domenica, novembre 22, 2009

Grotte suggestive e splendide scenografie naturali: una galleria fotografica per raccontare le uscite speleologiche del C.A.I. di C/Mare!

Grotte suggestive e splendide scenografie naturali: una galleria fotografica per raccontare le uscite speleologiche del C.A.I. di C/Mare!
Un reportage curioso – vissuto in prima persona - per raccontare le attività speleologiche del Club Alpino Italiano (CAI) in quel di Castellammare del Golfo e precisamente in alcune delle grotte più suggestive ed affascinanti della provincia di Trapani. Così il golfo riesce a coinugare ed amalgamare, in un mix armonico, mare e montagna, attività subacquee e passeggiate speleologiche.
L’appuntamento col gruppo speleologico è previsto di mattina presto: la levataccia è giustificata dal fatto che la giornata all’interno di una grotta vola e il tempo non è mai abbastanza per soddisfare la sete di curiosità e per riuscire a raccontare quanto c’è da vedere, condividere ed apprezzare. L’idea di un team di giovani appassionati di speleologia di portare una sede del C.A.I. anche a Castellammare del Golfo (sottosezione del gruppo di Palermo) è stata una tra le più azzeccate. Come recita l’articolo “1” dello Statuto del Club Alpino: “il gruppo ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”. E le montagne del territorio che accoglie il golfo di C/Mare meritano studio, conoscenza, tutela e diffusione. Così si parte! Addosso una tuta, l’imbracatura classica dello speleologo, una bandana e il casco con la lampadina a batterie o con la fiamma alimentata da una pietra naturale che a contatto con l’acqua sprigiona gas, l’immancabile macchina fotografica, qualche barretta energetica se viene fame e la voglia di divertirsi e curiosare.
L’obiettivo sono le due grotte più affascinanti e maestose del luogo: l’abbisso dei cocci e il ramo dei laghi! Quest’ultimo ha un che di magico e suggestivo, definito “ramo dei laghi” per la presenza al suo interno di laghi che di inverno si riempono d’acqua e una pavimentazione di antiche rocce calcaree, che a contatto con la luce dei caschi brillano come fossero d’oro. Arrivare a raggiungere questo “tesoro” non è facile: si cammina parecchio e per entrare poi nella grotta, che si sviluppa per orizzontale, bisogna scalare una parete; ma la sana fatica che occorre per raggiungere quel silenzio vero, rilfessivo, millenario e le conformazioni rocciose (nelle foto alcuni esempi) costruite goccia a goccia, con secolare pazienza, in un lento gioco-forza tra l’acqua che sa farsi strada e la pietra che si arrende alla goccia, ripaga della sudata!
Entrando nel lungo e buio tunnel, gli speleologi chiedono a noi neofiti di toccare le conformazioni rocciose il meno possibile e di camminare lungo un sentiero tracciato, per evitare di inquinare quel patrimonio naturale creato con tanta pazienza. Effettivamente guardando la scenografia che ci circonda viene da riflettere: mentre fuori accade e accadeva di tutto, passavano fasi storiche, monarchie, dittature, guerre e quant’altro, tra gioie e dolori, lì dentro il tutto si muoveva con un orologio tutto suo, lento e isolato! Un posto che è sopravvissuto alla storia e che per questo provoca rispetto!
“Parlare del CAI – ci dice Salvatore Giallo, uno dei soci del Club Alpino - significa fare riferimento ad una serie di valori che, se non sono esclusivi, certamente ci contraddistinguono e ci qualificano: parliamo del rispetto e della tutela della montagna e della natura in generale, dell’amore per le cose semplici e per il prossimo, dello spirito di solidarietà e di amicizia; non facciamo politica, non difendiamo interessi se non quelli riconducibili ai valori appena citati. Abbiamo forse un difetto: quello di voler contagiare anche i pigri con il nostro entusiasmo per la natura, che realizziamo attraverso varie attività ( escursionismo, speleologia, lunghe camminate)”. In Italia il C.A.I. conta un numero spropositato di iscritti: più di 300.000, oltre ai curiosi e ai simpatizzanti che prendono parte ad alcune uscite senza iscriversi e quindi non vengono contabilizzati, ma che spesso ritornano per riprovare quelle adrenaliniche emozioni. Adesso il Club mira a coinvolgere i più giovani, puntando soprattutto sulle istituzioni scolastiche. “Abbiamo l’obbligo – aggiunge Salvatore Giallo - di mantenere e divulgare il patrimonio di conoscenze e di esperienza che il CAI si è costruito in questi oltre 140 anni di vita e di tenere vivi gli ideali dei soci fondatori”.
Uscendo dalla grotta viene spontaneo chiedere come poter condividere tutto ciò, ci risponde Salvatore Giallo: “E’ possibile prendere parte alle uscite speleologiche, che sono quasi completamente gratuite (tranne un piccolo contributo per la manutenzione degli attrezzi e l’assicurazione, ndr). Alcuni consigli per chi vuole provare l’esperienza sono relativi all'abbigliamento, all'alimentazione e al comportamento per rendere sicure e piacevoli le passeggiate in montagna e l’ingresso nelle grotte. Attrezzatevi con scarpe da trekking, uno zaino possibilmente impermeabile, una tuta da mettere sotto l’imbracatura che è fornita dal Club. Occorre ricordare che durante un'escursione il consumo di calorie e la perdita di liquidi attraverso la sudorazione sono generalmente superiori alla media quotidiana. E' pertanto importante garantire all'organismo un adeguato apporto idrico. Durante l'escursione è preferibile anche consumare piccoli e frequenti spuntini a base di frutta fresca o secca, pane, fette biscottate, biscotti, rimandando alla fine dell'escursione o alla sera un pasto completo. Come bevande sono consigliabili acqua, tè o succhi di frutta, mentre sono sconsigliate bevande gassate o alcoliche. Per finire c’è da ribadire che uno degli scopi principali del CAI è la tutela dell'ambiente in tutte le sue forme: l'educazione ed il rispetto nei suoi confronti saranno quindi indispensabili. In particolare dovranno essere rispettati gli animali, le piante, le aree coltivate che si attraversano per raggiungere la grotta. I rifiuti non dovranno essere abbandonati ma riposti in appositi sacchetti, che ognuno dovrà portarsi dietro, ed essere depositati nel più vicino cassonetto al ritorno. Sarà inoltre indispensabile che ogni partecipante si attenga ai consigli e alle disposizioni degli accompagnatori”.
Per contattare la sottosezione di C/Mare del C.A.I. e saperne di più potete cliccare sul sito web http://www.blogger.com/www.caidelgolfo.ito scrivere all’e-mail info@caidelgolfo.it.
Fabio Barbera

FOTO delle Grotte più suggestive ed affascinanti della provincia di Trapani (a Castellammare del golfo)















































































































Fabio Barbera

venerdì, novembre 20, 2009

Il mistero delle targhe con l'accento

La più incredibile è la targa di "via Antònino Vivaldi" posta accanto alla "Sfoglia d'Oro" (Ma di fronte troverai anche la via "Giuséppe Verdi !). Un mio amico ha fornito la seguente spiegazione. Poichè in Sicilia il nome Antonino è molto più diffuso di Antonio, lo scalpellino ha deciso di testa sua di appioppare "Antonino" a Vivaldi, mantenendo però lo sciagurato accento che in un primo momento aveva deciso di mettere sulla "o" di Antonio. Ne è nato questo esilarante pasticcio. Cari saluti, Nino Insigna".

