo, dal Corpo Forestale, dal Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare e dalla Polizia Municipale. Presenti anche le autorità civili rappresentate dal Sindaco Nicola Rizzo, dall’Assessore Enza Ligotti e da alcuni consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza. A nome del Consiglio Comunale è intervenuto il Consigliere Giovanni Portuesi, che ha portato i saluti del Presidente Mario Di Filippi assente per motivi personali. Presenti anche molte associazioni locali come l’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese, l’Associazione di Protezione Civile “Fly Team”, il circolo Metropolis, gli Scout del gruppo Agesci Castellammare 1 e alcuni rappresentanti del presidio di Libera Alcamo.

“Un momento per noi molto importante che ci permette di coniugare memoria e impegno quotidiano. Siamo felici – ha aggiunto il Vice Presidente di Casello Libero Domenico Grassa - di vedere tanti cittadini qui presenti. Oggi a Padova in migliaia hanno sfilato, così come in tante altre città d’Italia. Oggi è nostro compito ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie, ma in particolare i nostri concittadini.”

“È una giornata davvero importante. – ha sottolineato il Sindaco di Castellammare del Golfo Nicolò Rizzo - Memoria e impegno. Da un lato bisogna ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie, ma occorre anche un impegno quotidiano. Ognuno per il suo ruolo. Il nostro pensiero oggi va non solo alle vittime, ma anche ai loro familiari. L’impegno deve essere quotidiano e a tutti i livelli, questa mattina ho ascoltato il messaggio lanciato da don Luigi Ciotti. Un messaggio importante dal significato forte. L’impegno, per noi che siamo amministratori pubblici, deve essere concreto, con gli atti, garantendo trasparenza, dialogo e confronto con i cittadini. Sono felice – ha sottolineato il Sindaco Rizzo - di vedere qui molti giovani che oggi portano alta la bandiera di Libera, per noi sono un segnale di speranza.  In questi giorni stiamo lavorando ad un progetto di legalità che si chiuderà il prossimo anno, nel giorno del 40° anniversario dell’uccisione del nostro concittadino Piersanti Mattarella.”

Sono stati letti da tutti i presenti i nomi delle oltre mille vittime innocenti delle mafie. Un modo per ribadire che non esistono vittime di serie “a” e vittime di serie “b”. Un ricordo particolare ai concittadini Piersanti Mattarella, Paolo Ficalora e Gaspare Palmeri,  castellammaresi vittime innocenti della violenza mafiosa.






sabato, marzo 16, 2019

Castellammare: Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L'iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.
Dal 1996, ogni anno, una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Il 21 marzo in tanti luoghi del nostro Paese per un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, non dimenticando le vittime delle stragi, del terrorismo e del dovere.
Il 1° marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.
Anche a Castellammare del Golfo il Presidio locale di Libera organizza un momento di ricordo delle vittime innocenti delle mafie con la lettura pubblica dei nomi alla villa Regina Margherita di Corso Bernardo Mattarella. L’appuntamento è alle ore 18:00 per rinnovare la memoria e l’impegno per il futuro.

giovedì, marzo 14, 2019

Castellammare, doposcuola nel bene confiscato alla mafia

Il servizio gestito dall'Associazione Castello Libero Onlus in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Castellammare del Golfo

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Un servizio di doposcuola nel bene confiscato alla mafia, è questo il progetto lanciato dall’Associazione Castello Libero Onlus in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Castellammare del Golfo. L’associazione Castello Libero gestisce in partenariato con altre associazioni locali un bene confiscato in Contrada Crociferi. Il servizio di doposcuola è soltanto l’ultima delle attività svolte con gli studenti delle scuole. La stessa associazione, in collaborazione con il locale presidio di Libera, organizzerà altre iniziative nelle scuole della città in occasione della giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in programma il prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera.