L'argomento in passato era stato trattato anche dal periodico "Grand Motel" che aveva pubblicato il seguente articolo segnalatoci da Fabio Barbera: (cliccate sull'immagine per ingrandirla)


giovedì, novembre 19, 2009

Info Parlamento: Alcuni temi caldi!

COSENTINO: DI PIETRO, ALCUNI PDL PRONTI A VOTARE SFIDUCIA (ANSA) - ROMA, 18 NOV - Antonio Di Pietro sul suo Blog chiede ai parlamentari di firmare la sua mozione di sfiducia contro Nicola Cosentino, e fa sapere di essere stato ''avvicinato da parlamentari del centrodestra stufi di essere rappresentati in questo modo, che - ha riferito - mi hanno incoraggiato ad andare avanti e chiedere il voto segreto, perche' nel segreto dell'urna voteranno anche loro per la sfiducia''. ''Credo che si debba dare l'autorizzazione a procedere - afferma poi Di Pietro - ma, al contrario, il Parlamento sembra sia orientato a non concederla. E' una volgarita' morale: Cosentino, almeno, si dimetta dal Governo; faccia il parlamentare ma non rimanga membro del Governo. Non possiamo lasciargli le chiavi del Cipe se ci sono delle persone che lo accusano di aver intrattenuto rapporti con la camorra e il clan dei Casalesi'', afferma il leader di Idv. Quanto alla mozione presentata da Idv ''la regola dice che ci vogliono 60 parlamentari per firmare la mozione di sfiducia e per metterla ai voti. Noi dell'Italia dei Valori siamo 25. Ho chiesto a Bersani di far firmare la mozione di sfiducia contro Cosentino anche dai parlamentari del Partito Democratico e la risposta che ho ottenuto stata: No, siccome lo avete fatto voi dell'Italia dei Valori, non metto la firma sotto la vostra. Che metta pure la sua firma sopra la mia, ma che firmi questo documento! Sapete cosa mi ha risposto Bersani? Che la mozione di sfiducia l'avevano gi depositata loro al Senato l'anno scorso, ma che non mai stata messa all'ordine del giorno''. ''Detto questo, Bersani, firma prima tu alla Camera, firma prima tu al Senato, ma ti prego, metti in condizione il Parlamento di mettere all'ordine del giorno la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Cosentino. Ne va del bene degli italiani, non e' importante il diritto di primogenitura che - conclude - se vorrai, ti riconoscero' senza dubbio alcuno, per l'amor di Dio''.(ANSA) .
ACQUA: DI PIETRO, RIBELLIAMOCI A PRIVATIZZAZIONE = (AGI) - Roma, 18 nov. - Per Antonio Di Pietro, "il governo del malaffare ha colpito ancora". E questa volta, ha spiegato il leader dell'Idv sul sito del partito, "ha colpito uno dei beni piu' preziosi del vostro patrimonio e dell'intera umanita'" vale a dire "l'acqua". L'acqua, ha detto, "l'hanno 'rubata' mettendo il voto di fiducia su un provvedimento che questo governo ha fatto approvare da un Parlamento con una maggioranza parlamentare asservita, venduta, comprata e ricattata, che, adesso, privatizza la gestione dell'acqua". Perche' "l'acqua e l'aria sono beni pubblici, sono beni dell'umanita' e, in quanto tali, non si possono privatizzare. Ci sono beni essenziali nella vita, beni che non possono essere venduti ai privati. Il privato, per definizione, se ci guadagna vende, ma se non ci guadagna non vende". Dunque "prima di rimanere assetati e morti di democrazia, ribelliamoci" , ha concluso, "l'Italia dei Valori si oppone a questo provvedimento scellerato, cosi' come si oppone ai provvedimenti che ristabiliscono le centrali nucleari e l'illegalita' . L'Italia dei Valori si accinge a raccogliere le firme per un referendum anche su questo provvedimento di privatizzazione dell'acqua. Amici miei, ci dobbiamo svegliare! Se non ci pensiamo noi a salvare noi stessi non ci pensa nessuno". (AGI)
IMMIGRAZIONE: IDV,MAGGIORANZA IMPLODE,SIAMO A RESA DEI CONTI (ANSA) - ROMA, 18 NOV - Le divisioni nella maggioranza sull'immigrazione ''sono un ulteriore segno dell'implosione di un centrodestra diviso tra una parte populista e una che vuole fare politica''. Lo ha detto il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi, interpellato sulla questione. ''Ormai - ha aggiunto - non possono piu' convivere, siamo alla resa dei conti''. Riguardo, poi, all'ipotesi di voto anticipato evocata ieri dal presidente del Senato e negata oggi dal premier, Donadi ha osservato: ''se Berlusconi fosse Pinocchio toccherebbe la luna con il naso. E' evidente che sono divisi su tutto, sarebbe meglio andare al voto''.(ANSA) .
GOVERNO: IDV, MEGLIO ANDARE AL VOTO CHE PARALISI E BARUFFE (ANSA) - ROMA, 18 NOV - ''Meglio andare al voto piuttosto che assistere a questo indecente spettacolo'' . Lo dice il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi a proposito delle fibrillazioni interne al centrodestra. ''La maggioranza - continua Donadi - e' spaccata e le continue baruffe nel governo paralizzano l'Italia, mentre sarebbe necessario l'impegno di tutti per far uscire il Paese dalla crisi. E' chiaro che Berlusconi ha a cuore solo le sue vicende giudiziarie e condanna il Parlamento ad occuparsene, tralasciando i temi di interesse generale''. ''In questo modo - conclude il capogruppo dell'Idv - non si puo' piu' andare avanti. Le tensioni ed il continuo scontro tra istituzioni stanno lacerando il tessuto civile di questo Paese''.(ANSA) .
GIUSTIZIA: ORLANDO( IDV),PROCESSO BREVISSIMO STRAVOLGE SISTEMA (ANSA) - ROMA, 18 NOV - ''Chi sostiene il cosiddetto 'processo breve' considera il risultato come una variabile indipendente dallo strumento per raggiungerlo. Ma lo strumento, la prescrizione 'brevissima' , portera' ad uno stravolgimento del sistema, per raggiungere il risultato dell'impunita' di una sola persona e della sua non sottoponibilita' a processo''. Lo ha detto Leoluca Orlando intervenendo alla trasmissione Omnibus su 'La7'. ''Legittimare inoltre lo stravolgimento del sistema giudiziario in nome di un consenso al premier - ha rilevato - e' ancora piu' incomprensibile. Il consenso diventa la legittimazione di qualunque scelta, persino della negazione dello stato di diritto. ricordo che quando vi e' uno scarto tra consenso del leader e istituzioni siamo sempre di fronte ad una svolta autoritaria' '.(ANSA).