Il servizio di supporto scolastico gratuito è gestito da tre soci dell’Associazione che aiuteranno alcuni alunni delle elementari e delle medie segnalati dagli uffici del comune e dagli assistenti sociali per quattro ore settimanali. Il progetto, ancora in fase sperimentale, è partito da pochi giorni con un piccolo gruppo di alunni, ma i volontari contano di poterlo ampliare già con l’inizio del prossimo anno scolastico.
Emanuel Butticè

lunedì, dicembre 24, 2018

Paolo Borrometi: “Non abbiamo bisogno di eroi, ma di cittadini liberi”. Presto la cittadinanza onoraria della città di Alcamo


Paolo Borrometi ha presentato il suo libro “un morto ogni tanto” e l’Amministrazione annuncia per lui la cittadinanza onoraria

Di Emanuel Butticè
ALCAMO. Un libro con un titolo particolare, “un morto ogni tanto”. “Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti”. È una frase intercettata dagli inquirenti che indagano sulla mafia di Pachino. A Pronunciarla un boss mentre spiega ai figli il piano di morte organizzato per eliminare un soggetto “scomodo”, “fastidioso”. Quel soggetto da eliminare ad ogni costo era Paolo Borroneti, giornalista che ha illuminato a giorno la sua terra, la provincia babba della mafia invisibile, nascosta alla luce del sole. Una mafia che Borrometi racconta quotidianamente, con inchieste puntuali e dettagliate, con nomi e cognomi. È proprio questo che lo espone, il suo lavoro meticoloso. Con gli articoli e adesso con questo libro di inchiesta fa una radiografia all’organizzazione mafiosa della provincia di Ragusa. Una mafia per anni negata, secondo molti non esisteva.
Ieri ad Alcamo ha presentato il suo libro, “Un morto ogni tanto” (Solferino Editore), al Centro Congressi Marconi. Tra i relatori il Sindaco di Alcamo Domenico Surdi, la Vice Presidente del Consiglio Comunale Giovanna Melodia, l’Europarlamentare Ignazio Corrao e Alessandro Cacciato come moderatore. Un incontro organizzato dall’Amministrazione del Movimento 5 Stelle alcamese. Durante l’incontro le letture di alcuni brani del libro sono state curate da Chiara Calandrino della Cooperativa Piccolo Teatro e da Cristian Pirrone del Centro Neapolis.

Durante l’incontro la Consigliera Giovanna Melodia ha annunciato una mozione di indirizzo condivisa da tutto il consiglio comunale avente ad oggetto il conferimento della cittadinanza onoraria al giornalista Paolo Borrometi. Una notizia accolta con un lungo applauso dai cittadini presenti. “Questa sorpresa mi emoziona molto. Sono davvero onorato di poter essere un vostro concittadino. Grazie a tutta l’Amministrazione e al Consiglio Comunale” – ha affermato commosso.
Borrometi, rispondendo alle domande del moderatore Alessandro Cacciato, ha iniziato il dibattito ricordando la figura di Giovanni Spampinato, giornalista ucciso a soli 27 anni a Ragusa nel 1972. Una vittima per anni dimenticata. Il suo omicidio, come in altri casi, ha subìto il mascariamento, il silenzio. “Questione di fimmini”, un modo per archiviare la vicenda e dimenticarlo per sempre. Oggi Spampinato, come ha ricordato Paolo Borrometi, rappresenta un esempio di giornalismo di inchiesta vero, serio e concreto.  “Lui era un giornalista libero che faceva nomi e cognomi. La stampa in Italia è sotto attacco da oltre vent’anni, ma non è tutta uguale. Chiaramente non bisogna generalizzare, né in positivo né in negativo. Spampinato raccontava la provincia di Ragusa, la provincia con il più alto numero di sportelli bancari, superiore addirittura a Palermo e Milano. Ha osato fare nomi pesanti e per questo ha pagato con la vita. Così come Peppino Impastato. Se io oggi faccio il giornalista è grazie ai suoi insegnamenti. Per questo vi chiedo di “adottare” simbolicamente lui e la sua storia, combatteva per il futuro della sua terra, la nostra terra, dannata, ma meravigliosa.” Borrometi ha inoltre ricordato il giornalista italiano Antonio Megalizzi, rimasto ucciso nell'attentato di Strasburgo lo scorso 11 dicembre.