Acqua/ Dl Salva-infrazioni, Orlando (Idv):Stravolto ruolo Camere _Europa pretesto per consegnare oro blu a speculatori e mafiosi Roma, 18 nov. (Apcom) - Con la fiducia sul Dl Salva-infrazioni si stravolge "di nuovo" il ruolo del Parlamento. Ad affermarlo Leoluca Orlando (Idv), durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia nell'Aula della Camera. "Onorevole presidente della Camera che ancora c'è - dice ironicamente Orlando - e che viene ogni giorno mortificata dal governo. Siamo in presenza di uno stravolgimento del ruolo del Parlamento. Ancora una volta una votazione blindata dalla fiducia, ancora una volta un pretesto per raccontare problemi diversi da quelli che interessano il Paese". Orlando va all'attacco: "L'Europa - sostiene - è un pretesto per consegnare l'acqua in mano agli speculatori, i mafiosi, i cammorristi e le multinazionali" .
ACQUA: ORLANDO (IDV), FIDUCIA GOVERNO PER PRIVATIZZARE BENE PUBBLICO = Roma, 18 nov. - (Adnkronos) - "Oggi per la ventitreesima volta dall'inizio della legislatura il Parlamento e' stato delegittimato e sfiduciato, come lo e' ogni volta che il voto di fiducia viene posto senza alcuna vera ragion d'essere. Ma in questo caso la ferita democratica e' doppia, perche' si e' approvato con questo voto di fiducia un provvedimento che privatizzera' non tanto un bene, ma un diritto, qual e' quello della garanzia dell'acqua, risorsa che non ha alternative, senza sottoporlo ad un vera discussione pubblica". Lo ha detto Leoluca Orlando, portavoce dell'Italia dei valori subito dopo il voto alla Camera sul decreto Ronchi. "L'Italia dei valori intende pero' in qualche modo sanare questo vero e proprio vulnus democratico, inferto al Parlamento da un lato e ai cittadini dall'altro, attraverso la promozione di un referendum che abolisca la privatizzazione dell'acqua, e che restituisca ai cittadini -conclude Orlando- quel potere di decidere su aspetti cruciali della propria vita che questo provvedimento, imposto con un voto di fiducia, ha loro tolto".
IMMIGRATI. ORLANDO (IDV): BASTA IUS SANGUINIS, SI' A DIRITTO VOTO (DIRE) Roma, 18 nov. - "Occorre definitivamente passare dal 'cittadino del passaporto', al 'cittadino della residenza', che permette di superare un diritto basato sul sangue, arrivando ad includere tra chi ha diritto al voto amministrativo tutti coloro che risiedono nel nostro paese da almeno cinque anni". Lo ha detto Leoluca Orlando alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge Walter Veltroni (Pd), Flavia Perina (Pdl), Roberto Rao (Udc), Leoluca Orlando (Idv), Salvatore Vassallo (Pd), per dare diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati residenti da cinque anni. "Perche' infatti se gli immigrati partecipano ai diritti e doveri relativi al lavoro, alla formazione, non possono partecipare ai diritti e ai doveri relativi alla vita di governo delle realta' amministrativa locali? E non e' offensivo pensare- si chiede Orlando- che gli immigrati cui viene dato diritto di voto votino un partito predeterminato piuttosto che quello che liberamente intendono scegliere?". L'Europa, ha concluso "non e' solo la Mastricht di finanzieri e banchieri, ma anche dei cittadini che vivono e lavorano su un territorio".
COSENTINO: DE MAGISTRIS; DIMISSIONI DOVEROSE, RISPETTI STATO (ANSA) - ROMA, 18 NOV - ''L'On. Cosentino non e' l'uomo del processo di Kafka e la magistratura, da un punto di vista formale, ha lavorato nel rispetto delle norme''. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, europarlamentare dell'IdV. ''Cosentino - aggiunge - dovrebbe spogliarsi dei panni istituzionali che indossa e rivestire quelli di semplice cittadino che, non temendo ne' la legge ne' la magistratura, sceglie di farsi processare. L'ipotesi di reato che grava su di lui, e che va accertata processualmente, e' infatti cosi' infamante per un uomo dello Stato che dovrebbe spingerlo a rinunciare al suo ruolo di candidato alle regionali in Campania, oltre che di sottosegretario che gestisce un patrimonio immenso di fondi che certo non sfugge all'attenzione famelica delle mafie''. ''Anzi - conclude l'ex pm - forse proprio per questo potrebbe risultare referente di quei 'casalesi' che sono emblema della mafia imprenditrice che domina oggi. Le dimissioni sarebbero un segno doveroso di rispetto verso i cittadini e verso lo Stato''. (ANSA).
Mafia, Alfano (Idv): No a vittime di serie A e B, intervenga Fini Roma, 18 NOV (Velino) - "E' scandaloso che la quinta commissione Bilancio del Senato abbia respinto un emendamento, presentato dai senatori dell'Idv, per l'equiparazione dei benefici per i familiari delle vittime di mafia e del dovere a quelle del terrorismo". Lo denuncia in una nota il presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia, Sonia Alfano. "Prendiamo atto del fatto - ha aggiunto - che il governo, che dichiara ad ogni pie' sospinto di voler sconfiggere la mafia, non ha alcuna intenzione di mantenere quanto promesso circa un anno fa per bocca del sottosegretario al ministero dell'Interno, Alfredo Mantovano, che all'uopo aveva costituito un tavolo tecnico al quale i componenti dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia non sono mai stati invitati. E' vergognoso - ha continuato - che si continuino a discriminare i familiari delle vittime delle organizzazioni criminali che nulla hanno, ne' mai potrebbero avere, contro quelli delle vittime del terrorismo. Chiediamo al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che si e' piu' volte dimostrato sensibile alle nostre battaglie di intervenire per mettere la parola fine a questo speculazione sul nostro dolore. Siamo pronti, - ha concluso - a manifestare il nostro dissenso e la nostra rabbia con le stesse iniziative che ci hanno visti umiliati protagonisti gia' due anni fa. Non e' accettabile che nel nostro paese ci siano delle vittime di serie A e delle vittime di serie B".