“Dobbiamo imparare anche a cambiare la narrazione delle mafie, cambiare anche termini. Uomini d’onore? Che onore può avere qualcuno che scioglie un bambino nell’acido?”- ha aggiunto rispondendo alle domande del moderatore.  Borrometi ha ricordato anche quando in una scuola una madre si lamentava dell’incontro tra il giornalista e i ragazzi perché lo riteneva un “soggetto pericoloso” da non far entrare a scuola. “Sono i boss mafiosi ad essere pericolosi, così come i politici che con loro fanno affari. Io sono solo un cittadino che fa il proprio dovere. È importante fare i nomi e i cognomi perché sono soggetti che fanno affari sulle nostre spalle e sulle nostre vite”.
Prima di raggiungere il Centro Congressi Marconi, accompagnato dai componenti dell’amministrazione, ha fatto visita alla casa di Babbo Natale, un luogo per i più piccoli realizzato in un immobile confiscato all’imprenditore “re del vento” Vito Nicastri. “Vedere che tanti bambini oggi giocano in quel bene è fantastico. È il modo più bello per ricordare Pio La Torre e la legge Rognoni-La Torre sul sequestro dei beni alle mafie. In quell’immobile lo Stato ha vinto e merita di essere visitato perché rappresenta il simbolo di riscatto di un territorio.”
 “Non sono i lividi e i segni indelebili sul mio corpo che porterò con me per sempre che fanno più male, – ha sottolineato Borrometi raccontando della brutale aggressione subita alcuni anni fa – ma l’indifferenza, l’isolamento e la delegittimazione. Ricordo che all’indomani dell’aggressione, che mi è costata una menomazione alla spalla destra, sembrava come se la responsabilità fosse mia e non del carnefice.”

“Nonostante tutto non ho mai smesso di raccontare. Il giornalista ha un dovere fondamentale: raccontare i fatti. Perché un Paese può cambiare solo se è informato. Il cambiamento – ha sottolineato - quindi passa attraverso la cultura e l’informazione. Io ho fatto solo il mio dovere.”
“È inaccettabile – ha aggiunto - che in Sicilia un ex Presidente della Regione condannato per reati di mafia sia stato invitato a parlare nella sala intitolata a Piersanti Mattarella, Presidente ella Regione ucciso dalla mafia, all’Ars. È accaduto, ed è incredibile.”
Infine ha rievocato quel 10 aprile 2018, il giorno in cui apprese del piano di morte nei suoi confronti. Quel giorno Paolo era atteso al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia, e si apprese la notizia in diretta. Per lui la mafia aveva pronta un’auto bomba che doveva essere piazzata fuori da una scuola al termine di un incontro con gli studenti. I mafiosi, intercettati, dicevano di voler fare “una mattanza”. “Non viene minacciato solo il giornalista, ma la minaccia è contro la libertà di informazione, cioè contro chi legge, i lettori. Noi non abbiamo bisogno di eroi, ma soltanto di buoni cittadini.  La nostra è una terra meravigliosa e una minoranza rumorosa non può infangarla. Ognuno di noi deve essere l’esempio di se stesso. Perché in fondo non è tutto perso, abbiamo bisogno di costruire insieme  e fare squadra per non lasciare questa terra nelle loro mani.”

Paolo Borrometi inoltre ha ringraziato le forze dell’ordine presenti per il loro prezioso lavoro quotidiano e i ragazzi della scorta che rischiano la propria vita ogni giorno per proteggerlo. “La vita sotto scorta è un inferno. Mi sento un recluso, ma sono libero. Mi guardo allo specchio e vedo una persona pulita. La vera libertà è quella di pensiero. Ricordatevi che il nostro Paese non ha bisogno di eroi, ma di cittadini che facciano il loro dovere. La legalità è un percorso di costante impegno.”

venerdì, aprile 20, 2018

Libera commenta la sentenza del processo Trattativa Stato- Mafia

"Finalmente si scrive una pagina di verità e giustizia su uno dei periodi più oscuri della nostra Repubblica".

“Dopo cinque anni finalmente si scrive una pagina di verità e giustizia su uno dei periodi più oscuri della nostra Repubblica.La sentenza conferma che la trattativa c'è stata, un risultato importante nell' accertamento di primo grado. Il nostro pensiero va ai tanti familiari delle vittime innocenti delle mafie consapevoli che la sentenza certamente non ripaga le loro ferite e il loro dolore. Questa sentenza invita tutti a continuare ad impegnarci sempre di più con corresponsabilità e maggiore consapevolezza per liberare il nostro paese dalle mafie e dalla corruzione. Libera si è costituita parte civile del processo e ha seguito tutte le udienza per stare vicino ai magistrati, non li abbiamo lasciati soli perché non si costruisce giustizia senza la ricerca della verità.” In una nota Libera commenta la sentenza del processo Trattativa Stato- Mafia.

Tratto dal sito Libera.it

venerdì, marzo 30, 2018

La memoria ritrovata


Se un tempo la mafia era un tabù, oggi nelle scuole c’è maggiore consapevolezza


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. In questi giorni alcuni soci delle associazioni Libera e Castello Libero Onlus sono andati in giro per le scuole di Castellammare per incontrare gli studenti su temi che riguardano la legalità e le iniziative in occasione del 21 marzo scorso. Incontri importanti, che hanno permesso a studenti delle scuole medie e superiori di ascoltare le storie delle vittime innocenti delle mafie e le attività dell’associazione Libera. Incontri che negli anni sono stati sempre più frequenti perché, come affermano i ragazzi di Libera, è da lì, dalle aule scolastiche, che si costruiscono le nuove coscienze. Per poter sperare in un futuro migliore occorre cambiare il presente. Non è un luogo comune. I ragazzi non sono solo il futuro, sono soprattutto il presente.
La cosa che più ha colpito è la conoscenza, da parte di molti studenti, delle storie dei castellammaresi vittime innocenti delle mafie. In ogni scuola, il nome di Gaspare Palmeri, ucciso nel 1991, non è nuovo. “Si lo conosciamo, ne abbiamo parlato in classe” – ha dichiarato un ragazzo della scuola media. “Era amico di mio padre, gli hanno intitolato pure una via qui a Castellammare” – spiega un altro. E finiscono per spiazzare i relatori. Un tempo era impensabile, non si parlava di mafia, figuriamoci delle vittime innocenti delle mafie. Perché Gaspare Palmeri è una vittima innocente e, come ha giustamente sottolineato un socio di Libera, non si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Erano i mafiosi nel posto sbagliato. E in realtà lo sono ancora.
Anche nelle scuole superiori il discorso non cambia: “Si, conosciamo la storia di Gaspare, abbiamo incontrato il figlio Giovanni qualche settimana fa”. È molto significativo. Sicuramente testimonia il gran lavoro che viene fatto nelle scuole da pare di insegnanti e dirigenti, sempre più attenti, negli ultimi anni, alla diffusione di certi valori. Ma di pari passo si registra anche l’interesse crescente di molti ragazzi per queste storie. E questo si ripete anche quando si fa il nome del capitano Paolo Ficalora, anche lui un castellammarese vittima innocente di mafia. I ragazzi annuiscono, lo conoscono. Oggi la famiglia Ficalora vive a Palermo, ma a Castellammare in molti si ricordano e i ragazzi conoscono la via a lui intitolata. “Si, sappiamo chi è, anche lui è stato un innocente ucciso dalla mafia” – spiega qualcuno. Paolo Ficalora era un Capitano di lungo corso che aveva iniziato la sua attività di affittacamere nei pressi di Scopello.  È stato ucciso nel 1992 davanti casa, a pochi passi da Guidaloca. Chi lo ha conosciuto descrive un uomo buono, gentile, sempre disponibile, in poche parole “un ottimo vicino di casa, ho davvero bei ricordi di lui” – spiega chi lo ha conosciuto da vicino. E i ragazzi conoscono queste storie, annuiscono. Sorridono.
mafia nel 1985 a Pizzolungo mentre andavano a scuola. I ragazzi conoscono anche questa storia. “A Castellammare la biblioteca comunale porta i loro nomi” – dice qualcuno. È vero. Castellammare gli ha dedicato la biblioteca. Un luogo di cultura in memoria dei gemellini Asta, 6 anni, e la madre Barbara, tragicamente spazzati via dalla ferocia stragista della mafia. Mutuando il concetto di prima, Giuseppe, Salvatore e Barbara non erano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non hanno “accidentalmente” fatto da scudo all’auto su cui viaggiava il magistrato Carlo Palermo. No. Loro erano nel posto giusto, stavano andando a scuola come tutti.  Era la bomba ad essere fuori posto. Non doveva esserci proprio. Perché chi piazza una bomba in quel posto e a quell’ora conosce bene le potenziali vittime. I mafiosi non dovevano esserci proprio sul quel tratto di mare a pochi chilometri da Trapani.
Poi c’è Piersanti Mattarella, il castellammarese Presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia nel 1980. I ragazzi conoscono anche questa storia. In alcuni casi hanno anche la scuola intitolata a lui. “Era il Presidente gentiluomo dalla carte in regola” – dice qualcuno. La memoria, quindi, è stata ritrovata. A distanza di moltissimi anni, finalmente, sempre più si parla di queste storie. Sempre più se ne parla nelle scuole.
È segno di una generazione che sta cambiando in positivo. Non sono più fatti lontani oltre un quarto di secolo, sono attuali, e i ragazzi hanno acquisito consapevolezza. Lo dobbiamo a chi ha perso la vita. Lo dobbiamo a Barbara Rizzo, Salvatore e Giuseppe Asta, Piersanti Mattarella, Paolo Ficalora, Gaspare Palmeri e tutti gli altri.  Ma soprattutto lo dobbiamo a quelle persone, come Ficalora e Palmeri, per anni etichettati come “vittime di serie b”, quindi vittime una seconda volta del meccanismo diabolico della “diffidenza”, del “mascariamento”. “Sono stati uccisi? Beh, ci sarà stato un motivo, saranno stati vicini a qualcuno…”, si diceva un tempo. No. Non lo sono stati. Dopo tanti anni è stato dimostrato: sono vittime innocenti della mafia. Non avevano nulla a che fare con i mafiosi. Questa memoria ritrovata serve a restituire, in minima parte, l’affetto della società civile che per anni è mancato. Un affetto per troppi anni negato. Dalla mafia prima, dall’indifferenza poi. Lo dobbiamo a loro e ai loro familiari. Coltiviamo questa memoria, non perdiamola di nuovo.