COSENTINO. ORLANDO (IDV): È CIANCIMINO DEI CASALESI, SI DIMETTA (DIRE) Roma, 18 nov. - "Nicola Cosentino e' il Ciancimino dei Casalesi". Lo ha detto Leoluca Orlando (Idv) questa mattina a "Omnibus" su Ls7. "Al di la' del fatto penale- ha continuato- dalle 531 pagine del dossier emerge una costanza di rapporti, ancorche' non siano ipotesi di reato, che basterebbero da soli a rendere incompatibile la sua presenza nel governo". Cosentino, Palomba (Idv): Audizione non smonta ipotesi ordinanza Roma, 18 NOV (Velino) - "Le parole di Cosentino hanno purtroppo confermato la pratica di una forte ingerenza della politica nei settori a maggiore penetrazione criminale come quello dei rifiuti". Cosi' Federico Palomba, esponente dell'Italia dei valori nella giunta per le autorizzazioni a procedere, dopo l'audizione del sottosegretario. "Ero disponibile ad ascoltarlo con obiettivita' e senza alcun pregiudizio - aggiunge Palomba - La sua lunga ed affannosa difesa, pero', non ha affatto smontato le ipotesi poste a fondamento dell'ordinanza. Ancora meno lo ha fatto la sua imbarazzata risposta sulla morte del pentito di camorra, Michele Orsi, la cui sentenza di morte per mano camorristica era stata abbondantemente preannunciata. Il richiamo a Bassolino, poi, ben lontano dall'attenuare l'ipotesi dell'ordinanza, dimostra soltanto l'assenza del fumus persecutionis da parte di una magistratura napoletana che ha esercitato il proprio ruolo senza discriminazione di ordine politico. In questo quadro Cosentino risulta tutt'altro che perseguitato. Vista, comunque la delicatezza della questione - conclude l'esponente Idv - ho proposto ed ottenuto un ulteriore riflessione sulla questione".
SCUOLA. DL PRECARI, IDV: SENZA MODIFICHE NAPOLITANO NON LO FIRMI (DIRE) Roma, 18 nov. - "Con un voto della maggioranza e' stata bocciata la pregiudiziale di costituzionalita' presentata dall'Idv, che avrebbe impedito la conversione del decreto legge 'salva precari'". Lo dice il vicepresidente dei senatori dell'Idv e capogruppo del partito in commissione Istruzione, Fabio Giambrone. "Come Idv avversiamo il provvedimento- dice Giambrone- anche sotto il profilo della costituzionalita' in quanto imperniato su una serie infinita di sanatorie, a partire da quella relativa all'esito del concorso per dirigenti scolastici della Sicilia, gia' annullato con sentenza definitiva della giustizia amministrativa. Pensiamo- conclude Giambrone- che, se non interverranno modifiche al provvedimento, il capo dello Stato non potra' firmare la conversione in legge di questo decreto".
Trasporto aereo, Idv: Matteoli prenda provvedimenti Roma, 18 NOV (Velino) - "Apprendiamo con piacere che Castelli ha scritto al Ministro Matteoli per denunciare le inefficienze del trasporto aereo e il monopolio sulla tratta Roma - Milano, chiedendo che il Ministro prenda provvedimenti al riguardo": lo afferma Dringa Milito-Pagliara, Responsabile nazionale Trasporti dell'Italia dei Valori. "L'Italia dei Valori - prosegue la Responsabile Idv del settore - aveva a suo tempo previsto e denunciato le conseguenze della improvvida operazione Alitalia-CAI voluta dal Governo e scaricata sulle spalle degli utenti. Il Ministro"prosegue" anziche' intervenire, penalizzando sempre i passeggeri come ha dimostrato anche in occasione dell'aumento delle tariffe aeroportuali, dovrebbe invece mettere in campo azioni che risolvano seriamente le inefficienze del trasporto aereo italiano, cosi' come ora sollecita persino la sua stessa maggioranza. Si potrebbe ad esempio iniziare - conclude - da una riforma dell'handling aeroportuale e dalla revisione del ruolo e dei poteri dell'ENAC, con scelte politiche che pongano al centro gli utenti del servizio, tentando di risolvere le inefficienze del settore, gia' sopportate oltre misura dai cittadini".
Pmi, Trento (Idv): Il governo non ha risposto alla Cna Roma, 18 NOV (Velino) - "Il governo Berlusconi fa solo promesse che poi non mantiene, non ha dato risposta alle domande poste nell'ultima Relazione di Ivan Malavasi, presidente della Confederazione nazionale dell'artigianato, della piccola e media impresa". L o scrive Sandro Trento, responsabile nazionale del dipartimento Economia per l'Italia dei Valori, in una lettera aperta inviata oggi ad Ivan Malavasi, presidente della Cna. "L'attuale governo non ha fatto nulla per le piccole imprese ma - prosegue Trento - ha fatto molto per salvare una grande impresa come l'Alitalia, usando un fiume di soldi pubblici. Non ha fatto nulla per le piccole imprese ma ha fatto un condono fiscale/amnistia a tutela dei grandi evasori che hanno portato all'estero milioni di euro e commesso reati penali come il falso in bilancio. Cosi' oggi il piccolo commerciante che per la terza volta venga colto in fragrante per non aver emesso uno scontrino fiscale di pochi euro deve subire la chiusura del proprio negozio mentre il grande evasore, che ha evaso il fisco per milioni di euro, puo' mantenere l'anonimato e pagare una piccola somma per mettersi in regola". Ancora - si legge nel documento - non ha fatto nulla per assicurare il credito alle piccole imprese visto che i Tremonti bond sono stati un flop clamoroso. Non ha fatto nulla per creare un sistema di ammortizzatori sociali universale che si applicasse a tutti i lavoratori, non ha fatto nulla per le piccole imprese ma ha concesso incentivi per la rottamazione delle autovetture e si accinge a rinnovare il provvedimento. A fronte di questo immobilismo il governo e' stato capace pero' di far crescere il debito pubblico italiano di oltre 10 punti di Pil. Siamo passati da un rapporto debito/Pil che era 105 nel 2008 a un rapporto di 115 nel 2009. La commissione europea ha, da poco, aperto una procedura d'infrazione per eccesso di disavanzo pubblico contro il governo italiano. Quindi - conclude Trento - non e' vero che si e' rimasti fermi perche' si volevano mettere al sicuro i conti pubblici".

mercoledì, novembre 18, 2009

Quando la giustizia diventa ingiustizia

531 morti in dieci anni solo in carcere. Scrive Beppe Grillo: "Questa strage deve finire!".
Cosa succede quando a sbagliare è il duro braccio della giustizia? Risse, manganellate, irruzioni, tragici colpi di pistola e strane morti in carcere! In questo articolo, partendo proprio dalla strana e anomala morte di Stefano Cucchi, vi racconto alcuni inquietanti aneddoti che hanno come protagonisti componenti delle forze dell’ordine italiane, per tentare di mostrare il risvolto grottesco che prende vita quando un uomo in divisa decide di abusare del proprio potere.

“Mio figlio, di ritorno da un concerto, camminava presso la zona dell'Ippodromo, a Ferrara! Tre poliziotti in divisa lo hanno accerchiato e picchiato fino ad ucciderlo. Il dolore è tanto e ancora oggi mi chiedo: perché quella violenza immotivata su un inerme diciottenne che passeggia per strada?” La mamma di Federico Aldrovandi, morto per un pestaggio da parte della polizia.

“È inutile che fai così, ho dieci persone che possono testimoniare che io non ti ho colpito”
Tutore dell’ordine verso un inviato di Striscia dopo averlo pestato

“Ditegli che non si possono buttare così addosso alla gente, che poi non si può dire niente… Non posso nemmeno dare una notizia del genere”.
Una giornalista dopo il pestaggio di un cameraman da parte della polizia

Un Carabiniere in particolar modo l’ha massacrato di botte in caserma insieme ai suoi colleghi e mi dicevano: “dopo arriva anche il tuo turno”.
Amico di Giuseppe Uva, ragazzo di Varese pestato a morte per una bravata

"Mio fratello era un ragazzo di 31 anni, un normalissimo ragazzo di 31 che la notte tra il 15 e il 16 ottobre è stato arrestato dai Carabinieri, perché trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. L’abbiamo visto uscire di casa accompagnato dai Carabinieri, che precedentemente tra l’altro avevano perquisito la sua stanza non trovandovi nulla e accompagnato dai Carabinieri in ottime condizioni di salute, senza alcun segno sul viso e non lamentando alcun tipo di dolore. L’abbiamo rivisto morto il 22 ottobre all’obitorio: nel momento in cui l’abbiamo rivisto, mio fratello aveva il viso completamente tumefatto e pieno di segni, il corpo non l’abbiamo potuto vedere".
Ilaria Cucchi, la sorella del ragazzo morto di carcere