Articolo tratto da Alqamah.it 

mercoledì, marzo 28, 2018

Gli studenti dell’Istituto Mattarella-Dolci incontrano Libera Castellammare


CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si è svolto questa mattina un incontro tra i ragazzi del presidio di Libera “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo, l’associazione Castello Libero Onlus e gli studenti dell’Istituto Mattarella-Dolci di Castellammare. 
L’incontro, all’interno di un’assemblea di istituto, ha permesso agli studenti di dialogare con i rappresentanti delle due associazioni sui temi che riguardano la memoria delle vittime innocenti delle mafie, la gestione dei beni confiscati e in particolare sul lavoro nei terreni strappati alla criminalità. Su quest’ultimo tema i ragazzi hanno dialogato con Vito Mazzara della Cooperativa “Rita Atria” Libera Terra che opera nei terreni confiscati alla mafia a Castelvetrano. Nella cooperativa si produce grano, olio, ceci, e molti altri prodotti biologici della terra, con il prezioso lavoro di cittadini in difficoltà nei terreni che furono di Totò Riina. Presenti, oltre a Vito Mazzara, i soci delle due associazioni Domenico Grassa, Roberto Odisseo e Emanuel Butticè che hanno spiegato come Libera promuove il riutilizzo sociale dei beni confiscati (come nel caso bene confiscato di Castellammare del Golfo in contrada Crociferi).

 Quello di oggi è solo l’ultimo di una serie di incontri in giro per le scuole del territorio, un modo per “seminare il seme” della legalità e diffondere i principi di giustizia sociale, memoria, rispetto per i beni comuni e, soprattutto, impegno quotidiano. Perché come dice don Luigi Ciotti: “è il NOI che vince”.