I virgolettati che avete letto qua su non sono opere di fantasia, ma fatti realmente accaduti nel nostro stivale e che vi presentano un quadro piuttosto inquietante di come, a volte, a sbagliare è il duro braccio della giustizia. Sia chiaro, la mia non vuole essere una generalizzazione ma vuole porre l’attenzione sui tanti, troppi casi spesso irrisolti o dimenticati dove l’uso del manganello è divenuto abuso. Quanti ne abbiamo visti e letti in questi anni? Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri, Carlo Giuliani, Giuseppe Saladino, Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi sono il risultato di un modo anomalo di gestire la sicurezza: come in guerra!
Poche ore fa i parenti di Stefano Cucchi hanno diramato le immagini del giovane morto di carcere. Ilaria Cucchi, la sorella, in un’intervista al blog di Grillo (www.beppegrillo.it) afferma: “mi giunge voce che la risposta all’interrogazione del Ministro Alfano è stata che Stefano è caduto: ora mi spieghino dove, come e perché è caduto e, soprattutto, come ha fatto a morire. Che mi spieghino, per una caduta, come poteva riportare tutti quei segni di traumi sul viso e sul corpo e che mi spieghino perché è stato lasciato morire”. Amara anche la replica del padre del giovane trovato con due vertebre rotte, il viso deformato, un occhio pesto, l’altro fuori dalle orbite, le ossa della mascella spostate. Giovanni Cucchi sempre al blog di Beppe Grillo dice: "quando è il momento in cui ho visto mio figlio all’obitorio mi è caduto il mondo, vedendolo così, in quelle condizioni veramente inimmaginabili. Ho provato un dolore enorme e un senso di frustrazione di fronte a quello che lo Stato ci può dare e, in effetti, mio figlio è entrato sano ed è uscito morto in quelle condizioni. Voglio dire, non è ammissibile che, per qualsiasi cosa uno possa aver fatto, sia ridotto sia dal punto di vista fisico che anche dal punto di vista morale in quel modo, perché mio figlio è morto solo. E’ una rabbia enorme per come può finire un figlio così, massacrato in quel modo..". Adesso tre agenti di polizia penitenziaria sono finiti sotto indagine per omicidio preterintenzionale e tre medici dell'ospedale Sandro Pertini per omicidio colposo, ma la strada per la verità e la giustizia è lenta e tortuosa.
Un ’altra vittima del sistema carcerario è stato Giuseppe Uva. Ne racconta un suo amico sempre sul sito www.beppegrillo.it: "Ero in compagnia di Giuseppe Uva, la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008 quando, un po’ euforici, abbiamo transennato una via di Varese deviando praticamente il traffico lì nel centro. Quando siamo stati fermati da una gazzella dei Carabinieri […] Uva è stato scaraventato per terra e poi, in un secondo tempo, è stato scaraventato dentro l’auto e preso a pugni, io sono stato scaraventato dentro una pattuglia della Polizia, dentro una volante della Polizia, siamo stati portati nella caserma di Via Saffi a Varese e questi due Carabinieri si sono.. un Carabiniere in particolar modo l’ha massacrato di botte in caserma insieme ai suoi colleghi e mi dicevano: “dopo arriva anche il tuo turno”. Al che, quando finalmente mi sono trovato da solo, ho chiamato il 118 implorandolo di venire in soccorso, perché un mio amico veniva massacrato, mi hanno detto che in caserma non potevano intervenire […]”. Giuseppe Uva ha trovato così la morte: per una bravata! Sotto i colpi dei "tutori dell’ordine"
Ennesima morte in carcere per Giuseppe Saladino. Un caso simile a Stefano Cucchi, una morte troppo istantanea. La Procura di Parma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti sulla morte di Giuseppe Saladino, un 32enne deceduto in carcere meno di 24 ore dopo il suo arresto. Saladino era stato condannato agli arresti domiciliari per aver rubato dai parchimetri, era stato sorpreso dalle forze dell’ordine lontano dal suo appartamento. Nel pomeriggio era perciò stato rinchiuso nella casa circondaria ma durante la notte avrebbe avvertito un malore, a cui è seguita la morte.
Triste caso è quello relativo a Riccardo Rasman, affetto da “sindrome schizofrenica paranoide”. Il 27 ottobre del 2006 muore nella propria casa di Trieste dopo l’intervento di due pattuglie della polizia, aveva 34 anni ed è morto per “asfissia da posizione” dopo aver subito lesioni e violenze da quattro poliziotti. La sindrome di Riccardo iniziò durante la leva militare, durante il quale subì numerosi episodi di quello che viene banalmente definito “nonnismo”, ma che invece è un misto di violenza e prepotenza. E’ da lì che Rasman inizia a vivere con la paura delle divise. La sera del 27 ottobre 2006 l’intervento delle pattuglie avvenne dopo la segnalazione di “spari” provenienti dalla casa di Riccardo, erano petardi per festeggiare il nuovo lavoro da netturbino. Arrivano gli agenti che gli intimano di aprire la porta, lui si rifiuta per paura rannicchiandosi sul letto. Gli urla contro. Loro sfondano la porta e nessuno li ferma. Riccardo è stato trovato con le manette e le mani dietro la schiena, filo di ferro alle caviglie, diverse ferite e con segni di “imbavagliamento con blocco totale o parziale della bocca, effettuato con un cordino o con qualcosa di simile. Questo imbavagliamento avrebbe causato una ulteriore restrizione, soprattutto della respirazione”. Anche se immobilizzato “esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie”. Da lì la morte per asfissia.
Altri inquietanti casi riaffiorano alla mente: Gabriele Sandri, il giovane che si trovava in auto in un autogrill dove era scoppiata una rissa tra tifoserie e lì ha trovato la morte per mano di un poliziotto che, per sedare la rissa, ha pensato bene di sparare colpendolo mortalmente al collo. Triste epilogo, ma altrettanto triste è il caso di Federico Aldrovandi che non si trovava sulla scena di una rissa, né ha dato motivo agli agenti di pestarlo a morte! Il diciottenne era di ritorno verso casa, proveniva da un concerto e stava passeggiando, stanco e soddisfatto per la bella serata nella zona dell'Ippodromo, a Ferrara. Non si sa perché è successo ma è successo: alcuni poliziotti in divisa lo hanno raggiunto e picchiato a morte!
Anche la stampa si è trovata spesso dileggiata e bloccata dall'ordine costituito. Diversi aneddoti raccontano come alcuni tutori dell'ordine abbiano pestato uomini armati solo di telecamere, macchina fotografica o microfono. Un avvenimento che rimarrà sicuramente nella storia riguarda Stefano Salvi, l'ex vice Gabibbo di Striscia la notizia. Durante una sua visita a casa di D'Alema la polizia fece uscire “gentilmente” Salvi da una vetrata che si spaccò rompendogli la mano. In più gli sequestrarono la cassetta con il filmato che attestava la situazione. Ma il cameraman tenne la telecamera e il microfono di Salvi accesi, riuscendo a registrare una affermazione del poliziotto che lo aveva scaraventato fuori che ha del drammatico: “Non gridare, stai zitto. E’ inutile che fai così, ho dieci persone che possono testimoniare che io non ti ho colpito”. Peccato che quei dieci testimoni non erano presenti durante il fatto. “Insomma, state attenti – sentenziò l’allora conduttore di Striscia - se cadete in una colluttazione con un componente delle forze dell'ordine, c’è il rischio di avere dieci persone che potranno testimoniare contro di voi”.
Durante il G8 di Genova un giornalista ha voluto raccontare le giornate di protesta, dormendo come gli altri dove capita. Lo hanno massacrato! Indimenticabili anche gli scontri tra forze dell’ordine e i Cobas del latte, ricordate? I Cobas, stanchi delle costrittive quote latte, decisero di protestare spargendo sulle strade del letame! I nuclei anti sommossa decisero di sedare la situazione, assalendo anche fotografi e cameraman della Rai e spaccando una telecamera rea di stare documentando l’ondata di violenza, su quel caso allora ci fu un religioso silenzio da parte della stessa stampa, perché sarebbe stato considerato perlomeno “increscioso” che un servizio pubblico, quali sono le forze dell’ordine, attaccasse in modo del tutto gratuito un altro servizio pubblico, qual è la Rai.
Tempo fa, durante un incontro di Forza Nuova la tensione era alle stelle ma un paio di celerini pensarono bene di sferrare manganellate anche ad un operatore, che si ritrovò con cinque costole rotte, una ferita alla testa e una frattura alla mano. Il nervosismo degli agenti del reparto mobile era tanto e, visto lo stato in cui era ridotto il cameraman, i responsabili delle forze dell'ordine sembravano smarriti. Nella confusione qualcuno di loro diceva che il free lance era solo scivolato. L'inviata di un Tg urlava terrorizzata a qualcuno nel telefonino: “Ditegli che non si possono buttare così addosso alla gente, che poi non si può dire niente… Non posso nemmeno dare la notizia”. Già, perché dare una notizia del genere vuol dire creare un terremoto. Interverrebbero associazioni dei lavoratori, l'ordine dei giornalisti, sindacati. Sarebbe crisi. Ma noi, ormai da parecchio tempo, siamo diventati un Paese in controtendenza, un Paese dove ci si indigna solo per un plastico della villetta di Cogne!

Link1: così morì Federico Aldrovandi
http://www.agoravox.it/Video-choc-il-ragazzo-a-terra-e.html
Link2: Violenze e pestaggi al G8 di Genova
http://www.agoravox.it/Violenze-pestaggi-e-torture-al-G8.html
Link3: Beppe Grillo vuole fondare un comitato vittime dello stato! Ne parla nel video…
http://www.youtube.com/watch?v=GL6CXZvQ7ZU&fmt=8

Fabio Barbera

martedì, novembre 17, 2009

POPULISMO nella società Italiana

Troppo spesso sentiamo dire a politici, sociologi e commentatori il termine populismo.

Che cos’è il populismo? Dove nasce? Con quale intendi? Cosa è diventato nel mondo?

Come viene vissuto in Italia?

Tutte domande a cui ognuno di noi può tentare di dare risposta. E non è detto che le accezioni date al termine siano coincidenti. Infatti i significati dati al temine dipendono molto dalla storia del luogo, dal costume politico è sociale.

Negli USA il Populismo è stata una delle parole chiave della campagna elettorale di Barack Obama , ed è anche una delle armi meglio utilizzate dal partito democratico,.

La premessa è che il termine populismo, negli Stati uniti, non ha la stessa accezione negativa che lo caratterizza qui in Europa: autodefinirsi populista – come fanno alcuni rappresentanti del partito democratico - significa schierarsi col popolo, e quindi ha un suo valore intrinseco.

In America Latina il populismo ha dilagato tra gli anni trenta e sessanta (es: il Peronismo

Argentino, Getulio Vargas in Brasile e non solo) con conseguenze sociali devastanti.

Il populismo sud americano ha ribaltato il senso del termine: è l’imprenditore e la sua famiglia che è contro i burocrati (assumendo una declinazione conservatrice e anti-statalista). E quindi il popolo diventa la classe media, che nella sua accezione più larga sembra comprendere chiunque lavori o paghi le tasse (forse), una sorta di surrogato del termine popolo.

E in Italia?

Il nostro populismo somiglia molto a quello sud Americano.

In tutta Europa ha un significato negativo tanto da essere considerato un sinonimo di demagogia.

Quando nacque in Russia, come movimento politico-culturale nella seconda parte del XIX sec per avere fine con la rivoluzione bolscevica del 1927, sosteneva la necessità di appoggiarsi alle popolazioni rurali per favorire un tentativo rivoluzionario di rovesciamento del regime zarista; cosa che avvenne in seguito all'attentato del 1881 contro lo zar Alessandro II, nessuno immaginava i contorni che avesse assunto il Europa (Nazismo, Fascismo, Franchismo) e nella stessa Russia (Stalinismo)


Oggi in Italia la società, a me sembra, sia impregnata di populismo demagogico di tipo sud americano.

L’idea che l’impresa sia a centro della società e non il popolo delle famiglie, l’anti statalismo, l’idea che si ha della di giustizia. Le scelte di politica economica tendenti ad aiutare le imprese e non le famiglie (scudo fiscale, riduzione IRAP).L’idea che l’eletto sia al di sopra della legge. Tutti comportamenti populisti. Il termine berlusconismo non l’ho certo coniato io.

Purtroppo la cosa piu’ grave non è solo il populismo politico, che Berlusconi ed i suoi fedelissimi incarnano al meglio, ma quello sociale che è entrato nella vita di tutti noi indebolendo i valori fondanti della persona e della società.

Oggi conta essere popolari non importa come si arriva alla popolarità.

Mentre un fisico, un biologo fa il ricercatore nelle università per 900 Euro al mese il partecipante al reality di turno fa serate in discoteca a 2000 Euro a serata anche se non ha alcuna competenza e sa solo mangiare banane, o muove il culo o mostrare i muscoli da palestrato.

Mentre la casalinga amministra le poche risorse che il marito operaio .porta a casa la pubblicità paga fior di euro a personaggi popolari per convincerci della bontà e convenienza del prodotto. Personaggi non sempre popolari per meriti propri spesso per demeriti propri (es: Corona)

Mentre i giovani laureati faticano a trovare lavoro e quando lo trovano subiscono contratti capestro (a progetto, flessibili a termine) i personaggi popolari te li trovi a fare opinione in molte trasmissioni di intrattenimento con bei gettoni di partecipazione, spesso esprimono opinioni su argomenti su cui non hanno una preparazione adeguata.

Sposini, Pivetti, Parietti, Giurato ed tanti altri spaziano su questioni sanitarie, sociali, politiche, scientifiche, giuridiche ed altro, senza avere la dovuta competenza con messaggi che arrivano a tutti noi le cui conseguenze non sono prevedibili.

Il berlusconismo ha fatto scuola. Il berlusconismo non è solo in politica è la società italiana che e pervasa di populismo demagogico degenere e forse è proprio questa la chiave di lettura del successo elettorale degli ultimi anni del cavaliere.

Qualcosa sta cambiando, qualcuno comincia a capire che il consenso dato a questa maggioranza di governo ben poco viene usata per risolvere i problemi delle famiglie e dei giovani e troppo spesso quelli di imprese, imprenditori e del presidente del consiglio.

La speranza è che le prossime regionali diano una indicazione chiara che gli Italiano hanno capito il gioco di prestigio in cui sono incappati e comincino la fase di ripresa del proprio destino e di quello dei loro figli.

Prof Chiarenza Lorenzo

lunedì, novembre 16, 2009

Cattura Boss Raccuglia- L'arrivo alla mobile

Ore 17:30, la squadra mobile di Palermo e la Catturandi mettono a segno un altro decisivo colpo nella lotta a Cosa Nostra. Domenico Raccuglia, u veterinario, viene arrestato a Calatafimi, nel trapanese. Si conclude così dopo 15 anni, la latitanza del boss, considerato fino ad oggi il numero 2, davanti a lui solo il pluriergastolano ricercato Matteo Messina Denaro.Il boss Domenico Raccuglia Il boss Domenico RaccugliaQuando le forze dellordine hanno fatto irruzione, Raccuglia era da solo ed evidentemente non si aspettava la visita improvvisa diospiti dato che ha subito tentato una fuga maldestra conclusasi quasi subito. Ledificio infatti era già stato circondato dalla Polizia e dunque, ha capito che il suo proposito di fuga non sarebbe potuto andare a buon fine. Prima di abbandonare la casa in cui viveva, pare non da molto, il latitante ha cercato di sbarazzarsi di un sacco che conteneva armi, pizzini e altra roba, lanciandolo dalla finestra. Il tutto ovviamente è stato recuperato sarà oggetto di esame da parte degli inquirenti. Allinterno dellappartamento sono state ritrovate ingenti quantità di denaro che avrebbero potuto garantire al Raccuglia una certa autonomia.Accusati di favoreggiamento aggravato Benedetto Calamusa 65 anni e Antonia Soresi 38 anni che avrebbero messo a disposizione del boss la casa in cui è stato arrestato.

domenica, novembre 15, 2009

Mafia, arrestato boss Raccuglia uno degli eredi di Provenzano

di Salvo Palazzolo FONTE: Repubblica.it
Era latitante da quindici anni. Domenico, “Mimmo”, Raccuglia era uno degli eredi di Bernardo Provenzano, uno dei componenti del nuovo gotha della mafia siciliana. E’ stato arrestato oggi pomeriggio, poco dopo le 17,30, dai poliziotti della sezione Catturandi della squadra mobile di Palermo e dai colleghi del Servizio centrale operativo. Si nascondeva in una palazzina del centro storico di Calatafimi (provincia di Trapani) che si trova in via Cabbasino.

Da una quindicina di giorni gli investigatori erano sulle tracce del latitante: oggi pomeriggio, di concerto con i magistrati della Direzione disttrettuale antimafia di Palermo, è stata decisa l’i rruzione. Raccuglia, che era armato con due pistole, ha tentato una fuga sui tetti, ma è stato bloccato poco dopo.

Nel suo covo sono stati trovati documenti e pizzini, adesso al vaglio del pool coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia, che ha curato le indagini assieme ai sostituti Roberta Buzzolani e Francesco Del Bene.

“Abbiamo fermato un capomafia in piena operatività”, dice il pm Buzzolani. “Raccuglia, che ha 43 anni, era cresciuto all’ombra di padrini di rilievo come Giovanni Brusca, con loro aveva compiuto efferati crimini, come l’assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Mario Santo. Oggi, forte di quella esperienza, Raccuglia era uno dei protagonisti della riorganizzazione mafiosa”.

Probabilmente, non era un caso che Raccuglia si nascondesse in provincia di Trapani. I magistrati sospettato un’alleanza forte con il superlatitante Matteo Messina Denaro, ritenuto ormai al vertice di Cosa nostra siciliana.

Raccuglia deve scontare tre ergastoli. Da Altofonte, il centro della provincia palermitana dove ha vissuto prima della latitanza, aveva esteso il suo potere in tutto il territorio della provincia, questo dicono le indagini. Fra i suoi affari, la gestione delle estorsioni e degli appalti “aggiustati”.
(15 novembre 2009)

Stefania Petyx, l’inviata siciliana col bassotto, alla conduzione di Striscia la domenica


Domenica 15 novembre l’esilarante inviata siciliana del noto tg satirico siederà con Gimmy Ghione dietro il bancone di Striscia la Notizia per una puntata speciale dedicata a retroscena e scoop dallo Zecchino d’Oro. Noi l’abbiamo raggiunta a Milano2 (dove stava registrando la puntata) per farci concedere un’intervista al fulmicotone per la trasmissione Onde Radio su Radio Sapienza (www.radiosapienza.net) per condividerla anche con i lettori di Castellolibero.

Parliamo di informazione, controinformazione e satira. Esiste un tg che continua da 22 anni a raccontarci l’Italia anche attraverso uno stuolo di inviati che da quest’anno, ogni domenica, si avvicenderanno alla conduzione. Noi abbiamo incontrato un’amica, gradito ritorno è l’inviata col fedele Bassotto, dalla redazione di Palermo e nuovamente con noi Stefania Petyx. Ciao Stefania…

Eh eh eh…Fabio devo dirlo, mi fa ridere troppo come parli in radio, non riuscirò ad essere seria. Sarà dura finire quest’intervista te lo dico!

Eh eh..è così Stefania, meno male che in radio, come nel patinato mondo del web, riusciamo a non farci vedere perché anche a me scappa da ridere. Ma facciamoci coraggio e parliamo di Striscia la Notizia, quanti servizi hai già realizzato, li hai contati?

No, devo dire che non mi è capitato di contarli, non riuscirei a mettermi lì a fare catalogazione però li registro e a volte li rivedo sul sito www.striscialanotizia.it dove ce ne sono parecchi. Ma la cosa dei numeri proprio no, se no si finisce col cercare di farne di più e fare anche cavolate e a me non interessa farne tanti per fare male, meglio pochi ma buoni.

L’ultima tua fatica, ricordiamolo ai lettori, ha creato un terremoto al Comune di Palermo: c’è chi ha chiesto le dimissioni del Sindaco Cammarata!

C’è chi le ha chieste e c’è chi non le ha ottenute, pensa un po’.

Eh si, non si smuove da quella poltrona nemmanco se gliela togliamo da sotto, eh?

Proprio così!

Rifacciamo il punto raccontando un po’ come è andata?

Si, è accaduto che in una società comunale lavorava per finta una persona, nel senso che quella persona lì non ha mai lavorato pur percependo uno stipendio, perché il suo lavoro reale era fare lo skipper, sulla barca, anzi, sullo yacht del Sindaco Cammarata.

La redazione di Palermo è andata con le telecamere nascoste a controllare e siete incappati in un ulteriore scoop: non solo il Sindaco usava un dipendente pubblico per scopi personali ma addirittura affittava quella barca. E senza fattura!

Si, è capitato. Il bello che la storia è una cosa filmata, dimostrata. Ognuno poi agisce con la propria coscienza, vedendo che il Sindaco è ancora lì mi viene da pensare che Cammarata non la ritiene una cosa grave! Intanto però il caso è passato alla magistratura e non ti nego che potrebbero nascere altri nuovi servizi in merito.

Ti accompagni alla dolce e curiosa Carolina, il bassotto che annusa e scova le magagne.

La curiosità è un vizio che ci riguarda entrambe. Come il gusto per le verifiche.

Approposito, il gusto per le verifiche ti ha qualche volta creato problemi, come con Emanuela Foliero. C’hai litigato?

Ma quanto sei fango tu, ma guarda che pettegolo. Io a te non racconterò mai più nulla, al massimo che ore sono saprai da me. Lo racconto, dovevo intervistarla per un calendario in cui era apparsa e durante l’intervista, visto che purtroppo sulle donne c’è sempre la storia del “rifatto” o “non rifatto”, le ho toccato le tette. Devo dire quindi che la colpa del litigio è stata mia!

Si, ma tu volevi solo tastare la situazione, no? Appurare la veridicità del contenuto…

Si, non ha amato per niente l’idea, secondo me non mi ha picchiata per miracolo. Io come dicevo vivo per verificare anche in quel caso…ho verificato! Però in questo periodo strano di politici che fanno curiosi incontri, non vorrei che il fatto che ho toccato le tette ad una donna mi creasse problemi.

Eh eh, si qui nel Lazio ci siamo abituati! Ma siamo sicuri che non sarà l’ultimo aneddoto curioso che ti riguarda.

Diciamo che non sarà l’ultima cazzata che farò!

Intanto però hai condotto Striscia la Domenica, la rubrica che raccoglie il meglio degli scoop fatti in ventidue anni di trasmissione. Con chi eri?

Eh si, sono stata dietro al bancone con Gimmy Ghione. Terrorizzante la cosa, perché Gimmy è completamente pazzo, non sai mai cosa farà cosa fara o cosa dirà, ma mi sono divertita tantissimo e presto tornerò dietro quel bancone.

Ne vedremo sicuramente delle belle, allora naturalmente nella striscia serale di Canale 5.

Ciao a tutti, alla prossima!

LINK:

Si parla di Striscia la Notizia e Stefania Petyx anche ai link:

http://www.agoravox.it/Ipse-Dixit-l-inviata-in-giallo-di.html

http://www.fascioemartello.it/2009/09/21/petyx-colpo-da-ko-a-diego-cammarata/

http://www.agoravox.it/Striscia-vs-Cammarata-2a-puntata.html

http://www.agoravox.it/Striscia-la-notizia,4608

I video con tutti i servizi di Stefania Petyx sono, invece, su

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/videogallery/videogallery_petyx.shtml

Fabio Barbera